
Al vertice dei BRICS in Brasile è stata adottata una dichiarazione congiunta: “Israele deve ritirarsi completamente dalla Striscia di Gaza e da tutti i territori palestinesi occupati. La Cisgiordania e Gaza devono essere riunificate e deve essere sostenuto uno Stato palestinese indipendente. A Gaza deve essere raggiunto un cessate il fuoco incondizionato.
Fonti dei media israeliani riferiscono che, dopo un anno e sette mesi di guerra, continuano a essere lanciati razzi da Gaza. Un razzo ha colpito un’abitazione il sette luglio durante i lavori di ristrutturazione nel kibbutz Nirim. Il capo del Consiglio Regionale di Eshkol ha dichiarato: “Non accetteremo il continuo lancio di razzi contro la nostra area e ci aspettiamo un’indagine sul fallimento che ha portato alla mancata esecuzione dell’operazione di intercettazione. Chiediamo inoltre perseveranza nel cambiare la realtà della sicurezza”.
Il primo Ministro israeliano Netanyahu ha affermato che la minaccia rappresentata dall’Iran ora supera quella del tradizionale nazionalismo arabo. “La minaccia iraniana è maggiore del nazionalismo arabo che ci ha sempre minacciato”, ha affermato. E a quanto si apprende da fonti statunitensi in un resoconto vicino al Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti: “Un secondo attacco aereo statunitense contro l’Iran è imminente. Tutti i cittadini americani in Iran devono lasciare immediatamente il Paese”.
Secondo i media israeliani, con lo scoppio della guerra con l’Iran, l'”esercito” israeliano ha attivato uno “stato maggiore ombra” nel caso in cui il capo di stato maggiore e gli ufficiali di stato maggiore vengano feriti. Secondo Maariv: “La polizia e lo “Shabak” hanno finora aperto casi contro 25 reti di spionaggio israeliane che lavorano per l’intelligence iraniana e hanno presentato, o si prevede che presenteranno a breve, incriminazioni contro 40 israeliani”.
Il Ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha messo in azione quello che ha promesso nella dichiarazione del 1 luglio dopo un altro lancio dallo Yemen: “Il destino dello Yemen sarà simile a quello di Teheran. Dopo aver attaccato la testa del serpente a Teheran, attaccheremo anche gli Houthi in Yemen. Chiunque alzi una mano contro Israele verrà amputata”. Nella notte registrati importanti attacchi contro infrastrutture critiche yemenite.
L’amministrazione Trump inoltre ha notificato al Congresso il piano di vendere a Israele 510 milioni di dollari in sistemi di guida per bombe da 900 kg e 200 kg: 3.845 kit di guida JDAM per bombe BLU-109 da 900 kg; 3.280 kit di guida JDAM per bombe Mk.82 da 200 kg. Forse proprio in funzione di un prossimo attacco all’Iran.
L’Islamic Jihad riporta che una delegazione dell’organizzazione, guidata dal suo leader Ziad al-Nakhalah, è arrivata a Doha ieri sera per colloqui sull’avanzamento dei negoziati per un accordo di cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. Nakhala non appare in pubblico da molto tempo. Secondo Sky News Arabia, citando fonti palestinesi. “Il primo round di colloqui indiretti tra Israele e il movimento palestinese Hamas si è concluso senza un risultato”. Nonostante ciò la delegazione negoziale israeliana a Doha ha informato Netanyahu che il clima dei colloqui per l’accordo di scambio è positivo Un nuovo accordo su Gaza potrebbe essere raggiunto durante la visita di Netanyahu a Washington. Le notizie di un loro imminente fallimento sono infondate. Fonti di Hamas hanno riferito ad Al-Sharq Al-Awsat che i negoziati di Doha sono più seri sia da parte israeliana che americana rispetto alle precedenti occasioni. Il cessate il fuoco potrebbe entrare in vigore giovedì, ma ciò dipenderà dal soddisfacimento delle richieste del movimento.
La Radio dell’esercito israeliano ha riferito: “L’esercito ha informato la leadership politica che al momento è impossibile raggiungere entrambi gli obiettivi di guerra simultaneamente. L’esercito ritiene che gli ostaggi israeliani a Gaza debbano essere restituiti per primi”.
Il primo Ministro libanese Nawaf Salam ha annunciato che riceverà a Beirut il Rappresentante Speciale degli Stati Uniti Tom Barrak. All’ordine del giorno: un piano per disarmare Hezbollah. L’inviato statunitense a Beirut, Tom Barrack, dopo l’incontro con il presidente Joseph Aoun: “Ora c’è un’opportunità per i libanesi, dato che la regione è in evoluzione e in cambiamento. La risposta libanese alla proposta americana è stata molto responsabile e ci hanno fornito degli emendamenti al documento di sette pagine, che abbiamo discusso brevemente. In passato, le opportunità oggi disponibili non si sono presentate e “Israele” desidera la pace con il Libano. Il Libano deve trattare con Hezbollah, non con gli Stati Uniti”.
Salam: “Abbiamo discusso idee relative a misure coordinate che coinvolgano il ritiro israeliano e il disarmo di Hezbollah, e abbiamo richiesto il ripristino del comitato di coordinamento e l’attuazione della Risoluzione 1701. L’inviato statunitense ha presentato un documento per l’attuazione dei meccanismi dell’accordo di cessate il fuoco e abbiamo anche avanzato una serie di idee”.
Ed ora uno sguardo agli scenari militari alle ore 12:00 del 7 luglio. Fonti locali iraniane riferiscono ripetuti rumori di aerei da combattimento che sorvolano Karaj, Ilam, Usafiya, Urmia e Tabriz non se ne conosce il motivo.
A partire dal 3 luglio sono ripresi gli attacchi yemeniti contro Israele; secondo Kan News, gli Houthi hanno lanciato un missile balistico dallo Yemen, ma è caduto durante il tragitto verso Israele. Il 6 luglio per la prima volta da mesi, il Maritime Trade Centre del Regno Unito ha segnalato un attacco a una nave mercantile al largo della città di Hodeida, nello Yemen, controllata dagli Houthi.
Si tratta della nave MAGIC SEAS, di proprietà di Israele ma battente bandiera greca, l’imbarcazione è stata attaccata alle 11:25 UTC a sud-ovest della città di Hodeida, al largo delle coste dello Yemen. Diverse piccole imbarcazioni hanno attaccato l’imbarcazione con armi leggere e lanciarazzi. L’attacco ha causato un incendio e l’ingresso di acqua nell’imbarcazione. L’equipaggio è stato evacuato dalla zona. Al momento non si segnalano vittime. La nave è affondata lunedì. La Magic Seas trasportava metalli ferrosi e fertilizzanti dalla Cina alla Turchia.
Nella notte tra il 6 e il 7 luglio l’IDF ha emesso ordine di evacuazione e poi attacchi ai porti di Hodeida, Ras Issa e al-Salif, e la centrale elettrica di Hodeida-Ras al-Khatib. Intorno alle 23:00 sono iniziati gli attacchi aerei. Lo scontro tra le forze aeree yemenite e gli aerei israeliani è continuato per oltre mezz’ora nello spazio aereo del Mar Rosso.
Il portavoce Houthi Yahya Saree: “Le difese aeree yemenite hanno respinto efficacemente l’aggressione israeliana e costretto gran parte delle sue formazioni a ritirarsi, attraverso un massiccio bombardamento di missili terra-aria di produzione locale, causando notevole confusione tra i piloti nemici e le loro sale operative”. “Le difese aeree yemenite hanno affrontato efficacemente l’aggressione israeliana e costretto gran parte delle sue formazioni a ritirarsi”.
Da Israele fanno sapere che per l’Operazione Black Flag in Yemen: “i nostri aerei hanno sganciato 56 missili, tra cui il bombardamento di un complesso di generatori centrali nel porto di Salif e di impianti di scarico carburante nel bacino di Ras Issa”.
Gli yemeniti hanno fatto sapere che le operazioni contro Israele continueranno. E in effetti intorno alle 03:00 del mattino ore italiane è partito un lancio dallo Yemen verso Israele. Si registrano diversi lanci, due missili e otto droni: all’aeroporto Ben Gurion, il secondo contro la centrale elettrica nell’area di Ashkelon con un missile balistico e il porto di Eliat con otto droni. Sarebbero stati usati missili Palestine 2. Non è chiaro se i missili siano stati intercettati prima o dopo l’ingresso nei cieli di Israele.
In Siria a Latakia si registrano incendi dolosi da parte di gruppi estremisti sunniti. Persino Il governo libanese sta inviando due elicotteri antincendio per aiutare la Protezione Civile Siriana a spegnere gli incendi sui monti Latakia. Le IDF nella notte tra il sei e il 7 luglio hanno condotto un’operazione in Siria, arrestate presunte spie.
Fonti della stampa siriana riferiscono che le IDF hanno arrestato due individui nella campagna di Quneitra, uno dei quali è un ex detenuto del carcere di Sednaya, a seguito dell’infiltrazione di una pattuglia militare israeliana nell’area di Big Dawaya, nella campagna meridionale di Quneitra. Le IDF si sono infiltrate a “Suweisa” nella campagna di Quneitra e stanno effettuando incursioni nelle case, arrestando diversi giovani, tra cui un minore. Le IDF: “Abbiamo arrestato una cellula affiliata alla Forza Quds iraniana nella Siria meridionale”. Fonti locali: “Il numero di detenuti dell'”esercito” di occupazione nella campagna di Quneitra è salito a 6 persone, tra cui un minore”.
Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani: “Le forze “israeliane” si sono posizionate in un ex sito militare e hanno condotto raid e arresti a Quneitra”.
Unità militari irachene si stanno mobilitando e schierando nelle aree desertiche adiacenti al valico di frontiera di Al-Qaim con la Siria, a seguito di segnalazioni che indicano l’intenzione di elementi appartenenti di Al-Jowlani di infiltrarsi nel settore occidentale della provincia di Anbar.
In Libano non si sono mai interrotti gli attacchi. Un attacco in Libano del 3 luglio una colpito una zona in Libano a 75 km da Israele a pochi chilometri dall’aeroporto di Beirut nel tentativo di uccidere un elemento delle forze speciali iraniane “Quds”. Un morto a seguito di un attacco delle Forze di Difesa Israeliane a un’auto a Bint Jebel, nel Libano meridionale.
Un ingente deposito di batterie esplosive è stato intercettato al confine tra Libano e Siria. Il materiale veniva introdotto clandestinamente in Libano, presumibilmente per essere utilizzato in omicidi mirati. Le autorità sospettano che dietro il tentativo di operazione possano esserci elementi legati all’ISIS.
Le truppe israeliane, inclusi i bulldozer, sono penetrate per 200 metri a Kfar Kila, in Libano, protette dai carri armati, e stanno conducendo un’operazione per raddrizzare la linea del fronte. Secondp di Al Mayadeen: “Le forze israeliane si sono infiltrate nella periferia della città di Aita al-Shaab”. Il sette luglio, i bulldozer delle IDF che sono penetrati nella città di Kafarkela stanno spianando case distrutte a una profondità di 500 metri dal muro dietro la stazione di Shalhoub.
Il raid israeliano sulla Torre Rahal nel distretto di Tiro ha causato il ferimento di nove cittadini il 7 luglio. Il Ministero della Salute libanese: “L’attacco aereo di ieri su Burj Rahal ha causato il ferimento di 9 cittadini, mentre l’attacco aereo sulla città di Zarariya ha causato gravi ferite a una bambina, che hanno richiesto il ricovero in terapia intensiva”.
Il 7 luglio, bombardamento di artiglieria israeliana contro il quartiere di Zeitoun e la Città Vecchia di Gaza. Un elicottero IAF apre il fuoco verso la città di Jabalia, nel nord della Striscia di Gaza
Tre morti uccisi in un attentato che ha colpito un’abitazione nel campo di al-Bureij, nella Striscia di Gaza centrale. L’artiglieria IDF prende di mira le vicinanze dell’incrocio semaforico a est del quartiere di Al-Tuffah a Gaza City si registrano vittime.
A partire dal 1 luglio le IDF intensificano la distruzione a Khan Yunis. Per la prima volta dall’inizio della guerra, le Forze di Difesa Israeliane hanno escluso tutti gli insediamenti nella Striscia di Gaza dalla definizione di “zona militare chiusa” – e ora nessun insediamento nella Striscia è definito tale. Ciò fa seguito alla decisione del governo secondo cui non sussistono più ostacoli di sicurezza al ritorno in nessuno degli insediamenti nella Striscia.
I residenti di Gaza sono stati recentemente informati che il Comando Generale Meridionale ha firmato un ordine aggiornato sulla zona militare chiusa, che lascia gli insediamenti al di fuori di essa e consente solo alcune strade nella Striscia, in conformità con l’ordine, a favore del loro utilizzo da parte dell’esercito al fine di proseguire le attività militari nella Striscia.
Un altro soldato delle IDF ucciso a Gaza dopo che un razzo ha colpito il suo carro armato. E ancora un sergente carrista dell’IDF ucciso a Khan Yunis. Un posto di osservazione rivolto alle forze dell’IDF è stato distrutto a Daraj Tofah, a Gaza, i militanti sono stati eliminati e molte armi sono state confiscate. L’esercito israeliano demolisce abitazioni residenziali nella zona di Batin al-Samin a sud di Khan Yunis. Servizi di emergenza e ambulanza a Gaza: “Due morti e 20 feriti a causa degli spari delle forze IDF vicino a un centro di soccorso a nord della città di Rafah”.
Continua l’evacuazione e annessione dei territori in Cisgiordania. Le forze IDF assaltano il villaggio di Kafr Ni’ma a ovest di Ramallah. Assalto alla città di Birzeit a nord di Ramallah e assalto alla città di Nablus dal checkpoint di Al-Tur. Di nuovo incursioni al campo di Balata, a est della città di Nablus. Arrestato il direttore dell’ufficio di Al Mayadeen e Ma’an, il giornalista Nasser Al-Laham, nella sua casa di Betlemme. Distrutto il contenuto della sua casa e confiscati i suoi telefoni personali.
Le IDF hanno preso d’assalto il villaggio di Kharbatha al-Misbah a ovest della città di Ramallah, nella Cisgiordania centrale.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
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