
E mentre il ministro per gli Affari Esteri di Israele Israel Katz parla di riprendere il conflitto contro l’Iran, perché vi sarebbero questioni irrisolte, e il primo ministro Benjamin Netanyahu, parla di Israele come una super potenza, l’Iran risponde con la storia delle dottrine religiose.
Il leader della Rivoluzione Islamica, l’Ayatollah Mojtaba Khamenei, rilascia un messaggio in occasione della Giornata Nazionale di Ferdowsi il 15 maggio, poeta persiano che gettato le basi di un genere nuovo per la letteratura musulmana in genere, e persiana in particolare: l’epica. Ha scritto lo Shāh-nāmeh, il Libro del Re.
Scrive Mojtaba Khamenei: “Il persiano è più di una semplice lingua parlata e scritta. È il fondamento del pensiero iraniano, il legame che unisce le nostre idee e uno dei confini più chiari dell’identità iraniana. La lingua e la letteratura persiana sono tra i maggiori punti di forza dell’Iran per condividere la ricca cultura e civiltà dell’Iran islamico con il mondo. E l’appello del nostro saggio leader martire (Ayatollah Ali Khamenei, ndr) a rafforzare la lingua persiana rimane un faro per la forza e il futuro della “civiltà iraniano-islamica”.
E ancora spiega: “Durante la Terza Sacra Difesa, proprio come nelle due precedenti guerre imposte, la nazione iraniana ha dimostrato ancora una volta che le storie leggendarie di Ferdowsi non sono semplici miti, ma riflessi delle loro vite reali e del loro spirito eroico. I valori ispiratori, coraggiosi e coranici dello Shahnameh hanno unito tutti i gruppi etnici e le classi sociali in tutto l’Iran, unendoli nella difesa della loro identità, autenticità e indipendenza, e nel resistere agli aggressori, quelli come Zahhak. Questa epopea di resistenza, difesa e vittoria pone una grande responsabilità sulle spalle della comunità culturale, letteraria e artistica iraniana: elevarsi come Ferdowsi, portare avanti una missione artistica al fianco della lotta del popolo, fondere pensiero, penna e linguaggio con l’arte, e per preservare la storia della storica rivolta nazionale per le generazioni future”.
E conclude affermando: “Allo stesso tempo, questa fiera vittoria e la coraggiosa resistenza contro lo spietato assalto delle potenze globali hanno reso la nazione ancora più determinata a proteggere la propria indipendenza di civiltà e a contrastare il dominio linguistico, culturale e stilistico. Grazie alla creatività e all’innovazione degli attivisti culturali, l’Iran è ora in una posizione migliore per rafforzare le proprie difese linguistiche e intellettuali e per sostenere la crescita e lo sviluppo dei suoi figli”.
Come a dire se resteremo uniti vinceremo questo conflitto, e implicitamente è una risposta agli Stati Uniti che hanno detto no all’accordo proposto dall’Iran.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
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