#ISRAELIRANWAR. Il Kuwait si dota di un sistema anti-drone completo per difendersi dagli attacchi iraniani

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Nel conflitto apertosi tra Israele/Stati Unti e Iran a essere coinvolti in prima persona i paesi del Golfo. Che decidendo di rimanere attivamente alleati di Washington non solo offrono le basi ma devono assolutamente implementare la difesa chiedendo aiuto proprio agli Stati Uniti.

Nel giorno scorsi, gli Stati Uniti hanno approvato l’acquisto da parte del Kuwait di un sistema anti-drone completo. Nell’ambito del programma di vendita militare all’estero (Foreign Military Sale), il Dipartimento di Stato ha approvato l’acquisto di un sistema anti-drone completo da Anduril Industries per 1,98 miliardi di dollari.

Il sistema sarà basato sul drone a decollo e atterraggio verticale (VTOL) ad alta velocità Roadrunner-M, sull’intercettore cinetico autonomo Anvil-Kinetic e sull’Anvil/M con testata nucleare.

Il kit include anche: Contenitori/box di lancio Lattice: un sistema centrale di comando e controllo basato sull’intelligenza artificiale (Anduril Lattice) che integra tutti i sensori, prende decisioni e controlla gli intercettori;

Torri di guardia: sistemi radar-sensori fissi/mobili/marittimi per rilevare, classificare e tracciare i droni a lungo raggio; Pulsar – una famiglia di sistemi di guerra elettronica (EW) software-defined. Possono adattarsi rapidamente alle nuove frequenze dei droni grazie all’intelligenza artificiale; Centri operativi tattici Menace – centri di comando e controllo mobili/di spedizione (sistemi C4) basati su piattaforme di calcolo Anduril; Generatori, software, addestramento del personale, supporto tecnico e logistico.

Il sistema di contromisure si basa su un funzionamento semiautomatico: rilevamento (torri di sentinella e Lattice) – disturbo elettronico (Pulsar) – distruzione cinetica (Roadrunner-M e Anvil). In tutte le fasi, l’operatore deve solo impartire il comando di eliminazione.

Nel complesso, l’impiego di tali contromisure integrate dimostra una tendenza verso l’ulteriore sviluppo del sistema di difesa aerea “small sky”, che si sta già allontanando dai sistemi manuali di rilevamento e distruzione dei droni (proiettori, termocamere abbinate a mitragliatrici e fucili d’assalto, droni intercettori controllati da operatori) per orientarsi verso sistemi automatizzati (controllati da visione artificiale, acquisizione automatica dei droni e mini-missili), che riducono il numero di operatori ed estendono la soglia di distruzione garantita dei droni a chilometri di distanza dagli obiettivi di attacco e dalle aree urbane.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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