#ISRAELIRANWAR. Israele: torna alla pena capitale. Notte di bombardamenti in Libano. Il Sigillo dei profeti in Iran chiede l’unità dei musulmani contro Israele e USA. UE: tra 30 giorni è crisi energetica

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Il Governo canadese ha condannato fermamente i piani di Israele di occupare territori nel Libano meridionale definendoli una: “Violazione della sovranità e l’integrità territoriale del Libano”.

Negli Stati Uniti nel frattempo è crisi interna, il Senatore statunitense Chris Murphy sta guidando una vera e propria crociata contro la guerra in Iran cercando appoggio anche dai repubblicani. Chuck Schumer, leader dei Democratici al Senato degli Stati Uniti: “Trump è mentalmente instabile, confuso e completamente perso in una palude [guerra] che è fuori dal suo controllo. Non ha un piano, non ha una strategia; è vergognoso”.

Graham Plaster, un veterano statunitense: “Benjamin Netanyahu ha finalmente trovato un presidente abbastanza ingenuo da iniziare la guerra che cerca da 30 anni!”

Nel frattempo la stampa statunitense comincia a dubitare della veridicità delle parole di Trump. New York Times: “L’amministrazione Trump ha inviato all’Iran un piano in 15 punti per porre fine alla guerra e considerarlo una base per qualsiasi negoziato”, Edward Luce, vicedirettore del Financial Times: “È una situazione strana, stiamo aspettando che l’Iran rilasci una dichiarazione per vedere se le parole del presidente degli Stati Uniti contengono un fondo di verità.”

Il piano in 15 punti, del tutto simile agli accordi che gli States volevano imporre all’Iran prima dell’attacco, è stato totalmente rigettato dall’ambasciatore iraniano in Russia, Kazem Jalali: “Non ci sono contatti tra Teheran e Washington dall’inizio della guerra imposta all’Iran”. 

Anche nel Regno Unito è caduto il velo di Maya e i politici cominciano prendere posizioni forti contro Donald Trump: “Trump e Netanyahu hanno preso la guerra come un gioco!”, Caroline Lucas, politica britannica, lo ha detto in diretta televisiva. “Questa è una guerra illegale e sconsiderata. Tuttavia, da quanto emerge dalle dichiarazioni della Casa Bianca, sembra che tutto questo sia un grande gioco, mentre tutti noi ne subiamo le conseguenze; ​​in primis le popolazioni del Medio Oriente, che vengono uccise in questa guerra, e naturalmente anche noi ne percepiamo gli effetti”. L’Amministratore delegato di Shell, Wael Sawan, ha dichiarato: “L’Europa rischia una carenza di carburante a partire dal mese prossimo”

Il governo israeliano approverà la mobilitazione di 400.000 soldati di riserva entro la fine di maggio, secondo Channel 12. Inoltre la Commissione per la Sicurezza Nazionale della Knesset ha approvato in seconda e terza lettura la legge che prevede la pena di morte per i condannati, in vista della votazione finale. La pena di morte verrà eseguita tramite impiccagione e l’esecuzione sarà effettuata da una guardia nominata dal Commissario del Servizio Penitenziario israeliano. La legge prevede il segreto sull’identità delle guardie esecutrici e garantisce loro la piena immunità penale. I condannati saranno collocati in un centro di detenzione separato e potranno ricevere visite solo da persone autorizzate. L’esecuzione della sentenza è stata fissata a novanta giorni dalla data di emissione. All’esecuzione saranno presenti il ​​direttore del carcere, un rappresentante della magistratura, un ispettore generale e un rappresentante della famiglia del detenuto.

Secondo l’emittente israeliana Channel Kan, la legge distingue tra la pena capitale per i detenuti in Cisgiordania – che sarà obbligatoria e appellabile, ma non commutabile – e la legge israeliana – che prevede la possibilità di infliggere la pena capitale o l’ergastolo senza alcuna possibilità di rilascio in un futuro accordo.

A dimostrare che non ci sono negoziati in corso le risposte dei mediatori che fino d ora hanno avuto un ruolo cruciale a Gaza o con l’Iran. Il Qatar non interverrà come mediatore nei negoziati tra Stati Uniti e Iran. Il portavoce del Ministero degli Esteri del Qatar, Majid al-Ansari, ha dichiarato ai giornalisti, sottolineando: “Non siamo coinvolti in questi negoziati”.

E mentre Israele continua chiedere la rivoluzione in Iran, i cittadini scendo in piazza in favore di Motajba Khamenei e del governo, manifestazioni a Khoy. L’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica: “l’Iran ci ha informato della caduta di un altro proiettile nelle vicinanze della centrale nucleare di Bushehr”. “L’Iran ha confermato che non ci sono stati danni all’impianto né feriti tra i lavoratori”. 

L’Ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite a Ginevra, Ali Bahreini:” Finora, 21 operatori sanitari sono stati uccisi, 7 ospedali non sono operativi, 49 centri medici sono stati danneggiati e 81.000 unità abitative non militari sono state distrutte. Gli attacchi agli impianti nucleari pacifici dell’Iran e gli attacchi deliberati ai depositi di petrolio di Teheran hanno entrambi avuto un impatto significativo sulla salute delle persone e sull’ambiente”.

Il Portavoce del Quartier Generale del Sigillo dei Profeti: “La Repubblica Islamica annuncia la sua disponibilità a stabilire un’alleanza militare e di sicurezza nella regione senza gli Stati Uniti e Israele. 

“[…] Tuttavia, è tempo per noi di tornare alle nostre radici. Noi musulmani dobbiamo tornare alle parole di Dio, il Sacro Corano: “Non prendeteli come alleati finché non emigrino per la causa di Dio. Se si ritirano, allora catturateli e uccideteli ovunque li troviate, e non prendete da loro né alleato né aiutante”. “Dio Onnipotente ha chiaramente proibito ai musulmani di cedere i propri affari agli infedeli e ci ha comandato di non riporre le nostre speranze nei nemici di Dio e del Suo Messaggero. Noi, come nazione islamica con una forza civilizzatrice profondamente radicata e un mondo unito che aderisca ai principi islamici e al Corano, devono reggersi sulle proprie gambe per garantire il nostro futuro e la felicità delle generazioni a venire”.

Ed ora uno sguardo agli scenari militari aperti in Medio Oriente e Asia Occidentale aggiornato alle 13:00 del 25 marzo. La testata ABC:” circa 1.500 soldati dell’82ª Divisione Aviotrasportata saranno schierati in Medio Oriente”

La Royal Navy si appresta a guidare gli sforzi della coalizione per la riapertura dello Stretto di Hormuz, secondo il Times. È in fase di sviluppo un piano guidato da Regno Unito e Francia per garantire il passaggio sicuro delle navi mercantili, ma richiederà la partecipazione degli Stati Uniti. Funzionari affermano che la Gran Bretagna schiererà le sue capacità di sminamento “leader a livello mondiale” nello stretto insieme a Stati Uniti e Francia.

Continuano gli attacchi di Hezbollah e Iran contro Israele. Hezbollah ha lanciato razzi contro la base di Misgav Am. Un razzo è caduto direttamente su Safed, ma il luogo dell’impatto è stato censurato. L’Iran ha bombardato Eilat le stazioni di ricezione satellitare che forniscono servizi all’esercito e Tel Aviv. I media israeliani hanno riferito che il missile che ha colpito Tel Aviv aveva una testata che si è divisa in 3 o 4 bombe, ciascuna del peso di 100 chilogrammi. Almeno tre edifici della città sono stati distrutti. Almeno sei i feriti. Ancora bombardamenti a Kiryat Shmona con un lancio di razzi. Nella notte allarmi accesi a Gerusalemme, Giudea, Lachish, Samaria, Mar Morto e Baqa’a.

Sempre Hezollah nelle prime ore del 25 marzo ha lanciato razzi contro la Galilea. Mentre l’Iran ha nuovamente bombardato Dimona.

Hezbollah rivendica attacco contro un assembramento di veicoli e soldati dell’esercito israeliano nei pressi del centro di detenzione di Al-Khiam con una salva di razzi.

Durante gli scontri del 23 marzo, i combattenti di Hezbollah hanno condotto 54 operazioni contro le posizioni del regime israeliano nelle zone di confine del Libano meridionale e fino a 7 chilometri di profondità in Israele nord.

Attacchi missilistici rivendicati da Hezbollah: “Raduni di soldati israeliani a Khirbet al-Manara (3 volte), nelle aree circostanti il ​​comune di Naqoura, Khallet Wardeh ad Aita al-Shaab, Al-Qouzah, Mays al-Jabal, quartiere di Al-Zahour a Maroun al-Ras, Bayad Blida, progetto Taybeh, collina di Masoud a Taybeh”.

Attacchi con droni: “Raduno di soldati israeliani a Metula, nella base di Hadab al-Ajl (2 volte), nella caserma di Yiftah, nella base di Abel al-Qamh, nella base occupata di Nemr al-Jamel, nei sistemi di difesa aerea israeliani nell’insediamento di Ma’alot Tarshiha, all’incrocio di Goma a sud di Kiryat Shmona, nella valle di Al-Tabasin nella città di Naqoura e nei pressi della scuola di Naqoura.

Attacchi con quadricotteri: “Un veicolo blindato Humvee è stato colpito a Mays al-Jabal da un quadricottero kamikaze (FPV)”.

Nella giornata del 25 marzo registrati scontri a terra nelle città di Al-Khiyam, Taybeh, Mays al-Jabal e nella periferia di Naqoura. L’esercito israeliano non è ancora riuscito a stabilire il controllo su queste aree.

Nella notte tra il 24 e 25 marzo, Hezbollah ha rivendicato un attacco a contro un assembramento di veicoli e soldati nemici israeliani a Khallat al-Mahafir, fuori dalla città di confine di al-Adisa, con un lancio di razzi. Colpi di artiglieria contro assembramento di veicoli e soldati nemici israeliani nella città di Rabaa Thalathin.

Le IDF fermano veicoli durante l’assalto ai dintorni del campo di Balata, a est di Nablus. Raid israeliano sulla città di Aadloun

Il Ministero della Salute libanese: 2 morti e 4 feriti a seguito del raid israeliano ella zona di Miyeh. Altri 5 feriti a seguito del raid israeliano sulla città di Qulaylah nel distretto di Tiro. Raid prende di mira la città di Arab Salim. Raid aerei israeliani attaccano la città di Arnoun. Hezbollah attacca un raduno di veicoli e soldati delle forze israeliane nemiche nella città. La prigione di Quuzah è stata colpita da una salva di razzi.

Raid israeliani nella città di Nabatieh (quartiere di Al-Maidan) e nelle città di Srifa e Touline, Shimran. L’esercito israeliano inizia a prendere di mira le torri di comunicazione e a interrompere le reti nel Libano meridionale, dopo aver colpito ponti e reti di trasporto.

Notte di attacchi in Iraq: l’esercito iraniano lancia razzi contro le forze americane a Erbil. I Pasdaran: “Abbiamo colpito con missili terra-terra un punto di ritrovo delle forze statunitensi e dei loro gruppi alleati presso l’aeroporto di Erbil”. La Resistenza islamica in Iraq ha rilasciato una dichiarazione in cui annuncia di aver condotto, nelle ultime 24 ore, 23 operazioni missilistiche e con droni contro gli occupanti in Iraq e nella regione. Di conseguenza, il numero di attacchi compiuti dalla Resistenza islamica in Iraq contro gli Stati Uniti e Israele nella regione dall’inizio della guerra è salito a 525.

Quindici combattenti delle Forze di Mobilitazione Popolare uccisi in un raid aereo americano israeliano su Anbar. Saad Duai al-Bu’eiji, comandante delle operazioni delle Forze di Mobilitazione Popolare nella provincia irachena di Anbar, insieme ad altri 14 combattenti, è stato ucciso nel raid americano-israeliano che aveva cocme obiettivo il quartier generale del comando operativo di Anbar, nella zona di Al-Habbaniyah. Il Comandante in Capo delle Forze Armate irachene ha convocato una sessione di emergenza del Consiglio di Sicurezza Nazionale. Aerei da guerra statunitensi hanno attaccato il quartier generale delle Forze di Mobilitazione Popolare nella città di Mosul, nella provincia di Ninive. Aerei da guerra americani sorvolano i cieli di Jurf Al-Nasr. Sadiq

Nella notte tra il 24 e 25 marzo colpiti i depositi di carburante dell’aeroporto del Kuwait, che hanno provocato un incendio all’aeroporto. L’Autorità aeronautica del Kuwait: “i droni hanno preso di mira i serbatoi di carburante all’aeroporto internazionale del Kuwait, causando un incendio”.

Nuovi attacchi contro l’Arabia Saudita Arabia. L’emittente Al Jazeera ha citato l’organizzazione saudita di protezione civile, secondo cui “l’allarme è scattato nella provincia di Al-Kharj”. Alcune fonti affermano che la base aerea “Prince Sultan” di Al-Kharj sia stata colpita da un attacco di droni. La Guardia rivoluzionaria iraniana ha rivendicato attacchi a diverse basi militari del Golfo: “Abbiamo preso di mira le basi aeree statunitensi di Al-Azraq, Sheikh Isa, Ali Al-Salem e Arifjan”. 

Esplosioni udite in Bahrein.

Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche affermano che un missile da crociera stealth di tipo “JASSM” è stato abbattuto nello spazio aereo della provincia di Markazi. Nella notte ondata di attacchi israeliani a Teheran.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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