
I Paesi del Golfo in un comunicato congiunto con gli Stati Uniti hanno chiesto la riapertura di Hormuz e di affrontare le minacce provenienti dall’Iran. In risposta Il Ministero degli Esteri iraniano ha criticato duramente la dichiarazione congiunta rilasciata il 25 giugno 2026 dal Segretario di Stato americano Marco Rubio e dai ministri degli Esteri del Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG), definendola interventista, irresponsabile e provocatoria. Teheran ha messo in guardia contro il perseguimento di politiche ostili e interventiste nella regione. Il Consigliere della Guida Suprema della Rivoluzione Islamica, Ali Akbar Velayati: “La stabilità degli stati arabi del Golfo Persico è dovuta alla gestione secolare dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran. L’Occidente non ha portato nulla nella regione se non saccheggio e violenza”.
E ancora in primo piano la questione nucleare iraniana. Il Direttore generale dell’AIEA Rafael Grossi ha continuato a rilasciare dichiarazioni tra le quali: “Speriamo di tornare presto in Iran e c’è un accordo su un meccanismo di ispezione. Riteniamo che il materiale nucleare iraniano non sia stato spostato dall’ultima ispezione del 2025, ma è necessaria una verifica. Ridurre la quantità di materiale nucleare o trasferirlo all’estero sono opzioni a disposizione dell’Iran, ma il Paese deve dare il proprio consenso. Attaccare le infrastrutture nucleari è inaccettabile e chiediamo all’Iran documenti che provino la natura pacifica del suo programma nucleare”.
Da Teheran hanno fatto sapere che durante i colloqui in Svizzera la delegazione iraniana si è rifiutata di vedere Grossi e che in base alla clausola 8 del Memorandum d’intesa, la posizione ufficiale dell’Iran è che non trasferirà le proprie scorte di uranio arricchito, incluso l’uranio altamente arricchito (HEU), al di fuori del Paese. Farsnews, inoltreha pubblicato una prima serie di documenti israeliani, “che rivelano scambi dettagliati tra il Direttore Generale dell’AIEA, Rafael Grossi, e funzionari israeliani”.
Il corrispondente da New Karakhana: “Israele non ha acconsentito a includere alcuna clausola sul ritiro dal Libano meridionale nel testo dell’accordo quadro”. Entrano dunque in stallo i negoziati di Washington. Eli Cohen, Ministro dell’Energia di Israele: “Non abbiamo alcuna intenzione di lasciare il Libano in nessuna circostanza. Non abbiamo alcuna intenzione di occupare completamente il Libano, ma cerchiamo di imporre il controllo della sicurezza sull’intera Striscia di Gaza. Israele otterrà in definitiva il pieno controllo sull’intera Striscia di Gaza, e questo è considerato parte degli obiettivi di sicurezza del governo. La questione del ritiro dalla zona di sicurezza libanese non è attualmente all’ordine del giorno del governo israeliano. Anche se Donald Trump chiedesse un ritiro da quest’area, Israele non accetterebbe tale richiesta e la risposta di Tel Aviv sarebbe “no”.
L’ex primo Ministro israeliano Naftali Bennett ha affermato che Israele ha contrabbandato decine di migliaia di terminali Starlink in Iran per sostenere le proteste antigovernative, ma il governo del primo Ministro Benjamin Netanyahu non ha mai completato l’operazione.
Ben Gvir: “L’accordo di cessate il fuoco in Libano non può continuare e la guerra deve riprendere”.
Netanyahu è stato interrotto con un “TORNA A CASA” durante il discorso alla cerimonia di consegna dei diplomi agli ufficiali combattenti.
Radio Kan: “Un funzionario dello Shin Bet: Speriamo che le manifestazioni contro Hamas a Gaza abbiano successo e che ciò li spinga ad accettare il disarmo. Siamo pronti a fornire supporto a qualsiasi parte coinvolta nell’eradicazione del tumore chiamato Hamas a Gaza”. Sui campi profughi palestinesi sono stati lanciati volantini che invitavano la popolazione a manifestare contro Hamas. E ancora un drone israeliano sta invitando i residenti del campo di Jabalia a partecipare oggi a una manifestazione contro Hamas.
Il Segretario Generale di Hezbollah, Naim Qassem, afferma che il recente Memorandum d’intesa tra Teheran e Washington equivale alla dichiarazione di sconfitta di Stati Uniti e Israele. “Israele è in Libano perché vuole inghiottire e divorare il Libano”. Qassem, afferma che il progetto israelo-americano della “Grande Israele” è stato sventato dalla resistenza in Libano.
Nel frattempo l’Autorità iraniana per lo Stretto del Golfo Persico (PGSA) afferma che qualsiasi passaggio attraverso rotte al di fuori del quadro designato dalla PGSA non sarà coperto dalle garanzie di passaggio sicuro e non darà diritto alla copertura assicurativa o alle relative responsabilità. L’Autorità per lo Stretto del Golfo Persico aggiunge che le conseguenze derivanti dal passaggio attraverso rotte non autorizzate saranno responsabilità dell’armatore, dell’operatore e del comandante della nave.
In Iran e Iraq si sono tenuti i funerali dell’Ayatollah Khamenei. Il Segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano, Mohammad Bagher Zolghadr, e il Comandante della Forza Quds delle Guardie Rivoluzionarie, il Generale di Brigata Qaani, hanno partecipano alla cerimonia di lutto dell’Ashura, tenutasi vicino al luogo in cui l’Ayatollah Seyyed Ali Khamenei fu ucciso, in piedi accanto a una sedia vuota con la sua immagine.
Ed ora uno guardo agli scenari militari in Medio Oriente e Asia occidentale aggiornato alle ore 15:00 del 26 giugno. Quadricotteri israeliani hanno sganciano bombe esplosive nei pressi di Al-Haya Street, vicino all’incrocio con Al-Sanafir, nel quartiere di Al-Tuffah, a est di Gaza. Un giovane è stato ferito da proiettili dell’esercito israeliano vicino ai cimiteri austriaci nella città di Khan Yunis. Un altro morto da attacco di drone israeliano si registra nell’area di “Al-Ribat” nel progetto Beit Lahia, a nord della Striscia di Gaza.
Majdi Haniyeh, nipote di Ismail Haniyeh, è morto per le ferite riportate in un raid nel quartiere di Al-Nasser a Gaza City del 25 giugno.
Media israeliani informano che l’esercito “israeliano” si sta preparando a condurre un’operazione militare contro i campi palestinesi nella Cisgiordania.
A partire dalla 00:01 del 26 giungo è stata registrata una intensa attività aerea israeliana sul Libano meridionale mentre scoppiano intensi scontri a Beit Yahoun con Hezbollah. Almeno quattro soldati israeliani sono rimasti feriti, alcuni in modo grave. I feriti delle IDF sarebbero stati evacuate in elicottero. Hezbollah condanna gli attacchi delle IDF: 2 libanesi sono stati uccisi. Secondo Hezbollah sarebbe il terzo atto di violazione dal Memorandum siglato tra Iran e Stati Uniti.
L’esercito israeliano ha anche effettuato attacchi di artiglieria alla periferia delle città di Baraachit e Beit Yahoun, sparando circa 10 proiettili, oltre a perlustrazioni con mitragliatrici in direzione di Beit Yahoun. A seguire elenco dei raid aerei israeliani in Libano: due a Beit Yahoun due raid aerei a Nabatieh al-Fouqa; attacco aereo ad Al-Mansouri; distruzione e incendio di case a Markaba.
Una fonte LBCI: “Gli israeliani hanno informato gli Stati Uniti e il Libano di aver esteso la linea gialla fino a includere le città di Barashit, Al-Mansouri e Majdal Zoun”. Gli israeliani hanno anche rafforzato la loro presenza a Hadatha e hanno iniziato a entrare per la prima volta nella città di Harees. Le IDF hanno lanciato volantini sulla città di Al-Mansouri, aggiungendola alla linea di controllo che si espande. Stanno intimando alla gente di lasciare la città o di essere uccisa.
Francia e Italia vogliono creare una coalizione multinazionale per sostituire la forza di pace delle Nazioni Unite in Libano (UNIFIL), ha dichiarato il presidente francese Emmanuel Macron. Il nuovo contingente contribuirà a impedire che il Libano diventi un “trampolino di lancio per un’escalation regionale”, ha osservato. Le forze israeliane demoliscono e incendiano case nella città di Markaba, nel Libano meridionale.
Immagini satellitari mostrano gravi danni alla base statunitense in Bahrein da parte dell’Iran. Danneggiato il quartier generale della Quinta Flotta statunitense, compreso l’edificio di comando, altri 12 edifici e due terminali di comunicazione satellitare. I danni sono stimati in 400 milioni di dollari e i funzionari statunitensi stanno valutando la possibilità di riprogettare la base, ridurre le forze in Kuwait e Arabia Saudita, spostare alcune missioni in Palestina occupata e trasferire i centri di comando sottoterra.
Il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz è più che raddoppiato il 24 giugno; 70 navi hanno attraversato il canale. Questo aumento è stato determinato dai progressi nello sminamento e dal crescente utilizzo del corridoio marittimo dell’Oman.Secondo il WSJ, l’Iran ha attaccato una nave mercantile battente bandiera di Singapore nello Stretto di Hormuz. L’attacco è avvenuto dopo che la Marina delle Guardie Rivoluzionarie iraniane aveva avvertito le navi di non utilizzare rotte non autorizzate. La Marina delle Guardie Rivoluzionarie iraniane non ha confermato di essere responsabile dell’attacco. Immediato l’aumento del prezzo del petrolio dopo l’attacco.
L’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO) ha annunciato giovedì di aver sospeso il suo piano di evacuazione per oltre 11.000 marittimi bloccati nello Stretto di Hormuz dopo che una nave mercantile è stata colpita da un proiettile non identificato nel Golfo dell’Oman.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
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