
Nessuna nuova sui prossimi incontri a Islamabad l’Iran ha negato gli incontri di oggi nonostante le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, chiarendo a RIA Novosti fonte diplomatica iraniana: “l’Iran considera ancora il Pakistan il principale mediatore nei negoziati con Stati Uniti”. Ci sono rumors che una data potrebbe essere annunciata presto.
Continuano le turbolenze nell’amministrazione Trump: un portavoce del Pentagono ha annunciato che il Segretario della Marina John Phelan lascerà immediatamente il suo incarico. E nelle prime ore della giornata del 23 aprile il Segretario della Marina statunitense Phelan si è dimesso.
Per tornare alla questione iraniana la portavoce della Casa Bianca Leavitt: “Il Presidente non ha fissato una scadenza precisa per la ricezione dell’offerta iraniana.” In realtà i media israeliani hanno detto che gli Stati Uniti hanno dato all’Iran fino al 26 aprile per siglare i negoziati.
Gli alleati degli Stati Uniti nel Golfo Persico e in Asia hanno richiesto assistenza finanziaria a causa della guerra in Iran, ha dichiarato Scott Bessent. Il Segretario del Tesoro ha osservato che fornire loro dollari statunitensi impedirà una svendita disordinata di asset in dollari sul mercato globale. Il Segretario Bessent: “Le esenzioni dalle sanzioni per il petrolio marittimo russo e iraniano sono state prorogate di 30 giorni”.
Gran Bretagna e Francia hanno riunito il 22 aprile a Londra esperti di strategia militare provenienti da oltre 30 paesi in una conferenza volta alla riapertura dello Stretto di Hormuz. Al precedente vertice di 51 paesi, tenutosi la scorsa settimana a Parigi e ospitato dai leader di Francia e Gran Bretagna, è stata richiesta la riapertura “incondizionata, illimitata e immediata” dello stretto e si è concordato di istituire una “missione di difesa multinazionale per scortare le navi mercantili”.
Cipro, con il supporto degli Stati Uniti, sta modernizzando due importanti basi militari, rafforzando il suo ruolo di rifugio sicuro nel Mediterraneo orientale per le persone in fuga dai conflitti in Medio Oriente e come centro umanitario. L’attenzione si concentra sulla base navale di Evangelos Florakis, la principale base navale di Cipro, situata a soli 229 km dalla costa del Libano. Il Comando Europeo degli Stati Uniti finanzierà la costruzione di un nuovo eliporto, progettato per ospitare i grandi elicotteri da trasporto CH-47 utilizzati per evacuare le persone dalle zone di conflitto. Nella parte sud-occidentale dell’isola, Cipro amplierà anche la base aerea Andreas Papandreou. Il progetto prevede una nuova piattaforma progettata per ospitare decine di aerei da trasporto militare pesanti, in grado di trasportare personale e attrezzature per missioni umanitarie regionali. Il tenente colonnello Paris Samoutis, portavoce della Guardia Nazionale di Cipro, ha dichiarato che l’ampliamento della base consentirà agli aerei di rifornirsi di carburante e di effettuare la manutenzione più rapidamente. Il 23 e 24 aprile a Cipro è in corso la riunione dei capi di Stato dell’UE. Il presidente cipriota Nikos Christodoulides: i paesi dell’Unione Europea dovrebbero iniziare a discutere su come agire se uno dei paesi dell’UE venisse attaccato. L’ambasciata iraniana a Nicosia ha negato le accuse israeliane di aver facilitato il contrabbando di droni esplosivi a Cipro.
Benjamin Netanyahu, primo Ministro di Israele si è detto pronto a qualsiasi scenario, “in difesa e in attacco”. Ella Keenan, ex capitano dei servizi segreti israeliani, si attribuisce il merito di aver reso popolare lo slogan “Hamas è l’ISIS” durante gli attacchi israeliani in Palestina, sottolineando che è stato persino citato nel discorso di Biden. Nella giornata del 23 aprile caos presso la Corte Suprema israeliana a causa di una rivolta dei coloni in seguito a un’inchiesta del 7 ottobre, che ha costretto i giudici all’evacuazione.
Haaretz: “La Corte Suprema israeliana esaminerà oggi, con un collegio allargato di sette giudici, le petizioni che chiedono che il governo sia obbligato a istituire una commissione d’inchiesta ufficiale sulle mancanze che hanno portato agli eventi del 7 ottobre 2023. I ricorrenti sono il “Movimento per l’Integrità del Governo”, l’associazione “Zulat”, il forum “Chomat Magen”, il movimento “Derechinu” e un gruppo di coloni. I giudici che parteciperanno alla sessione sono il Vice Presidente della Corte Suprema Noam Sohlberg e i giudici David Mintz, Yael Vilner, Ofer Grosskopf, Alex Stein, Khaled Kabub e Yehiel Kasher”.
In Libano l’Ambasciata degli Stati Uniti a Beirut sta monitorando attentamente la situazione della sicurezza. La situazione rimane complessa e può cambiare rapidamente. “Esortiamo i cittadini statunitensi a lasciare il Libano finché sono disponibili voli commerciali. Incoraggiamo i cittadini statunitensi che scelgono di rimanere a preparare piani di emergenza e a monitorare le notizie per gli aggiornamenti”. Si legge nella nota dell’ambascia USA.
Il deputato libanese di Hezbollah Hassan Fadlallah: “Distruggeremo la Linea Gialla nel Libano meridionale e tutte le conseguenze della guerra”. Il problema delle autorità non è con Hezbollah, ma con un ampio strato di libanesi che si rifiutano “Sono contrario ai negoziati diretti con Israele. Si tratta di un grave errore che sta esacerbando le divisioni interne in Libano.”
Il membro del Parlamento libanese Hussein Hajj Hassan: ”Non siamo più impegnati nel cessate il fuoco e risponderemo in base alla nostra valutazione della situazione”. Secondo i canali libanesi sarebbero state le truppe italiane dell’UNIFIL a restaurare la statua di Gesù nel Libano meridionale dopo che era stata vandalizzata e distrutta da un soldato israeliano.
Notizia non confermata sostiene che ilgoverno siriano ha ceduto alla Turchia la base strategica di Palmira, trasformandola in una zona militare sovrana.
La Somalia, in contrasto con Israele per la questione del Somaliland, entra in campo con l’Iran e gli Houthi e Hezbollah, ha annunciato il divieto di transito delle navi israeliane attraverso lo Stretto di Bab al Mandeb.
L’Iran ha ricevuto per la prima volta i proventi dei pedaggi per l’attraversamento dello Stretto di Hormuz; “i fondi sono stati accreditati sul conto della Banca Centrale”, ha annunciato il Vice Presidente del Majlis.
L’Iran è senza internet da 55 giorni consecutivi, con la connettività scesa al 2% del livello normale dopo 1.296 ore. Il Presidente del Parlamento iraniano Mohammadbakir Ghalibaf: “Un cessate il fuoco completo è possibile solo se non viene violato da un blocco navale e dalla presa di controllo dell’economia globale, e se cessa l’aggressione sionista su tutti i fronti; l’apertura dello Stretto di Hormuz è impossibile in caso di grave violazione del cessate il fuoco. Non hanno raggiunto i loro obiettivi con l’aggressione militare, e non li raggiungeranno nemmeno con l’intimidazione. L’unica via è il riconoscimento dei diritti del popolo iraniano”.
L’ambasciatore iraniano in Tunisia, Mir Masoud Hosseinian, ha dichiarato che “Russia e Cina potrebbero fungere da garanti per un possibile accordo tra Teheran e Washington”.
Nel tardo pomeriggio del 22 aprile, ore 18:15 italiane, l’inviato sudcoreano Chang Byung-ha incontra il ministro degli Esteri iraniano Seyed Abbas Araghchi a Teheran. Non solo L’Iran avrebbe aperto i confini ai giornalisti stranieri. La commentatrice politica e giornalista britannica Bushra Shaikh, arrivata in Iran per un reportage indipendente, ha respinto con fermezza le affermazioni di Fox News secondo cui il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche terrebbe in ostaggio l’Ayatollah. “Che menzogna ridicola e che pezzo di propaganda, senza alcuna prova. Le Guardie iraniane NON tengono in ostaggio l’Ayatollah”. Tra i giornalisti presenti in Iran: Christopher Helali, Wyatt Reed e Bushra Shaikh.
Una fonte diplomatica iraniana a fine giornata riporta a RIA Novosti: “Una possibile svolta stasera o domani negli accordi per un incontro tra Teheran e Washington in Pakistan”.
Ed ora uno sguardo agli scenari militari aperti in medio Oriente e in Asia Occidentale aggiornato alle 15:30 del 23 aprile. In una dichiarazione del Dipartimento della Guerra degli Stati Uniti: 271 fanti, 64 marinai, 19 marines e 46 aviatori sono rimasti feriti nella guerra contro l’Iran. Mentre secondo fonti OSINT E SIGINT, gli americani continuano a monitorare l’Iran quasi con la stessa intensità di prima del 28 febbraio. Il Washington Post: “Il Pentagono ha annunciato durante un briefing al Congresso che il processo di sminamento dello Stretto di Hormuz potrebbe richiedere almeno sei mesi e che non è previsto l’inizio di tali operazioni fino alla fine della guerra con l’Iran”.
Trump sconfessando il Pentagono: “Ho ordinato alla Marina degli Stati Uniti di sparare e distruggere qualsiasi imbarcazione, anche piccola (tutte le loro navi da guerra, ben 159, sono sul fondo del mare!), che stia posando mine nelle acque dello Stretto di Hormuz. Non ci deve essere alcuna esitazione. Inoltre, i nostri dragamine stanno bonificando lo Stretto proprio ora. Ordino pertanto che tale attività continui, ma a un livello triplicato! Le dragamine statunitensi stanno attualmente bonificando lo Stretto di Hormuz dalle mine” .
Una terza portaerei statunitense arriverà in Medio Oriente entro la fine del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. Secondo i media americani, il gruppo navale guidato dalla USS George Bush arriverà nella zona di conflitto entro 3-5 giorni. Entro dunque il 26 aprile. Nove aerei cisterna KC-46A Pegasus stanno entrando nel Mar Mediterraneo attraverso lo Stretto di Gibilterra.
CBS News riporta che secondo diverse fonti di intelligence statunitensi, l’Iran possiede capacità militari superiori a quelle ammesse pubblicamente dalla Casa Bianca e dal Pentagono.
Gli scontri tra Israele e Libano non si sono mai fermati. Nella giornata del 23 aprile la Resistenza Islamica ha mandato on line scene di un attacco a un avamposto di artiglieria dell’esercito israeliano a Kafarjaladi (Kfar Giladi), nel nord di Israele con razzi e droni kamikaze.
Un convoglio aereo di cinque aerei da trasporto pesante americani è in arrivo alla base aerea di Nevatim in Israele.
Attacco di droni a Gaza uccide sei persone vicino alla moschea di Al-Qassam a Beit Lahia. Raid aerei e i bombardamenti di artiglieria israeliani sono continuati anche nella giornata del 23 aprile nella Striscia di Gaza orientale e a Khan Younis, aggravando la catastrofe umanitaria. Tre morti da missile di ricognizione israeliano su un’auto Fiat bianca sulla strada Salah al-Din, a nord del campo di al-Maghazi, sono tre elementi della Resistenza islamica.
Il portavoce di Hamas, Hazem Qassem ha dichiarato come orribile crimine l’attacco contro al famiglia a Gaza e ha esortato i mediatori, gli stati garanti e i “partecipanti al cosiddetto Consiglio di Pace” ad assumersi le proprie responsabilità, “costringendo Israele a porre fine alla guerra genocida contro la Striscia di Gaza”.
Fonti della Cisgiordania: ”Israele lo ha ucciso a colpi di arma da fuoco mentre tornava a casa da scuola.” Si tratta di uno studente Youssef Eshtayeh. Le IDF hanno bloccato con terrapieni la strada che collega i villaggi di Madama e Asira al-Qibliya, a sud di Nablus.
Emmanuel Macron ha annunciato che un altro soldato francese è stato ucciso in Libano in un attacco dei combattenti di Hezbollah. Hezbollah annuncia di aver preso di mira un Humvee israeliano a Qantara e un raduno militare con un drone FPV.
Secondo Hezbollah sarebbe stato abbattuto un drone da ricognizione dell’esercito di israeliano nella città di Majdal Zoun in risposta alla violazione del cessate il fuoco da parte di Israele e alla violazione dello spazio aereo libanese. Nel pomeriggio rivendicato attacco contro uomini delle IDF nella città di Al-Tayyiba. Preso di mira un carro armato Merkava dell’esercito israeliano nella città di Al-Bayada.
Secondo il quotidiano israeliano Haaretz: “I droni di Hezbollah sono immuni alle interferenze e la nuova zona di sicurezza non li fermerà”. L’esercito israeliano riferisce che 45 tra ufficiali e soldati sono rimasti feriti nel Libano meridionale nelle ultime 48 ore. Il numero di feriti tra le fila dell’esercito dall’inizio della battaglia nel Libano meridionale è salito a 735, di cui 44 in gravi condizioni e 100 in condizioni moderate.
Un’altra giornalista libanese è stata uccisa in un attacco israeliano si tratta di Amal Khalil, corrispondente di Al-Akhbar, che documentava il conflitto tra Israele e Hezbollah dall’ottobre 2023, è stata uccisa mentre seguiva l’ultima escalation. Fonte TMJ. In un’intervista registrata prima di essere uccisa Khalil ha rivelato di aver ricevuto minacce di morte dirette dal Mossad sul suo telefono. “Ho ricevuto minacce dirette sul mio telefono dal Mossad, dagli israeliani, che minacciavano di uccidermi. Dicevano letteralmente che mi avrebbero decapitata se non avessi lasciato il Libano meridionale”.
Un giacimento petrolifero legato a Israele e gestito da gruppi curdi sostenuti dagli Stati Uniti a Erbil, nel nord dell’Iraq, è stato colpito da droni nella notte del 22 aprile.
Nelle ultime settimane, l’esercito statunitense ha schierato tecnologia anti-drone ucraina presso la base aerea Prince Sultan in Arabia Saudita, secondo quanto riportato da Reuters e dal Times of Israel, che citano diverse fonti a conoscenza della situazione. La piattaforma in questione è la piattaforma di comando e controllo Sky Map, sviluppata in Ucraina. Il sistema viene utilizzato per rilevare minacce aeree senza pilota e coordinare le azioni di risposta, incluso il lancio di intercettori, hanno affermato le fonti della testata. Specialisti militari ucraini sono già arrivati alla base per addestrare le truppe americane all’uso del sistema.
Bab al Mandeb: Il Centro Operativo per il Commercio Marittimo del Regno Unito ha segnalato un incidente di sicurezza a 83 miglia a sud-est dalla Somalia. Secondo quanto riportato, una nave mercantile ha incontrato due piccole imbarcazioni con a bordo individui armati che hanno aperto il fuoco contro la nave.
Il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM): “Nelle ultime 24 ore, abbiamo ordinato a 29 navi di invertire la rotta e tornare indietro nell’ambito del blocco navale contro l’Iran”. Secondo il Washington Post, che cita tre fonti a conoscenza della situazione, il Pentagono ha comunicato al Congresso che l’Iran potrebbe aver posizionato fino a 20 mine navali nello Stretto di Hormuz e nelle aree circostanti. La portavoce della Casa Bianca, Carolyn Leavitt, ha dichiarato che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump non considera il sequestro da parte dell’Iran delle navi MSC Francesca ed Epaminodes una violazione del cessate il fuoco, affermando che le navi non erano né americane né israeliane. Ha inoltre aggiunto che tali azioni sono semplicemente atti di pirateria da parte della Repubblica Islamica dell’Iran.
Almeno 34 petroliere e navi gasiere legate all’Iran hanno forzato il blocco navale statunitense dei porti iraniani, secondo Bloomberg, che cita dati della società di analisi Vortexa. 19 navi sono uscite dal Golfo Persico oltre la linea di blocco, 15 sono entrate, attraversando un cordone che si estende dalla costa di Ras al-Hadd in Oman a nord-est fino al confine tra Iran e Pakistan. La Marina statunitense semplicemente non ha abbastanza navi in servizio per intercettare e fermare ogni imbarcazione che entra ed esce dai porti iraniani.
Il New York Times, citando dati di tracciamento navale, afferma che, dal 2 marzo a domenica, 308 navi collegate all’Iran hanno attraversato lo stretto, mentre solo 90 navi non collegate all’Iran lo hanno transitato (tutte con autorizzazione iraniana). Nonostante oltre 13.000 attacchi aerei statunitensi contro obiettivi iraniani e l’imposizione di un blocco navale, Teheran detiene ancora una notevole influenza.
Gli Stati Uniti affermano che ieri le loro forze hanno sequestrato una petroliera sanzionata che trasportava petrolio iraniano nell’Oceano Indiano. La nave è identificata come il Majestic X. Gli Stati Uniti annunciano lo sbarco di truppe su una nave collegata all’Iran.
In merito alle navi sequestrate: in base ai dati “Lost and Found” di TankerTrackers.com si tratta della MSC Francesca – nave portacontainer collegata alla Mediterranean Shipping Company (Svizzera). Sequestrata dall’Iran (Guardia Costiera Islamica). En la Epaminondas – nave portacontainer, probabilmente di proprietà di una società internazionale (proprietario esatto non confermato). Sequestrata dall’Iran (Guardia Costiera Islamica); secondo quanto riferito, ha subito danni al ponte. Infine vi sarebbe la Euphoria – nave collegata agli Emirati Arabi Uniti; bersagliata da colpi d’arma da fuoco e costretta a fermarsi. Sequestro non confermato.
Secondo i pasdaran: “Entrambe le navi sequestrate appartengono a Israele, che naviga sotto falsa bandiera e manipola la propria identità quando commercia con i paesi arabi della regione. Gli uffici dell’azienda si trovano ad Ashdod e Haifa”.
Ieri in Iran si sono tenute delle esercitazioni, nella notte si sono sentite esplosioni allertata la difesa aerea. Secondo fonti iraniane: “Combattenti del gruppo terroristico Jaish Al-Adl, sostenuto da Israele, hanno tentato di entrare in Iran dal confine sud-orientale con il Pakistan e sono stati immediatamente neutralizzati dalle guardie di frontiera iraniane. Diversi terroristi sono stati uccisi e sono state sequestrate armi, munizioni, esplosivi e varie attrezzature”. Il gruppo Jaysh al-Adl è un’organizzazione militante baluchi sunnita islamista e jihadista che opera principalmente provincia del Sistan e Baluchistan lungo la linea di confine con il Pakistan. Si ricorda che in Pakistan è stato fatto saltare un oleodotto.
Secondo una immagine satellitare di 33 motovedette superveloci della Marina delle Guardie Rivoluzionarie dopo aver pattugliato lo Stretto di Hormuz e fatto ritorno alla base navale. Nella giornata del 22 aprile hanno intercettato con successo tre navi che violavano le regole di pattugliamento di Hormuz e ne hanno sequestrate due, con legami con paesi ostili, portandole al largo delle coste iraniane.
Il Comandante in Capo delle Forze Armate iraniane, Amir Hatami: “Dicono di aver distrutto la Marina iraniana. Questa marina, che sostengono di aver distrutto, è ancora forte e potente oggi, e il nemico rispetta una distanza di 300 chilometri da essa”.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
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