#ISRAELIRANWAR. Iran: non faremo marcia indietro su nucleare e missili. Bombardata la Striscia di Gaza, Libano sud e scontri in Cisgiordania. Netanyahu giustifica il suo operato del 7 ottobre

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Tutto riparte oggi da Muscat, in Oman nonostante le dichiarazioni di Marco Rubio: “Non faremo alcun accordo con l’Iran che non includa la limitazione della gittata dei loro missili balistici, in modo che non possano più minacciare Israele”. “L’intensità delle proteste in Iran potrebbe essersi attenuata, ma torneranno a divampare in futuro”.

L’Iran in vece ha detto e in più occasioni a chiare lettere che la questione dei missili non fa parte delle trattative. Quindi si parlerà di nucleare. Il Sultanato dell’Oman ha detto ai media libanesi: “La delegazione iraniana è pronta a negoziati diretti se percepisce serietà da parte americana”. 

Il cinque febbraio, secondo Chanel 14: “Il governo si sta riunendo ora per discutere del dossier iraniano”. In Commissione Affari Esteri e Sicurezza, il primo Ministro, Benjamin Netanyahu ha detto: “Se l’Iran ci attacca, risponderemo con la forza”.

Sempre Netanyahu ha portato con sé alla Commissione per la Sicurezza e gli Affari Esteri della Knesset protocolli vecchi di 10 anni per dimostrare che l’attacco del 7 ottobre non era stato previsto da nessuno, e ha affermato che l’attacco è stato causato da una grave mancanza di intelligence.

L’ex Capo di Stato Maggiore Gadi Eisenkot ha ribattuto a Netanyahu: “Sembra che la sua memoria sia selettiva: il 7 ottobre lei era primo Ministro, e io avevo terminato il mio incarico di Capo di Stato Maggiore cinque anni fa. State evitando la formazione di una commissione d’inchiesta ufficiale che riveli i protocolli completi, non solo le vostre parti selezionate, e io mi batterò per la formazione di tale commissione e sarò il primo a presentarmi davanti ad essa”. 

Infine la radio dell’esercito israeliano ha segnalato un significativo ampliamento di un’unità di Stato Maggiore incaricata di proteggere gli alti ufficiali e le delegazioni all’estero, nel timore di ritorsioni da parte dell’Iran e dei suoi alleati.

L’Iran conferma che i colloqui sul nucleare in Oman di venerdì si svolgeranno secondo il formato del round finale. Una fonte iraniana ha dichiarato: “Non accetteremo negoziati su nessuna questione che non sia quella nucleare”.

I rappresentanti del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica hanno dichiarato ad Al-Arabiya che, “se gli Stati Uniti attaccassero, i suoi soldati sarebbero obiettivi legittimi”. Il Portavoce del Comitato per la sicurezza nazionale e la politica estera del Consiglio della Shura, Ibrahim Rezaei:

“Il dossier missilistico e la questione dell’arricchimento dell’uranio sono le linee rosse dell’Iran”. “Se gli americani nei prossimi negoziati seguiranno le stesse politiche di prima, i negoziati falliranno, quindi la controparte dovrà agire in modo razionale e logico. Non accetteremo l’imposizione di condizioni come l’interruzione dell’arricchimento e non negozieremo sul dossier missilistico o regionale. Non faremo marcia indietro e non permetteremo agli europei di interferire”.

L’Ambasciatore iraniano al Cairo: “Washington ha capito che una soluzione diplomatica è la strada giusta. I negoziati con Washington a Muscat saranno indiretti e riguarderanno solo la questione nucleare”.

Una delegazione militare russa arriva a Damasco. E il giorno dopo il Ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot è arrivato a Damasco per incontrare il Ministro degli Esteri Esad Hassan Sheibani. Dopo la sua visita a Damasco, è stato annunciato che avrebbe visitato anche Baghdad ed Erbil.

L’esercito americano continua a trasportare militanti dell’ISIS dalle prigioni siriane all’Iraq con il rischio che i militanti evadano dalle carceri vista l’impreparazione irachena a ricevere tanti prigionieri tutti insieme. Il Ministro degli Esteri iracheno, Fouad Hussein: “La regione è sotto il martelletto della guerra e della pace, sosteniamo i negoziati programmati in Oman tra Iran e America”. 

Ed ora uno sguardo gli scenari militari aggiornato alle ore 16.00 del 5 di febbraio. Secondo il Canale israeliano Kan: “In Israele sono in corso i preparativi per la possibilità che gli Houthi riprendano a lanciare missili e droni dallo Yemen verso Israele, qualora gli americani lanciassero un attacco all’Iran”. Nei giorni scorsi, il Capo di Stato Maggiore Eyal Zamir ha tenuto discussioni sulla minaccia Houthi e ha incaricato il Comando di Profondità dell’esercito israeliano di preparare e riapprovare la riserva di obiettivi in ​​Yemen in coordinamento con la Direzione dell’Intelligence Militare e l’Aeronautica Militare.

Un drone statunitense ha colpito un obiettivo legato ad al-Qaeda nella zona di Wadi Abidah, nella provincia orientale di Marib, nello Yemen. L’attacco ha ucciso un leader legato all’organizzazione e diversi suoi collaboratori. Secondo fonti locali, l’obiettivo dell’attacco era il figlio di un agente di sicurezza di al-Qaeda. L’operazione sarebbe stata eseguita mercoledì, dopo circa 48 ore di intensi voli di droni statunitensi nella zona. Non si conosce il nome del leader di al Qaeda ucciso.

“Unità speciali della polizia antiterrorismo iraniana (NOPO) hanno fatto irruzione nel nascondiglio di rivoltosi sostenuti dal Mossad coinvolti nei recenti violenti disordini. Arresto di 56 elementi principali delle rivolte di dicembre nella provincia del Khorasan settentrionale”, secondo il Dipartimento di Intelligence del Khorasan settentrionale, inoltre: “Gli agenti dell’Intelligence hanno identificato e arrestato questi individui, che avevano privato la popolazione della sicurezza e della tranquillità e distrutto proprietà pubbliche, con l’aiuto di denunce e un ordine giudiziario”.

Un carico di 14 tonnellate di attrezzature destinate alle rivolte è stato identificato e sequestrato all’ingresso in Iran da parte dell’Intelligence iraniana nell’Azerbaigian Occidentale. Il carico includeva pistole stordenti, manganelli telescopici, pugnali, coltelli speciali e accessori laser (utilizzati per il terrorismo per il tiro di precisione), nascosti in circa 300 pacchi. Alcuni oggetti erano camuffati da oggetti di uso quotidiano, come torce elettriche e cosmetici. Uno dei detenuti è un cittadino straniero.

Secondo quanto riferito, la Cina ha trasferito all’Iran diversi radar strategici 3D YLC-8B con un raggio di rilevamento fino a 700 chilometri. In modalità normale, questo radar è in grado di rilevare e tracciare simultaneamente un gran numero di bersagli diversi da una distanza fino a 700 km. Il sistema può rilevare missili balistici fino a una distanza di 550 km e bersagli aerei come i caccia a circa 350 km. Una volta che un bersaglio entra nell’area di copertura della rete di difesa aerea, può essere distrutto con elevata velocità e precisione. Il radar è estremamente mobile. Dopo ogni ondata di attacco, può cambiare rapidamente posizione e spostarsi in una posizione sicura, riducendo significativamente il rischio di distruzione.

La televisione iraniana ha trasmesso le immagini del nuovo missile Khorramshahr 4, confermando il suo ingresso nella fase di maturità operativa dall’interno delle nuove città missilistiche della Guardia Rivoluzionaria Islamica, inaugurate ieri sera. La velocità del missile Khorramshahr 4 fuori dall’atmosfera raggiunge circa 16 Mach, mentre la sua velocità all’interno dell’atmosfera raggiunge circa 8 Mach.

Gli iraniani sono stati chiamati ad abbandonare immediatamente tutti i paesi che ospitano basi statunitensi nella regione del Golfo Persico. Il Capo di Stato Maggiore iraniano ha dichiarato in vista degli incontri: “Siamo pienamente preparati a qualsiasi azione da parte del nemico”. 

Secondo fonti locali siriane una pattuglia delle IDF si infiltra nel villaggio di Ein Zivan, nella campagna centrale di Quneitra e ha istituito un posto di blocco e chiude negozi. Una pattuglia delle IDF , composta da 7 veicoli, penetra nei pressi dell’incrocio di Abu Qubeis, nella campagna di Quneitra.

Il 4 febbraio, un aereo spia Boeing P-8A Poseidon della Marina statunitense è stato avvistato in decollo dalla base aerea di Sigonella, in Italia. È probabile che sia diretto verso la costa libanese per iniziare a raccogliere informazioni. Nella n notte tra il 4 e il 5 febbraio l’artiglieria IDF ha preso di mira la periferia della città di Yaroun con un colpo di artiglieria. Voli continui e basso di droni nella Beqaa occidentale. 

Bombardamenti registrati anche a Gaza tra il 4 e il 5 di febbraio: Almeno 23 palestinesi, di cui 14 a Gaza City, sono stati assassinati oggi fuori dalle loro residenze nella Striscia di Gaza; caccia israeliani hanno preso di mira il quartiere di Al-Tuffah, nella parte orientale di Gaza. Bombardamenti di artiglieria israeliana a ovest della città di Rafah; mezzi IDF lanciano il fuoco verso le aree a est di Khan Yunis, Gaza meridionale. Secondo Canale 12 di Israele l’esercito è riuscito a gestire solo circa la metà dei tunnel nella Striscia di Gaza: “Abbiamo lanciato una feroce campagna contro la rete di tunnel segreti e occuparci di tutti i tunnel potrebbe richiedere altri due anni”. Il portavoce delle IDF: “ Aver sparato a un palestinese con il pretesto di avvicinarsi alla linea gialla a sud della Striscia di Gaza e rappresentare una minaccia per le forze armate”.

Hamas lancia un appello globale: “che i prossimi giorni siano un’azione globale continua e crescente contro l’occupazione, l’aggressione e lo sterminio del nostro popolo nella Striscia di Gaza”. 

Nella notte del 4 febbraio uUn’autobomba è esplosa ad Haifa. Un morto e due feriti. I media israeliani parlano di un possibile assassinio mirato. L’Iran ha negato il suo coinvolgimento nell’esplosione dell’auto avvenuta ad Haifa e nelle altre esplosioni che si sono verificate nei giorni precedenti.

Alta la tensione in Cisgiordania: Un veicolo militare dell’esercito israeliano si è ribaltato nei pressi del campo di Nur Shams a Tulkarem. L’esercito israeliano ha distribuito avvisi per bloccare la costruzione di diverse case nella città di Na’lin, a ovest di Ramallah. Scoppiati scontri tra giovani e IDF nella città di Beita, a sud di Nablus. Le forze israeliane lanciano bombe lacrimogene verso le case a est del villaggio di Al-Mughayyir, a nord-est di Ramallah. Violenti scontri sono scoppiati tra giovani e coloni vicino alle tende dell’insediamento di Khiam, tra le città di Qusra e Jalud, a sud-est di Nablus. Le forze israeliane piazzano “carovane” su terreni cittadini nella zona di Wadi Samsem ad Al-Zahiriya, a sud di Hebron.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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