
Il Pakistan ha portato la nuova proposta iraniana agli Stati Uniti. Sarebbe una proposta emendata a quella fatta dagli Stati Uniti nei giorni scorsi. Il nuovo testo iraniano si concentra, a quanto pare, sui negoziati per la fine della guerra e sulle misure statunitensi per rafforzare la fiducia.
Nella giornata del 17 maggio era apparsa nella social sfera di riferimento un testo per punti proposto dagli USA all’Iran e uno viceversa dall’Iran agli USA. Fars sintetizza e scrive: “Elenchiamoi termini americani a confronto con quelli iraniani per l’accordo. USA: Gli Stati Uniti non pagheranno alcun risarcimento o rimborso per danni; Esportazione e trasferimento di 400 kg di uranio altamente arricchito dall’Iran agli Stati Uniti; Mantenere in Iran un solo impianto nucleare operativo; Non sbloccare nemmeno il 25% dei beni iraniani congelati; Condizione per la cessazione della guerra su tutti i fronti durante i negoziati. Iran: Fine della guerra su tutti i fronti, in particolare in Libano; Revoca delle sanzioni contro l’Iran; Sblocco dei fondi iraniani congelati; Risarcimento per i danni causati dalla guerra; Riconoscimento della sovranità iraniana sullo Stretto di Hormuz”.
Secondo il New York Times: Israele e Stati Uniti si preparano a una possibile ripresa delle ostilità in Iran già questa settimana. Trump ha convocato il suo team per la sicurezza nazionale per discutere della situazione in Iran. E lo stesso ha fatto Benjamin Netanyahu dopo la chiacchierata telefonica con il presidente USA che gli avrebbe riferito dell’incontro in Cina.
In risposta alle minacce di Trump su Hormuz, dall’Iran fanno sapere:”Questa rotta rimarrà chiusa agli operatori del cosiddetto Progetto Libertà” Ebrahim Azizi, presidente della Commissione per la Sicurezza Nazionale del Parlamento iraniano, afferma che l’Iran ha predisposto un meccanismo professionale per gestire il traffico nello Stretto di Hormuz. La televisione di Stato iraniana ha riferito che alcuni attori europei hanno avviato negoziati con la Marina del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) in seguito al passaggio di navi provenienti dall’Asia orientale attraverso lo Stretto di Hormuz.
La neonata Autorità per lo Stretto del Golfo Persico (PGSA), l’agenzia iraniana per la gestione dello Stretto di Hormuz, lancia un account X ufficiale, Al Jazeera. La PGSA promette aggiornamenti in tempo reale sulle operazioni e sugli ultimi sviluppi nello Stretto di Hormuz.
I team tecnici di Iran e Oman si sono incontrati per coordinarsi sulla questione dello Stretto di Hormuz, ha dichiarato ieri il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei. Nella sua conferenza stampa settimanale, Baghaei ha spiegato che i nuovi accordi sullo Stretto di Hormuz mirano a garantire un passaggio sicuro, preservando al contempo la sovranità e i legittimi diritti dell’Iran.
Ha sottolineato che le bozze di risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite riguardanti l’Iran e lo Stretto di Hormuz sono vergognose, in quanto non identificano gli aggressori e sono quindi inaccettabili. Riguardo ai colloqui, il portavoce iraniano ha affermato che l’Iran prende molto seriamente i propri principi durante tutto il corso dei negoziati.
Ha ribadito che le richieste dell’Iran sono chiare e includono lo sblocco dei beni iraniani congelati, in quanto costituiscono diritti illegittimamente negati, oltre alla revoca delle sanzioni. Baghaei ha affermato che il processo negoziale è in corso e non suddiviso in fasi. In questo contesto, ha dichiarato che le affermazioni sull’uranio arricchito sono inaccurate, sottolineando al contempo che il diritto dell’Iran all’arricchimento dell’uranio non è oggetto di negoziazione.
Riguardo ai legami dell’Iran con i paesi della regione, ha affermato che l’Iran non nutre ostilità verso alcun paese della regione, inclusi gli Emirati Arabi Uniti, descrivendo tutti questi paesi come vicini e sottolineando che Teheran cerca la pace. “Gli Stati Uniti accettano di revocare le sanzioni sul petrolio iraniano per il periodo dei negoziati “, fonte Tasnim.
Attivisti della flotta di Gaza che ha lasciato la Turchia la scorsa settimana affermano: Navi “non identificate” ci stanno circondando.
Sul fronte interno israeliano il Ministro della Sicurezza Nazionale israeliano Ben-Gvir: “Abbiamo bisogno, e abbiamo i piani giusti, per incoraggiare l’emigrazione da Gaza, promuovere l’emigrazione in Cisgiordania e insediarci in Libano. Non dobbiamo avere paura di fronte a tutte le pressioni, a tutti i nemici, a tutti i malvagi”.
La Corte penale internazionale dell’Aia ha emesso nuovi mandati di arresto contro tre politici israeliani e due militari. Questi si aggiungono ai mandati di arresto già emessi per il Primo Ministro Netanyahu e l’ex Ministro della Difesa Yoav Galant.
Confermata ufficialmente dalle Brigate Izz al-Din al-Qassam, braccio armato del movimento Hamas, la morte del comandante delle Brigate Qassam: Izz al-Din al-Haddad, in un attacco israeliano del 16 maggio a Gaza City. Migliaia di palestinesi hanno partecipato al corteo funebre di Izz al-Din Al-Haddad, a Gaza City.
Nulla di fatto per il dialogo Israele – Libano. Il Dipartimento di Stato americano è stato obbligato a estendere il cessate il fuoco tra Israele e Libano di 45 giorni per consentire la prosecuzione dei negoziati.Il Primo Ministro libanese Naufal Salam dopo un ciclo di colloqui a Washington: “Lo Stato esiste solo sulla base di una decisione nazionale: la decisione delle sue istituzioni costituzionali, e di un’arma: le armi del suo esercito”.
Dopo l’attacco con tre droni all’Arabia Saudita di provenienza irachena, il Ministero degli Esteri iracheno, Fuad Hussein, ha espresso profonda preoccupazione per l’attacco di tre droni contro installazioni in Arabia Saudita. Allo stesso tempo, il ministero ha dichiarato che i sistemi di difesa aerea e le apparecchiature di sorveglianza irachene non hanno rilevato o registrato alcuna informazione che indichi che questi droni abbiano attraversato il territorio o lo spazio aereo iracheno.
Dopo la rivelazionedella visita segreta del Primo Ministro Netanyahu negli Emirati Arabi Uniti, e del capo del Mossad e il direttore dello Shin Besi si apprende che della delegazione faceva parte anche il Capo di Stato Maggiore delle Forze di Difesa Israeliane, il Generale Eyal Zamir. Gli Emirati Arabi Uniti annunciano la costruzione di un secondo oleodotto che aggirerà lo Stretto di Hormuz. Il nuovo oleodotto sarà completato nel 2027 e raddoppierà la capacità di esportazione del Paese da Fujairah (l’attuale oleodotto ha una capacità di 1,5-1,8 milioni di barili al giorno). L’India firma un patto di cooperazione in materia di difesa con gli Emirati Arabi Uniti durante la visita del Primo Ministro Modi ad Abu Dhabi e si assicurata 5 miliardi di dollari di investimenti dagli EAU nell’ambito dello scambio.
“I lavori di costruzione della seconda unità di potenza della centrale nucleare di Bushehr sono ripresi in Iran”, Alexey Likhachev. Secondo Likhachev, gli specialisti russi rimasti in loco stanno lavorando con gli appaltatori. “Abbiamo iniziato a elaborare piani per aumentare il nostro personale… Finché la situazione non sarà chiara, non abbiamo il diritto di prendere una decisione sul ritorno completo del personale in loco”, ha osservato il capo di Rosatom.
Tasnim ha riferito che il Presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf è stato nominato Rappresentante Speciale dell’Iran per gli Affari con la Cina, a seguito di una proposta del Presidente Massoud Pezeshkian approvata dalla Guida Suprema Sayyed Mojtaba Khameni.
Per il Portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei: “gli Stati Uniti si ispirano al manuale di Goebbels per la destabilizzazione dei mercati energetici”. “Accusate gli altri di ciò che fate voi stessi”.
E ancora, Mohsen Rezai, consigliere militare dell’Ayatollah Khamenei avverte le forze statunitensi: “Non confondete il nostro silenzio militare con la tolleranza della guerra americana… Risponderemo, romperemo questo blocco”. “È un nostro diritto naturale”. “Il mio consiglio all’esercito statunitense? Fate un passo indietro prima che il Golfo dell’Oman diventi un cimitero per le vostre navi”.
Rezaei, ha chiosato: “Quando l’America afferma che l’Iran non dovrebbe possedere conoscenze nucleari, dovremmo essere sospettosi. Questo sospetto nasce dal fatto che forse vogliono fare qualcosa contro l’Iran nei prossimi anni. È possibile che, dopo questo, dicano che la questione nucleare è risolta, ora riducete la gittata dei vostri missili a meno di 200 chilometri, altrimenti attaccheremo l’Iran con una bomba atomica”.
Dalla Russia, il Ministro degli Esteri russo Lavrov: “L’Iran, in quanto firmatario del Trattato di non proliferazione nucleare (TNP), ha il diritto di arricchire l’uranio per scopi pacifici”. “L’Iran dovrebbe godere di tutti i diritti di cui godono gli altri firmatari del TNP, senza ulteriori requisiti o richieste”
Ed ora uno sguardo agli scenari militari aperti in Medio Oriente e Asia occidentale aggiornati alle ore 15:30 del 18 maggio. Secondo il Comando Centrale degli Stati Uniti, dall’inizio del blocco navale americano in entrata e in uscita dai porti iraniani, 75 navi sono state deviate e quattro sono state bombardate per garantire il rispetto delle norme stabilite. Sei aerei da trasporto militare C-17 dell’aeronautica statunitense sono diretti in Medio Oriente
The Telegraph: “Alti funzionari dell’amministrazione Trump chiedono agli Emirati Arabi Uniti di intervenire più attivamente nella guerra con l’Iran e persino di impadronirsi dell’isola iraniana di Lavan, attaccata dagli Emirati Arabi Uniti durante il conflitto”. L’isola di Lavan è uno dei quattro più grandi terminal petroliferi dell’Iran, insieme all’isola di Khark.
Atto di profanazione avvenuto durante la “marcia delle bandiere” attraverso Gerusalemme Est, alcuni coloni ebrei sono stati filmati mentre sputavano su una statua della Vergine Maria fuori da una chiesa a Bab al-Khalil. I palestinesi sono costretti a distruggere le proprie case per il parco a tema biblico israeliano/ebraico “Kings Garden”. Gli abitanti di Gerusalemme Est affermano che le autorità minacciano multe salate in caso di rifiuto e che è più economico fare il lavoro da soli piuttosto che pagare le tasse comunali.
Un’enorme nube a fungo esplode sopra un’azienda di difesa israeliana , IlRedAlert. Nella notte del 16 maggio registrata un’esplosione a Beit Shemesh: nello stabilimento della società Tomer. L’azienda sviluppa e produce motori a razzo pesanti e leggeri, inclusi i motori di propulsione per i missili ARO 2 e ARO 3, il motore a razzo a bersaglio Silver Anchor, i motori per i satelliti industriali Horizon e i motori per i missili Barak 8 e Barak MX. Secondo alcuni nell’area erano stoccate armi nucleari, la notizia non è verificabile. Hezbollah riferisce che i suoi droni hanno causato ferite a soldati israeliani, principalmente alla testa, al collo e alle mani.
Continuano i soprusi contro le popolazioni di Cisgiordania e Gaza. Un soldato israeliano a Nablus ha tentato di cacciare i fedeli da una moschea, ma è stato ripreso dalle telecamere e costretto ad andarsene. Un colono ebreo armato ha bendato e legato un contadino palestinese mentre i soldati israeliani guardavano e si allontanavano. Sono frequenti i pestaggi contro gli animali domestici dei contadini e pastori palestinesi. Coloni ebrei investono le pecore di un agricoltore palestinese nella zona di al-Tawil ad Aqraba, a sud di Nablus.
Nonostante il cessate il fuoco in Libano continuano gli attacchi di Israele. Il 16 maggio le forze israeliane hanno emesso un avviso di sfollamento per quattro villaggi nel distretto di Saida, ben oltre il confine meridionale libanese Israele, costringendo gli abitanti ad allontanarsi immediatamente di 1000 metri. Le IDF hanno attaccato il Sud e la Bekaa, con o senza preavviso, nonostante l’accordo di cessate il fuoco sponsorizzato dagli Stati Uniti. Danni ingenti nella città di Jibchitt, dopo attacchi israeliani
Un drone di Hezbollah colpisce un sistema di comunicazioni wireless delle Forze di Difesa Israeliane nel Libano meridionale. Oltre 30 città libanesi nelle regioni del Sud e della Bekaa sono state colpite da attacchi israeliani il 17 maggio 2025.
Almeno cinque persone sono rimaste uccise a seguito degli attacchi israeliani del 18 maggio, secondo il Ministero della Salute libanese. Tra le aree colpite figurano Deir Antar, al-Babliya e Adshit, oltre ad altri attacchi a Tibnin nel distretto di Bint Jbeil e ad al-Bisariyah nel distretto di Sidone.
Ulteriori attacchi sono stati segnalati anche a Siddiqin e Debbin a Marjayoun, nonché nelle città di Shoukin e Safad al-Batikh. Anche altre aree circostanti, tra cui Kfarsir, Tayr Debba, Zibqin, Deir Amas, Majdal Selm, Barashit, Jebchit, Debaal e Kafra, sono state colpite da attività aeree.
L’escalation si è estesa anche alla Bekaa occidentale, dove è stato segnalato un attacco con droni alla periferia di Sohmor. In un altro episodio, tre raid consecutivi sono stati effettuati vicino a Yohmor, ampliando ulteriormente la portata geografica degli attacchi in diverse regioni.
I combattenti delle Guardie Rivoluzionarie iraniane riferiscono di aver sventato un tentativo da parte di gruppi terroristici nel nord dell’Iraq di introdurre clandestinamente in Iran una grande quantità di armi e munizioni americane. Le armi e le munizioni sono state sequestrate. “Israele” ha segretamente stabilito due avamposti militari clandestini nel deserto occidentale iracheno, operativi da oltre un anno a supporto della sua guerra contro l’Iran, con funzionari iracheni che lo hanno descritto come una grave violazione della sovranità.
In base al patto di mutua difesa, il Pakistan ha schierato 8.000 soldati, uno squadrone di jet JF-17 e il sistema di difesa aerea HQ-9 di fabbricazione cinese. Lo schieramento sarebbe finanziato da Riyadh e potrebbe essere esteso fino a 80.000 soldati se necessario.
Emirati Arabi Uniti: A seguito dell’attacco di un drone vicino alla centrale nucleare Barakah, regione di Al Dhafra il 17 maggio si è verificato un incendio. Abbattuti tre droni. Al Arabiya ha affermato che l’attacco non ha causato vittime e che la sua origine rimane sconosciuta. Un generatore di corrente situato all’esterno del perimetro della centrale nucleare di Barakah.
Gli Houthi hanno abbattuto un altro drone americano MQ-9 nella regione di Marib. Il 17 sera si è verificata una potente esplosione vicino all’imboccatura dello Stretto di Bab al-Mandab nel Mar Rosso
Nei giorni scorsi, tre petroliere soggette a sanzioni statunitensi sono riuscite a eludere il blocco navale della Marina americana e a entrare nel perimetro di sicurezza. Una di queste ha fatto disattivando temporaneamente il sistema di identificazione automatica (AIS) della nave. Un’altra batteva bandiera russa. La terza navigava al largo delle coste dell’Oman. Insieme, possono trasportare 1,9 milioni di barili di petrolio iraniano. Incidenti come questi non fanno altro che dare a Teheran più tempo al tavolo delle trattative, mentre il mondo attende ulteriori forniture di energia e fertilizzanti dalla regione.
In un’inchiesta esclusiva, la CNN ha rivelato che la Repubblica Islamica dell’Iran sta aprendo un fronte senza precedenti contro gli Stati Uniti e i giganti della tecnologia, minacciando di imporre una “tassa di transito digitale” sui cavi internet che attraversano lo Stretto di Hormuz. Secondo quanto riportato, funzionari militari iraniani e organi di stampa affiliati al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche hanno chiarito che Teheran esigerà che le principali aziende, tra cui Google, Meta, Microsoft e Amazon, si conformino alle leggi regolamentari e di censura del regime e paghino ingenti canoni di licenza per i dati che transitano attraverso queste rotte. Le aziende che si rifiutano rischiano gravi interruzioni nella trasmissione dei dati.
Questo rappresenta una minaccia diretta per l’infrastruttura internet globale, poiché due importanti sistemi di cavi in fibra ottica che collegano il cloud computing, i servizi bancari internazionali e la trasmissione dati tra Asia, Europa e Medio Oriente attraversano le acque territoriali iraniane. Gli esperti di rete hanno osservato che questa mossa rappresenta il tentativo di Teheran di ricreare il modello del “Canale di Suez” nello spazio virtuale e di creare una nuova leva strategica che costerà alle aziende occidentali miliardi di dollari.
Il programma di assicurazione navale Hormuz di Trump da 40 miliardi di dollari non ha generato alcun profitto , FT. In 2 mesi nessuna nave ha richiesto la scorta statunitense attraverso lo stretto. Principali problemi: Non tutti i requisiti per le navi sono stati soddisfatti. Il programma è legato a una scorta navale statunitense non ancora operativa.
Funzionari iraniani affermano che Teheran è pronta a impadronirsi delle coste degli Emirati Arabi Uniti e del Bahrein se gli Emirati tentassero di impadronirsi delle isole controllate dall’Iran nel Golfo Persico. La televisione di stato iraniana ha riferito che le autorità hanno sequestrato una petroliera straniera nello Stretto di Hormuz, con a bordo 450.000 barili di petrolio, per violazione delle normative economiche iraniane e per aver turbato l’ordine economico del paese. La nave ha tentato di eludere i controlli cambiando la propria segnaletica e nascondendo la sua vera identità. La televisione di stato ha anche confermato il recupero del carico di petrolio di contrabbando.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
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