#ISRAELIRANWAR. Iran – Stati Uniti: è iniziato lo stato “né guerra, né pace”. Gaza e Libano nessun progresso. Siria attaccata base militare a Idlib da Israele. Netanyahu: soddisfatto dell’esito elettorale

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Nonostante le dichiarazioni, di fatto non c’è stato un documento siglato dalle parti – Stati Uniti e Iran – e quindi il termine di 60 giorni per il memorandum d’intesa tra Washington e Teheran è scaduto e la regione è ora ufficialmente diventata una zona “né guerra, né pace”. 

Donald Trump ha rilasciato numerose dichiarazioni: “Non ci sono colloqui o discussioni in corso o programmati con l’Iran”.Se i combattimenti riprenderanno in Medio Oriente, saranno gli Stati Uniti a guidarli e Israele a fornire supporto”. Sempre Trump in un’intervista a Fox News: “Esiste un canale di comunicazione con il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche; bombarderemo l’Oman se si metterà di traverso agli Stati Uniti”. “L’Iran vuole un accordo, ma non quello che credo sia necessario”. Sullo Stretto di Hormuz il presidente: “Mi piace l’idea di dichiarare lo Stretto di Hormuz territorio degli Stati Uniti. Abbiamo il controllo totale sullo Stretto”.

In Risposta alle parole di Trump, fonti iraniane a Reuters: “Teheran ha deciso di passare da una politica difensiva a un’offensiva su vasta scala. L’Iran ha fissato un termine di diverse settimane per la piena attuazione del memorandum d’intesa con gli Stati Uniti. Tutte le autorità iraniane sono pronte ad intensificare le tensioni nello Stretto di Hormuz e in tutta la regione se gli sforzi diplomatici si riveleranno infruttuosi. La tempistica che abbiamo stabilito sarà comunicata agli Stati Uniti e ai paesi della regione tramite intermediari. L’Iran non aspetterà che gli Stati Uniti continuino il blocco navale senza alcuna restrizione”. Secondo Reuters, “l’Iran ha consegnato un ultimatum finale agli Stati Uniti tramite Pakistan e Qatar: riprendere seri negoziati e intraprendere azioni per revocare il blocco navale, altrimenti Teheran minaccia un’ulteriore escalation”.

Qualcuno però sta cercando di mediare per arrivare a un accordo di pace. La Turchia per esempio sta facendo pressione affinché il partito separatista curdo iraniano PJAK a Sulaymaniyah si sciolga. La Turchia si sforza di tagliare le fonti di finanziamento del PJAK, in particolare il sostegno finanziario europeo; la Turchia chiede lo scioglimento del PJAK, il disarmo dei suoi membri e la loro espulsione dal territorio iraniano. Il Ministero degli Esteri turco: “Condanniamo fermamente i raid israeliani contro l’aeroporto di Abu al-Duhur in Siria”. Da parte di Israele.Anche l’Egittocondanna gli attacchi aerei israeliani contro l’aeroporto militare in Siria.

Il Primo Ministro israeliano Netanyahu il 17 di agosto ha incontrato Kushner e alti rappresentanti del Consiglio per la Pace. Netanyahu ha concordato con il Consiglio per la Pace la creazione di due gruppi di lavoro per affrontare la smilitarizzazione della Striscia di Gaza e le questioni igienico-sanitarie, ha riferito l’ufficio del Primo Ministro. Netanyahu e il Consiglio per la Pace intendono completare la smilitarizzazione di Gaza prima dell’inizio della ricostruzione dell’enclave, ha riferito l’ufficio del Primo Ministro a seguito dei colloqui con Kushner.

Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) rimarranno a Gaza; non ci sarà alcuna ricostruzione della Striscia finché Hamas non si disarmerà, ha dichiarato un consigliere di Netanyahu dopo i suoi colloqui con Kushner. “Il disarmo di Hamas potrebbe iniziare entro 30 giorni e i lavori per eliminare alcuni dei tunnel potrebbero iniziare nei prossimi 60-90 giorni”, ha detto Kushner a Fox News.

Secondo Times of Israel, citando una fonte informata: “Il Consiglio di Pace sta valutando la possibilità di abbandonare il suo quadro provvisorio per il disarmo del movimento Hamas. L’opzione considerata dal Consiglio prevede che Hamas consegni l’intero suo arsenale in tutta la Striscia di Gaza, e solo allora Israele si impegnerà a ritirare le sue forze ai confini della Striscia”.

Il Ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich parla di suo figlio, quasi ucciso da Hezbollah: “La cosa che ha più addolorato mio figlio è stata non aver potuto combattere. Nei primi giorni continuava a dirmi: “Papà, non finire il lavoro. Lasciane un po’ anche per me”.

Edito il quadro della situazione alle primarie del Likud. Secondo i risultati finali delle elezioni del Likud, tra i ministri e i membri della Knesset in carica che non sono riusciti a entrare nella lista presentata figurano il ministro Avi Dichter, il ministro Idit Silman (che ha sostenuto il piano per la prigione dei coccodrilli), il ministro May Golan, nonché i membri della Knesset Hanoch Milvetsky, Nissim Vaturi, Shalom Danino, Eli Dallal, Katy Shitrit, Ariel Kellner, Eti Atiya, Osher Shekalim e Sasson Goeta. 

Secondo Channel 12 Netanyahu sui risultati delle elezioni interne del Likud: “Sono molto soddisfatto dei risultati delle elezioni primarie, e questo è l’unico modo per impedire la formazione di un governo di sinistra”. Al primo posto – dopo il capo del partito, Benyamin Netanyahu, che apre la lista – si posiziona Eli Cohen, ministro dell’Energia, seguito dal presidente della Knesset, Amir Ohana, dal ministro della Giustizia, Yariv Levin, dalla ministra dei Trasporti, Miri Regev, e dal capogruppo della coalizione, Ofir Katz.

L’Unione dei Comuni di Gaza in una nota alla stampa lancia l’allarme: “Gli abitanti della Striscia rischiano un imminente collasso del sistema idrico e fognario. Avvertiamo di una catastrofe sanitaria e ambientale che deriverà dallo straripamento delle fognature. Avvertiamo di una sete di massa che colpirà tutti gli abitanti della Striscia e tutte le infrastrutture vitali”. 

In Iraq, le milizie delle Brigate di Hezbollah hanno posto una serie di condizioni per poter collaborare con qualsiasi governo in merito alla questione degli armamenti, sottolineando che il ritiro completo delle forze americane e la liberazione del potere politico ed economico dall’egemonia statunitense rappresentano la base della loro posizione. Il responsabile della sicurezza delle Brigate, Abu Mujahid al-Assaf, ha affermato che tra le condizioni rientrano anche il ritiro delle forze turche dal nord dell’Iraq e lo scioglimento dei Peshmerga, evidenziando che la resistenza ha mostrato pazienza nei confronti del governo di al-Zaidi per oltre 100 giorni senza ottenere progressi significativi sulla situazione in Iraq e nella regione.

L’Ambasciata degli Stati Uniti a Baghdad: “Gli attacchi contro i nostri fidati alleati curdi sono inaccettabili”. L’inviato speciale degli Stati Uniti per il Libano e la Siria, Tom Barak: “Sosteniamo pienamente la leadership del Primo Ministro nel ripristinare la piena sovranità dell’Iraq e garantire che tutte le armi e le forze di sicurezza rimangano sotto l’autorità dello Stato iracheno”. Il Presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Baqer Qalibaf, guiderà domani mattina, mercoledì, una delegazione parlamentare di alto livello in Iraq.

Il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi: “Nulla giustifica l’attacco sconsiderato all’ufficio del Primo Ministro Barzani. Gli amici curdi devono essere vigili contro le operazioni sotto falsa bandiera volte a seminare discordia tra i paesi vicini. Abbiamo protetto i nostri amici curdi da Saddam e dall’ISIS e siamo grati per la sicurezza che ci hanno garantito al confine”.

La Quarta Corte Penale di Damasco ha condannato a morte Wassim al-Assad, cugino dell’ex presidente siriano Bashar al-Assad, riconoscendolo colpevole di omicidio e tortura, classificati come crimini di guerra e crimini contro l’umanità, secondo quanto riportato da Syria TV. Il Ministro degli Esteri : “i materiali nucleari rimarranno sotto la custodia della Siria, soggetti alle salvaguardie dell’AIEA. Ci impegneremo a fornire le condizioni necessarie per la lavorazione e lo stoccaggio sicuro di questi materiali”. Direttore dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica: “in Siria sono state rinvenute tonnellate di materiali nucleari che potrebbero essere utilizzati in modo improprio”. Registrata esplosione del gasdotto Al-Shaddadi vicino ad Ain al-Malha nella campagna meridionale di Al-Hasakah.

Per quanto concerne lo Stretto di Hormuz il transito nello Stretto di Hormuz è quasi completamente cessato in seguito agli attacchi contro navi degli Emirati Arabi Uniti, secondo quanto riportato da Reuters, citando dati della società di analisi Kpler. Cinque navi commerciali hanno attraversato lo stretto il 15 agosto, mentre il 16 agosto non è stato registrato alcun passaggio. Nel frattempo, 31 navi commerciali hanno attraversato lo Stretto di Hormuz nel fine settimana dell’8-9 agosto. “Lo Stretto di Hormuz rimarrà chiuso fino a quando gli Stati Uniti non rispetteranno i termini del memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran”, ha dichiarato Mohammad Bagher Ghalibaf, Presidente del Majlis (il parlamento unicamerale) della Repubblica Islamica. 

Ed ora uno sguardo agli scenari militari in Medio Oriente e Asia Occidentale aggiornato alle ore 16:00 del 18 agosto. Secondo gli inglesi: “La Russia sta fornendo all’Iran TNT, munizioni e componenti per droni per aiutarlo a rifornirsi dopo gli attacchi statunitensi e israeliani”.

Il 17 agosto 2026, otto uomini armati sono saliti a bordo e hanno sequestrato una nave mercantile a circa quattro miglia nautiche a sud di Mareyo, sulla costa nord-orientale della Somalia, secondo quanto riportato dall’Organizzazione britannica per il commercio marittimo (UKMTO). Il dirottamento è avvenuto molto vicino alla costa, nella regione del Puntland, dove storicamente operano gruppi di pirati somali. L’UKMTO sta trattando l’incidente come un episodio di sicurezza marittima in corso, mentre le autorità militari conducono un’indagine. Il dirottamento della nave è avvenuto nel contesto di una forte ondata di pirateria somala nel 2026.

La Radio dell’Esercito Israeliano: “La polizia di Israele ha arrestato un palestinese di 20 anni del Negev, con l’accusa di aver pianificato un attentato dinamitardo vicino al club “Al-Muntada” di Beersheba. È emerso che era in contatto con elementi e sostenitori dell’ISIS e che intendeva lasciare Israele per unirsi all’organizzazione in Siria”. Nel tardo pomeriggio del 17 agosto sirene d’allarme segnalate in Giordania.

Le IDF hanno aperto il fuoco contro aree a sud di Khan Yunis, a sud della Striscia di Gaza: “Abbiamo ucciso un comandante di compagnia del movimento Jihad islamica nell’attacco di domenica scorsa a Khan Yunis, a sud della Striscia di Gaza (Rasd al Maidan)”. Intensi scontri a fuoco a est di Khan Yunis, e si registrano atti di vandalismo e distruzione. di ciò che resta delle case dei cittadini nella zona di Al-Fajm Street e a est dell’ospedale Dar Al-Islam su Salah Al-Din Road

In Cisgiordania secondo la Mezzaluna Rossa: “Sei palestinesi sono rimasti feriti in un’aggressione da parte di coloni che li hanno picchiati nella città di Beit Imrin a Nablus, nella Cisgiordania settentrionale”. L’IDF evacua un edificio residenziale ad Al-Jarushiya, Tulkarm, e lo trasforma in una caserma militare. I coloni continuano ad assediare 3 case a Qasra e ad intensificare i loro attacchi in Cisgiordania. Il Sindaco di Qusra, a sud di Nablus: “Le famiglie assediate soffriranno di una grave carenza di acqua e medicinali entro poche ore, e hanno urgente bisogno di cure mediche”. I coloni hanno tagliato i pali della luce che alimentavano l’abitazione della famiglia Soufan nella città di Burin, a sud di Nablus, vicino all’insediamento di “Yitzhar”, causando un’interruzione di corrente. Le IDF demoliscono due case, due pozzi d’acqua, un ovile e un magazzino di foraggio a Khirbet al-Fakhit, Masafer Yatta.

Distruzione dimezzi e case continuano anche in Libano. Un bulldozer israeliano effettua lavori di spianamento e scavo nei pressi dell’area di Birkat al-Naqqar, alla periferia della città di Shebaa, sotto la protezione di due carri armati Merkava posizionati nella zona.Bombardamento effettuato dalle forze dell’esercito israeliano nella città di Ainatha nel distretto di Bint Jbeil, nel resiliente Libano meridionale. Drone ostile in volo sopra la periferia meridionale di Beirut e sopra la capitale. Mitragliatrice in azione verso la città di Hadata. Nel pomeriggio Aerei da guerra nemici sorvolano la periferia di Hermel a media quota.

Il quotidiano Al-Sharq al-Awsat riporta i dettagli dell’attacco odierno all’aeroporto Abu al-Dhuhur in Siria: sono stati effettuati otto raid, che hanno danneggiato la pista e causato danni materiali, ma non si sono registrate vittime. La Siria condanna l’attacco sionista alla sua base aerea militare.

Il portavoce militare degli Houthi, Yahya Sari, ha dichiarato: “Abbiamo attaccato una nave da trasporto militare saudita e quattro navi da guerra che la scortavano nel Mar Rosso, al largo della costa di Al-Mukha, con diversi missili balistici”. “Continuiamo a rafforzare il principio del “blocco per blocco” e a colpire tutte le concentrazioni di truppe saudite. Nella giornata del 18 agosto gli Houthi hanno rivendicato l’attacco con droni a un impianto della Saudi Aramco nella provincia di Jizzah. Le forze saudite attaccano il villaggio di Al-Hajaf nel distretto di Maqbanah a Taiz con tre razzi “Katyusha”

Il Maritime Trade Centre del Regno Unito ha riferito il 18 mattina che almeno un membro dell’equipaggio è rimasto ferito in un attacco a una nave nello Stretto di Hormuz, al largo delle coste dell’Oman. L’Iran ha sequestrato una petroliera di proprietà degli Emirati Arabi Uniti vicino all’isola di Qeshm nello Stretto di Hormuz, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Fars.

Registrata esplosione controllata nell’area dei villaggi di Tinouj e Giv, Qom. La Iran Water and Power Resources Development Company ha annunciato: “Nell’ambito delle operazioni di costruzione della diga di Makhmlkouh a Khorramabad, martedì 17 agosto, dalle 15:00 alle 17:00, si svolgeranno operazioni di brillamento ed esplosione controllate presso il sito della miniera di Gar Khargush, nel territorio del villaggio di Sarastan, distretto di Khorramabad”.

La Polizia iraniana: “Un agente è stato arrestato a Teheran mentre raccoglieva e inviava foto e coordinate di alcuni siti strategici”. Il Vice Comandante in Capo del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche in Iran, Generale di Divisione Mostafa Izadi: “Il fronte della resistenza ha compiuto passi decisivi controllando posizioni strategiche come il Mar Rosso e Bab al-Mandeb”

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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