
Una volta si chiamavano crimini contro l’umanità: negli ultimi 33 giorni, Israele e Stati Uniti hanno preso di mira oltre 600 scuole e centri educativi, tra cui la scuola Shajareh Tayyebeh a Minab e il palazzetto dello sport Lamerd. Nella giornata del 2 aprile sono stati bombardati gli allevamenti e i ponti civili che collegano le regioni iraniane.
In tutto questo Donald Trump nel suo tanto atteso discorso ha detto: “Potremmo semplicemente prenderci il loro petrolio, ma non sono sicuro che la gente del nostro Paese abbia la pazienza necessaria”. “Stiamo combattendo guerre. Non è possibile per gli Stati Uniti occuparsi di asili nido, Medicaid, Medicare”. “Sono lieto di annunciare che i nostri principali obiettivi strategici in Iran sono in fase di completamento”
Trump ha avvertito l’Iran che gli Stati Uniti li bombarderanno fino a riportarli all’età della pietra. “Li colpiremo duramente nelle prossime due o tre settimane. Li riporteremo all’età della pietra, dove appartengono.” Ha inoltre negato che uno degli obiettivi dell’Operazione Epic Fury sia il cambio di regime.
Alle sue parole hanno fatto eco quelle del presidente iraniano Pezeskian che ha scritto una lettera al popolo statunitense ricordando la sua storia millenaria, e che l’Iran non ha mai iniziato le guerre. E gli iraniani hanno sempre tracciato una linea chiara tra i popoli e chi li governa.
Più perentorie le parole del Capo delle Forze Aerospaziali del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, Generale Majid Mousavi: “Con la vostra misera storia di 250 anni, minacciate una civiltà vecchia di oltre 6.000 anni.”
Le parole di Trump sono servite solo ad esacerbare i mercati che hanno premiato i future del petrolio texano e preoccupare l’intero mondo per quel che accadrà da qui a 20 giorni.
L’esercito statunitense ha presentato al presidente un piano per sequestrare quasi 500 chilogrammi di uranio altamente arricchito in Iran, che prevede la consegna di attrezzature per lo scavo e la costruzione di una pista per aerei cargo per il trasporto del materiale nucleare – Washington Post. Ma Trump ha negato il suo interesse per l’Uranio iraniano.
Bloomberg: “Gli Emirati Arabi Uniti, nella loro lettera al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, hanno richiesto il permesso di usare la ‘forza’, compresa l’apertura dello Stretto di Hormuz, citando la Carta delle Nazioni Unite.” Secondo il Wall Street Journal, gli Emirati Arabi Uniti sono pronti a entrare in guerra. Trump ha ribadito ciò che gli iraniani smentiscono ogni secondo: “Il nuovo presidente del regime iraniano, molto meno radicalizzato e molto più intelligente dei suoi predecessori, ha appena chiesto agli Stati Uniti d’America un cessate il fuoco!”. Il Capo di Stato ricordiamo è sempre lo stesso e il nuovo Ayatollah è il figlio di Khamenei e in entrambi i casi ci sono informazioni errate.
Il Ministero degli Affari Esteri francese: “I Paesi del G7 e i Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo terranno una riunione la prossima settimana per discutere della situazione nello Stretto di Hormuz”. Il presidente francese Macron: “è irrealistico pensare di aprire lo Stretto di Hormuz con un’operazione militare”.
Nel frattempo il Direttore dell’AIE sostiene che è: “Prevista carenza di carburante in Europa”. “Questa crisi è peggiore delle due crisi petrolifere degli anni ’70 e della cessazione delle forniture di gas russo nel 2022 messe insieme”, afferma Fatih Birol. “A causa della crisi in Medio Oriente, si sono già persi oltre 12 milioni di barili di petrolio al giorno. Il problema maggiore è la carenza di carburante per aerei e gasolio, che ha già colpito l’Asia e si prevede che raggiungerà l’Europa tra aprile e maggio”, ha osservato.
L’Iran ha inviato una nota diplomatica alla Bulgaria, membro della NATO, avvertendo che gli aerei militari statunitensi non dovrebbero utilizzare gli aeroporti bulgari.
Il ministro della guerra di Israele, Israel Katz: “Na’im Qasim (leader di Hezbollah ndr) e i suoi colleghi pagheranno un prezzo salato dopo aver lanciato razzi contro Israele durante la Pasqua ebraica”.
L’ambasciata statunitense a Baghdad ha invitato i cittadini americani a lasciare immediatamente l’Iraq. L’ambasciata ha avvertito che attacchi nel centro di Baghdad erano possibili entro 48 ore.
L’ex ambasciatore statunitense in Arabia Saudita, Chas Freeman, ha affermato che gli stati del Golfo dipendono fino al 90% dall’acqua desalinizzata, il che rende i loro impianti di desalinizzazione pericolosamente vulnerabili agli attacchi iraniani. Il gigante petrolchimico saudita chiude a causa del controllo iraniano dello Stretto di Hormuz.
La società “Sadara Chemical” ha temporaneamente sospeso le attività dei suoi impianti petrolchimici nella città portuale di Jubail, nella Provincia Orientale dell’Arabia Saudita.
In Russia al Cremlino, il presidente Vladimir Putin ha ospitato il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman e insieme hanno discusso di una serie di questioni relative alla crisi in Medio Oriente. Hanno espresso profonda preoccupazione per il deterioramento della situazione militare e politica in Medio Oriente e hanno detto che ciò influisce negativamente sulla sicurezza energetica globale hanno chiesto una cessazione immediata delle ostilità in Medio Oriente, infine hanno sottolineano l’importanza del lavoro congiunto nell’ambito dell’OPEC+ per raggiungere la stabilità del mercato petrolifero globale.
Gli inglesi hanno consegnato equipaggiamento militare al Qatar.
Gli Emirati Arabi Uniti invocano il Capitolo 7 della Carta delle Nazioni Unite, chiedendo al Consiglio di Sicurezza di intraprendere “azioni immediate” per garantire la navigazione sicura nello Stretto di Hormuz e nelle aree circostanti.
Dallo Yemen, il leader del movimento Ansar Allah, Abdul-Malik Al-Houthi: “Le perdite umane tra le fila dei nemici indicano un’elevata efficacia nel contrasto iraniano all’aggressione israelo-americana. Data l’importanza di questa battaglia, l’asse del jihad e della resistenza si sta muovendo su vari fronti con una posizione unitaria sotto il titolo di unità di arene”. Ha riferito che lo Yemen continuerà ad appoggiare Hezbollah e l’Iran. Previste manifestazioni contro Israele e la pena di morte oggi in tutto lo Yemen.
Nessuna nave metaniera ha attraversato lo Stretto di Hormuz da marzo 2026, e circa il 20% delle forniture globali transita attraverso questo stretto. Secondo Barak Ravid di Axios sono in corso discussioni con l’Iran per un possibile cessate il fuoco in cambio della riapertura dello Stretto di Hormuz. L’Iran nega.
Mehdi Tabatabai, il Vice responsabile dell’informazione presso l’Ufficio del Presidente dell’Iran: “La posizione della Repubblica Islamica dell’Iran riguardo alla difesa patriottica dell’integrità del Paese contro l’aggressione […] e alle condizioni per la fine della guerra imposta non è cambiata, e non si presta alcuna attenzione alle illusioni e alle menzogne dei criminali. La nazione iraniana difende l’integrità della propria terra con determinazione, fermezza e unità. L’unità è il segreto della nostra vittoria”.
Il comandante dell’esercito iraniano, generale Hatami: “È essenziale che i movimenti e le azioni del nemico siano monitorati momento per momento con il massimo livello di sospetto, precisione e cautela, e allo stesso tempo, è necessario attuare immediatamente contromisure contro i metodi aggressivi del nemico. L’ombra della guerra deve essere dissipata dal Paese e la sicurezza deve essere garantita per tutti. Non si può accettare che alcune aree siano sicure mentre la nostra gente non lo è. Se il nemico lancia un attacco di terra contro l’Iran, nessuno di loro deve sopravvivere.”
L’Ex Direttore Generale dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, El Baradei: Se l’amministrazione Trump ha tradito i suoi più stretti alleati europei nella NATO per essersi rifiutati di partecipare alla sua guerra aggressiva contro l’Iran, come possiamo fare affidamento su di essa per garantire la sicurezza della nostra regione araba e proteggere i nostri diritti e interessi?”
Ed ora uno sguardo agli scenari militari aperti in Medio Oriente e Asia Occidentale aggiornati alle ore 15:30 del 2 di aprile. The Atlantic: “Funzionari militari statunitensi stanno pianificando due possibili attacchi di terra in Iran”. Raddoppiano il numero di aerei A-10 in Medio Oriente, inviandone altri 18 nella regione. Secondo la CBS, l’esercito statunitense ha perso almeno 16 droni MQ-9 nella guerra con l’Iran, ciascuno del valore di circa 30 milioni di dollari. Altri due sarebbe stati abbattuti il due aprile uno a Shiraz. La portaerei a propulsione nucleare CVN 77 George H.W. Bush ha lasciato Norfolk per essere dispiegata in Medio Oriente.
Un bombardiere strategico americano B-52H a pieno carico è decollato dalla base aerea britannica di Lakenicht diretto in Iran. Secondo una dichiarazione del Ministero della Difesa britannico, i cannonieri della RAF hanno abbattuto con successo 10 droni iraniani durante la notte in “aree ad alto rischio” in Medio Oriente. Una dichiarazione che conferma le affermazioni del Ministro della Difesa britannico secondo cui 1.000 soldati britannici sono schierati in Medio Oriente per proteggere gli interessi del Regno Unito. I caccia britannici F-35 e Typhoon continuano a condurre operazioni difensive su Qatar, Emirati Arabi Uniti, Cipro, Giordania e Bahrein.
Attivisti greci nel sud di Cipro hanno attaccato civili nella parte turco-cipriota di Nicosia usando pietre, bastoni e petardi.
Secondo i media israeliani: “Più di 760 droni sono stati lanciati verso Israele, e alcuni di essi hanno penetrato il sistema di difesa aerea e colpito obiettivi sensibili. Gli iraniani stanno producendo un numero enorme di droni d’attacco precisi ed economici. L’Iran si sta preparando per una lunga battaglia”. In Israele dalle 16.30 del 1 aprile, fino alle 15:30 del 2 aprile, si sono registrati lanci contro: Ramat Gan, Tel Aviv, Negev, Petah Tikva, Rosh HaAyin, Bnei Brak, Galilea occidentale, Haifa, Kiryat Shmona, Acri, Uval, Shlomi. A differenza di altri attacchi questa volta gli attacchi di Hezbollah e Iran sono stati alternati. Appena finivano i lanci dall’Iran cominciavano quelli dal Libano. Danni registrati a cose e beni e ancora colpiti siti militari.
Un missile iraniano ha colpito una base statunitense in Giordania: due missili di difesa aerea hanno tentato l’intercettazione ma hanno fallito. L’Iran rivendica attacco alla base di Al-Azraq in Giordania.
Hezbollah ha preso di mira un veicolo blindato israeliano nei pressi della città di Qana, nel Libano meridionale, con un attacco kamikaze. Il corrispondente di Shehab riferisce: “Aerei da guerra israeliani stanno sorvolando a bassa quota i cieli della città di Saida e di alcuni villaggi del Monte Libano e del distretto di Chouf”.
Due incursioni israeliane registrate sulla città di Haboush e un’altra su Safad Al-Batikh, e l’artiglieria IDF ha preso di mira la città di Hadatha nel Libano meridionale. Secondo i media israeliani, in uno scontro a fuoco tra un mujahidin di Hezbollah e una brigata Nahal dell’esercito israeliano, due soldati israeliani sono rimasti feriti a Beit Lif.
Corrispondente di Al-Manar: aerei da guerra israeliani hanno attaccato la città di Sirbin, Nasrallah.
Un colpo diretto sulle alture del Golan contro le IDF da parte di Hezbollah. Nuove immagini satellitari rivelano le conseguenze degli attacchi iraniani contro le posizioni militari statunitensi in Siria: “Distruzione degli alloggi degli ufficiali dell’esercito statunitense presso la base di Hasakah in Siria”.
Ancora notte di scontri in Iraq, nel frattempo Khataib Hezbollah ha rivendicato il rapimento della giornalista americana Shelley Kittelson, che sarebbe stata portata in una base a Babilonia. Hanno nominato un mediatore e chiedono il rilascio di alcuni loro uomini in cambio della liberazione della donna. Un drone si è schiantato contro dei serbatoi di petrolio a Erbil, nel Kurdistan, falliti i tentativi di intercettazione da parte degli F-15 americani. Un attacco diretto colpisce il quartier generale del PKK e di Komala a Erbil. I media iracheni riferiscono che la struttura di Adairiyah, che ospita forze statunitensi vicino al confine tra Iraq e Kuwait, è stata presa di mira da un attacco di droni. L’attacco avrebbe distrutto un sistema di difesa aerea Patriot e ferito tre soldati americani. Corrispondente di Al-Mayadeen: “il suono di un’esplosione è stato udito a “Hite”, nella provincia di Anbar, nella parte occidentale del paese”.
Esplosioni nelle prime ore del 2 aprile udite in Arabia Saudita e Kuwait. Nuove immagini satellitari rivelano le conseguenze degli attacchi iraniani contro le posizioni militari statunitensi in Kuwait:” Distruzione degli alloggi degli ufficiali dell’esercito statunitense presso la base amministrativa kuwaitiana. Colpito il deposito di equipaggiamento dell’esercito statunitense presso la base di Ali al-Salem, in Kuwait. Colpito il deposito di manutenzione dell’esercito statunitense presso la base di Ali al-Salem in Kuwait.
Un missile iraniano colpisce le strutture della Quinta Flotta statunitense in Bahrein. I recenti attacchi con droni iraniani hanno causato danni fisici significativi e interruzioni di servizio ai data center di Amazon Web Services (AWS) negli Emirati Arabi Uniti e in Bahrein. Questi eventi segnano la prima volta che una nazione ha deliberatamente preso di mira infrastrutture cloud commerciali con un attacco cinetico, evidenziando una pericolosa evoluzione nella guerra moderna. Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato che l’attacco aveva lo scopo di identificare il supporto alle “attività militari e di intelligence” degli Stati Uniti. Un secondo attacco a una struttura in Bahrein ha anche provocato un incendio. Gli attacchi fisici hanno avuto effetti a cascata sull’infrastruttura digitale della regione: Danni strutturali e di alimentazione: gli edifici hanno subito danni strutturali e interruzioni di corrente. Ulteriori danni si sono registrati a causa degli impianti di spegnimento degli incendi. La dashboard di stato di AWS ha segnalato la disattivazione di alcune strutture, con conseguente aumento dei tassi di errore e riduzione della disponibilità. Sistemi bancari locali in tilt.
Segnalazioni di esplosioni negli Emirati Arabi Uniti in seguito a un attacco missilistico iraniano contro obiettivi americani. Un incendio è stato registrato nella zona economica di Abu Dhabi in seguito all’attacco missilistico iraniano.
Un aereo cargo proveniente dall’Oman è atterrato alla base aerea di Nevatim, Israele.
Il Centro per le operazioni di commercio marittimo del Regno Unito (UKMTO) ha emesso un allarme per attività sospetta a 17 miglia nautiche a nord di Doha, in Qatar, dopo che un proiettile non identificato ha colpito un’imbarcazione commerciale sopra la linea di galleggiamento, causando danni. Tutti i membri dell’equipaggio sono sani e salvi
Qalibaf: “In meno di una settimana, circa 7 milioni di iraniani hanno annunciato la loro disponibilità a imbracciare le armi e difendere la nostra patria iraniana. Gli iraniani non si limitano a parlare di difendere la loro patria, ma versano il loro sangue per essa. Se vi avvicinate alla nostra patria, troverete tutta la famiglia pronta e schierata, con la mano sul grilletto. Lo abbiamo già fatto in passato e siamo pronti a farlo di nuovo… vediamo cosa avete da offrire”.
Nella notte tra il primo aprile e il due il popolo iraniano è sceso in piazza in massa per la 31esima notte consecutiva a sostegno delle forze armate iraniane e della Repubblica Islamica. Ebrahim Zolfaqari, portavoce del quartier generale centrale di Khatam al-Anbiya: “Dichiariamo ai nemici sionisti americani che le vostre informazioni sulla nostra potenza militare e sui nostri equipaggiamenti sono incomplete. Non sapete nulla delle nostre vastissime e strategiche capacità”. “Non illudetevi di aver distrutto i centri di produzione di missili strategici, droni offensivi e di precisione a lungo raggio, moderni sistemi di difesa aerea, guerra elettronica e le nostre attrezzature speciali, perché con una simile supposizione non farete altro che peggiorare la situazione in cui vi siete cacciati”. […] “Dovrete pagare il prezzo dell’aggressione che avete scatenato contro l’onorevole, cara e musulmana nazione. Confidando in Dio Onnipotente, questa guerra continuerà fino alla vostra definitiva e permanente umiliazione, al vostro pentimento e alla vostra resa”.
Attacco israelo-americano contro un allevamento di bestiame vicino alla città iraniana nord-occidentale di Tabriz; squadre di soccorso stanno lavorando per salvare gli animali intrappolati sotto le macerie. Hanno attaccato molti allevamenti di bestiame in Iran. Attaccato nella giornata del due aprile il ponte di Karaj, Alborz il ponte B1, che era il ponte più alto del Medio Oriente.
Distrutto un drone statunitense MQ9 nei cieli della città di Shiraz. Restrizioni dalle 17:00 a Chalous e Haraz. Capo della Polizia Stradale: Il ritorno a Teheran e nelle aree metropolitane è iniziato ieri. Ufficio stampa delle Guardie Rivoluzionarie: “Arresto a Hamedan di un agente che forniva dati e foto alle reti nemiche”. L’agenzia Fars: muore il comandante dell’unità “Fathin” delle forze di terra delle Guardie Rivoluzionarie, il generale di brigata Muhammad Ali Fath Ali Zadeh durante gli attacchi contro l’Iran il 1 aprile. Lutto per gli abitanti di Bushehr per la morte dell’ammiraglio Tangsiri.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
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