#ISRAELIRANWAR. Fallisce l’operazione Project Freedom, sospesa da Trump su richiesta del Pakistan. Il traffico su Hormuz è inesistente. Libano: 12 città distrutte. Cisgiordania: sfollamenti forzosi

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La stampa Statunitense sostiene che è vicino un accordo USA – Iran. Nel frattempo Trump ha speso l’operazione Project Freedom su richiesta del Pakistan.Il Primo Ministro pakistano Shahbaz Sharif: “Sono grato al Presidente Trump per aver sospeso il Progetto Freedom nello Stretto di Hormuz su richiesta del Pakistan e di altri paesi fratelli, in particolare l’Arabia Saudita”.

Sull’Arabia Saudita un senatore statunitense ha detto: “La normalizzazione delle relazioni tra Arabia Saudita e Israele è ormai a portata di mano”.

Il Segretario del Pentagono Pete Hgseth non ha negato il possesso da parte degli Stati Uniti di delfini kamikaze. Mentre il Segretario di Stato Marco Rubio ha affermato che “l’operazione statunitense “Epic Fury” contro l’Iran si è conclusa”, ha annunciato Marco Rubio. Ha aggiunto che gli Stati Uniti hanno completato questa fase e stanno passando al Progetto Libertà, contraddicendo le parole di Trump. “Il suo obiettivo è garantire il passaggio sicuro di migliaia di navi mercantili attraverso lo Stretto di Hormuz, secondo quanto dichiarato dal dipartimento”.

Israele trasferirà cherosene per aviazione in Germania in relazione alla crisi nello Stretto di Hormuz. Questa iniziativa è stata concordata dal Ministro dell’Energia e delle Infrastrutture Eli Cohen e dal Ministro degli Esteri Gideon Saar su richiesta del Ministero dell’Energia tedesco. La richiesta di assistenza da parte della Germania per la fornitura di cherosene e gas naturale è stata ricevuta nei giorni scorsi dal Ministero dell’Energia e delle Infrastrutture e il Ministro Eli Cohen ha incaricato gli specialisti competenti di lavorare per una risposta positiva. A seguito di un’ispezione da parte della Direzione Carburanti del Ministero dell’Energia e delle Infrastrutture, è stato accertato che esiste un surplus di produzione che potrebbe essere esportato. Le opzioni di esportazione saranno valutate tenendo conto dell’attuale situazione di sicurezza.

Il Ministero della Difesa israeliano comunica che il primo dei sei nuovi aerei cisterna Boeing KC-46 ordinati da Israele ha completato il suo primo volo di prova negli Stati Uniti. I KC-46 sono destinati a sostituire l’attuale flotta di Boeing 707 cisterna dell’aeronautica israeliana, ormai obsoleti, che hanno svolto un ruolo chiave nelle guerre di Israele contro l’Iran. Il ministero afferma che le cisterne volanti saranno “equipaggiate con sistemi israeliani e adattate ai requisiti operativi dell’aeronautica, consentendo loro di aumentare il raggio d’azione e mantenere la superiorità aerea su tutti i fronti”. Non è chiaro quando verrà consegnato il primo velivolo.

Il generale di divisione Tomer Bar, comandante uscente dell’aeronautica israeliana, ha dichiarato che Israele manterrà la capacità di agire in modo indipendente contro l’Iran dopo la guerra congiunta con gli Stati Uniti contro la Repubblica Islamica. “Abbiamo combattuto l’Iran fianco a fianco con la principale superpotenza mondiale, in cooperazione e con risultati operativi senza precedenti”, ha affermato. “Abbiamo condiviso le informazioni più riservate, lavorato insieme sui piani e volato insieme: due forze aeree che rappresentano una forza formidabile e unificata”, ha continuato Bar. Ha dichiarato che l’aeronautica israeliana “manterrà questa capacità, ma non rinunceremo alla nostra capacità di operare in modo indipendente”. “Anche in questo preciso istante, siamo in stato di allerta e anticipiamo qualsiasi sviluppo, sia in termini difensivi che offensivi”, ha aggiunto Bar. 

Secondo Press TV, Israele ha minacciato di morte gli attivisti della flottiglia di Gaza dopo l’arresto. Gli avvocati di due attivisti della flottiglia di Gaza arrestati affermano che militari israeliani li hanno minacciati di morte.

Il primo Ministro Nawaf Salam ha incaricato l’Alta Commissione per gli Aiuti di erogare immediatamente sussidi per l’alloggio alle famiglie costrette ad abbandonare le proprie case nel centro di Beirut (sunnita) e ad Ain Saadeh (cristiana) a seguito degli attacchi israeliani. Tuttavia, la Commissione non riconosce i danni causati dagli stessi attacchi agli edifici nella periferia meridionale (Dahyeh), e quindi non verrà erogato alcun sussidio.

Il Ministero degli Affari Esteri saudita dopo il lancio di droni dall’Etiopia contro il Sudan: “I paesi confinanti con il Sudan devono impedire l’uso dei loro territori come basi di lancio per attacchi contro il Sudan”.

Muhammad Farah, membro dell’Ufficio Politico di Ansar Allah critica il Regno Saudita: “l’Arabia Saudita impone tasse sulla Kaaba e non vuole che l’Iran imponga tasse sullo Stretto di Hormuz”.

La sera del 5 maggio, le autorità iraniane hanno annunciato oggi la creazione dell'”Autorità dello Stretto di Hormuz e del Golfo Persico”, responsabile del rilascio delle licenze di navigazione nello Stretto di Hormuz, nell’ambito dell’intenzione dell’Iran di gestire la navigazione nello stretto.

Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Ismail Bagheri sui negoziati con gli Stati Uniti: “Abbiamo ricevuto una risposta dagli Stati Uniti tramite il Pakistan. Preferisco non entrare nei dettagli delle questioni sollevate in questo momento, poiché sono ancora oggetto di valutazione. Ma si può presumere che l’abitudine degli Stati Uniti a fare richieste eccessive e affermazioni infondate non sia qualcosa che possano facilmente abbandonare”.

I media statali iraniani affermano che le richieste degli Stati Uniti di porre fine al conflitto sono “impossibili”. L’Iran ha separato le questioni e i negoziati non includono il dossier nucleare.

Bagheri ha anche affermato che le notizie diffuse dai media secondo cui l’Iran avrebbe accettato di sospendere l’arricchimento dell’uranio per 15 anni o di trasferire l’uranio arricchito all’estero sono errate. Il Ministro del Petrolio iraniano: “Gli impianti petroliferi danneggiati saranno ripristinati il ​​prima possibile e i lavori stanno procedendo a un ritmo adeguato”.

Mercoledì, a capo di un’importante delegazione diplomatica, Araghchi ha incontrato il Ministro degli Esteri cinese Wang Yi a Pechino per discutere di cooperazione strategica e stabilità regionale.

Affrontando le tensioni regionali, Araghchi ha condannato l’aggressione statunitense e israeliana durante il recente conflitto di 40 giorni, elogiando la posizione di principio di Pechino contro la violazione della Carta delle Nazioni Unite.

Ha espresso la speranza che la prossima presidenza cinese del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite possa frenare le violazioni del diritto internazionale. Araghchi ha inoltre informato il suo omologo cinese sugli sforzi diplomatici per porre fine alla guerra imposta, compresi i negoziati mediati dal Pakistan tra Iran e Stati Uniti.

I due massimi diplomatici hanno anche esaminato il Partenariato Strategico Globale Iran-Cina, concentrandosi sui legami economici e commerciali. Araghchi si è detto fiducioso che il partenariato bilaterale ne uscirà rafforzato nell’attuale contesto globale.

Araghchi ha descritto la Cina come un amico intimo e un partner strategico, sottolineando l’impegno di Teheran a elevare le relazioni sulla base della fiducia reciproca.

Da parte sua, il ministro degli Esteri cinese ha elogiato l’approccio responsabile dell’Iran e i suoi sforzi per la de-escalation.

Ha ribadito il fermo sostegno della Cina all’integrità territoriale e alla sicurezza nazionale dell’Iran, affermando che Pechino si oppone all’uso della forza e alla guerra illegale che ha causato danni ingenti nella regione.

Wang ha inoltre sottolineato l’importanza del piano in quattro punti del presidente Xi Jinping come tabella di marcia per una pace immediata e duratura.

L’incontro si è concluso con l’accordo tra i due ministri di proseguire le consultazioni ad alto livello e di accelerare l’attuazione degli accordi bilaterali esistenti.

Ed ora uno sguardo agli scenari militari aperto in Medio Oriente e Asia occidentale: aggiornato alle ore 14:00 del 6 maggio. Le forze israeliane hanno fatto irruzione in una casa appartenente a una famiglia palestinese a Masafer Yatta, nella parte meridionale della Cisgiordania, costringendoli all’evacuazione. Le forze di occupazione attaccano le città di Kafr Ain e Qarawat Bani Zeid nel distretto di Ramallah.

Dal Libano, UNHCR afferma che ci sono stati oltre 380 morti in Libano dall’inizio del “cessate il fuoco” con Israele. 428 unità abitative distrutte nei primi tre giorni , oltre 50 danneggiate. Fonti libanesi riferiscono che le forze dell’IDF stanno utilizzando mezzi pesanti (tra cui bulldozer corazzati D-9) per aprire varchi e ampliare le vie di accesso dal villaggio di Deir Sarian verso Zutar al-Sharqiya. Hezbollah afferma di aver lanciato due droni FPV contro i D-9 nella zona. 

Hezbollah ha lanciato in due episodi separati diversi razzi contro le truppe israeliane di stanza nel Libano meridionale. Le FIDF affermano che i razzi sono atterrati vicino alle truppe ma non hanno causato feriti. Attacco con droni di Hezbollah contro 3 soldati israeliani.

Un colono ha preso di mira un edificio a Zelaya, nella Bekaa occidentale, dove si trovavano il sindaco e la sua famiglia. Nella mattina del sei maggio, un’ondata di sfollamenti dalle città di Al-Kousayrieh, Al-Ghassanieh e Ansariyeh nel distretto di Saida a seguito della minaccia israeliana. Dodici città a nord del fiume Litani vengono evacuate in seguito alle minacce israeliane di sterminio di massa.

Nel primo pomeriggio, aerei Israeliani lanciano una serie di raid sulla città di Al-Rihan nella regione di Iqlim al-Tuffah, Karrar. Hezbollah ha risposto al fuoco colpendo un assembramento di veicoli e soldati nemici vicino alla piscina nella città di Naqoura con uno sciame di droni d’attacco.

L’Ambasciata degli Stati Uniti a Baghdad: “Le milizie sostenute dall’Iran continuano a pianificare attacchi contro obiettivi e interessi statunitensi in Iraq. Lo spazio aereo iracheno rimane una potenziale minaccia a causa di missili e droni. Avvertiamo i cittadini statunitensi di non recarsi in Iraq… Non viaggiate per nessun motivo. Andatevene subito se vi trovate lì”.

Il Dipartimento di Stato americano offre una ricompensa fino a 10 milioni di dollari per informazioni su Akram al-Kaabi, Segretario Generale di Harakat Hezbollah al-Nujaba in Iraq.

Gli Emirati Arabi Uniti annunciano di essere stati attaccati da missili e droni provenienti dall’Iran anch enella giornata del cinque maggio dopo le ore 16:00. Anche se successivamente il Ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti ha chiarito: “i rumori uditi in diverse aree sono il risultato di missili e droni lanciati dalle difese aeree”. Secondo gli Emirati: “L’Iran sta attualmente bombardando intensamente gli Emirati Arabi Uniti con missili balistici, missili da crociera e droni”.

Secondo ABC News, tre cacciatorpediniere della Marina statunitense si trovano nel Golfo Persico, a ovest dello Stretto di Hormuz, stando a fonti americane. Secondo il rapporto, i tre cacciatorpediniere operano nell’ambito del sistema di difesa Project Freedom. Si tratta del Truxtun, del Mason e del Rafael Peralta. Di contro il New York Times: “Secondo i dati di Kepler, nessuna nave ha attraversato lo Stretto di Hormuz fino alle prime ore di martedì sera”.

Bloomberg, il 6 maggio citando dati sul traffico marittimo, riporta che il “traffico navale attraverso lo Stretto di Hormuz è praticamente inesistente”

Una compagnia di navigazione britannica ha segnalato che una nave mercantile è stata attaccata nello Stretto di Hormuz. Servizio della CBS: “Diversi membri dell’equipaggio filippino sono rimasti feriti ieri quando un missile da crociera iraniano ha colpito una nave francese nello Stretto di Hormuz”.

La Marina delle Guardie Rivoluzionarie avverte tutte le navi che intendono attraversare lo Stretto: “Avvertiamo che l’unica rotta sicura per attraversare lo Stretto di Hormuz è il corridoio precedentemente designato dalla Repubblica Islamica dell’Iran. Qualsiasi deviazione delle navi verso altre rotte sarà considerata pericolosa e sarà accolta con una ferma risposta da parte della Marina delle Guardie Rivoluzionarie”.

Un micro-drone è stato intercettato vicino alle isole di Hormuz e Qeshm dai sistemi di difesa iraniani e successivamente abbattuto nel Golfo Persico.

Khatam al-Anbiya dell’Iran nega di aver preso di mira gli Emirati Arabi Uniti: “L’Iran non ha effettuato alcuna operazione missilistica o con droni contro gli Emirati Arabi Uniti negli ultimi giorni, pertanto neghiamo le notizie degli Emirati Arabi Uniti riguardo ad attacchi contro il loro Paese. Se fosse stata intrapresa qualsiasi azione, l’avremmo annunciata in modo deciso e chiaro. Gli Emirati Arabi Uniti non devono diventare un nido per americani e sionisti, con le loro forze militari e i loro equipaggiamenti. Purtroppo, oggi gli Emirati Arabi Uniti sono diventati una delle principali basi americane e sioniste. Avvertiamo gli Emirati Arabi Uniti: se verrà intrapresa qualsiasi azione contro l’Iran dal territorio degli Emirati Arabi Uniti, daremo una risposta schiacciante e deplorevole”.

Il Centro di Comando della Marina delle Guardie Rivoluzionarie iraniane: “Ringraziamo i comandanti e gli armatori del Golfo Persico e del Golfo di Oman per aver rispettato le normative iraniane sullo Stretto di Hormuz e per aver contribuito alla sicurezza marittima regionale. Con le minacce dell’aggressore neutralizzate e i nuovi protocolli in vigore, sarà garantito un passaggio sicuro e stabile attraverso lo Stretto di Hormuz”.

Il 6 maggio, le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno effettuato esercitazioni di difesa aerea a Sanandaj, nell’Iran occidentale.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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