#ISRAELIRANWAR. Hamas – Israele in Egitto per il Consiglio di pace. Tel Aviv bombarda Gaza e Libano. Attacchi e raid in Cisgiordania. L’Arabia Saudita si prepara alla guerra contro gli Houthi

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Una delegazione di Hamas guidata dal Khalil Al-Hayya, ha incontrato il Ministro degli Esteri turco Hakan Fidan. Le due parti hanno discusso degli sviluppi relativi alla causa palestinese, sia a livello politico che sul campo, con particolare attenzione ai negoziati in corso al Cairo. Per quanto riguarda l’accordo tra i mediatori e Hamas, l’accordo includerà tutte le armi: armi della polizia, armi leggere e pesanti, tunnel, depositi di armi e siti di produzione.

Al termine del processo, solo il comitato palestinese controllerà le armi nella Striscia di Gaza. È impossibile ritirarsi dalla “Linea Gialla” senza un disarmo completo hanno detto i “consiglieri” ad Hamas che si impegnerà a cessare tutte le attività militari, compreso il rafforzamento delle capacità e il reclutamento di combattenti. Contemporaneamente, cesseranno gli omicidi. Il processo di consegna delle armi dovrebbe iniziare tra qualche settimana. Le armi saranno immagazzinate e dismesse in strutture sorvegliate da forze multinazionali.

Haaretz informache un aereo con a bordo rappresentanti israeliani è partito, il 29 luglio, per El Alamein, in Egitto, per i colloqui tra Hamas, il Consiglio di Pace e i paesi intermediari. Non si prevede la sigla dell’accordo in questi giorni. 

Fonti irachene affermano che dopo lo Stretto di Hormuz e Bab al-Mandeb, l’attenzione dell’Asse della Resistenza si sposterà sul Canale di Suez, in segno di vendetta per gli attacchi dei giorni scorsi sul suolo iracheno.

Israele ha arrestato un veterano di un’unità segreta delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) con l’accusa di spionaggio per conto dell’Iran. Sempre in tema militare Walla, riporta di un ammutinamento alla base di Sdei Taiman a seguito di una disputa con il comandante di battaglione: “Decine di combattenti e comandanti del battaglione Tsabar, appartenente alla Brigata Givati, hanno abbandonato le armi nelle ultime ore e hanno lasciato la base per tornare alle proprie case”. Sembra che i comandanti di alto grado hanno deciso di distruggere e rimuovere le insegne esposte nelle compagnie del battaglione. Il comandante del battaglione avrebbe insistito sulla rimozione delle insegne nonostante l’opposizione dei soldati. Non essendo stato raggiunto un accordo tra le due parti, i soldati hanno lasciato la loro unità e hanno abbandonato la base.

Il primo Ministro israeliano Netanyahu secondo fonti israeliane sta cercando di normalizzare le relazioni con l’Arabia Saudita prima delle elezioni e ha detto ai suoi collaboratori che ha bisogno di un ultimo risultato.

Il Portavoce del Comandante in capo delle Forze armate irachene, Sabá al Numan afferma: “Non ci sono prove che un attacco sia stato condotto dal territorio iracheno”. “Abbiamo chiesto all’Arabia Saudita di fornire prove concrete che dimostrino che sono stati presi di mira dalle fazioni, e non lo faranno”.

L’Arabia Saudita ha invitato circa 50 paesi, tra cui Stati Uniti, Pakistan, Egitto e Turchia, ad aderire a una nuova alleanza militare multinazionale volta a proteggere la navigazione nel Mar Rosso dalle minacce degli Houthi, secondo quanto riportato da Al-Monitor. L’Alleanza mira a prevenire interruzioni della navigazione nello Stretto di Bab el-Mandeb simili a quelle verificatesi nello Stretto di Hormuz. Diversi stati rivieraschi del Mar Rosso, tra cui Egitto, Sudan, Gibuti e Somalia, hanno già aderito, secondo Al-Monitor.

A proposito di blocchi navali e navigazione, secondo l’Agenzia di stampa Fars (Iran): “La nave portacontainer Nora ha violato il blocco statunitense ed è entrata in acque internazionali. Era stata precedentemente avvistata vicino a Qeshm”.

Grande impatto mediatico nelle fila dei sostenitori dei Pasdaran per la chiusura dell’account sul network X dell’agenzia di stampa iraniana Tasnim, vicino all’IRGC. E ancora per la chiusura in Iraq, Kuwait e Bahrein dell’account Telegram ufficiale dell’IRGC, che ha promesso di creare una sua piattaforma sicura presto on line. Numerose in Iran le manifestazioni in segno di solidarietà con le PMU e il popolo iracheno a seguito dei bombardamenti americano-sauditi.

Araghchi, ministro per gli Affari Esteri iraniani, al suo omologo bulgaro: “L’approvazione da parte del governo bulgaro della richiesta statunitense di schierare i propri aerei militari presso la base aerea di Bezmer a supporto delle operazioni militari è condannata e inaccettabile. Il Ministro degli Esteri bulgaro ad Araqchi: “La Bulgaria non intende partecipare alla guerra e sosteniamo la via diplomatica e la necessità di ridurre la tensione nella regione”.

Ed ora uno sguardo agli scenari militari in Medio Oriente e Asia occidentale aggiornati alle ore 16:30 del 30 luglio. Secondo Reuters, l’ammiraglio Brad Cooper, comandante del Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM), ha avvertito le truppe americane che i video girati con i telefoni cellulari e i post sui social media forniscono all’Iran informazioni in tempo reale sull’esito delle operazioni militari, in particolar modo in Giordania. 

Sempre il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha confermato che le forze americane hanno lanciato attacchi contro l’Iran in risposta al tentato attacco missilistico di ieri contro le forze americane in Giordania. Ci sono notizie non confermate secondo cui gli Stati Uniti porteranno nella regione la portaerei USS George Washington, oltre alla Lincoln e alla Bush. È probabile che la USS Lincoln venga ritirata dopo la sua missione prolungata. È anche probabile che la Washington venga schierata nell’area dell’INDOPACOM e non del CENTCOM.

Intorno alle 05:30 del mattino ore italiana CENTCOM ha annunciato la conclusione degli attacchi contro l’Iran: “Precisamente alle 22:00 ora della costa orientale degli Stati Uniti (EST) del 29 luglio, le forze del Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) hanno condotto con successo una serie di attacchi di precisione contro l’Iran in risposta a un tentativo di attacco contro le forze statunitensi avvenuto il giorno precedente”.

“[…] Questi attacchi miravano a ridurre le minacce poste dall’Iran e dai suoi alleati alle forze statunitensi, al traffico marittimo commerciale e agli stati del Golfo limitrofi. […]”.

Un drone ha attaccato una petroliera di GNL di proprietà statunitense in un porto egiziano, riporta Reuters. Un impianto galleggiante di stoccaggio di gas naturale liquefatto (GNL) battente bandiera delle Isole Marshall, di proprietà di una compagnia americana, è stato colpito da un drone nel porto di Damietta. Secondo la società britannica di sicurezza marittima Ambrey, almeno un UAV ha colpito l’imbarcazione. Notizi confermata dal Gabinetto egiziano ha spiegato: “gli incendi che hanno colpito le due navi nel porto di Damietta ieri sono stati causati da droni”.

Secondo una fonte libica, l’attacco ai depositi di gas naturale in Egitto non sarebbe opera dell’Iran, bensì di un nuovo gruppo egiziano chiamato “Brigate Al-Banna”, un possibile riferimento al fondatore dei Fratelli Musulmani. Sempre Reuters informa che due petroliere che trasportavano petrolio saudita in India hanno lasciato il Mar Rosso, presumibilmente utilizzando metodi per disattivare i loro transponder.

Da IsraeleMaariv: “Il consiglio del blocco di insediamenti Hasharon del Sud annuncia le IDF lo ha informato di un sospetto “incidente di sicurezza” nell’area al centro di Israele e che rinforzi militari israeliani stanno arrivando sul posto.

L’Iran in risposta agli attacchi notturni ha attaccato la Giordania con missili, segnalate esplosioni, le difese aeree giordane non sono riuscite a intercettare i missili iraniani che hanno colpito la base aerea di Muwaffaq Sulti in Giordania. Cinque i missili lanciati dall’Iran.

Un morto e un ferito in un attacco di droni a Jabalia al-Balad, nel nord della Striscia di Gaza

Nella notte del 29 mentre sono in corso i negoziati Hamas Israele, le IDF hanno bombardato con l’artiglieria a est di Gaza City. Violente esplosioni si sono udite a est di Gaza City. Vittime sono giunte al complesso di Al-Shifa dopo che droni di Israele hanno lanciato un raid contro un appartamento residenziale vicino alla scuola Al-Mamouniya nel centro di Gaza City, in totale si parla di sei morti e 25 feriti. Abbattuto un condominio vicino all’Ospedale Battista di Gaza City. Un morto e sei ferirti sono arrivati ​​all’ospedale Al-Aqsa a seguito dei bombardamenti di Israele a Bureij. Nel pomeriggio del 30 luglio, l’artiglieria israeliana sta bombardando aree nella parte nord-orientale del campo profughi di Nuseirat, nella Striscia di Gaza centrale.

Intensi scontri a fuoco da carri armati IDF registrati alla periferia della città di Rafah, a sud della Striscia di Gaza. Quattro i morti e molti i a causa di attacchi delle IDF contro una tenda che ospitava sfollati a Mawasi, Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza.


Raid e arresti diffusi da parte delle IDF in tutti i governatorati della Cisgiordania. I coloni sono fuggiti dopo che gli abitanti della città di Osrin, a sud-est di Nablus, hanno respinto il loro attacco alla città. Scontri diffusi tra giovani palestinesi e coloni a Beit Furik, a est di Nablus.

Colpito duramente da Israele anche il Libano: “Un attacco con droni ha preso di mira l’area pubblica di Al-Mansouri nel distretto di Tiro. Bombardamento di artiglieria ha colpito un’area circostante una postazione radar israeliana vicino alla periferia della città libanese di Shebaa. Due veicoli da ingegneria (bulldozer) e due carri armati Merkava sono stati avvistati alla periferia della città di Aita al-Shaab, vicino alla città di Hadatha, dove stavano costruendo una barriera di terra prima di ritirarsi e dirigersi verso la città di Hadatha. Un attacco di droni ha preso di mira la città di Nabatieh al-Fawqa. L’esercito israeliano ha bombardato la città di Taybeh, nel sud del Paese.

Alto funzionario statunitense: 20 consiglieri iraniani sono stati uccisi nell’attacco aereo saudita contro le milizie in Iraq. In realtà sarebbero morti 5 consiglieri militari iraniani un comandante degli Houti, Mohammed Khaled al Ayashi, e miliziani delle Imam Ali, milizie irachene. 

Nella tarda serata del 29 luglio, forti esplosioni si sono verificate nuovamente nel distretto di Ranya, nella provincia di Sulaymaniyah, nel nord dell’Iraq. Vasti incendi sono divampati nella provincia in seguito agli attacchi contro le basi dei gruppi di opposizione iraniani.

Colpito il governatorato di Erbil, Iraq settentrionale. Filmati on line mostrano che il grande incendio continua a imperversare lungo la strada Erbil-Kirkuk, nel nord dell’Iraq, causando la distruzione di diversi magazzini e concessionarie auto. Una forte esplosione è stata udita lungo il confine tra Iraq e Giordania.

Il Kuwait nella notte tra il 29 e il 30 ha partecipato attivamente agli stacchi contro l’Iran. Razzi lanciati verso la città iraniana di Abadan.

Nella notte tra il 29 e il 30 luglio un aereo dirottato a Damam, Arabia Saudita. Probabilmente un attacco ad Aramco. Diversi aerei non sono riusciti ad atterrare all’aeroporto King Khalid di Riyadh. Esplosioni non identificate nella capitale saudita, Riyadh. L’aeroporto internazionale King Khalid è stato messo fuori servizio dopo aver udito il rumore di esplosioni: è stato chiuso tutta la notte. L’Arabia Saudita annuncia l’attivazione di un gran numero di avvisi di traffico aereo militare (NOTAM). L’attivazione dei corridoi aerei riservati vicino al confine iracheno inizierà il 31 luglio, oltre ad aree per l’impiego di droni e attività aeree militari in diverse zone.

Nella notte registrati massicci movimenti di mercenari sauditi verso le linee del fronte yemenita nella battaglia contro Ansarullah. 

Secondo l’Agenzia di stampa iraniana Mehr: “Solo 14 navi mercantili hanno attraversato lo Stretto di Hormuz nelle ultime 24 ore”. In um messaggio del del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche: “[…] Ieri sera (29luglio ndr) , due petroliere, istigate da aerei americani, hanno tentato di deviare dalla rotta sicura a sud dello Stretto di Hormuz, ma dopo che un grave incendio è divampato su una di esse, entrambe le navi sono rientrate rapidamente”. […].

La prima spedizione di GNL del Qatar ha attraversato lo Stretto di Hormuz con il permesso dell’Iran. La nave qatariana ha percorso la rotta designata dall’Iran con il suo sistema di tracciamento attivo e sta procedendo verso il mare aperto senza incidenti.

Attacchi statunitensi sauditi e kuwaitiani in Iran. Colpita Bandar Abbas. Esplosioni a Abadan Attivazione delle difese aeree a Tabriz Struttura attaccata sull’isola di Qeshm (almeno due gli attacchi). Esplosioni a Nourabad, nella provincia di Fars. Gli Stati Uniti hanno bombardato un molo a Sirik. Un’esplosione è stata udita sulle isole di Abu Musa e Kish nella provincia di Hormozgan. Due esplosioni si sono udite a Bushehr. Anche la città iraniana di Ahvaz è stata oggetto di molteplici attacchi. 

In risposta l’Iran ha lanciato nella mattina del 30 luglio, missili balistici lanciati dalle città iraniane di Khomein, Tabriz e Yazd, con obiettivo la Giordania. Un drone ostile è stato abbattuto nel sud dell’Iran dalle forze iraniane.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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