#ISRAELIRANWAR. Bürgenstock 19 giugno: firma dell’accordo USA – Iran. Israele revoca parte dell’accordo di Oslo: assume il pieno controllo di Hebron

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Unica conferma alle molteplici dichiarazioni sulla sigla tra Iran e Stati Uniti è quella del Ministero degli Affari Esteri svizzero che ha confermato in una dichiarazione ufficiale che la cerimonia di firma dell’accordo tra gli Stati Uniti e la Repubblica Islamica dell’Iran si terrà venerdì. La cerimonia avrà luogo presso il complesso di Bürgenstock, in Svizzera.

Tutto il resto è molto nebuloso, l’accordo presentato da Bloomberg non è preciso ha ribadito Tasnim. Gli americani parlano di 12 punti mentre gli iraniani hanno sempre indicato 14 i punti dell’accordo. 

Ecco una versione dell’accordo: L’Iran, gli Stati Uniti e i loro alleati cesseranno le azioni ostili, incluso il Libano. L’Iran ribadisce il suo impegno a non sviluppare né acquisire armi nucleari Gli Stati Uniti e l’Iran si impegnano a risolvere la questione della rimozione delle scorte di uranio arricchito. Gli Stati Uniti e l’Iran discuteranno dell’arricchimento e delle esigenze nucleari dell’Iran. L’Iran manterrà lo status quo nel suo programma nucleare durante i colloqui. Gli Stati Uniti revocheranno il blocco navale, non imporranno nuove sanzioni e non aumenteranno la loro presenza militare nella regione durante i colloqui. L’Iran adotterà le misure necessarie per garantire il passaggio sicuro delle navi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz senza il pagamento di 60 giorni. Gli Stati Uniti si impegnano a rendere disponibili i beni iraniani congelati per l’utilizzo con l’attuazione del memorandum. Se si raggiunge un accordo finale, gli Stati Uniti ritireranno le proprie truppe entro 30 giorni e revocheranno tutte le sanzioni contro l’Iran. Qualsiasi accordo finale includerà un programma per la creazione di un fondo di 300 miliardi di dollari per la ricostruzione dell’Iran. Gli Stati Uniti concederanno all’Iran deroghe temporanee alle sanzioni per le vendite di petrolio durante i negoziati. Si terranno negoziati tra Iran e Oman con la partecipazione dei paesi del Golfo Persico per determinare “accordi su spedizioni e servizi marittimi””. 

Gli americani lamentano che hanno speso 75 miliardi di dollari per combattere l’Iran, e poi altri 300 miliardi per ricostruirlo, solo per riaprire lo Stretto di Hormuz che era già aperto prima dell’inizio della guerra. Trump ha smentito le notizie sulla creazione di un fondo di investimento da 300 miliardi di dollari nell’ambito dell’accordo con l’Iran. John Bolton è insoddisfatto dell’accordo di Trump sull’Iran. Afferma che il conflitto deve continuare fino al completo cambio di regime in Iran. “Lo hanno [Trump] manipolato come un burattino.”

L’ex vicepresidente degli Stati Uniti Mike Pence afferma di avere “serie preoccupazioni” riguardo ai dettagli dell’accordo tra il presidente Trump e l’Iran. “Non mi fido degli iraniani quando si tratta delle loro ambizioni nucleari, hanno un “Un’eredità di menzogne, e ciò che emerge da questo potenziale memorandum d’intesa di appeasement, il presidente ha acquisito molta influenza nella guerra.”

In ogni caso, gli Stati Uniti si sono rifiutati di consegnare a Israele il testo del memorandum d’intesa con l’Iran, secondo quanto riportato dal canale televisivo israeliano N12. Secondo il canale, a causa del rifiuto degli Stati Uniti, Israele non dispone ancora di informazioni complete sul contenuto del futuro accordo.

Sempre Trump dal G7 con al fianco il presidente dell’Egitto al Sisi ha detto: “No, non è definitivo. È un memorandum d’intesa, e se non mi piace, torneremo a sparargli, a sganciare bombe proprio in mezzo alla testa.”

In Israele al momento si sta consumando una lotta intestina in merito alla sigla dell’accordo, l’Ambasciatore statunitense in Israele Mike Huckabee: “Il Segretario di Stato Marco Rubio ha chiarito che l’Iran e Hezbollah non sono coinvolti nell’accordo. Israele non ha bisogno del permesso dell’Iran per difendersi. I legami che uniscono le organizzazioni terroristiche devono essere interrotti.”

Il Ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich: “Ci sono dei veri disaccordi in questo momento tra noi e gli Stati Uniti. La sfida è sapere come gestire questa crisi mantenendo la propria posizione. Bisogna saper evitare di spezzare la corda rimanendo saldi”. “Stiamo preservando la piena libertà d’azione delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) in Libano. Non ci sarà alcun ritiro dal Libano, né entro venerdì né dopo venerdì”. E ancora ha detto: “Dobbiamo abbattere questo regime, perché non possiamo permettere l’esistenza di un regime così radicale che cerca la nostra distruzione e possiede questo tipo di capacità. Continueremo a farlo a modo nostro. Non ci arrenderemo”.

A fare da eco alle sue parole quelle del Ministro della Difesa Isrel Katz ai soldati delle Forze di Difesa Israeliane: “State realizzando la visione dei profeti. Basta aprire la Bibbia e leggere su cosa si basa tutto questo. Siamo già stati in questi luoghi. Abbiamo già fatto queste cose. Continueremo a farle”. E ancora ha detto: “Tutti i villaggi vicino al confine con il Libano vengono sistematicamente distrutti”.

Secondo Donald Trump, lo Stretto di Hormuz sarà completamente aperto entro uno o due giorni. L’intelligence americana stima però che l’Iran sarà in grado di bloccare lo Stretto di Hormuz in futuro ogni qualvolta lo desideri. Secondo le agenzie di intelligence statunitensi l’Iran ha acquisito la capacità di chiudere lo Stretto di Hormuz a piacimento. Questo conferisce a Teheran un potente strumento per esercitare pressione sull’economia globale, riporta la CNN, citando fonti.

Gli Stati Uniti stanno valutando l’introduzione di un pedaggio per il transito attraverso lo Stretto di Hormuz, sorvegliato da navi americane, secondo quanto riportato da Politico. La Casa Bianca sta valutando diverse opzioni per convincere armatori e compagnie assicurative a riaprire la rotta, nel contesto dei negoziati in corso tra Stati Uniti e Iran.

Secondo Reuters, l’esercito statunitense ha iniziato a trasferire segretamente petrolio tra navi vicino allo Stretto di Hormuz, una tattica che lo stesso Iran ha usato per aggirare le sanzioni. L’obiettivo è mantenere le esportazioni di energia e evitare un’impennata dei prezzi del petrolio. In questa manovra, una petroliera si affianca a un’altra per scaricare il suo carico. La seconda nave, che appare vuota o risulta trasportare qualcos’altro, poi si allontana.

Con il crollo del blocco navale statunitense, almeno tre petroliere iraniane si stanno dirigendo verso destinazioni commerciali; le navi sono ancora in attesa del permesso della Marina delle Guardie Rivoluzionarie per attraversare lo stretto.

Iran e Russia completeranno l’integrazione delle reti bancarie entro due mesi, secondo il governatore della Banca Centrale iraniana, l’Iran e la Russia dovrebbero completare la terza e ultima fase di integrazione dei loro sistemi di pagamento bancari nazionali entro i prossimi due mesi, una mossa che consentirà ai viaggiatori iraniani di effettuare acquisti in Russia utilizzando carte bancarie nazionali, ha affermato il governatore della Banca Centrale iraniana, Abdolnaser Hemmati.

Ed ora uno sguardo agli scenari militari in Medio Oriente e Asia centrale aggiornato alle pre 15:00 del 17 giugno. On line l’elenco delle Importanti infrastrutture del Comando Centrale degli Stati Uniti colpite da attacchi iraniani durante la Guerra del Ramadan del 2026/Terza Guerra del Golfo. Si tratta di: Camp Buehring; Ali al-Salem; Camp Arifjan; Struttura della NSA in Bahrein; Base aerea di Sheikh Isa: Base aerea di Al Dhafra; Installazioni di difesa aerea/stazioni radar in diverse località.

Israele revoca l’accordo dell’era di Oslo per assumere il pieno controllo di Hebron: La storica Moschea di Ibrahimi e i quartieri circostanti sono ora sotto il controllo esclusivo di Israele.

Channel 14 informa che a partire dal 17 giugno “Gravi restrizioni al fuoco nel Libano meridionale: qualsiasi operazione offensiva nella zona richiede l’approvazione del comandante regionale. Inoltre, l’attuazione di un’operazione per distruggere infrastrutture è stata annullata due volte negli ultimi giorni”.

Il 16 giugno Hezbollah ha colpito un cannone semovente M109 da 155 mm dell’esercito israeliano. Israele ha effettuato sempre il 16 giugno un doppio attacco a Mayfadoun, prendendo di mira un veicolo e poi i paramedici civili intervenuti.

Un drone israeliano ha preso di mira il giornalista libanese Hadi Hotiet mentre documentava i gli accadimenti nel sud del Libano.

Il Comando Centrale iraniano Khatam Al-Anbiyaa: “L’esercito del regime sionista ha violato il cessate il fuoco nel Libano meridionale almeno 84 volte negli ultimi due giorni, dopo che il Presidente Trump ha annunciato la fine della guerra, e continua a commettere crimini e a uccidere il popolo oppresso in Libano. Se l’esercito del regime sionista non smetterà di seminare il terrore nel Libano meridionale, dovrà aspettarsi una dura reazione dalle potenti forze armate della Repubblica Islamica dell’Iran”.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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