#ISRAELIRANWAR. Araghchi: “Il nostro piano, pronto tra due giorni”. America pronta all’attacco. Iran: “La nostra risposta è pronta”. Attacchi IDF in Libano e nella Striscia di Gaza

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Donald Trump durante i lavori del Consiglio per la Pace ai leader mondiali: “Non cercate di fregarmi”. Gli Stati Uniti hanno promesso 10 miliardi di dollari al Consiglio di Pace, mentre Kazakistan, Azerbaigian, Emirati Arabi Uniti, Marocco, Bahrein, Qatar, Arabia Saudita, Uzbekistan e Kuwait hanno promesso complessivamente 7 miliardi di dollari per il pacchetto di aiuti per Gaza.

E ancora il presidente Trump: “In un modo o nell’altro faremo un accordo con l’Iran. Se non ci sarà un accordo, succederanno cose molto brutte”. Nel Piano USA/Israele per il progetto di ricostruzione di Gaza non si è fatto nessun riferimento alla sovranità palestinese oltre l'”autogoverno” nell’ambito di un’altra organizzazione. Nessun riferimento a chi si occupa della ricostruzione, o a chi viene pagato.

Qualche dettaglio in più è emerso sulla base militare statunitense a Gaza: “Ospiterà 5.000 persone e si estenderà su oltre 350 acri, secondo i registri contrattuali del “Board of Peace”.

Hamas al termine die lavori del Consiglio per la Pace a Washington ha emesso un comunicato stampa: “Hamas sottolinea che qualsiasi percorso o accordo politico discusso riguardo alla Striscia di Gaza e al futuro del nostro popolo palestinese deve iniziare con la completa cessazione dell’aggressione, la revoca dell’assedio e la garanzia dei legittimi diritti nazionali del nostro popolo, in particolare il diritto alla libertà e all’autodeterminazione”.

E ancora si legge: “Lo svolgimento di questa riunione, in un contesto di continui crimini da parte di Israele e di continue violazioni dell’accordo di cessate il fuoco, obbliga la comunità internazionale e le parti che partecipano al Consiglio ad adottare misure concrete che obblighino Israele a cessare l’aggressione, ad aprire i valichi, a consentire l’ingresso degli aiuti umanitari senza restrizioni e ad avviare immediatamente la ricostruzione”.

E conclude: “ […] Qualsiasi autentico sforzo internazionale per raggiungere la stabilità a Gaza deve basarsi sull’affrontare la radice del problema, ovvero Israele, porre fine alle sue politiche aggressive e consentire al nostro popolo palestinese di esercitare pienamente e senza compromessi i propri diritti”.

Nikolai Mladenov, direttore generale del Board of Peace, il 20 febbraio annuncia l’istituzione di un ufficio di collegamento con l’Autorità Nazionale Palestinese, nell’ambito dell’attuazione del piano in 10 punti presentato da Donald Trump.

Il primo Ministro italiano, Giorgia Meloni in merito alla questione iraniana: “Dobbiamo garantire che l’Iran non acquisisca armi nucleari”.L’Unione Europea ha designato il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche come organizzazione terroristica.

Reuters riferisce: “Gli Stati Uniti hanno abbandonato i requisiti di ispezione dell’AIEA e omesso i divieti di arricchimento dell’uranio nella loro proposta di accordo nucleare con l’Arabia Saudita. L’accordo porrebbe le aziende americane al centro dell’espansione nucleare di Riyadh, dando a Washington una notevole influenza sulle operazioni nucleari saudite”.

L’Euro-Mediterranean Human Rights Monitor ha condannato le misure restrittive e preventive adottate dalle autorità israeliane nei confronti dei palestinesi, volte a ridurre il numero di fedeli alla Moschea di Al-Aqsa, soprattutto durante il Ramadan.

Secondo il canale israeliano i24 in merito alla tensione con l’Iran: “Le forze di sicurezza si aspettano che Hezbollah entri in guerra se necessario”. Autorità per la radiodiffusione israeliana: “Un aereo segreto appartenente all’Unità Operazioni Speciali degli Stati Uniti è atterrato ieri all’aeroporto Ben Gurion”. Non ci sono altre informazioni in merito.

L’Ayatollah Ali Khamenei spiega al popolo iraniano che prendere le distanze dal Corano (come società) è la causa delle difficoltà imposte dai nemici alla Repubblica Islamica: “Tutti noi individualmente dobbiamo tornare al Corano, rivisitarne gli insegnamenti e le lezioni e applicarli nella nostra pratica quotidiana. In questo modo otterremo vittoria e successo nell’affrontare le forze del male del mondo. Insha’Allah (se Dio vuole)”. Khamenei ha partecipato alla recitazione del Corano per il Ramadan il 19 di febbraio. “Il potere di Dio è dietro coloro che scendono in campo, che si muovono, che si impegnano e che si preparano per ogni compito”. Ha detto l’Ayatollah. 

L’Iran avverte l’ONU con una lettera: “Qualsiasi attacco statunitense rende tutte le basi e le risorse nella regione ‘obiettivi legittimi’ Invita il Consiglio di Sicurezza ad agire prima che la tensione aumenti vertiginosamente”. ”Gli Stati Uniti si assumeranno la piena responsabilità di qualsiasi conseguenza imprevedibile e incontrollata. Se subissimo un’aggressione, risponderemmo e le basi e le installazioni delle forze ostili nella regione diventerebbero obiettivi legittimi.

Reuters e Axios: “La Repubblica Islamica dell’Iran ha ripetutamente affermato, ai massimi livelli, di non cercare tensioni o guerre e di non iniziare alcuna guerra. Tuttavia, in caso di aggressione militare contro di esso, l’Iran risponderà in modo deciso e proporzionato, esercitando il suo intrinseco diritto all’autodifesa ai sensi dell’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite. In tali circostanze, tutte le basi, le installazioni e i beni nella regione appartenenti a forze ostili costituiranno obiettivi legittimi nel contesto della risposta difensiva dell’Iran, e gli Stati Uniti si assumeranno la piena e diretta responsabilità di qualsiasi conseguenza imprevista e incontrollabile”.

Il ministro degli Esteri iraniano Araghchi afferma che Witkoff e Kushner non hanno chiesto “l’arricchimento zero dell’uranio” durante i negoziati a Ginevra. “NON abbiamo offerto alcuna sospensione e gli Stati Uniti NON hanno chiesto l’arricchimento zero”. ”Tra 2-3 giorni avremo una bozza iniziale di accordo pronta da sottoporre a Steve Witkoff. Avremo bisogno di un’altra sessione per discutere di quella bozza, e poi la useremo come base per ulteriori colloqui per lavorare sui dettagli e progredire verso un accordo serio” ha chiosato Araghchi.

Ed ora uno sguardo agli scenari militari aperti in Medio Oriente e Asia Occidentale. Aggiornato alle 16:00 del 20 febbraio. Gli Stati Uniti e le forze armate statunitensi hanno approvato piani operativi e obiettivi in ​​Iran nel caso in cui Trump ordini un attacco. Alti funzionari della sicurezza nazionale hanno riferito al presidente Trump che l’esercito è pronto a possibili attacchi contro l’Iran già da sabato, ma che la tempistica per qualsiasi azione si estenderebbe probabilmente oltre questo fine settimana, hanno riferito a CBS News. Il presidente Trump non ha ancora preso una decisione definitiva sull’opportunità di lanciare un attacco, con le discussioni descritte come flessibili e in corso, mentre la Casa Bianca valuta i rischi di un’escalation rispetto alle conseguenze politiche e militari di una moderazione nei confronti dell’Iran.

L’Aeronautica Militare statunitense continua a rafforzare la sua forza di rifornimento in Medio Oriente: cinque aerei cisterna KC-135R/T sono decollati dalla base aerea McConnell di Wichita, Kansas, e sono diretti alla base aerea di Moron, in Spagna. Un aereo C-32B Gatekeeper dell’Aeronautica Militare statunitense, appartenente all’Air Force Special Operations Command (AFSOC), è atterrato a Tel Aviv, Israele il 19 febbraio. Il C-32B era assegnato al 150° Squadrone Operazioni Speciali presso la Joint Base McGuire e viene utilizzato per rispondere alle operazioni governative di gestione delle crisi e supportare le operazioni speciali della CIA. Il gruppo militare attende anche l’arrivo della portaerei CVN 78 Gerald Ford, che si è avvicinata oggi allo Stretto di Gibilterra, che consentirà un attacco entro pochi giorni.

Dall’Iran, il Comitato per la Sicurezza Nazionale iraniano: “Siamo in grado di affrontare qualsiasi minaccia militare americana”.”Non cerchiamo la guerra, ma la risposta sarà decisiva”. Secondo Yediot Ahronot, Yossi Yehoshua: “L’Iran prevede di produrre almeno 5.000 missili balistici entro la fine del 2027, il che rappresenta una minaccia reale per Israele e le basi statunitensi”.

Il gruppo di resistenza irachena Saraya Awliya al-Dam ha promesso il suo sostegno all’Iran, avvertendo che entrerà nel conflitto se l’amministrazione Trump lancerà un attacco al Paese. La dichiarazione video del gruppo mostra diversi sistemi avanzati senza pilota, tra cui il drone Shahed-101 e di copie di Samad 3, frutto di ingegneria inversa, in un tunnel sotterraneo. La Norvegia ritira 60 soldati dalla Giordania e dall’Iraq a causa delle crescenti tensioni nella regione.

Durante le ultime settimane di gennaio e l’inizio di febbraio 2026, aerei israeliani hanno rilasciato sostanze chimiche su terreni agricoli a Quneitra, nella Siria meridionale. Questa operazione è simile alle precedenti azioni israeliane nel Libano meridionale e in Cisgiordania. Uno degli agricoltori ha dichiarato: 10 giorni dopo il passaggio degli aerei israeliani, tutto è diventato giallo ed è stato distrutto. Ho perso 75 ettari di grano e tutti i miei raccolti sono andati in fumo. Circa 400 ettari di cereali e quasi 4.000 ettari di pascoli sono stati danneggiati, il che non solo minaccia il sostentamento degli agricoltori, ma priva anche il bestiame del pascolo naturale.

Nel Libano meridionale, un drone è stato avvistato sorvolare la città di Baalbek e le aree circostanti. Bombardata una fabbrica di marmo tra Markaba e Adaysseh da Israele. L’aviazione militare controllata da Israele sta volando a bassa quota e ad alta intensità su Al-Zahrani e sui villaggi adiacenti nel Libano meridionale. Il Comando dell’Esercito libanese: “Abbiamo sequestrato un furgone utilizzato per la produzione di droga a Koueikh – Hermel e arrestato 7 persone a Tripoli. Accusati di traffico di droga”

Il Comandante dell’Esercito, Generale Rodolphe Hikel, ha ricevuto nel suo ufficio Yarzeh, Direttore del Supporto Militare dell’Esercito coreano, e ha discusso del ruolo fondamentale del battaglione coreano che opera all’interno della forza UNIFIL, oltre alle modalità per migliorare la cooperazione tra gli eserciti libanese e coreano.

Le forze israeliane impediscono ai fedeli di recarsi alla Moschea di Al-Aqsa per celebrare la prima preghiera del venerdì del Ramadan. I israeliani hanno riportato un incendio e un’interruzione di corrente nella zona di Dalia, 30 km a sud-est di Haifa. L’incendio ha causato un denso fumo e ha lasciato centinaia di case senza elettricità. Gli israeliani hanno lavorato per ore per evacuare i residenti e contenere l’incendio.

Il portavoce dell’esercito israeliano,  Effie Defrin: “Stiamo seguendo gli sviluppi regionali e monitorando il dibattito pubblico sull’Iran, l’esercito è in stato di allerta difensiva, i nostri occhi sono aperti in tutte le direzioni e le nostre dita sono più che mai sul grilletto in previsione di qualsiasi cambiamento nella realtà operativa”.

Nel frattempo, le forze israeliane effettuano un attacco aereo contro le zone orientali del quartiere di Al-Tuffah a Gaza City. Un ferito a Jabalia, nella Striscia di Gaza settentrionale da attacco israeliano. Hamas afferma in una nota di aver “sventato un’operazione di intelligence congiunta tra Israele e le sue milizie a Gaza City, che mirava ad assassinare uno dei leader delle Al-Qassam”. L’artiglieria israeliana ha preso di mira le aree a est di Khan Yunis, a sud della Striscia di Gaza.

Il  Palestinian Information Center, Ma’ta: “51 atti di resistenza popolare registrati in Cisgiordania la scorsa settimana”. Le forze israeliane hanno trasformato le case nella città di Qabatiya, a sud del governatorato di Jenin, in caserme militari, costringendo i proprietari a evacuare e arrestando altri cittadini palestinesi.

Le forze israeliane hanno arrestato 13 palestinesi in diverse zone della Cisgiordania il terzo giorno del mese benedetto del Ramadan.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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