#ISRAELIRANWAR. Katz: “Naim Qassim sta giocando con il fuoco, e questo fuoco brucerà Hezbollah e tutto il Libano”. Diplomazia al lavoro per accordo USA Iran. In molti temono il peggio

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Secondo la CNN, l’Iran dovrebbe presentare una proposta rivista ai mediatori in Pakistan nei prossimi giorni. L’ennesima. Nel frattempo all’ONU la coalizione occidentale guidata dagli Stati Uniti sfila con un folto gruppo di paesi per la “libertà di navigazione” nello Stretto di Hormuz.

A Washington, Incontro previsto di Trump con il team per la sicurezza nazionale: la CNN riporta che l’incontro discuterà le opzioni di Trump, incluso un possibile ritorno ai bombardamenti in Iran, secondo due fonti informate. Trump sarebbe insoddisfatto della proposta iraniana di cessare le ostilità e la guarda con scetticismo, poiché non riguarda il programma nucleare iraniano, secondo quanto riportato da Reuters e dal Wall Street Journal.

Secondo il segretario di Stato Rubio, “un futuro accordo con l’Iran dovrebbe impedire la creazione di armi nucleari, sono negoziatori esperti e dobbiamo garantire che qualsiasi accordo raggiunto, qualsiasi accordo, impedisca chiaramente il loro desiderio di creare armi nucleari in qualsiasi momento”, ha sottolineato. Stretto di Hormuz: “Loro (l’Iran) non possono normalizzare, né possiamo tollerare che cerchino di normalizzare, un sistema in cui sono gli iraniani a decidere chi può utilizzare una via navigabile internazionale e quanto si deve pagare per utilizzarla”. E ancora Rubio: “l’Iran sta militarizzando lo Stretto di Hormuz come “arma nucleare economica””

Al momento però i desiderata dell’Iran e quelli degli stati Uniti sono molto lontani, c’è anche chi dice che Washington e Teheran potrebbero concludere un accordo di pace a tappe, CNN. Dietro le quinte è in corso un intenso lavoro diplomatico e i negoziati attuali si concentrano su un processo a fasi. Nell’ambito di questi negoziati, la prima parte del potenziale accordo sarà dedicata al ritorno allo status quo prebellico e al ripristino della navigabilità dello Stretto di Hormuz senza restrizioni e dazi. Inoltre, la questione del programma nucleare iraniano, che sia gli Stati Uniti che Israele hanno usato come pretesto per la guerra, verrà affrontata in seguito.

Al contrario account israeliani su X e Telegram stanno condividendo “messaggi subliminali” che lasciano intendere che gli attacchi missilistici contro l’Iran potrebbero essere inevitabili.

Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baqaei commenta la dichiarazione della Ursula von der Leyen secondo cui è “troppo presto per revocare le sanzioni” contro l’Iran. “Semmai, ciò non fa che dimostrare ulteriormente il doppio standard e l’ipocrisia della classe dirigente europea, e accelerare l’imbarazzante declino dell’Europa verso l’irrilevanza.”

Secondo un articolo di Ynet, l’amministrazione Trump e Israele si accordarono per attuare un piano per rovesciare il governo iraniano in caso di guerra. Inoltre, era previsto il supporto del Mossad per accelerare questo piano. L’articolo rileva che questo piano è stato infine annullato dall’amministrazione Trump all’ultimo minuto.

L’Ucraina ha avvertito Israele di un potenziale scandalo diplomatico qualora alla nave russa Panoramits fosse consentito di entrare nel porto di Haifa e scaricare grano esportato da nuove regioni. Lo ha riportato il corrispondente di Axios Barak Ravid, citando una fonte diplomatica ucraina. Se alla Panoramits fosse consentito di scaricare, l’Ucraina intende applicare “tutte le misure diplomatiche e legali internazionali” contro Israele, ha aggiunto la fonte di Axios. Afferma inoltre che Israele ha già ignorato le richieste dell’Ucraina riguardo a un’altra nave con un carico simile.

Il presidente israeliano Isaac Herzog è volato in Kazakistan con otto ore di anticipo perché non è riuscito ad entrare nello spazio aereo turco. L’aereo ha raggiunto il Kazakistan sorvolando l’Europa e la Russia.

Il ministro della Difesa israeliano Katz: “Naim Qassim sta giocando con il fuoco, e questo fuoco brucerà Hezbollah e tutto il Libano. Non ci sarà alcun cessate il fuoco in Libano, e il lancio di attacchi incendiari innescherà un incendio che brucerà i cedri del Libano. Se il governo libanese continuerà a vivere all’ombra di Hezbollah, si scatenerà un incendio che brucerà i cedri del Libano”. A causa delle violazioni commesse da Hezbollah, il governo israeliano approverà la proroga della “situazione speciale nelle retrovie” in tutto il paese fino al 7 maggio.

Le autorità del Bahrein hanno revocato la cittadinanza a 69 persone, compresi i loro familiari, per aver espresso sostegno alle azioni dell’Iran e per aver collaborato con organizzazioni straniere, secondo quanto riportato dal Ministero dell’Interno del Regno e ora sta confiscando i documenti ufficiali a coloro a cui è stata revocata la cittadinanza e li costringe a lasciare il Paese entro quattro giorni.

Lo Stretto di Hormuz è completamente intasato da petroliere bloccate. Nella giornata del 28 aprile la VLCC giapponese Idemitsu Maru attraversa lo Stretto di Hormuz dopo aver ricevuto l’autorizzazione dall’Iran, trasportando 2 milioni di barili di greggio da Ras Tanura.

Anche nella note tra il 27 e il 28 aprile Ii cittadini iraniani hanno riempito Piazza Enghelab a Teheran per la 58esima notte consecutiva in una massiccia dimostrazione di unità a sostegno della leadership e delle forze armate. La leadership iraniana ha proposto agli Stati Uniti un accordo graduale per risolvere il conflitto, attualmente in tregua. Si prevede che Washington e Teheran si accorderanno prima su un meccanismo per fermare le ostilità “sul terreno”, ovvero in Iran e Libano. Lo sblocco dello Stretto di Hormuz sarà discusso in un secondo momento. Teheran non è disposta a cedere su questo punto: continua a insistere sull’imposizione di una tassa sulle navi mercantili e su nuove normative di transito. La parte iraniana intende discutere tutti gli aspetti del suo programma nucleare solo durante la fase finale dei negoziati. Anche il presidente Donald Trump è intransigente, sostenendo che un blocco navale statunitense renderebbe inutilizzabili le infrastrutture petrolifere iraniane a causa dei serbatoi stracolmi e del mancato utilizzo degli oleodotti.

L’ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite, Amir Saeid Iravani, al Consiglio di Sicurezza dell’ONU: “Le misure adottate dall’Iran nello Stretto di Hormuz sono azioni legittime fondate sulle sue leggi e regolamenti nazionali”. “Poiché l’Iran non è parte della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare del 1982 (UNCLOS), non è vincolato dalle disposizioni del trattato, ad eccezione di quelle che riflettono il diritto internazionale consuetudinario”. “Qualsiasi interruzione del traffico marittimo nella regione è responsabilità degli Stati Uniti e dei loro alleati a causa del loro blocco illegale.”

Gholam-Hossein Mohseni-Eje’i, Capo della Magistratura iraniana ritorna sulla questione spionaggio: “Gli individui che, sia all’interno del Paese che all’estero, collaborano in qualsiasi modo con il nemico aggressore, devono essere certi che saranno perseguiti secondo la legge”. “Se la pena della confisca dei beni è legalmente applicabile, i loro beni saranno certamente sequestrati per ordine della legge”.

Trai più pessimisti sulla riuscita dei negoziati USA – Iran, il professor Marandi, tra i presenti a Islamabad. “L’Iran si sta preparando alla guerra, e la guerra potrebbe essere molto vicina.” “L’Iran ora deve garantire che il Golfo Persico non possa mai più essere utilizzato come piattaforma di guerra contro di esso.” “Se gli Stati Uniti (o i loro alleati) useranno i Paesi del Golfo Persico come basi o per procura per colpire le infrastrutture critiche dell’Iran, Teheran risponderà attaccando direttamente le infrastrutture di quei Paesi.”

Il professor Marandi ha esposto le condizioni poste dall’Iran per qualsiasi negoziato con l’amministrazione Trump: “Trump deve rispettare gli accordi precedenti al primo round di colloqui. Israele deve cessare le sue azioni militari in Libano. L’embargo/le sanzioni contro l’Iran devono essere revocate”. Afferma che senza queste condizioni, i colloqui sono inutili e l’Iran è pronto alla guerra.

Ed ora uno sguardo agli scenari militari aperti aggiornato alle ore 17:30 del 28 aprile. Razzi lanciati dal Libano verso posizioni dell’esercito nemico israeliano nelle zone di incursione del Libano meridionale. Hezbollah rivendica il lancio di un missile terra aria contro androne israeliano e ancora lanci contro la Galilea. Sirene in azione a Misgav Am, nella Galilea. Aeronautica e Difese attivate nell’Alta Galilea. A seguito degli allarmi attivati ​​nell’area di Misgav Am, sono stati lanciati missili intercettori contro bersagli aerei sospetti identificati nell’area in cui operano le forze IDF nel Libano meridionale. I risultati dell’intercettazione sono in fase di esame.

l rappresentante americano al Consiglio di Sicurezza: C’è un solo ostacolo a Gaza, ed è Hamas. Deve disarmarsi e accettare di non avere alcun ruolo.

L’ex capo del Mossad ha detto che si è “vergognato” dopo aver visitato i villaggi palestinesi distrutti dai coloni. Fonti palestinesi rispondono: “Non abbiamo bisogno della tua “vergogna”, abbiamo bisogno che tu e i tuoi coloni ve ne andiate dalla “Terra Santa”. La Palestina appartiene ai palestinesi, non ai colonizzatori europei che si atteggiano a vittime”.

Immagini satellitari pubblicate dai media libanesi mostrano distruzione a Bint Jabil. Nella giornata del 28 aprile sono conti dati gli attacchi contro Hezbollah che ha risposto con lancio di droni FPV contro le truppe israeliane. Un morto e un ferito tra i militari israeliani nella giornata del 28 aprile. 

Israele afferma di aver bombardato la città di Qantara e di aver distrutto un tunnel usato da Hezbollah usando 570 tonnellate di esplosivo. Raid israeliani sulla città di Jwaya, sulla città di Al-Shihabiya. Raid sulla città di Ankoun, distretto di Sidone. Si registrano 7 feriti nel primo conteggio del raid su Tayr Debba. Attacco aereo contro la città di Al-Tayri, nel Libano meridionale e altro attacco segnalato a Al-Haniyah. Attacco aereo contro Sal’a. Nel mirino dei jet israeliani: Kfardounine e Yater,

Il Comando del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane nella provincia del Kurdistan iraniano: “è stata condotta un’operazione di sicurezza contro una cellula legata a gruppi separatisti che stava pianificando attentati. Sono state sequestrate armi, munizioni e dispositivi di comunicazione avanzati, tra cui Starlink, e quattro persone sono state arrestate”.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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