#ISRAELIRANWAR. Hormuz, una guerra in cui non vincerà nessuno

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Alla fine gli obiettivi sono chiari: gli Stati Uniti stanno cercando di isolare le città iraniane, se possibile dividere il nord dal sud, tagliare i rifornimenti logistici. Per poi attaccare e prendere le isole nello stretto di Hormuz, il sogno di Trump, magari mentre i curdi separatisti iraniani tentano di creare confusione nel nord dell’Iran entrando via Iraq. 

L’Iran da parte sua sta cercando di esaurire militarmente gli Stati Uniti in Medio Oriente e distruggere tutti i siti energetici più importanti per riportarli al tavolo delle trattative. In questa guerra per la supremazia energetica che Washington vuole e l’Iran non vuole concedere non ci sarà nessun vincitore ma solo morti, distruzione, crisi economiche e finanziarie. 

I Pasdaran hanno chiamato la loro operazione al Nasr 2. Le ondate di attacchi iraniani dalla 10 alla 16 hanno visto impiegare missili “ipersonici” Fattah, missili balistici Khaybar Shekan e Zolfaghar, nonché munizioni a guida autonoma Shahed 136. Nel corso delle operazioni contro le posizioni statunitensi nella regione, le Guardie Rivoluzionarie hanno annunciato di aver colpito la postazione di lancio dei lanciarazzi HIMARS in Kuwait con un raid di precisione condotto da droni e missili, e di aver bombardato diverse postazioni che ospitavano forze statunitensi ed elementi controrivoluzionari alleati con gli Stati Uniti e Israele (nel Kurdistan iracheno). 

A seguito di questi attacchi, un numero significativo di militanti controrivoluzionari hanno perso la vita e secondo i Pasdaran anche militari statunitensi sarebbero morti o feriti. Inoltre, la base aerea statunitense di Al Udeid in Qatar è stata oggetto di un pesante bombardamento missilistico e con droni, durante il quale un sistema radar a lungo raggio e diversi aerei cisterna strategici statunitensi sono stati completamente distrutti, mentre molti altri hanno subito gravi danni.

Secondo un elenco fornito dai cani vicini all’Asse della Resistenza si registrano “attacchi di rappresaglia iraniani contro basi statunitensi nella regione”. 

“Il 15 e 16 luglio, le forze armate iraniane. […] hanno lanciato attacchi – utilizzando decine di missili balistici e decine di droni kamikaze – contro la base aerea di Ali Al Salem in Kuwait, la base aerea di Sheikh Isa in Bahrein e la base aerea di Muwaffaq Salti in Giordania.

Gli attacchi sono stati contro: 

Giordania: Rampa di manutenzione per aerei da combattimento e centro di comando e controllo presso la base aerea di Muwaffaq Salti (Al-Azraq), Pasdaran.

Kuwait colpito il Centro di comunicazioni satellitari e radar di allerta precoce presso la base aerea di Ali Al Salem – da parte delle Guardie Rivoluzionarie

Sistemi radar, sistema di difesa aerea Patriot e depositi di carburante presso la base aerea di Ali Al Salem – da parte dell’Esercito (Artesh). Molo militare statunitense presso il porto di Shu’aiba – da parte delle Guardie Rivoluzionarie

In Bahrein presi di mira i sistemi di comunicazione e radar, sistemi Patriot presso la base aerea di Sheikh Isa – da parte dell’Esercito (Artesh) Distruzione di un drone MQ-9 in Andimeshk, provincia del Khuzestan.

L’Iran invece si trova senza acqua e corrente elettrica, stazioni devastate e ponti distrutti. Gli attacchi statunitensi di CENTCOM della sola notte del 17 luglio in totale, hanno colpito 5-6 ponti nella provincia di Hormozgan: Il ponte di Griveh, che collega Bandar Abbas, Khmeir e Lar. Il ponte dopo il villaggio di Latidan (Kalmatli), sulla strada di ritorno da Bandar Abbas, Khmeir e Lar. 2 ponti sulla strada per Kahorstan, Lar. Il ponte incompiuto che collega Bandar Khmeir, Keshvar e Bandar Abbas. Il ponte nel villaggio di Maro, nella contea di Khmeir. La torre marittima di Chabahar è stata presa di mira (di nuovo) e distrutta dagli Stati Uniti Una stazione ferroviaria a ovest di Bandar Abbas. L’aeroporto civile di Iranshahr, nel sud-est dell’Iran.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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