
Il Ministro degli Affari Esteri Seyyed Abbas Araghchi ha dichiarato che la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz sarà completamente libera per la restante durata del cessate il fuoco.
“A seguito dell’annuncio del cessate il fuoco in Libano, il passaggio di tutte le navi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz è dichiarato completamente libero per la restante durata del cessate il fuoco”, ha scritto Araghchi in un post sul suo account X venerdì 17 aprile.
“Tale transito deve essere effettuato attraverso rotte coordinate e preannunciate designate dall’Organizzazione dei Porti e della Navigazione della Repubblica Islamica dell’Iran”, ha aggiunto Araghchi.
Un alto ufficiale militare iraniano in un’intervista all’agenzia di stampa IRIB specifica: “Alle navi militari è ancora vietato il transito attraverso lo Stretto di Hormuz”
Questa è l’azione che l’Iran offre in cambio dei negoziati ma non è certo la politica che l’Iran adotterà se non otterrà l’accesso al nucleare civile, il risarcimento dei danni, la sicurezza che né Israele né gli stati Uniti attaccheranno l’Iran in futuro.
Solo il 7 aprile scorso l’Ambasciatore e Rappresentante Permanente dell’Iran presso le Nazioni Unite a New York , Saied Iravani “La sicurezza sostenibile nello Stretto di Hormuz richiede la cessazione dell’aggressione e il riconoscimento dei diritti dell’Iran”.
L’ambasciatore iraniano Iravani ha rilasciato queste dichiarazioni durante una riunione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per discutere il veto posto a una bozza di risoluzione presentata dal Bahrein al Consiglio di Sicurezza il 7 aprile.
L’Ambasciatore ha affermato che la realizzazione dei principi di libertà di navigazione e sicurezza marittima nel Golfo Persico e nel Mar d’Oman, in particolare nello Stretto di Hormuz, che si trova all’interno delle acque territoriali dei suoi Stati costieri, è possibile solo attraverso il pieno rispetto della sovranità e dei diritti sovrani di tali Stati.
Di seguito il testo integrale della dichiarazione: […] “Prima di pronunciare la mia dichiarazione, desidero esprimere la ferma opposizione e la seria preoccupazione dell’Iran in merito alla dichiarazione parziale e unilaterale rilasciata da Sua Eccellenza in qualità di Presidente dell’Assemblea Generale, la quale, discostandosi dal mandato e dalle responsabilità istituzionali di tale carica, ha trascurato le cause profonde della situazione e ha formulato accuse infondate contro uno Stato membro. È un principio consolidato, fondato sullo spirito della Carta delle Nazioni Unite e sul Regolamento interno dell’Assemblea Generale, che chi ricopre tale carica debba esercitare una rigorosa imparzialità e astenersi dall’assumere posizioni che possano compromettere la neutralità e la credibilità dell’Assemblea Generale. I veti posti da Cina e Russia sono stati tempestivi, giustificati e necessari. Durante la riunione del Consiglio, la mia delegazione ha chiarito che il testo era parziale e ignorava la causa principale della crisi: la guerra di aggressione illegale e brutale condotta da Stati Uniti e Israele contro l’Iran il 28 febbraio 2026. La sua adozione avrebbe creato un pericoloso precedente, erodendo i diritti sovrani degli Stati costieri, minando la Carta delle Nazioni Unite e aumentando il rischio di un’escalation”.
E ancora si legge: “Le recenti azioni illegali degli Stati Uniti, compresi i tentativi di imporre un blocco navale nello Stretto di Hormuz, dimostrano ulteriormente la fallacia logica alla base della bozza. Queste misure illegali intensificano le tensioni e minacciano sia la sicurezza marittima che il commercio internazionale. […] La Repubblica Islamica dell’Iran, in quanto Stato responsabile impegnato a rispettare la Carta delle Nazioni Unite e il diritto internazionale, ha costantemente difeso la libertà di navigazione e la sicurezza marittima nel Golfo Persico, nello Stretto di Hormuz e nel Golfo dell’Oman. Per decenni, l’Iran ha adempiuto in buona fede alle proprie responsabilità come Stato costiero. dello Stretto di Hormuz, garantendo la sicurezza e salvaguardando la libertà di navigazione. La Repubblica Islamica dell’Iran, in conformità con il diritto internazionale, ha attuato le misure necessarie e precauzionali per garantire la sicurezza della navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz. Queste misure sono concepite per facilitare il passaggio continuo e sicuro delle navi, impedendo al contempo lo sfruttamento di questa via navigabile per scopi ostili o militari da parte di aggressori e dei loro affiliati. Secondo: l’imposizione di un blocco marittimo annunciato dagli Stati Uniti costituisce una grave violazione della sovranità e dell’integrità territoriale dell’Iran. Questa azione illegale rappresenta una flagrante violazione del divieto di minaccia o uso della forza sancito dall’articolo 2(4) della Carta delle Nazioni Unite e costituisce un chiaro atto di aggressione. […]
Nel frattempo la portaerei USS George Bush, temendo uno scontro con AnsarAllah (gli Houthi) in Yemen, si è dovuta spostare dall’Africa meridionale all’Iran. L’esercito statunitense ha speso oltre un miliardo di dollari durante l’Operazione Rough Rider, senza alcun risultato. Un anno dopo, AnsarAllah (gli Houthi) è ancora lì che gestisce Bab el-Mandeb “200 milioni di dollari di missili spesi nelle prime 3 settimane di quell’operazione (Rough Rider). Gli Stati Uniti hanno perso 7 droni MQ-9 Reaper, ciascuno del valore di 30 milioni di dollari, e due jet FA-18 del valore di 15 milioni di dollari ciascuno. CENTCOM ha colpito più di 1.000 obiettivi usando queste armi eppure gli Houthi sono sopravvissuti e ora minacciano di interrompere il traffico marittimo globale chiudendo lo stretto di Bab al-Mandab..”
E ancora un messaggio non troppo pacifico: “La nave d’assalto anfibio della Marina statunitense USS Tripoli è stata avvistata nel Golfo dell’Oman meridionale dopo aver circumnavigato l’Africa. L’unità trasporta circa 3.500 tra marines e marinai. È stata schierata vicino allo Stretto di Hormuz nell’ambito del blocco navale statunitense contro i porti iraniani. Secondo quanto riportato, gli Stati Uniti hanno schierato almeno 15 navi da guerra nel Golfo di Oman e nel Mar Arabico, e intendono aumentare tale numero a 20 entro il 21-22 aprile. Inoltre, oltre 10.000 militari (marinai, fanti di marina e aviatori) partecipano a questa missione.
Non solo, Donal Trump ha detto: “Ora che la situazione dello Stretto di Hormuz è finita, ho ricevuto una chiamata dalla NATO che mi chiedeva se avessimo bisogno di aiuto. HO DETTO LORO DI STARE LONTANI, A MENO CHE NON VOGLIANO SOLO CARICARE LE LORO NAVI DI PETROLIO. Sono stati inutili quando servivano, una tigre di carta! Presidente DJT” tramite Truth Social.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
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