#ISRAELIRANWAR. I Democrat provano di nuovo l’Impeachment per Trump. CENTCOM: dal 13 aprile blocchiamo ingresso e uscita a Hormuz. Aerei e munizioni in arrivo in Medio Oriente

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Questa volta nei Democrat a provarci è la deputata Pramila Jayapal: “Il 25° emendamento, l’impeachment, la richiesta delle sue dimissioni: dobbiamo fare tutto il necessario per rimuovere Trump dalla carica”. Salgono le preoccupazioni del Congresso per le parole e scelte di Trump.

Il presidente degli Stati Uniti invece ha dichiarato alla stampa: ”Avete visto cosa abbiamo fatto con il Venezuela, sarà simile” riferendosi all’Iran. Trump ha ammesso di non avere altre carte da giocare se non bombardare le infrastrutture civili: “L’unica cosa che ci resta davvero è la loro acqua, e colpirla sarebbe devastante.” “Non vorrei farlo, ma si tratta della loro acqua, dei loro impianti di desalinizzazione e delle loro centrali elettriche.” “Potremmo distruggerle tutte. E intendo proprio distruggerle, nel senso che non avrebbero elettricità per dieci anni…” “Probabilmente non sarebbero mai più in grado di ricostruirle.” “Penso che abbiamo praticamente raggiunto il limite, a parte queste poche cose.”

Nel frattempo sono emersi i contenuti della proposta americana all’Iran: secondo Fox News, la proposta finale del vicepresidente Vance, presentata alla delegazione iraniana a Islamabad prima del fallimento dei colloqui di pace mediati dal Pakistan tra i due Paesi, consisteva nelle seguenti richieste: Cessare ogni arricchimento dell’uranio; Smantellare tutti i principali impianti di arricchimento del combustibile nucleare; Ritirare l’uranio altamente arricchito; Accettare un quadro più ampio di pace, sicurezza e de-escalation che includa gli alleati regionali; Interrompere il finanziamento delle “organizzazioni terroristiche” Hamas, Hezbollah e Houthi; Aprire completamente lo Stretto di Hormuz, eliminando i pedaggi per il suo attraversamento. Un testo ampiamente contestato dal’Iran che chiede la gestione unilaterale di Hormuz e ancora l’arricchimento dell’uranio ai fini civili. 

I diplomatici iraniani hanno rivelato le loro linee rosse al primo Ministro pakistano Shehbaz Sharif, che sono: “Lo Stretto di Hormuz sotto il pieno controllo iraniano. L’Iran riceverà riparazioni di guerra. I beni iraniani congelati saranno sbloccati. Cessate il fuoco stabile in tutte le aree rilevanti per l’Iran”.

Il Pentagono ha confermato che gli Stati Uniti bloccheranno i porti iraniani. “Si applica alle navi di tutte le nazioni, inclusi Cina, Russia e India. Riguarda tutti i porti iraniani sul Golfo Persico e sul Golfo di Oman”. CENTCOM afferma che non impedirà il transito attraverso Hormuz verso porti non iraniani. Ai marittimi è stato ordinato di monitorare le trasmissioni degli Avvisi ai Naviganti e di contattare le forze navali statunitensi sul canale 16. In risposta l’Iran ha dichirato: ”Avvicinatevi. L’Iran affonderà le vostre navi.”

Nel frattempo si sgretola la coalizione per la liberazione di Hormuz: la Gran Bretagna afferma che non parteciperà mai a una guerra degli Stati Uniti contro l’Iran o a un blocco dello Stretto di Hormuz. Il primo Ministro australiano Anthony Albanese: “L’Australia si rifiuta di partecipare al blocco navale statunitense contro i porti iraniani, in linea con la posizione precedentemente espressa dal Regno Unito”. Il Ministro degli Esteri spagnolo: “La NATO non parteciperà ad alcuna operazione militare per riaprire lo Stretto di Hormuz”. 

E mentre le tensioni tra Israele e Spagna si intensificano, l’ambasciatore spagnolo in Iran, al suo arrivo al confine iraniano di Astara, chiede “cooperazione bilaterale” e “pace duratura” riporta Fars. Aggiunge che le relazioni economiche e di investimento saranno oggetto di revisione. Il primo vicepresidente iraniano elogia Pedro Sánchez, presidente spagnolo, per la sua “posizione umanitaria” contro l’aggressione. Francia, Spagna e Australia hanno chiesto che il Libano rientri nei negoziati per la pace e che il Libano non diventi un’altra Gaza. 

Un cacciatorpediniere britannico inviato a Cipro per rafforzare le difese aeree è stato messo fuori uso poco dopo l’arrivo. Non è ancora stata stabilita una data per la ripresa delle pattuglie. Cipro si sta preparando a un possibile afflusso di massa di migranti a causa dell’instabilità in Libano. Le autorità stanno elaborando un piano di emergenza, rafforzando i controlli e predisponendo le infrastrutture.

Arresti ad Haifa: un gruppo sospettato di fabbricare bombe su ordine iraniano per colpire l’ex primo Ministro, Naftali Bennett è stato arrestato: Ami Gaydarov di Haifa e tre complici sono finiti in carcere con l’accusa di lavorare per i servizi segreti iraniani. Il gruppo avrebbe ricevuto circa 26.000 dollari per queste attività, che includevano test di esplosivi e raccolta di informazioni su siti strategici. Secondo Channel 13: ”Ci sono tantissime spie iraniane in Israele, hanno formato un’unità speciale come lo Shin Bet e la polizia. Finora ci sono 38 casi con oltre 50 spie, gli israeliani stanno svendendo Israele per pochi spiccioli, non per molti soldi…”

Nel discorso dell’11 aprile al popolo di Israele, il primo Ministro Benjamin Netanyahu ha dichiarato che la loro campagna contro l’Iran “non è ancora finita”, sebbene Israele abbia ottenuto “risultati storici” nel conflitto in corso. Il 13 aprile il governo israeliano ha approvato la proroga dello stato di emergenza nelle retrovie fino alla fine del mese. Tra le motivazioni c’è “l’incertezza riguardo al cessate il fuoco in Iran”. Il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich ha rilasciato una stima preliminare secondo cui i costi diretti di bilancio dell’Operazione Leone Ruggente ammontano a circa 35 miliardi di NIS (circa 11,5 miliardi di dollari al cambio attuale).

Scaduto l’ultimatum tra Hamas e Israele il 9 aprile nella giornata del 13 aprile Netanyahu ha dichiarato che ci sarà una nuova fase: “le Forze di Difesa Israeliane riprenderanno le operazioni a Gaza per “disarmare” Hamas”. ”Trump non è riuscito a mobilitare una coalizione per aprire lo Stretto di Hormuz, quindi capisce anche che costruire una coalizione per disarmare Hamas è meno realistico. Dovremo farlo noi. Dovremo farlo noi.”

Il portavoce delle Brigate Al-Qassam in risposta alle dichiarazioni Netanyahu: “Ciò che il nemico non è riuscito a toglierci con i carri armati e lo sterminio, non ce lo toglierà con la politica e al tavolo delle trattative”.

Per quanto concerne i negoziati tra Israele e Libano sono in stallo, secondo Benjamin Netanyahu : “Negozieremo con il Libano a due condizioni: concludere gli Accordi di Abramo e confiscare le armi di Hezbollah”. Al momento dal Libano hanno rinviato l’incontro previsto a Washington la prossima settimana. Netanyahu: “Abbiamo attaccato 100 obiettivi in ​​Libano in un minuto e ne promettiamo altri”. E ancora il 13 aprile Netanyahu: “Non stiamo parlando di 5 posizioni nel Libano meridionale, ma di una cintura di sicurezza per eliminare la minaccia di un’invasione (terrestre) di Hezbollah e respingere la minaccia missilistica”. Secondo Israele la cintura dovrebbe essere di 7 km in territorio libanese dove non ci sarà nemmeno una casa di libanesi. 

Il Presidente libanese Joseph Aoun: “Nessuno negozia per nostro conto e non vogliamo che nessuno lo faccia per noi: è qualcosa che non accetteremo (…) Siamo in contatto con i nostri amici, chiedendo un cessate il fuoco e la ripresa dei negoziati”. Il primo Ministro libanese Nawaf Salam rinvia il viaggio all’ONU e negli Stati Uniti. 

Secondo quanto riportato, il primo Ministro libanese avrebbe ordinato all’esercito libanese di schierarsi in tutta Beirut per garantire che le armi siano utilizzate solo dalle forze armate ufficiali, limitandone il possesso esclusivamente alle agenzie di sicurezza statali. Il governo ha inoltre deciso di presentare una denuncia urgente al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite in risposta agli attacchi indiscriminati di Israele contro le infrastrutture civili in Libano. All’inizio della riunione, il Primo Ministro ha dichiarato che il Libano era “stanco delle semplici dichiarazioni di condanna”, esprimendo delusione per il fatto che il Paese non fosse stato incluso nel cessate il fuoco annunciato tra Stati Uniti e Iran. Gli utenti di Twitter hanno segnalato: la maggior parte delle città del Libano è scomparsa da Apple Maps. Il motivo non è chiaro.

700.000 barili al giorno tagliati dalla produzione petrolifera saudita a causa della guerra tra Stati Uniti e Israele e Iran, Stampa saudita. L’oleodotto Est-Ovest ha subito danni significativi a seguito dei recenti attacchi. Si prevede che ulteriori conflitti porteranno a un’ulteriore riduzione dell’offerta e alla volatilità dei mercati petroliferi globali. Il Ministero della Difesa saudita ha annunciato che l’11 aprile è arrivato equipaggiamento militare proveniente dal Pakistan alla base aerea King Abdulaziz nella regione di Ash Sharqiyah, in Arabia Saudita. Secondo il ministero, l’equipaggiamento consiste in aerei da combattimento e velivoli di supporto appartenenti all’Aeronautica pakistana. Secondo una dichiarazione del Ministero della Difesa saudita, questa mossa di Islamabad è stata intrapresa nell’ambito dell’accordo di difesa congiunta firmato tra Arabia Saudita e Pakistan alcuni mesi fa. In totale sarebbero arrivati 13.000 soldati pakistani e 10 aerei. Nella giornata del 13 aprile il ministro degli Esteri saudita ha parlato nuovamente al telefono con il ministro degli Esteri iraniano Araghchi dopo lo stallo nei negoziati tra Teheran e Washington in Pakistan.

Arabia Saudita e Qatar forniranno al Pakistan 5 miliardi di dollari in aiuti finanziari per far fronte agli obblighi di rimborso del debito di Islamabad nei confronti degli Emirati Arabi Uniti, secondo quanto riferito da fonti all’agenzia Anadolu

Gli Emirati Arabi Uniti si schierano con Israele e Stati Uniti e chiedono l’apertura incondizionata dello Stretto di Hormuz, senza condizioni. Emirates Global Aluminum, il più grande produttore di alluminio del Golfo Persico, ha dichiarato la forza maggiore su alcuni contratti, Bloomberg. L’azienda ha fatto ricorso a questa misura per sospendere almeno alcune forniture dopo che uno dei suoi impianti di fusione è stato messo fuori uso in un attacco iraniano all’inizio di aprile.

Il movimento yemenita Ansar Allah ha avvertito che intensificherà le sue operazioni militari se gli Stati Uniti e il governo israeliano riprenderanno l’aggressione contro l’Iran.

Sia durante i colloqui a Islamabad, sia dopo il fallimento degli stessi, lo stretto di Hormuz è rimasto chiuso alle navi vicine a Israele e Stati Uniti. Il Ministro degli Esteri sudcoreano Cho Hyun ha deciso di mandare un inviato speciale in Iran per discutere le questioni bilaterali tra Corea del Sud e Iran e affrontare le sfide alla navigazione nello Stretto di Hormuz. Il 12 aprile il Comando Centrale degli Stati Uniti: “Le forze del Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) inizieranno il blocco di tutto il traffico marittimo in entrata e in uscita dai porti iraniani il 13 aprile alle 15:00 (ora italiana, ndr), in conformità con l’annuncio del presidente Trump”. Il Presidente del Parlamento iraniano Ghalibaf ha risposto: “Godetevi gli attuali prezzi della benzina. Con il cosiddetto “blocco”, presto rimpiangerete i 4-5 dollari al gallone”. Infine, Ghalibaf ha anche pubblicato una nuova formula per gli aumenti del prezzo del petrolio, dimostrando che un rinnovato blocco dello Stretto di Hormuz porterebbe a ulteriori aumenti dei prezzi e trascinerebbe Trump ancora più a fondo nella palude dei prezzi del petrolio che lui stesso ha creato.

L’Iran ha cominciato la ricostruzione, il ponte ferroviario di Yahyabad a Kashan, distrutto negli attacchi israeliani del 7 aprile. I lavori di ricostruzione sono in corso in tutto il paese, soprattutto nelle infrastrutture critiche.

Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei, in risposta a un articolo del Washington Post: “Mentre i funzionari americani accusano l’Iran di malafede e ricatto, ambienti all’interno della politica e dei media statunitensi invocano apertamente l’assassinio dei negoziatori iraniani in caso di fallimento dei colloqui. Questa palese istigazione al “terrorismo internazionale” deve essere condannata da tutti”.

In seguito alle recenti dichiarazioni di Donald Trump sull’imposizione di un blocco navale all’Iran e sulla restrizione del traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz, l’agenzia di stampa Tasnim scrive: “Tali minacce non hanno più peso né credibilità, aggiungendo che se fossero efficaci, Trump non starebbe cercando disperatamente un cessate il fuoco durante una guerra”. Tasnim: “Queste posizioni non contribuiranno a risolvere i problemi e ha avvertito che Trump dovrebbe invece preoccuparsi del fatto che tale imprudenza e la tendenza a concentrarsi sulle minacce potrebbero costargli anche Bab el-Mandeb, complicando ulteriormente il transito di energia e il commercio globale nella regione e rendendoli più costosi”.

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi: “Durante intense negoziazioni al più alto livello degli ultimi 47 anni, l’Iran ha negoziato in buona fede con gli Stati Uniti per porre fine alla guerra. Ma quando eravamo sul punto di firmare il Memorandum d’intesa di Islamabad, ci siamo trovati di fronte a richieste massimaliste, continui cambiamenti dei termini e un blocco. Non si è imparato nulla; la buona volontà genera buona volontà, l’ostilità genera ostilità”.

A credere nei negoziati il presidente iraniano Masoud Pezeshkian: Se il governo americano abbandona il suo totalitarismo e rispetta i diritti della nazione iraniana, si troveranno certamente le vie per raggiungere un accordo. Il Capo della Magistratura iraniana, Gholam-Hossein Mohseni-Eje’i: “La Magistratura iraniana passa alla modalità di guerra totale contro spie e traditori: ‘Nel trattare con spie, elementi traditori e soldati nemici invasori, la nostra formazione è completamente in modalità di guerra e si adatta alle condizioni di guerra. Nel rispetto della legge e della giustizia, mostreremo la massima fermezza e rapidità nella gestione dei loro casi. Questi fascicoli non sono più soggetti alle normali procedure in tempo di pace. Fino a nuovo avviso, la Magistratura manterrà la formazione di guerra nei casi che coinvolgono collaboratori del nemico. Operiamo secondo le regole di guerra, non quelle ordinarie”.

Ed ora uno sguardo agli scenari militari aperti in Medio Oriente e Asia occidentale aggiornato alle 15:00 del 13 aprile. Un sopravvissuto dell’esercito statunitense al più letale attacco iraniano contro le forze americane dall’inizio della guerra ha contestato la versione dei fatti fornita dal Pentagono. Ha affermato che la sua unità in Kuwait è stata lasciata esposta. Il sopravvissuto ha parlato a condizione di anonimato perché non autorizzato a rilasciare dichiarazioni ai media e ha rilasciato l’intervista senza il permesso ufficiale dell’esercito statunitense.

Trump ha ordinato alla Marina statunitense di bloccare lo Stretto di Hormuz a “qualsiasi nave tenti di entrare o uscire”. Ha inoltre incaricato la Marina di cercare e fermare tutte le imbarcazioni nelle acque internazionali che abbiano pagato pedaggi all’Iran: “Nessuno che paghi un pedaggio illegale otterrà il passaggio sicuro in alto mare”. Soldati dell’esercito americano effettuano la manutenzione del sistema di difesa missilistica mobile Patriot in Medio Oriente. Un bombardiere strategico B-52H dell’aeronautica statunitense, presso la base aerea di Fairford, è in stato di massima allerta con le munizioni caricate. La portaerei CVN 77 George Bush ha attraversato lo Stretto di Gibilterra. Secondo fonti locali mediorientali. “Accelerazione del rafforzamento militare US: i C-17 invadono la regione”. 

La guerra tra Israele e Libano non si è mai fermata. I razzi di Hezbollah hanno preso di mira i territori del nord di Israele ininterrottamente dal 9 aprile fino al 13 aprile. Nella sola giornata del 9 aprile Hezbollah rivendicava 30 operazioni. Colpite la città di Haifa, la base Stella Maris ma anche aree nel sud di Israele. Sistemi di difesa attivi ad Ashkelon. Un razzo è caduto nella zona di Safed. Colpito insediamento di Shlomi nella Galilea occidentale, colpito insediamento di Karmiel

Decine di aerei cisterna statunitensi (KC-135 e KC-46A) affollano dall’11 aprile l’aeroporto Ben Gurion. Channel 15, il 13 aprile : “Il capo di stato maggiore ha ordinato all’esercito israeliano di mettersi immediatamente in stato di allerta in preparazione di una guerra con l’Iran. Non è stata ancora presa una decisione sulla ripresa dei bombardamenti”. 

Due soldati dell’890° Battaglione Paracadutisti sono rimasti feriti a causa della caduta di un razzo di Hezbollah nel Libano meridionale.

Un militare israeliano è rimasto gravemente ferito a seguito di un incidente operativo nella Gaza centrale. Intensificata la crisi alimentare da parte di Israele a Gaza limitati drasticamente l’ingresso degli aiuti, inclusa la farina, il che ha portato a un continuo aumento dei prezzi del pane in un contesto di grave povertà a Gaza., fonte Hamas. 

Hezbollah ha dichiarato che i combattenti sono impegnati in scontri a distanza ravvicinata con armi leggere e medie e lanciarazzi contro una forza israeliana ben equipaggiata che ha tentato di avanzare verso il mercato della città di Bint Jbeil. Hezbollah oltre a difendere la città hanno usato colpi di artiglieria contro assembramenti di veicoli e soldati israeliani nelle vicinanze del complesso di Musa Abbas e del Triangolo della Liberazione e della Professionalità nella città di Bint Jbeil. Il 13 aprile segnalati scontri feroci e sanguinosi tra le forze di difesa israeliane e le truppe israeliane nelle posizioni di prima linea a Bint Jbail, Sham e Al-Khiyam, nel Libano meridionale.

Bint Jbeil è considerata la “Capitale della Resistenza” ed è stata un punto di svolta cruciale nella guerra del 2006, che ha ribaltato le sorti del conflitto a favore di Hezbollah, nota come “la battaglia di Bint Jbeil”. La conquista di Bint Jbeil rappresenterebbe solo una vittoria simbolica per Israele, un incentivo a intensificare gli sforzi per sconfiggere Hezbollah una volta per tutte.

Israele ha attaccato anche Nabatieh nel Libano meridionale. Diverse persone sarebbero morte mentre le Forze di Difesa Israeliane intensificano i bombardamenti nel sud. Due militari delle IDF sono rimasti feriti. Altri 2 soldati dell’esercito israeliano della Brigata Paracadutisti feriti negli scontri nel Libano meridionale. Lancoi di hezbollah contro una casa che ospita soldati israeliani ad Al-Bayyada, nel Libano meridionale.

Israele l’11 aprile ha lanciato fosforo bianco sulla parte civile di Al-Tiri nel Libano meridionale. Nella mattina dell’11 aprileiI media libanesi riportano 11 morti a seguito degli attacchi delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) avvenuti il 10 aprile a: Jibchit, villaggio di Tul, vicino all’ospedale di Tebnine, attacchi nel villaggio di Zefta

L’emittente saudita Al Arabiya riporta, citando le sue fonti: i droni lanciati il 9 aprile contro il Kuwait, che hanno preso di mira le infrastrutture vitali del paese, sono stati lanciati dall’Iraq, non dall’Iran. Colpite infrastrutture vitali della Guardia Nazionale e provocato il ferimento di alcuni suoi membri.

Forze militari pakistane con aerei da combattimento arrivano alla base aerea saudita nell’ambito dell’accordo di mutua difesa strategica, Ministero della Difesa dell’Arabia Saudita. L’11 aprile arrivava il settimo aereo da ritrasmissione americano Bombardier E-11A BACN, nominativo BLKWF01, numero di coda 24-9049, è arrivato alla base aerea Prince Sultan in Arabia Saudita. Velivoli simili con numeri di coda N770AG, 21-9045, 22-9046, 22-9047, 12-9506 e 23-9048 sono già di stanza lì. Il 13 aprile flusso costante di aerei da trasporto militare C-17 verso le basi americane e israeliane nella regione per rifornire le scorte di munizioni. Una delle ultime basi aeree americane in cui è atterrato un aereo da trasporto si trova in Arabia Saudita.

I media del Qatar riportano gravi danni al radar di allerta precoce AN/FPS-132 situato presso la base aerea di Al Udeid in Qatar, a seguito di un attacco di precisione da parte dell’Iran nelle ore precedenti al cesssate il fuoco. Questo sistema è il principale sistema di rilevamento di missili balistici nell’arsenale statunitense. Il12 aprile il Qatar ha ripristinato completamente la navigazione marittima, secondo il Ministero dei Trasporti. 

Chiuso o quasi il transito nello stretto di Hormuz. UKMTO: Il livello di minaccia marittima nel Golfo Persico e nello Stretto di Hormuz rimane “critico”. Il 10 aprile, una superpetroliera battente bandiera russa ha attraversato lo Stretto di Hormuz per entrare nel Golfo Persico, segnando un raro passaggio per una nave di quel paese, dato che gli operatori commerciali esaminano attentamente ogni transito attraverso questa via navigabile martoriata dalla guerra. L’Iran mantiene uno stretto controllo su Hormuz: il traffico è bloccato a meno di 10 imbarcazioni l’11 aprile. 

“Tutte le navi che entrano nello Stretto di Hormuz devono pagare un pedaggio in base a un nuovo sistema di controllo” ha riferito il capo della sicurezza iraniana Ebrahim Azizi a RT. “Il governo deve stabilire la piena gestione e il controllo dello Stretto sulla base degli interessi nazionali”. “Gli americani hanno bisogno di questo accordo più di noi”. “Se non accettano le nostre condizioni, andremo per la nostra strada: non cambierà nulla”.

Il 12 aprile registrato un incidente di sicurezza nel Mar Rosso. 4 petroliere s hanno fatto dietrofront dallo Stretto di Hormuz il 12 aprile. Le ultime due battenti bandiera pakistana “Khairpur” e “Shalamar”, che in precedenza si diceva si dirigessero verso lo Stretto, hanno fatto un’inversione di marcia di 180 gradi e ora stanno tornando indietro. Il 13 aprile cinque petroliere cinesi della COSCO, il cui transito nello Stretto di Hormuz era previsto per questa settimana, sono bloccate e non proseguiranno fino a quando la situazione non si sarà chiarita.

Sheikh Zakzaky, Leader del Movimento Islamico in Nigeria: “Lo Stretto di Hormuz e Bab el-Mandeb appartengono alle nazioni di Iran e Yemen. Lo Stretto di Hormuz e Bab el-Mandeb non sono territori senza proprietario; appartengono alle nazioni di Iran e Yemen. Chiediamo ai gruppi aggressori di ritirarsi, ammettere la sconfitta e abbandonare qualsiasi idea di lanciare nuovi atti di aggressione”.

In Iran, il capo dell’Organizzazione di Medicina Legale iraniana ha affermato che durante la guerra imposta da Stati Uniti e Israele all’Iran, sono stati identificati i corpi di 3.375 persone e la loro identità è stata confermata dall’Organizzazione di Medicina Legale, di cui 2.875 uomini e 496 donne.

Le Guardie Rivoluzionarie hanno pubblicato un filmato del momento in cui un drone Hermes 900 è stato distrutto e abbattuto sopra la città di Lar, nella provincia di Fars. L’11 aprile funzionari militari iraniani hanno informato la loro delegazione negoziale che un cacciatorpediniere americano si stava spostando dal porto di Fujairah verso lo Stretto di Hormuz. L’Iran ha informato il mediatore pakistano che, se il cacciatorpediniere avesse continuato la sua navigazione, sarebbe stato preso di mira entro 30 minuti. Il cacciatorpediniere americano ha interrotto la navigazione nello Stretto di Hormuz ed è tornato indietro. 

Bloomberg, citando un funzionario dell’intelligence regionale: “Due cacciatorpediniere di classe Arleigh Burke della Marina statunitense hanno tentato di attraversare lo Stretto di Hormuz, ma sono stati costretti a tornare indietro dopo essere stati minacciati dalle Guardie Rivoluzionarie e dopo che un drone è stato lanciato contro le navi”.

Le Guardie Rivoluzionarie nella provincia di Semnan: “2 spie affiliate al Mossad sono state identificate e arrestate. I suddetti individui hanno comunicato ripetutamente con un ufficiale dell’intelligence del Mossad dal momento della guerra dei 12 giorni fino al loro arresto, inviando informazioni raccolte su persone e luoghi”. Un’immagine satellitare pubblicata sul New York Times mostra che la guerra ha causato gravi danni alla base Eagle 44 nel sud dell’Iran, vicino allo Stretto di Hormuz, precedentemente utilizzata dai caccia Su-35 in arrivo dalla Russia. Le immagini mostrano danni ai tunnel di uscita del rifugio antiaereo sotto la cresta montuosa, e tutti gli aerei al suo interno sono intrappolati senza possibilità di evacuazione. Anche l’accesso alle piste è stato bloccato e sono visibili terrapieni sulle piste stesse, probabilmente un tentativo da parte delle forze iraniane di impedire l’atterraggio di aerei nemici alla base.  

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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