#ISRAELIRANWAR. Cisgiordania: coloni aggrediscono e prendono il terreno ai palestinesi. Israele nega più acqua alla Giordania. Hormuz: due navi colpite

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Tre eventi internazionali che hanno tenuto i riflettori accesi nella social sfera Medio Orientale: l’arrivo di Macron in Siria; l’arrivo di Trump ad Ankara e i funerali dell’Ayatollah Khamenei dall’Iran all’Iraq. Gli eventi siriani sono da leggere in funzione anti Turchia. Macron si è presentato al summit con le imprese più importanti francesi, cercando di riprendere quel ruolo perso durante il governo di Bashar al Assad. 

Dell’arrivo di Trump ad Ankara si è parlato soprattutto della decisione del presidente americano della revoca delle sanzioni CAATSA contro la Turchia. Quindi ora Erdogan potrà finalmente avere i suoi F35. 

Per quanto riguarda il proseguimento del pellegrinaggio delle salme di Khamenei e della sua famiglia dopo Qom andranno a Karbala E Najaf. Il Segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano, Mohammad-Baqer Zolqadar, minaccia Trump: “Oggi ha minacciato 91 milioni di iraniani. Si rivolga al popolo iraniano con rispetto, altrimenti le risponderemo in un’altra lingua”. “Una volta, da presidente di un Paese con soli 250 anni di storia, lei usò una retorica simile, affermando che avrebbe spazzato via la millenaria civiltà iraniana. Il risultato fu solo sconfitta, disperazione e, in definitiva, richieste di negoziati e di cessate il fuoco. Le minacce non sono mai state un linguaggio accettato dalla nazione iraniana. Si rivolga al popolo iraniano con rispetto. Altrimenti, riceverà una risposta ben diversa”.

Qaani, Comandante della Forza Quds delle Guardie Rivoluzionarie: “L’inedito corteo funebre per il corpo puro del nostro Imam martire in Iraq rafforzerà ulteriormente la posizione delle due nazioni contro i complotti americani e ribadirà la linea rossa della vendetta per il sangue versato”. […] “Il sostegno del martire Guida Suprema al grande popolo iracheno e l’intervento delle rispettate autorità religiose hanno portato alla battaglia del martire Soleimani al fianco dei giovani iracheni devoti contro l’ISIS e l’invasione americana, fino a quando il criminale Trump ha assassinato l’eroe delle due nazioni, insieme al rispettatissimo comandante delle Forze di Mobilitazione Popolare (Hashd al-Shaabi), Abu Mahdi al-Muhandis”.

Il Ministro degli Affari Esteri iraniano Araghchi in un post sui social scrive: “Il paragrafo 13 del Memorandum d’intesa è chiaro: i negoziati sull’accordo finale non inizieranno se le minacce continueranno”. “Milioni di fieri iraniani si sono riuniti per onorare il Grande Ayatollah Khamenei e la sua eredità. Né loro né le nostre coraggiose forze armate si lasciano intimorire da alcuna minaccia”.

L’ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Yechiel Laiter, ha dichiarato che Israele non è entusiasta della vendita di F-35 alla Turchia, ma che alla fine rispetterà la decisione degli Stati Uniti. Benjamin Netanyahu ha chiesto al presidente degli Stati Uniti Donald Trump di astenersi dal trasferire nuovi sistemi d’arma alla Turchia per modernizzare l’aeronautica militare del paese.

Netanyahu ha visitato la base navale di Haifa, e il fulcro del suo discorso è stato la Turchia. “Israele garantirà la libertà delle proprie rotte marittime, di fronte alla crescente potenza della marina turca. Durante la visita, il Primo Ministro ha anche ribadito la sua opposizione alla vendita di aerei F-35 alla Turchia”, Israel Hayom.

Israele si è rifiutato di rinnovare l’accordo idrico che consente alla Giordania di ricevere ulteriori quantità d’acqua. La decisione rientra nel quadro dell’Accordo di pace di Wadi Araba, firmato tra Giordania e Israele nel 1994, che regola la condivisione delle risorse idriche tra le due parti. Nel 2021, Israele si era impegnato a fornire alla Giordania ulteriori 50 milioni di metri cubi d’acqua all’anno. L’accordo per la fornitura idrica aggiuntiva non è stato ancora rinnovato e, secondo fonti israeliane, non vi sono piani immediati per ripristinarlo, una decisione che ha suscitato l’ira dei funzionari giordani. 

Una fonte militare in Libano ha commentato le notizie secondo cui Israele avrebbe consegnato al Libano una lista di diversi ufficiali di alto rango dell’esercito libanese la cui presenza nel sud del Paese era considerata indesiderabile perché presumibilmente passavano informazioni a Hezbollah. Una fonte militare libanese ha risposto a queste notizie, dichiarando al quotidiano Al-Akhbar: “L’informazione secondo cui la parte israeliana avrebbe consegnato una lista di nomi di ufficiali dell’esercito libanese e avrebbe chiesto che la loro presenza nel sud fosse limitata è falsa e non si basa su dati ufficiali.”

L’Organizzazione per il Commercio Marittimo del Regno Unito (UKMTO) ha emesso il suo ultimo avviso del Centro Congiunto di Informazione Marittima (JMIC), annunciando l’ampliamento del corridoio di transito meridionale attraverso lo Stretto di Hormuz. Sebbene l’utilizzo del corridoio e il coordinamento con le autorità rimangano volontari, si avvisano le navi che la rotta è aperta 24 ore su 24. Il bollettino raccomanda inoltre alle navi di mantenere attivo il sistema di identificazione automatica (AIS), di mantenere attivi radar e luci di navigazione e di monitorare costantemente le comunicazioni radio a frequenza molto alta (VHF) durante la navigazione.

Dopo i 23.715.000 di passeggeri trasportati tramite metropolitana, autobus e taxi durante i tre giorni delle cerimonie funebri per il leader martire e i suoi familiari. La salma è arrivata alla Jamkaran Mosque, Qom su un elicottero Mi-17. Milioni di persone hanno partecipato ai funerali dell’Ayatollah Khamenei nella città santa di Qom. La salma di Khamenei è attualmente in fase di trasporto in Iraq e domani si terranno due cerimonie funebri separate nelle città di Karbala e Najaf.

Ed ora uno sguardo agli scenari militari aggiornati alle ore 16:00 del 7 luglio. Le immagini satellitari mostrano che la portaerei americana “Abraham Lincoln” ha lasciato il Golfo dell’Oman ed è ora stazionata nel Mar Arabico.

Un drone israeliano ha colpito un gruppo di civili a sud di Gaza City, ferendo almeno tre palestinesi. Due palestinesi uccisi in un attacco israeliano che ha colpito il quartiere di Al-Sabra, a sud di Gaza City.

Otto palestinesi sono rimasti feriti dopo che coloni ebrei, appoggiati dalle IDF, li hanno aggrediti nella zona di Hawara a Masafer Yatta, a sud di Hebron, nella Cisgiordania. Secondo l’agenzia WAFA, i coloni israeliani hanno attaccato diverse case palestinesi, spruzzando spray al peperoncino e aggredendo i residenti, mentre le IDF hanno arrestato un anziano palestinese durante l’attacco. Masafer Yatta, un agglomerato di comunità di pastori palestinesi sulle colline a sud di Hebron, è costantemente bersaglio di attacchi da parte dei coloni, tra cui aggressioni fisiche, distruzione di proprietà e tentativi di sfrattare i palestinesi.

I bulldozer israeliani continuano a demolire le case palestinesi a Khirbet al-Deirat, le famiglie assistono impotenti alla distruzione delle loro abitazioni che hanno costruito con anni di lavoro. LA distruzione è volta a stabilire nuovi avamposti per i coloni israeliani. Bandiera israeliana issata su una fattoria palestinese nel villaggio di Deir Ammar, Cisgiordania, per affermare il controllo e facilitare l’appropriazione di terreni. Deir Ammar e le aree circostanti nella Cisgiordania centrale sono soggette a crescenti pressioni da parte dei vicini avamposti di insediamenti illegali e degli attacchi dei coloni. E ancora nella giornata del 7 luglio i coloni israeliani hanno distrutto i terreni agricoli palestinesi con acque reflue a Beit Ummar, nella Cisgiordania. Questi terreni agricoli rappresentano la principale fonte di sostentamento per gli agricoltori palestinesi e le loro famiglie.

Secondo i media libanesi, la bandiera di Israele, visibile sulla collina di Ali Taher, è lì da venerdì ed è stata piantata da un drone. Finora non è stata rilevata alcuna presenza militare nemica sulla collina. Coloni ebrei, sotto protezione militare israeliana, sono entrati in un’area del Libano meridionale, mentre gruppi di coloni chiedevano la creazione di insediamenti israeliani nella regione.

Diverse esplosioni hanno scosso Damasco vicino all’hotel dove alloggiava il presidente francese Macron. Al-Arabiya riporta che una delle vittime (non si è ancora compreso se sia morto o solo ferito) è il viceministro del Turismo siriano, insieme ad altre 17 persone, tra cui 4 agenti di polizia.

Il Centro di intelligence navale congiunto ha dichiarato che il livello di minaccia nello Stretto di Hormuz rimane “significativo”, ma la sezione meridionale dello stretto, situata al largo della costa dell’Oman, è stata ampliata e rimane aperta alla navigazione. All’una di notte del 7 luglio si è verificato un incidente nello Stretto di Hormuz, dove una petroliera è stata colpita da un proiettile non identificato sul lato sinistro. UKMTO segnala che un’imbarcazione è stata colpita da un proiettile a 8 miglia nautiche a est di Limah, Oman.

Secondo i funzionari americani: Due navi mercantili sono state colpite dalle Guardie Rivoluzionarie e hanno subito gravi danni, senza feriti. Un incendio è scoppiato nella sala macchine della petroliera qatariana “Al Rekayyat” (Al Rekiat) a seguito di attacchi missilistici notturni da parte della Marina delle Guardie Rivoluzionarie. La petroliera rischia di esplodere.

La Marina iraniana ha avvertito che qualsiasi mancato rispetto delle norme, deviazione dalla rotta designata o violazione dei protocolli di navigazione della Repubblica Islamica dell’Iran nello Stretto di Hormuz comporterà una risposta immediata e decisa da parte delle forze armate, mettendo a repentaglio la sicurezza delle navi coinvolte.

Intorno alle 15:30 del 7 luglio un’altra petroliera sarebbe stata colpita nello Stretto di Hormuz. L’UKMTO ha pubblicato un avviso per un secondo incidente. “UKMTO ha ricevuto la segnalazione di un ulteriore incidente che ha coinvolto una petroliera in transito nello Stretto di Hormuz. La petroliera è stata colpita da un drone (UAV) non identificato e ha riportato danni strutturali di lieve entità. Non si segnalano vittime né impatti ambientali e la nave sta proseguendo verso il suo prossimo porto di scalo. L’Iran ha fatto sapere che la nave non è stata colpita dall’Iran mentre transitava nello Stretto di Homruz, avvistata IERI ~06:46 UTC a 42 km da Fujairah alle coordinate 25.1323,56.7779. In base alla scia di carburante, è stata colpita a 20 km dalla rotta raccomandata da Stati Uniti e Oman. Intorno al primo punto indicato dalla freccia rossa. Forse la nave non era in contatto.

Mentre sul secondo incidente la Marina delle Guardie Rivoluzionarie iraniane ha inviato un messaggio alla nave bersaglio sul canale radio VHF 16: “Capitano, abbiamo bombardato la vostra nave. Dovete utilizzare solo le rotte approvate dall’Autorità dello Stretto del Golfo Persico. Qualsiasi altra rotta è considerata pericolosa. “Tutte le navi nelle vostre vicinanze devono invertire immediatamente la rotta o affrontare un pericolo imminente.”

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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