
Nel giorno degli accordi possibili, l’Iran ha insistito che senza cessate il fuoco in Libano non ci sarebbero stato nessun incontro, il Senato degli Stati Uniti fa sapere che voterà la prossima settimana per limitare i poteri di guerra del presidente degli Stati Uniti.
Altro grattacapo per Donald Trump la notizia che il Pentagono abbia mentito ai cittadini americani. The Intercept: “Abbiamo smascherato il Pentagono per aver minimizzato le perdite statunitensi nella guerra contro l’Iran, ma continuano a farlo. Molti soldati che soffrono di “lesioni cerebrali da esplosione” o di gravi traumi psicologici non sono inclusi nelle statistiche ufficiali per mantenere basso il numero finale. Le immagini satellitari delle evacuazioni mediche nelle basi in Qatar e Germania, così come le immagini dei funerali in vari stati americani, indicano numeri molto più elevati. L’obiettivo è impedire all’opinione pubblica americana di paragonare questa guerra ai disastri in Vietnam o in Iraq, soprattutto alla vigilia delle elezioni di medio termine”.
Il Ministero degli Affari Esteri canadese ha ribadito la condanna ferma gli attacchi israeliani in Libano. Dichiarazione congiunta dei leader di Regno Unito, Francia, Italia, Germania, Canada, Danimarca, Paesi Bassi, Spagna, Commissione europea, Consiglio europeo e Giappone, che ringraziano il Pakistan e tutti i partner coinvolti per il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. I media del Medio Oriente hanno titolato: “La posizione europea si è spostata verso Israele. Gli europei chiedono l’immediata inclusione del Libano nell’accordo di cessate il fuoco”.
Spagna in primo piano anche in questa circostanza: il Ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares Bueno: “La guerra è il risultato dell’attacco unilaterale di “Israele” e degli Stati Uniti contro l’Iran. Sosteniamo il Pakistan nel processo negoziale e la posizione della Spagna fin dal primo giorno è stata quella di sostenere il raggiungimento di un cessate il fuoco. La guerra in Libano è una vergogna per l’umanità e il numero di morti, feriti e sfollati non può essere ignorato”. Ha chiosato il Ministro.
Il presidente della Turchia, Erdogan: “Non si deve permettere a Israele di ostacolare il processo negoziale con le sue azioni. Siamo pronti a cooperare con i paesi amici della regione per proseguire gli sforzi volti a porre fine in modo decisivo alle guerre e a stabilire una sicurezza sostenibile nella regione”. Sulla stessa lunghezza d’onda Egitto e Iraq. Il Primo Ministro iracheno Mohammed Shia’ Al Sudani ha incontrato oggi il Ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty, “entrambe le parti hanno affermato che un cessate il fuoco deve essere stabilito anche in Libano”.
La stampa israeliana afferma che mentre gli abitanti del nord continuano a fuggire nei rifugi, il primo Ministro ha annunciato: “Oggi iniziamo i negoziati diretti con il Libano: e i colloqui con l’Iran inizieranno in Pakistan”. Nella stampa israeliana del 10 aprile una fonte politica ha confermato che il cessate il fuoco si applicherà al Libano nelle prossime ore. Il quotidiano Al-Joumhouria ha confermato che “nelle ultime ore sono stati effettuati intensi contatti in più direzioni con più di una parte internazionale e araba, che hanno portato al raggiungimento di un ombrello diplomatico a sostegno della posizione del Libano, chiedendo la sua inclusione nell’accordo di cessate il fuoco tra I’Iran e l’America.” Secondo la testata giornalistica, l’insistenza di Iran e Pakistan sull’inclusione del Libano nell’accordo, e le posizioni di Europa, Gran Bretagna, Turchia, Egitto, Qatar e altri paesi, oltre alla fermezza libanese, abbiano portato a un cambiamento di scenario dopo il Mercoledì di Sangue.
Benjamin Netanyahu in diretta tv ha annunciato gli accordi diretti ma poi ha detto che Hezbollah verrà annientata. “Cari abitanti del Nord, sono orgoglioso di voi. Continuate a resistere con fermezza. Desidero informarvi: non c’è cessate il fuoco in Libano. Continuiamo a colpire Hezbollah con tutta la nostra forza e non ci fermeremo finché non avremo ripristinato la vostra sicurezza.” Lo ha fatto a seguito di un sondaggio che dava le preferenze di Netanyahu in calo nel partito Likud. Il numero di vittime israeliane negli attacchi contro Iran e Hezbollah raggiunge quota 8.000. Funzionari del Ministero della Salute israeliano, che di solito censurano i dati sulle vittime, hanno annunciato il 10 aprile che 7.993 israeliani sono rimasti feriti durante la guerra contro Iran e Libano.
L’Ambasciatore israeliano presso le Nazioni Unite, Danny Danon: “C’è un divario tra le dichiarazioni e le azioni, e il governo libanese non ha la reale capacità di disarmare Hezbollah, e non ricordo un solo caso in cui abbiano affrontato l’organizzazione”.
Secondo i media israeliani: “il dibattito interno sui successi di guerra inizia a infiltrarsi nella riunione di gabinetto”
In Libano il deputato del Movimento Amal Qassem Hashem ad Al-Araby TV: “La base di qualsiasi negoziato è fermare l’aggressione israeliana contro il Libano”. Il Segretario Generale di Hezbollah, Naim Qassem: “Il nemico israeliano ha fallito sul campo di battaglia nell’affrontare i coraggiosi combattenti della resistenza. Non è stato in grado di portare a termine l’invasione di terra che aveva ripetutamente annunciato. I suoi soldati e ufficiali sono caduti in imboscate della resistenza e i suoi veicoli militari sono stati distrutti agli incroci di città e villaggi”. Tra le richieste in discussione il disarmo di Beirut.
Lungo discorso di Abdul-Malik Badr al-Din al-Houthi, leader della rivoluzione yemenita e del movimento Ansarallah. Dopo aver elogiato l’Iran ha detto: “Uno dei risultati più importanti di questa fase è stata la creazione di un equilibrio di unità tra i campi e i fronti dell’asse del jihad e della resistenza”. “L’Iran ha condotto operazioni militari senza precedenti e di vasta portata per colpire il nemico israeliano e le basi americane. Tra i risultati di queste operazioni vi è stata la fuga di soldati americani verso hotel e altri rifugi segreti. Gli attacchi iraniani hanno costretto gli israeliani a trascorrere più di 40 giorni nei bunker. La chiusura dello Stretto di Hormuz è stata una delle principali misure adottate dall’Iran per fare pressione sugli Stati Uniti e sui loro alleati”.
Condanna ferma ai governi arabi che hanno sostenuto Israele e Stati Uniti ritenendoli colpevoli di aver tradito la Umma islamica. “L’affermazione del nemico di aver indebolito l’Iran è falsa”. “Uno dei risultati più importanti dello Yemeni stai quello dii impedire ai nemici israeliani e americani di utilizzare militarmente il Mar Rosso in azioni ostili contro l’Iran e i paesi dell’Asse”.
Il capo della Commissione per la Sicurezza Nazionale iraniano sui nuovi accordi di gestione dello Stretto di Hormuz: “il pagamento dei pedaggi per il transito attraverso lo Stretto di Hormuz avverrà in rial, la valuta nazionale iraniana”. Il traffico nello Stretto di Hormuz il 10 aprile raggiunge il livello più basso dai primi due giorni di guerra. Una nave cisterna per GPL ha tentato di attraversare lo Stretto di Hormuz, ma è stata respinta dalla Marina delle Guardie Rivoluzionarie. L’Organizzazione britannica per il commercio marittimo (UK Maritime Trade Organization): “Il livello di minaccia marittima nel Golfo e nello Stretto di Hormuz rimane “critico”. Cinque navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz nelle ultime 24 ore”. Le raffinerie cinesi hanno acquistato petrolio iraniano a un prezzo superiore al Brent. Per la prima volta da anni, le raffinerie cinesi indipendenti hanno acquistato petrolio iraniano a un prezzo superiore al Brent, dopo il calo dei prezzi base e in un clima di aspettative di maggiori acquisti da parte dell’India a seguito della temporanea esenzione dalle sanzioni concessa da Washington.
L’India concede deroghe per le navi che trasportano merci iraniane, Reuters. L’India ha recentemente concesso deroghe per l’ingresso di due carichi iraniani nei suoi porti, uno su una vecchia petroliera e un altro su una petroliera soggetta a sanzioni internazionali, con l’obiettivo di accelerare la fornitura di risorse energetiche dal Golfo Persico.
La Guida Suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, ha dichiarato che Teheran chiederà risarcimenti agli Stati Uniti e a Israele per i danni causati al Paese, secondo un messaggio diffuso in concomitanza con il quarantesimo giorno dalla morte dell’Ayatollah Ali Khamenei. Il testo è indirizzato all’agenzia di stampa Fars che ha pubblicato la dichiarazione.
“Che tutti sappiano: non lasceremo impuniti gli aggressori criminali che hanno attaccato il nostro Paese. Chiederemo senza dubbio un risarcimento per ogni danno inflitto e il prezzo del sangue dei martiri e dei feriti in questa guerra”, si legge nella dichiarazione.
Kamal Kharrazi, capo del Consiglio strategico per le relazioni estere ed ex ministro degli Esteri della Repubblica islamica dell’Iran, è morto a causa delle ferite riportate in un attacco condotto da caccia americani/israeliani a Teheran. A lui i messaggi di condoglianze di tutto il governo iraniano. La sua residenza è stata colpita da un raid aereo condotto da caccia americani/israeliani il 1° aprile, che ha causato la morte della moglie, Mansoureh Rais Ghasem, e il suo ferimento.
Il Capo della polizia della provincia iraniana di Semnan: “Grazie a informazioni di intelligence complete, la polizia provinciale, i servizi segreti e la polizia di sicurezza sono riusciti a identificare e arrestare 7 agenti collegati a reti ostili”. Smantellata di una rete di contrabbando di armi nella provincia di Kermanshah, Iran occidentale, e arresto dei suoi membri.
La Cina ha spinto silenziosamente l’Iran a negoziare con gli Stati Uniti durante la guerra, guadagnando credibilità diplomatica con Xi prima dell’incontro con Trump. L’obiettivo di Pechino: rafforzare la propria posizione in vista del vertice, dove ci si aspetta che Xi spinga Trump ad avvicinarsi alla posizione cinese secondo cui Taiwan è una provincia separatista che dovrebbe alla fine riunificarsi con la Cina continentale. Il ministero degli Esteri cinese: “Esortiamo tutte le parti interessate in Medio Oriente a risolvere le controversie attraverso mezzi diplomatici”.
A Islamabad, la capitale del Pakistan, tutto è pronto per l’incontro. Le autorità hanno bloccato le strade con container e filo spinato e dispiegato forze di sicurezza in tutta la città. Un’area di oltre tre chilometri intorno all’Hotel Serina, dove è previsto l’alloggio delle delegazioni, è completamente chiusa. Anche i sentieri escursionistici sulle colline che sovrastano Islamabad sono chiusi al pubblico.
Un aereo da trasporto militare dell’aeronautica statunitense con la scritta “Charleston” sulla coda è alla base aerea pakistana di Nur Khan, mentre il Pakistan si prepara ad ospitare i rappresentanti degli Stati Uniti e dell’Iran per i colloqui di pace a Islamabad, in Pakistan — Reuters. J.D Vance è arrivato e guiderà la delegazione statunitense durante i colloqui.
Ed ora uno sguardo agli scenari militari aperti in Medio Oriente e Asia occidentale alle ore 15:30 del 10 aprile. Secondo la CBS NEWS, l’aeronautica militare statunitense ha perso 24 droni MQ-9 nella guerra con l’Iran.
Il ministero della Salute israeliano parla di 7.993 feriti durante la guerra contro Iran e Libano. Il numero di ondate di attacchi di Hezbollah contro “Israele” ha raggiunto quota 1.178 all’8 aprile. Il 10 aprile, in 24 ore, la resistenza libanese ha condotto 72 operazioni prendendo di mira città e paesi israeliani 31 volte.
Hezbollah ha lanciato diversi missili balistici contro le città di Tel Aviv e Ashdod, città di Margaliot. Sirene in azione durante la notte in tutto Israele vediamo il dettaglio: Esplosioni udite zona centrale centrale di Israele in seguito al lancio di razzi dal Libano. Un missile balistico ha colpito l’area della base navale di Ashdod. Allarmi all’aeroporto Ben Gurion in territorio occupato. Le sirene d’allarme sono risuonate nell’insediamento di Kiryat Shmona e nelle aree circostanti. Un razzo ha colpito direttamente un edificio a Misgav Am, nel nord di Israele. Il capo del consiglio dell’insediamento “Metula”, David Azoulay: “La preoccupazione di Netanyahu, il suo compito dovrebbe essere quello di preservare la nostra sicurezza, ma in questa faccenda ci sta abbandonando.” Sirene hanno suonato a Dovev e Bar’am nella Galilea occidentale. In tarda mattinata il quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth: “Evacuazione da Kiryat Shmona e da alcuni insediamenti a causa dei continui bombardamenti di Hezbollah”. In chiusura di raccolta arrivi di missili a Safed.
Hezbollah ha rivendicato nella notte: altre 15 operazioni contro l’esercito israeliano. In questi attacchi, le città di Avivim, Kiryat Shmona (2 volte), Al-Manara, Misgav Am, Nahariya (2 volte), Shlomi, Kabri, le infrastrutture della città di Yesud HaMa’ala, la base di Al-Asi e la guarnigione di Hunin sono state colpite da razzi. Altri obiettivi nelle città di Shlomi e Nahariya, così come un concentrato di soldati israeliani nella città di Misgav Am, sono stati colpiti da droni kamikaze.
Bombardamenti di artiglieria e spari da parte delle IDF in varie aree su entrambi i lati della Linea Gialla nella Striscia di Gaza. Il convoglio francese “Freedom Flotilla” continua il suo viaggio verso la Striscia di Gaza attraverso il Mar Mediterraneo, mentre si prepara a unirsi ad altri convogli internazionali in mare nell’ambito di un movimento di solidarietà per rompere l’assedio della Striscia.
In Libano continuano le operazioni di Israele. Ampia distruzione dell'”Autostrada Haboush” a Nabatieh, nel sud del Libano, a causa di raid aerei israeliani. Human Rights Watch informa che Israele ha ucciso 300 libanesi nell’attacco dell’8 aprile; a questo si aggiunge la distruzione dei ponti che priva decine di migliaia di residenti di cibo e assistenza medica. Secondo un nuovo rapporto del ministero della Salute libanese, il bilancio delle vittime degli attacchi israeliani di ieri in Libano ha raggiunto quota 303 morti e oltre 1.150 feriti.
Aerei da guerra e droni israeliani hanno bombardato le zone di Bint Jbeil, Al-Khiyam, il centro della Protezione Civile nella città di Burj Qalawiyeh, Jebshit, due motociclette ad Al-Bazouriyeh, Kafra, Saksakiyah e Deir Taqla, nel Libano meridionale, a partire dal pomeriggio del 9 aprile fino alle prime ore del 10 aprile.
Sull’asse di Bint Jbeil, sono in corso scontri armati nella parte orientale della città, supportati dal lancio di razzi da parte della Resistenza islamica in Libano. Secondo gli ultimi rapporti dal campo, gli scontri tra i combattenti della resistenza e le forze israeliane si concentrano intorno al complesso di Musa Abbas e all’incrocio di Tahrir, con le postazioni israeliane in queste aree colpite più volte da razzi e artiglieria. E ancora a a Khiam, Shemaa, Ainata. Scontri registrati nelle città del distretto di Marjayoun
Alle prime luci del 10 aprile, una serie di raid aerei israeliani ha preso di mira le città di Safad al-Batikh, Sultaniyeh e Hadatha, nel Libano meridionale.Un drone israeliano ha sorvolato deliberatamente i quartieri di Nabatieh, trasmettendo registrazioni audio contenenti false richieste di aiuto. Hezbollah denuncia il silenzio degli organismi internazionali sugli attacchi alle industrie manifatturiere del Paese. Il Ministro dell’Industria, delle Miniere e del Commercio: “Le fabbriche prese di mira dal nemico americano-sionista appartenevano al settore non militare, eppure le Nazioni Unite e i difensori dei diritti umani sono rimasti in silenzio di fronte a questo crimine contro l’umanità”.
Segnalazioni di attacchi con droni in Kuwait, negli Emirati Arabi Uniti e a Erbil, in Iraq.
Un video diffuso da fonti locali in Iraq mostra che i caccia israeliani, con continui rifornimenti da aerei cisterna americani, mantengono la loro prontezza al combattimento al massimo livello possibile nei cieli dell’Iraq, essenzialmente in stato di allerta. Negli ultimi due giorni, sono giunte numerose segnalazioni di attività insolite di aerei da combattimento israeliani nei cieli iracheni, soprattutto nelle regioni settentrionali. Sembra Israele si stia preparando per una nuova fase di conflitto con l’Iran. Esplosione udita nella base di occupazione statunitense di Harir, Erbil.
Attacco al Kuwait e a Dubai: probabilmente opera di milizie irachene.
Guardie Rivoluzionarie: “Le forze armate della Repubblica Islamica dell’Iran non hanno assolutamente lanciato alcun proiettile contro alcun Paese durante le ore di cessate il fuoco fino ad ora.” “Sembra che il vile regime israeliano, con questi attacchi sotto falsa bandiera, stia tentando di sabotare i negoziati per il cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti. In ogni caso e in ogni circostanza, il regime israeliano desidera la continuazione del ciclo di tensione e guerra a qualsiasi costo e in qualsiasi modo, al fine di consolidare i suoi presunti obiettivi o quantomeno avvicinarsi ad essi”.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
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