
Si è tenuto ieri a Muscat l’incontro per i negoziati indiretti Stati Uniti-Iran, con la mediazione dell’Oman. Nella giornata sono stati portati avanti tre round di colloqui, il quarto è stato rinviato a data da destinarsi. La delegazione iraniana era guidata dal Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Il mediatore è stato il ministro omanita per gli Affari Esteri Badr bin Hamad.
Per gli Stati Uniti oltre a Steve Witkoff si è unito il comandante del CENTCOM Brad Cooper. L’arrivo del Comandante ha irritato molto la parte iraniana. “La presenza di funzionari militari statunitensi [il Comandante del CENTCOM] a Muscat minaccia i colloqui sul nucleare”, ha dichiarato un diplomatico iraniano a Reuters.
L’agenzia di stampa iraniana IRNA riportava già al termine deprimo round che “Araghchi ha detto alla parte americana che i diritti di arricchimento nucleare sul suolo iraniano non sono in discussione”. “L’Iran si rifiuta di interrompere l’arricchimento dell’uranio durante i colloqui con gli Stati Uniti. Nessuna delle due parti ha fatto marcia indietro sulla sua posizione iniziale, ma l’Iran ha affermato di essere aperto a ulteriori colloqui”, fonte The Wall Street Journal.
Secondo indiscrezioni l’Iran sarebbe pronto a sospendere il programma sul nucleare in cambio della revoca delle sanzioni ma non è pronto a fare concessioni sul suo programma missilistico balistico. L’Assistente del Presidente iraniano per le Relazioni e i Media: “Oggi, l’incarico assegnato dal Presidente al Ministro degli Esteri a Muscat è stato portato a termine con successo. L’Iran mira a raggiungere la pace e la sicurezza per tutti i paesi della regione e il futuro è promettente”.
Secondo Israel Hayom, citando una fonte diplomatica a conoscenza dei dettagli dei colloqui con l’Iran di oggi in Oman: “Gli iraniani vogliono risolvere prima la questione nucleare e poi passare ad altre questioni, mentre gli americani cercano di discutere parallelamente le quattro questioni: nucleare, missili, agenti in Medio Oriente e proteste in Iran”.
L’ambasciata degli Stati Uniti intima ai cittadini di lasciare immediatamente l’Iran. Hanno raccomandato di elaborare un piano per una partenza indipendente, senza dover dipendere dall’assistenza governativa. Secondo il Segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent: “Abbiamo visto la leadership iraniana spostare denaro all’estero, e questo è un buon segno che capiscano che la fine è vicina”.
Un articolo del The National: “il genero del presidente Donald Trump, Jared Kushner, è coinvolto negli sforzi per trovare un’alternativa al regime iraniano. Sta contribuendo a formare un gruppo di imprenditori iraniano-americani che stanno fornendo consulenza sulla creazione di una struttura di transizione che contribuirebbe a controllare l’Iran in caso di crollo del regime. L’amministrazione Trump vorrebbe tenere un incontro con i rappresentanti dell’opposizione iraniana a Palm Beach, in Florida, dove si trova la tenuta del presidente a Mar-a-Lago. L’incontro potrebbe aver luogo già alla fine di questa settimana, ma la logistica è complessa. Non è chiaro se gli organizzatori volessero tenerlo a Mar-a-Lago o nelle vicinanze”.
Ulteriori tensioni in Medio Oriente si registrano tra Libano e Stati Uniti. Il senatore, Lindsey Graham: “Ho appena avuto un incontro molto breve con il Ministro della Difesa libanese, il generale Rudolf Heikel. Gli ho chiesto a bruciapelo se considerasse Hezbollah un’organizzazione terroristica. Mi ha risposto: ‘No, non nel contesto del Libano’. È lì che ho concluso l’incontro. È chiaramente un’organizzazione terroristica. Hezbollah ha le mani sporche di sangue americano. Chiedetelo ai Marines statunitensi. È stata designata come Organizzazione Terroristica Straniera sia dalle amministrazioni repubblicane che da quelle democratiche dal 1997, e per una buona ragione. Finché persisterà questa posizione da parte delle Forze Armate libanesi, non credo che avremo un partner affidabile tra loro. Sono stanco dei doppi standard in Medio Oriente. La posta in gioco è troppo alta.” Nella giornata del 6 febbraio. Il comandante dell’esercito ha discusso a Washington delle minacce che gravano sul Libano e degli sviluppi della sicurezza al confine meridionale.
L’Organizzazione Nazionale di Intelligence Turca (MIT) ha condotto un’operazione contro agenti dell’intelligence israeliana, il Mossad, in Turchia. A seguito dell’operazione segreta, denominata “MONITUM”, Mehmet Budak Derya, che conduceva attività di spionaggio sotto le mentite spoglie di un mercante di marmo, e il suo complice, Veysel Kerimoglu, sono stati arrestati.
Una valutazione della situazione condotta dal Ministero della Sicurezza di Stato israeliano e inviata al Segretario Militare del Primo Ministro israeliano alle 09:47 del 7 ottobre 2023, ha concluso che la probabilità di un conflitto su larga scala era bassa, citando la mancanza di allerte da parte dell’intelligence. La valutazione, completata alle 05:15, affermava che non si poteva escludere una sorpresa limitata o localizzata, ma considerava improbabile una grave escalation o addirittura un peggioramento della “tensione”.
Ed ora uno sguardo agli scenari militari aggiornato alle ore 16:00 del 6 febbraio. Sei F-35 britannici sono partiti dalla RAF di Marham, insieme a due aerei cisterna, indicando un possibile dispiegamento a lungo raggio.
La marina del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) iraniano ha sequestrato due navi nel Golfo Persico accusate di trasportare oltre un milione di litri di presunto “carburante di contrabbando”, con quindici membri dell’equipaggio stranieri arrestati durante l’operazione; secondo l’agenzia di stampa statale iraniana Tasnim, l’IRGC sta conducendo test missilistici mentre erano in corso i negoziati tra Iran e Stati Uniti.
Sempre dall’Iran si apprende che l’Amministrazione di Intelligence della Provincia dell’Azerbaigian Orientale ha compiuto degli arresti: “Identificazione di 7 membri appartenenti al gruppo terroristico Khalq a Tabriz. Arresto di 11 membri appartenenti all’organizzazione deviata a Tabriz. Identificazione di centinaia di elementi sul campo coinvolti in rivolte armate nella provincia. Sequestro di 220 armi senza licenza a Jolfa e arresto di 3 membri coinvolti”.
In Iraq un terrorista che indossava una cintura esplosiva si è fatto esplodere mentre le forze di sicurezza cercavano di arrestarlo nella zona di Al-Khasim, a ovest della provincia di Anbar, ferendo due membri delle forze.
Il sito in Libano gestito dall’IDF di Malkiya ha sparato raffiche di mitragliatrice verso la periferia delle città di Aytaroun e Blida, nel sud del Paese. Un drone israeliano ha sganciato una bomba sonica vicino a una ruspa al lavoro nei pressi della moschea Imam Ali, a sud della città di Yaroun, senza vittime.
Joseph Aoun è intervenuto sui continui attacchi di Israele in Libano: ” Rinnoviamo il nostro appello alla comunità internazionale affinché faccia pressione su Israele e lo obblighi a rispettare la “cessazione delle ostilità” e ad attuare la Risoluzione 1701. Da quando l’esercito libanese ha completato il suo dispiegamento nel Sud, non si sono registrati colpi d’arma da fuoco provenienti dal territorio libanese”.
Secondo Yedioth Ahronoth: “Il comandante dell’aeronautica militare, il generale Tomer Bar, e il capo dell’intelligence militare, il generale Shlomi Binder, che ha guidato l’operazione militare contro l’Iran alcuni mesi fa, hanno concluso un lungo e cruciale dibattito per completare i preparativi e approvare i piani per una potenziale azione militare contro l’Iran, in caso di un attacco statunitense a Teheran”.
L’esercito israeliano continua colpire Gaza: L’aeronautica militare ha bombardato infrastrutture nella Striscia di Gaza anche nella giornata del 6 febbraio in risposta agli attacchi armati contro le forze armate nel nord della Striscia di Gaza di giovedì. Navi da guerra israeliane hanno lanciato un intenso fuoco verso la costa di Gaza City. 5 feriti a seguito degli spari delle IDF contro le tende degli sfollati nella zona di Al-Maslakh e Al-Baraq, a sud di Khan Yunis, nella Striscia di Gaza meridionale.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
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