
L’inviato statunitense Steve Witkoff terrà martedì pomeriggio un briefing a porte chiuse sulle operazioni iraniane per un piccolo gruppo bipartisan di senatori, organizzato dalla senatrice repubblicana Joni Ernst. Nel frattempo il ministro per gli Affari esteri iraniano Abbas Araghchi ha negato qualsiasi contatto con Witkoff dai giorni precedenti l’attacco.
Donald Trump ha definito l’Iran: “Una tigre di carta con cui abbiamo a che fare ora”. E si è detto deluso dal rifiuto degli alleati di intervenire nella guerra imposta da Stati Uniti e Israele all’Iran : “Da 40 anni vi proteggiamo e non volete essere coinvolti in qualcosa di così insignificante?” “Verranno sparati pochissimi colpi, perché non ne hanno più molti a disposizione”
I leader del Golfo stanno facendo pressione su Trump affinché infligga un duro colpo all’Iran e rimuova la minaccia militare: “Temono che, una volta terminata la guerra, la minaccia rimarrà”. Trump sull’uso di armi nucleari da parte di Israele contro l’Iran: “Israele non lo farebbe. Israele non lo farebbe mai”.
Joe Kent, alto funzionario antiterrorismo dell’Ufficio di intelligence nazionale degli Stati Uniti, si dimette a causa della guerra con l’Iran, dichiarando: “L’Iran non rappresentava una minaccia immediata per il nostro Paese, ed è chiaro che abbiamo iniziato questa guerra sotto la pressione di Israele e della sua potente lobby americana”.
Funzionari militari statunitensi hanno confermato che circa una dozzina di droni MQ-9 Reaper (circa 12) sono andati persi, abbattuti in volo o distrutti a terra da attacchi missilistici iraniani, alla fine della scorsa settimana. Il Ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius risponde alla Casa Bianca: “Cosa si aspetta Trump da una manciata di fregate europee che la potente Marina statunitense non può fare? Questa non è la nostra guerra e non l’abbiamo iniziata noi. La Germania non parteciperà con le sue forze armate alla messa in sicurezza dello Stretto di Hormuz”.
Il direttore del Consiglio economico nazionale degli Stati Uniti, Kevin Hassett ha dichiarato: “Se la guerra dovesse prolungarsi, non sconvolgerebbe più di tanto l’economia statunitense. Danneggerebbe i consumatori, e dovremmo pensare a cosa fare al riguardo, ma questa è davvero l’ultima delle nostre preoccupazioni al momento, perché siamo molto fiduciosi che la guerra stia procedendo più velocemente del previsto”. Il Ministro ha dimenticato di citare i gravi danni già subiti dal sistema sanitario americano dopo l’attacco hacker iraniano; la percepita scarsità di fertilizzanti agricoli che sta cominciando a mordere gli agricoltori americani e molto altro.
Il presidente finlandese Alexander Stubb ha affermato che gli alleati della NATO dovrebbero prendere sul serio gli avvertimenti di Trump sulla necessità di mettere in sicurezza lo Stretto di Hormuz. Stubb ha aggiunto che i Paesi in grado e disposti a sostenere gli Stati Uniti dovrebbero farlo. Il capo della diplomazia europea, Kaja Kallas, ha dichiarato che i ministri degli Esteri dei paesi dell’UE si sono rifiutati di inviare navi da guerra nello Stretto di Hormuz. Solo gli estoni hanno risposto all’appello: “Le autorità estoni sono pronte a discutere con gli Stati Uniti l’invio di personale militare estone per partecipare a una possibile missione militare volta a garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz”, ha dichiarato il Ministro degli Esteri Margus Tsahkna. Non è chiaro come e con quali uomini.
Le autorità di Cipro del Nord ritengono che la Repubblica di Cipro stia sfruttando le tensioni nella regione per espandere la cooperazione militare con potenze straniere al fine di aumentare la pressione sui turco-ciprioti.
L’ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Yechiel Leiter, ha affermato che Israele sta contribuendo a difendere le basi statunitensi negli stati del Golfo Persico dai missili e dai droni iraniani. Israele afferma che Ali Larijani è stato ucciso
Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha dichiarato che Ali Larijani e il comandante dei Basij sono stati uccisi durante la notte, definendo l’attacco parte di una più ampia campagna contro la leadership iraniana.
Se confermato, si tratterebbe di un attacco ben più grave di un semplice bombardamento di infrastrutture militari. Larijani faceva parte del nucleo politico-di sicurezza del regime, mentre il capo dei Basij era legato al controllo interno. L’insieme degli obiettivi suggerisce che Israele non si stia limitando a colpire le capacità militari, ma stia eliminando le persone che mantengono in funzione l’amministrazione. Manca solo la conferma ufficiale di Teheran. Finché l’Iran non lo confermerà apertamente, si tratta pur sempre di una rivendicazione di attacco e di una mossa di guerra dell’informazione. Così come è per il primo Ministro Israeliano dato per morto nei giorni scorsi.
Il Ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar: “Non vogliamo essere in una nuova guerra ogni anno, ma per farlo, dobbiamo fare quello che facciamo oggi (…) Lavoriamo per creare le condizioni che consentiranno al popolo iraniano di ottenere la propria libertà”
Secondo gli iraniani il vero motivo del viaggio d’emergenza negli Stati Uniti di un direttore del Ministero della Guerra israeliano è il “peggioramento del problema della difesa aerea in Israele”. Tel Aviv in merito non ha commentato.
Il portavoce dell’esercito israeliano ha dichiarato: “Nelle ultime ore, si sono intensificati i preparativi da parte dell’organizzazione terroristica Hezbollah per lanciare un lancio di razzi contro il territorio dello Stato di Israele nelle prossime ore. Le Forze di Difesa Israeliane stanno lavorando per contrastare le operazioni dell’organizzazione terroristica Hezbollah. Il sistema di difesa aerea e le forze dell’esercito israeliano schierate al confine sono pronti e preparati all’attacco e alla difesa. Le Forze di Difesa Israeliane desiderano mantenere alta la vigilanza e attenersi alle direttive”.
Il 16 sera Netanyahu ha saltato un’altra riunione di alto livello del gabinetto di guerra: inizia la prima serie di assenze ingiustificate dall’inizio della “seconda guerra con l’Iran”. Mentre vi ha partecipato il 17 e ha fatto riferimento allo Stretto di Hormuz durante la riunione sulla sicurezza. Probabilmente dopo che molti paesi hanno respinto la richiesta di Trump di proteggere lo Stretto di Hormuz, ha affidato tale responsabilità alle Forze di Difesa Israeliane (IDF).
Messaggio registrato del Segretario Generale di Hezbollah, Sheikh Naim Qassem, ai combattenti della resistenza alle 19:00 di oggi (ora di Beirut).
Bloomberg: “Il principale porto degli Emirati Arabi Uniti, Fujairah, sospende le operazioni di carico del petrolio”. La Compagnia Petrolifera Nazionale degli Emirati Arabi Uniti (ADNOC) ha sospeso le consegne di petrolio al porto di Fujairah, la cui area è stata attaccata questa mattina da un drone iraniano, secondo quanto riportato dall’AFP, citando fonti.
L’agenzia di stampa iraniana Tasnim ha reso note le condizioni preliminari alle quali l’Iran potrebbe riaprire lo Stretto di Hormuz: la revoca garantita delle sanzioni, il ritiro delle basi americane, la restituzione dei beni congelati e lo sviluppo del commercio in valute diverse dal dollaro. Nel frattempo il costo dell’assicurazione per il passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz è quintuplicato, Bloomberg.
Le scorte militari per le navi mercantili nello Stretto di Hormuz ripristineranno solo l’8-10% del traffico marittimo, riporta il Times, citando la società di analisi Lloyd’s List Intelligence. La petroliera pakistana Karachi (petroliera Aframax) è passata il 15 e 16 marzo con il suo sistema di identificazione automatica (AIS) in funzione, seguendo una rotta vicina alle acque iraniane, a dimostrazione dell’esistenza di corridoi monitorati o più sicuri nello Stretto di Hormuz. Le Guardie Rivoluzionarie iraniane (IRGC) hanno concesso il permesso alla petroliera pakistana Karachi di attraversare lo stretto.
Nella notte una folla immensa si è radunata nelle strade di Khomeinishahr, nella provincia di Isfahan, per manifestare il proprio sostegno all’Iran e alla Rivoluzione Islamica. L’Iran è senza internet da 18 giorni. Il viceministro degli Esteri iraniano, in un’intervista a Sky News, ha dichiarato che il suo Paese non è attualmente concentrato su una soluzione diplomatica, ma d’altra parte non esclude i negoziati. Alla domanda sulla possibilità di un invio di truppe di terra statunitensi in Iran, il suo messaggio al presidente Trump è stato: “Legga cosa è successo in Vietnam”.
Un consigliere del Ministero degli Esteri iraniano, Araghchi ha dichiarato al canale libanese Al-Jadeed che la Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei dovrebbe tenere un discorso televisivo nei prossimi giorni. Ha affermato che Khamenei è in contatto diretto con i comandanti dell’esercito e gli alti funzionari politici e che la sua assenza è dovuta a minacce alla sicurezza.
Mojtaba Khamenei ha affermato, durante una discussione di politica estera, di respingere i tentativi di ridurre le tensioni con gli Stati Uniti e Israele. Khamenei Jr. ha respinto le offerte di mediazione di due paesi, affermando che “ora non è il momento per la pace” e che gli Stati Uniti e Israele devono essere sconfitti. L’ambasciatore iraniano in Russia smentisce ufficialmente le notizie secondo cui la Guida Suprema Mojtaba Khamenei sarebbe stata segretamente trasportata in Russia per cure mediche.
Araghchi: “Secondo alcune fonti, alcuni Stati confinanti che ospitano forze statunitensi e permettono attacchi contro l’Iran starebbero attivamente incoraggiando questo massacro. È necessario chiarire immediatamente le posizioni.” Infine ha detto: “L’Iran cerca una fine duratura alla guerra, non un cessate il fuoco”
L’Ucraina potrebbe diventare complice dell’aggressione statunitense e israeliana contro l’Iran; gli iraniani non lo perdoneranno mai, ha dichiarato il Ministero degli Esteri della Repubblica Islamica. Zelensky sta cercando di trascinare il popolo ucraino in una guerra continua da quattro anni e ora vuole coinvolgerlo in un conflitto con l’Iran, ha osservato il Ministero degli Esteri. Centinaia di sistemi Starlink sono stati confiscati in Iran durante un’operazione su scala nazionale, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Tasnim, citando il servizio stampa del Ministero dell’Intelligence della Repubblica Islamica. Il ministero ha sottolineato che l’uso dei sistemi Starlink è considerato un reato e, in un contesto di guerra, comporta le pene più severe, soprattutto per gli individui associati agli Stati Uniti e a Israele.
In attesa di una conferma o di una smentita sulla morte di Ali Larijani, Segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale riportiamo i contenuti di una sua lettera indirizzata ai musulmani del mondo e ai governi islamici. […] “L’Iran ha subito un ingannevole attacco americano-sionista durante i negoziati, volto a dividere l’Iran. Hanno martirizzato il grande e devoto leader della Rivoluzione Islamica, alcuni civili e comandanti militari. Pertanto, si sono scontrati con la resistenza nazionale e islamica degli iraniani”.
“Sapete che, salvo rare eccezioni e solo a livello politico, nessuno dei governi islamici è venuto in aiuto della nazione iraniana? Ma la nazione iraniana, con forte volontà, ha represso il nemico malvagio. Al punto che oggi il nemico non sa come uscire da questa situazione di stallo strategico”.
“L’Iran continua la sua lotta di resistenza contro il Grande e il Piccolo Satana (America e Israele), ma il comportamento dei governi islamici non è forse in contraddizione con le parole del Profeta (pace e benedizioni su di lui): “Se non rispondi alla richiesta di aiuto di un musulmano, non sei un musulmano”? Che tipo di Islam è questo?!”
“Alcuni Paesi si sono spinti oltre, affermando che, poiché l’Iran ha preso di mira basi americane e interessi americani e israeliani in quei Paesi, l’Iran è nostro nemico! L’Iran dovrebbe forse rimanere a guardare mentre gli attacchi vengono lanciati contro di lui da basi americane presenti nei vostri Paesi?! Si inventano scuse; da una parte della battaglia odierna ci sono l’America e Israele, dall’altra l’Iran, i musulmani e le forze di resistenza. Da che parte state?”
“Pensate al futuro del mondo islamico. Sapete che l’America non vi è fedele e che Israele è vostro nemico. Pensate per un attimo a voi stessi e al futuro della regione. L’Iran è vostro amico e non intende dominarvi”.
“L’unità della Umma islamica, con tutta la sua forza, può assicurare e garantire la sicurezza, il progresso e l’indipendenza di tutti i paesi”.
L’agenzia di stampa iraniana Mehr News Agency ha divulgato filmati dall’isola di Kharg che mostrano l’isola in completa sicurezza e pace. Questo avviene dopo che Trump ha affermato che gli Stati Uniti avevano “distrutto tutto sull’isola”. Nel servizio il giornalista afferma: “L’isola è completamente sotto il controllo delle forze armate iraniane. Le esportazioni di petrolio continuano senza interruzione”.
Messaggio di Khatam al-Anbiya, Ebrahim Zolfaghari, a Trump:” L’esito della guerra non si decide con i tweet. Il risultato di una guerra si decide sul campo di battaglia; Proprio quel luogo che tu e le tue forze non osate avvicinare e di cui potete parlare solo nei vostri tweet. È meglio chiamare questa guerra “Paura Epica” invece di “Furia Epica”.”Questa è la volontà, la volontà della Guida Suprema, l’Ayatollah Seyyed Mojtaba Khamenei”.
Tasnim News ha confermato la morte del “generale Mahmoud Bagheri, comandante dell’industria missilistica delle Guardie Rivoluzionarie durante la Guerra dei Dodici Giorni, e del comandante Javad Bagheri durante la Guerra del Ramadan”. Da bombardamento israeliano.
Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha annunciato l’arresto di 55 individui nella provincia di Hormuzgan, nell’Iran meridionale, per i loro legami con gli Stati Uniti e Israele. L’IRGC ha affermato che “tali individui sono stati identificati e arrestati nell’ambito di un’operazione coordinata a livello nazionale per mantenere la sicurezza a seguito della guerra in corso tra Stati Uniti e Israele e dei tentativi di creare disordini interni”.
Anche la Russia, tramite il Ministro per gli Affari esteri Sergei Lavrov ha parlato della guerra contro l’Iran: “[Gli Stati Uniti] pensavano che con un’aggressione non provocata avrebbero sottomesso [l’Iran] in un giorno” “Credo che ora queste persone capiscano quanto si sbagliavano, quanto erano fuorviate”. “Quando gli americani dicono di voler prendere più di 400 kg di uranio arricchito dall’Iran, dimostra che non sono aperti ai negoziati”. “Vogliono solo ottenere la loro fonte di energia, come fanno con l’America Latina, i Caraibi, il Golfo Persico e altre parti del nostro pianeta”.
“Recentemente, Trump ha affermato che l’Iran è stato completamente sconfitto e distrutto. Lo stesso giorno, un rappresentante delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) ha dichiarato di avere ulteriori obiettivi da raggiungere” “È molto difficile prevedere come si evolverà questo conflitto”.
Ed ora uno sguardo agli scenari militari in Medio Oriente e Asia Occidentale aggiornato alle ore 17:00 del 17 marzo. L’esercito degli Stati Uniti ha dichiarato: “200 soldati americani sono rimasti feriti dall’inizio della guerra. La maggior parte ha riportato ferite lievi e 180 sono già tornati in servizio”. Dieci hanno riportato ferite gravi. Erano di stanza in Kuwait, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Bahrein, Iraq e Israele. Al momento, sono stati confermati 13 decessi tra i militari.
La portaerei Gerald R. Ford (CVN-78) dovrebbe rientrare la prossima settimana alla base navale di Souda a Creta, dopo essere stata dislocata nel Mar Rosso settentrionale a seguito di un recente incendio che ha causato gravi danni ad alcune parti della nave e ha lasciato oltre 600 marinai e membri dell’equipaggio senza un alloggio adeguato. La Ford tornerà a Creta per rifornirsi di carburante e anche per le indagini sul grave incendio divampato a bordo il 12 marzo. Secondo una fonte che ha parlato con il quotidiano greco Kathimerini, gli inquirenti stanno valutando la possibilità che l’incendio sia stato appiccato deliberatamente da alcuni membri dell’equipaggio per porre fine alla lunga missione. Ci sono volute 30 ore per spegnere un incendio nella lavanderia della portaerei USS Gerald Ford, secondo quanto riportato dal New York Times.
Gli Stati Uniti stanno schierando ulteriori aerei E-2D Hawkeye per l’allerta precoce in Asia occidentale — almeno cinque sono già stati inviati — per rafforzare le capacità di allerta precoce in seguito alla segnalazione della distruzione di diversi sistemi radar nella regione.
Il primo Ministro britannico: “Abbiamo migliaia di soldati a Cipro e tre squadroni di caccia operativi per intercettare gli attacchi iraniani”. Il cacciatorpediniere britannico D35 Dragon, ufficialmente schierato a difesa di Cipro, è entrato nel Mediterraneo.
Dalle ore 15 del 16 marzo alle ore 17:00 del 17 marzo si contano almeno quattro ondate di attacchi contro Israele: I membri della Knesset israeliana fuggono in diretta televisiva dopo un attacco missilistico dall’Iran. Missili contro: zona di Safed, magazzino che conteneva carburante solido e carburante per aerei. Attacco a Nahariyya da parte di Hezbollah, tre i feriti be un quarto ferito registrato nella zona di Capri. Uno dei missili di Hezbollah ha colpito questa sera la zona della banca israeliana “Leumi” a “Nahariya”.
Nella notte attacco contro Tel Aviv. L’aeroporto Ben Gurion dichiara lo stato di emergenza in attesa dell’atterraggio di un aereo cisterna americano colpito. I canali israeliani parlano di un guasto idraulico. I canali iracheni riferiscono che l’aereo è stato colpito sopra l’Iraq ed è stato costretto a tornare a Tel Aviv si tratta di un KC-135R Stratotanker.
Ancora alle 02:30 del 17 marzo nuova ondata di missili esplosioni segnalate su Tel Aviv. La Resistenza Islamica Hezbollah ha preso di mira la base aerea di Balmachim, appartenente all’esercito israeliano a sud di Tel Aviv. Alle 11:30 nuovo lancio di missili questa volta dall’Iran: Tel Aviv, caduta di un razzo nella zona di Gush Dan. Un razzo è caduto alla stazione ferroviaria di Holon, un altro razzo è caduto nella zona centrale. Alle 13:00 un missile a frammentazione è caduto nell’area dell’aeroporto Ben Gurion e in centro città. Si parla di 7 vittime. L’Iran rivendica il lancio dell’Onda 58 dell’Operazione True Promise 4, che prende di mira siti nel nord e nel centro di “Israele”, nonché basi statunitensi in tutta la regione.
Secondo i media israeliani l’attacco missilistico iraniano ha colpito 21 aree nei territori israeliani. Fonti libanesi: “Si registra un importante attacco con missili Kornet contro le unità di evacuazione dell’esercito israeliano nella zona. 6 elicotteri militari nei cieli dei monti Krayot Shmona”.
Alle 16:30 nuovo lancio di missili contro Israele dall’Iran. Lanci verso Haifa e arrivo di un missile. Lanci verso il Negev . Segnalato arrivo del missile, suono della sirena a Be’ersheba.
Pochi giorni fa, le IDF hanno attaccato un veicolo della polizia a Gaza, provocando la morte di 8 agenti. Un colono ebreo investe una bambina palestinese di 6 anni in Cisgiordania.
Hezbollah rivendica attacco e distruzione di un carro armato Merkava dell’esercito israeliano alla periferia sud-orientale della città di Markaba con un missile guidato. Secondo canale 15 israeliano: “Un soldato israeliano è rimasto ferito in modo non grave in un “incidente operativo” nel Libano meridionale”. Registrati bombardamenti israeliani nella regione di Jal al-Arab in Libano hanno causato gravi danni. Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) avvertono: Hezbollah è stato rilevato mentre si prepara a un significativo bombardamento del territorio israeliano nelle prossime ore. Registrati scontri tra le forze dell’esercito israeliano e membri di Hezbollah nel Libano meridionale.
Iraq ancora nel mirino, sia dalla forze statunitensi -israeliane in funzione anti milizie filo iraniane che viceversa. On line un filmato mostra lanci iraniani che colpiscono le roccaforti dei partiti curdi iraniani situate nel distretto di Koyesanjak a Erbil, nel Kurdistan iracheno.
Colonne di fumo nella notte del 16 marzo si alzano dall’interno dell’Hotel Rasheed nella capitale, Baghdad, dopo che una delle missioni dell’Unione Europea è stata presa di mira da un drone. L’Hotel Rasheed è la sede della missione dell’Unione Europea, dell’ambasciata austriaca e dell’ambasciata svedese, nonché sede alternativa per le ambasciate dell’Unione Europea.
Un aereo d’attacco A-10 Thunderbolt II dell’aeronautica statunitense sorvola la Piana di Ninive e le aree del nord dell’Iraq dove sono dislocate unità delle Forze di Mobilitazione Popolare, l’attacco è avvenuto intorno alle 15:00 del 17 marzo. Le milizie irachene hanno colpito il giacimento petrolifero di Majnoon, nel sud dell’Iraq.
L’ambasciata americana a Baghdad è stata sotto attacco costante per tutto il giorno. Un drone Shahed-136 ha colpito l’interno dell’ambasciata statunitense. Funzionari della sicurezza statunitense confermano a Reuters che due droni hanno colpito il complesso dell’ambasciata e richiedono l’invio di ambulanze e autopompe. Nella notte del 17 marzo, ampia presenza militare irachena intorno al complesso dell’ambasciata americana a Baghdad. Fonte della sicurezza irachena ad Al Jazeera: un campo di supporto logistico vicino all’aeroporto internazionale di Baghdad è stato preso di mira.
Il Ministero degli Interni del Kuwait annuncia lo smantellamento di una cellula terroristica appartenente all’organizzazione Hezbollah, che stava pianificando di minare la sicurezza del Paese e reclutare persone per l’organizzazione. Hezbollah nega di avere relazioni con questo gruppo e afferma che non ci sono cellule di Hezbollah in Kuwait. Lancio di missili da parte delle forze americane dal territorio kuwaitiano, diretti contro la Repubblica Islamica dell’Iran.
L’incendio di una delle infrastrutture americane nella zona industriale del Qatar a seguito dell’impatto di un missile.
Grave incendio nel giacimento di gas di Shah ad Abu Dhabi. L’Iran ha preso di mira gli hangar degli aerei presso la base aerea statunitense di Al Dhafra negli Emirati Arabi Uniti. I sistemi di difesa aerea degli Emirati Arabi Uniti hanno intercettato un missile balistico; i detriti sono caduti nella zona di Bani Yas ad Abu Dhabi, secondo quanto riportato dal servizio stampa dell’emirato. Un cittadino pakistano è rimasto ucciso nell’incidente. Nella giornata del 17 marzo un’esplosione si è verificata vicino al porto di Sharjah negli Emirati Arabi Uniti. Segnalato un attacco al terminal petrolifero di Fujairah negli Emirati Arabi Uniti, dove è scoppiato un incendio nell’area delle industrie petrolifere a seguito di un attacco di droni. Ambrey, società specializzata nell’analisi dei rischi marittimi, ha riferito che l’esplosione è avvenuta vicino a una nave ancorata a nord-ovest del porto di Sharjah, negli Emirati Arabi Uniti.
Attacco a una petroliera vicino alle coste dell’Oman. Il Financial Times stima che l’Iran guadagni più di 140 milioni di dollari al giorno dalle esportazioni di petrolio, con prezzi superiori ai 100 dollari al barile. A seguito dei recenti attacchi statunitensi e israeliani, almeno 13 superpetroliere hanno caricato petrolio greggio al terminale dell’isola di Kharg, in Iran, con circa 24 milioni di barili transitati attraverso lo Stretto di Hormuz. L’Iran esporta circa 1,5-1,6 milioni di barili al giorno, la maggior parte dei quali destinati alla Cina, spesso a prezzi scontati.
A partire dalle 13:00 circa del 16 marzo fino alle 17:00 circa del 17 marzo numerosi gli attacchi israeliano americani contro l’Iran. Bombardato un edificio appartenente al complesso del quartier generale del Dipartimento dell’Elettricità, uccidendo sul colpo diversi dipendenti e ingegneri, Fars Le schegge hanno anche ferito e ucciso diversi civili nelle strade circostanti.
L’attacco alle forze Basij è stato significativo. Secondo una fonte a conoscenza dei fatti, l’assassinio è avvenuto durante una riunione dei vertici dell’organizzazione. Israele sta indagando su quanti alti funzionari siano stati rimossi dalla struttura di comando dell’organizzazione, compresi i comandanti di distretto. Il prossimo passo per Israele e gli Stati Uniti: invitare gli iraniani a scendere in piazza.
In risposta i Pasdaran al Golfo Persico: “Avvertiamo il regime americano sconfitto di evacuare tutte le industrie americane nella regione e chiediamo che le persone residenti nelle aree circostanti gli stabilimenti industriali in cui gli americani detengono partecipazioni evacuino tali zone per evitare danni. Nelle prossime ore, queste industrie saranno prese di mira e colpite”.
Negli attacchi colpita più volte Teheran. Secondo l’Intelligence della polizia iraniana: “I mercenari sostenuti da Israele e dagli Stati Uniti stavano pianificando di lanciare attacchi contro infrastrutture pubbliche e posti di blocco questa notte” sarebbero stati arrestati.
Sardar Karami, comandante delle forze di terra del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), ha visitato nel pomeriggio le isole del Golfo Persico per ispezionare la prontezza operativa delle unità e delle forze stanziate su queste isole in attesa del tentativo USA di sbarcare le truppe.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
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