
Le forze di Ansar Allah, appoggiate dall’Iran continuano a lanciare missili. Il 18 agosto dopo aver attaccato l’Arabia saudita, impianti ARAMCO, le sirene suonano a Sharjah, negli Emirati Arabi Uniti, terza città per densità di abitanti. Fonte negli Emirati Arabi Uniti: “Due missili lanciati dallo Yemen sono stati intercettati sul territorio degli Emirati Arabi Uniti. A seguito delle operazioni di intercettazione si sono udite delle esplosioni”.
Il Ministero della Difesa ha annunciato che la difesa aerea degli Emirati Arabi Uniti ha rilevato due missili balistici lanciati dall’Iran verso il Paese. Il primo è caduto al di fuori delle acque territoriali, mentre il secondo è caduto all’interno delle acque territoriali. Il Ministero della Difesa conferma di essere in stato di massima allerta e pienamente preparato ad affrontare qualsiasi minaccia e a contrastare con fermezza qualsiasi azione volta a minare la sicurezza dello Stato, garantendo così la preservazione della sua sovranità, sicurezza e stabilità, e proteggendo i suoi interessi e le sue capacità nazionali. Invita inoltre il pubblico a informarsi esclusivamente tramite fonti ufficiali del Paese e ad evitare voci e false informazioni.’
I media hanno riportato a seguito di questo nuovo attacco nuovi dettagli sugli attacchi iraniani contro una delle più importanti installazioni militari statunitensi. Secondo l’intelligence, durante l’Operazione True Promise 4 e contemporaneamente alla risposta militare iraniana del 28 febbraio 2026, la base aerea di Al Dhafra Air Base negli Emirati Arabi Uniti è stata colpita da diverse ondate di attacchi di droni.
Questa base, situata a soli 30 km da Abu Dhabi, è uno dei centri nevralgici per le forze e le attrezzature statunitensi nel Golfo Persico e il punto di coordinamento per una parte significativa delle operazioni aeree della coalizione occidentale. Qui sono dislocati aerei da combattimento, droni strategici e sistemi avanzati di comando e controllo e di difesa aerea.
La Forza Spaziale del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, utilizzando tattiche di “attacco a sciame di droni” e droni d’attacco come lo Shahed-136, è riuscita a penetrare il sistema di difesa aerea multistrato della base.
L’analisi delle immagini satellitari mostra che questi attacchi hanno colpito aree che ospitavano droni da ricognizione e d’attacco dell’esercito statunitense, hangar per aerei di allerta precoce, un sistema di difesa aerea di Crotal e un centro di comando e controllo dell’esercito statunitense, distruggendoli.
Questi risultati suggeriscono che l’impatto di questo attacco va oltre i danni materiali: dalla riduzione delle capacità di ricognizione e di comando e controllo della coalizione a guida statunitense alla creazione di una breccia nel sistema di difesa aerea di Al Dhafra Air Base e all’indebolimento della sicurezza di una delle più importanti installazioni militari statunitensi nella regione.
Questa operazione è uno degli esempi più significativi delle nuove tattiche con i droni impiegate nella guerra dei 40 giorni e potrebbe avere un impatto sull’equilibrio tra deterrenza e sicurezza nel Golfo Persico.
E nonostante le parole di Trump, in difficoltà anche i traffico marittimo a Hormuz. ADNOC ha riferito che 15 delle sue navi sono state attaccate da missili o droni iraniani dall’inizio della Guerra del Golfo, di cui tre questa settimana, evidenziando i rischi persistenti per il trasporto marittimo commerciale nello Stretto di Hormuz e nelle aree circostanti.
ADNOC ha dichiarato che gli attacchi hanno causato la morte di un membro dell’equipaggio e il ferimento di altri 20. La compagnia sta lavorando per garantire forniture ininterrotte di petrolio greggio, gas naturale liquefatto (GNL) e prodotti petroliferi, nonostante i ripetuti attacchi. Prima della guerra, circa il 20% del consumo mondiale di petrolio transitava attraverso lo Stretto di Hormuz, ma gli attacchi alle navi hanno portato a un aumento dei costi assicurativi e di trasporto e hanno scoraggiato alcuni armatori dall’entrare nel Golfo Persico.
Nonostante il difficile contesto di sicurezza, ADNOC sta ampliando la sua flotta, annunciando l’acquisizione di 11 navi VLCC e VLGC per un valore di circa 1,3 miliardi di dollari a supporto delle future opportunità di esportazione.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
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