
Gli Stati Uniti hanno chiesto agli alleati della NATO di schierare batterie Patriot in Medio Oriente, riferisce Politico. Secondo il quotidiano, Washington ha espresso interesse per le batterie Patriot per proteggere le installazioni NATO in Medio Oriente, nonché per rifornire l’Ucraina.
La guerra con l’Iran ha già aumentato di 14 miliardi di euro la spesa dell’UE per le importazioni di combustibili fossili, ha annunciato il Commissario europeo per l’Energia. Ha riconosciuto che l’impatto del conflitto sul settore energetico non sarà di breve durata. Il primo Ministro spagnolo Pedro Sánchez ha risposto duramente alle dichiarazioni di Donald Trump, affermando quanto: “23 anni fa, il governo degli Stati Uniti ci ha trascinato in una guerra con l’Iraq. L’obiettivo era distruggere le armi nucleari di Saddam Hussein e instaurare la democrazia. Tuttavia, in Iraq non sono state trovate armi nucleari. Non ci si può ingannare due volte.”
E mentre Trump prosegue la comunicazione ottimista con frasi a dir poco banali come: “ La guerra sta per finire. Stiamo andando alla grande”. “Non resteremo a lungo in Iran. Li stiamo distruggendo completamente, è una distruzione totale. Ma abbiamo ancora del lavoro da fare per eliminare le loro capacità offensive, tutte le loro capacità offensive rimanenti”. “Sullo Stretto di Hormuz: Penso che si aprirà automaticamente, ma la mia posizione è che ho distrutto l’Iran. Sono fuori potere, quindi che i paesi che usano lo stretto lo aprano pure… perché immagino che chiunque controlli il petrolio sarà ben contento di aprire lo stretto”.
E ancora affermando che l’Iran “ha chiesto un cessate il fuoco” ancora una volta il Ministro per gli Affari Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha ribadito alla stampa internazionale che tutto ciò non è vero.
Mohammad Marandi, docente americano iraniano dell’Università di Teheran ha detto: “Nessuno in Iran crede a una parola di ciò che dice Trump. La coalizione di Epstein si sta preparando all’escalation e all’invasione, e i mercati rimarranno chiusi per tre giorni questo fine settimana”. In un’intervista a Judging Freedom con il giudice Andrew Napolitano, ha dichiarato: “Posso affermare con assoluta certezza che non sono in corso negoziati. Non ci sono stati negoziati. Gli iraniani non hanno alcun interesse in un cessate il fuoco.” “Il presidente non ha avanzato alcuna proposta o richiesta di questo tipo” riferendosi al cessate il fuoco. Marandi è stato a capo del programma di Studi Nordamericani all’Università di Teheran; attualmente è professore di Letteratura inglese e Orientalismo presso la stessa università.
Il consiglio di Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente dell’Assemblea consultiva islamica, agli attivisti del mercato globale in merito alle dichiarazioni di Trump: “Fate le vostre ricerche”. “Citazioni selettive, insieme all’induzione di paura e falso entusiasmo tra gli attivisti del mercato, sono le basi per trarre profitto dalla guerra. Fate ricerche personali prima di agire e non lasciatevi ingannare”.
Mentre l’agenzia di stampa ufficiale iraniana SNN dichiara: “Trump negozia con il nuovo presidente immaginario dell’Iran mentre il presidente iraniano Pezeshkian ha partecipato a un incontro pubblico ieri sera”.
Il primo Ministro britannico Keir Starmer fa marcia indietro rispetto alle scelte di politica estera: “In un mondo instabile, il nostro interesse di sicurezza nazionale a lungo termine richiede strette relazioni con i nostri alleati in Europa”. Il primo Ministro britannico definisce la NATO “l’alleanza militare più efficace al mondo” dopo le critiche di Trump. E ha ribadito che il suo Paese non si unirà a Stati Uniti e Israele nella guerra contro l’Iran: “Questa non è la nostra guerra. Non ci faremo coinvolgere nel conflitto. Questo non è nel nostro interesse nazionale”.
Un cittadino azero accusato di spionaggio e terrorismo a Cipro ha presentato ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo, sostenendo che informazioni classificate di un servizio straniero, mai divulgategli né verificate dal tribunale, siano state utilizzate per la sua detenzione. Secondo il sindaco della città cipriota di Kourion, esiste un rischio maggiore di cancro associato al posizionamento di antenne di comunicazione presso la base aerea britannica di Akrotiri, dopo che la Gran Bretagna ha annunciato all’inizio di questa settimana che avrebbe installato 32 nuove antenne nella base.
Nella notte del 31 marzo, il presidente Benjamin Netanyahu in diretta TV ha detto: “Stiamo lavorando per trasformare Israele in una supernazione nella regione e nel mondo”. Qualche ora dopo sono iniziati i bombardamenti di Hezbollah, Houthi e Iran contro Tel Aviv. I mercati di Nablus sono entrati in sciopero per protestare contro la nuova legge israeliana sulla pena di morte per i terroristi. Devlet Bahceli, Presidente del partito turco di estrema destra e ultranazionalista MH: “Se è necessario un cambio di regime nella nostra regione, il regime che deve essere cambiato è Israele”.
Maariv: “Israele sta facendo pressione su Trump affinché conduca un’operazione di terra breve e incisiva contro l’Iran prima di avviare negoziati. I funzionari israeliani considerano le dichiarazioni contraddittorie di Trump sulla fine o sull’intensificazione della guerra come un riflesso della sua indecisione su come procedere”.
Il Capo di Stato Maggiore dell’esercito israeliano, Generale Eyal Zamir, ha avvertito in una lettera alla Knesset di trovarsi ad affrontare una grave crisi di personale, poiché le sue forze sono impegnate in una guerra su più fronti.
Israele prevede di demolire tutte le case nei villaggi di confine libanesi per mantenere il “controllo della sicurezza”. Il primo Ministro canadese Mark Carney condanna le azioni di Israele nel Libano meridionale e le definisce ‘violazione della loro sovranità e integrità territoriale’
Il presidente siriano Al-Sharaa sulla guerra con l’Iran: “Raccomandiamo i negoziati, non la forza militare, che porta solo a grandi pericoli… Se la Siria non diventerà un obiettivo, resteremo fuori dal conflitto. Abbiamo già sofferto abbastanza a causa della guerra e abbiamo pagato un prezzo alto. Chi è sopravvissuto alla guerra conosce il valore della pace.”
Avvertimento del Segretario Generale dei Battaglioni Seyyed al-Shuhada, Iraq, alla famiglia dell’Emiro del Kuwait, Al-Sabah e a Jawlani/al Shara, Siria: “se parteciperanno a qualsiasi attacco di terra, entreremo anche noi in Kuwait e in Siria via terra”. “Se le forze americane useranno il territorio kuwaitiano come punto di partenza per un attacco contro l’Iran, l’asse della resistenza, nel quadro dell’unità sul campo, considererà tale azione una violazione dei confini di sicurezza della regione. Inoltre, si stanno diffondendo voci sull’intenzione di Jawlani di oltrepassare i confini e penetrare in territorio libanese. Se uno di questi due scenari si concretizzasse, l’asse della resistenza si muoverebbe inevitabilmente verso azioni simili, con l’obiettivo di oltrepassare i confini della regione”.
Le autorità degli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato il divieto di ingresso e transito per i cittadini iraniani.
Il traffico nello Stretto di Hormuz è aumentato negli ultimi due giorni. L’Iran attualmente esporta circa 1,8 milioni di barili di petrolio al giorno, circa 100.000 in più rispetto a prima della guerra, e lo vende a quasi il doppio del prezzo: 110-120 dollari al barile rispetto ai circa 60 dollari prima del conflitto.
Le Guardie Rivoluzionarie affermano che risponderanno a qualsiasi assassinio prendendo di mira un’azienda legata agli Stati Uniti. Il comunicato consiglia ai dipendenti di lasciare questi luoghi di lavoro e ai residenti nelle vicinanze, entro un raggio di 1 km, di trasferirsi in zone più sicure. L’elenco delle aziende include Cisco, HP, Intel, Oracle, Microsoft, Apple, Google, Meta, IBM, Dell, Nvidia, JPMorgan Chase, Tesla, General Electric, Boeing e altre. Il comunicato afferma che la minaccia è entrata in vigore alle 20:00 ora di Teheran del 1° aprile.
Arrestate 46 persone sospettate di aver partecipato alla vendita e alla distribuzione di terminali internet satellitari Starlink in Iran. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato che le autorità del Paese sono pronte a porre fine al conflitto con gli Stati Uniti e Israele, a condizione che la Repubblica non sia più soggetta ad attacchi. “Abbiamo la volontà di porre fine a questa guerra, nel rispetto delle condizioni necessarie, in particolare delle garanzie che l’aggressione non si ripeterà”, ha affermato Pezeshkian durante una conversazione telefonica con il presidente del Consiglio europeo António Costa.
La Guida Suprema della Rivoluzione Islamica, l’Ayatollah Mojtaba Khamenei, ha scritto al Segretario Generale di Hezbollah, Naim Qassem, promettendo il sostegno costante della Repubblica Islamica alla resistenza contro il “nemico americano-sionista”.
Il Ministro degli Esteri iraniano Araghchi in una intervista alla stampa russa: “Finora non abbiamo risposto al piano statunitense in 15 punti”.
Conduttore: Si dice che nel governo statunitense ci siano anche partiti in Iran. Esiste davvero un altro partito, oltre a quelli noti, che ha contatti con gli Stati Uniti? Ci sono segnali di disaccordo o divisione nel sistema politico iraniano?
Araghchi: “No, assolutamente no! Tutti i messaggi scambiati avvengono ufficialmente tramite il Ministero degli Esteri o con la sua autorizzazione. Anche i servizi di sicurezza di solito hanno contatti. Ma tutto ciò avviene all’interno di un quadro specifico, attraverso il governo e sotto la supervisione del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano. C’è un’unica direzione per tutte queste questioni e non si parla di molteplicità o di diversi centri decisionali. Finora non abbiamo risposto al piano statunitense di 15 articoli. Non abbiamo presentato alcuna condizione all’altra parte. Quei 5 articoli erano relativi a speculazioni di un organo di stampa. È compito dei media sollevare tali questioni e valutare la situazione. Ma finora non abbiamo fornito alcuna risposta al piano americano”.
Conduttore: Paesi come Pakistan, Egitto e Turchia possono fornirvi una garanzia?
Araghchi: “Naturalmente, non solo uno o due Paesi, ma l’esperienza ha dimostrato che nemmeno la garanzia del Consiglio di Sicurezza è sufficiente. Alcuni nostri amici hanno proposto delle idee a riguardo, che stiamo valutando per capire quali garanzie potrebbero essere efficaci se un giorno la guerra dovesse finire secondo le condizioni dell’Iran. Non accettiamo scadenze. Per noi, garantire la sicurezza e i diritti del popolo iraniano è fondamentale. Nessuno può imporci una scadenza. Le scadenze artificiali non fanno altro che complicare le cose senza alcun beneficio. Il presidente degli Stati Uniti deve cambiare radicalmente il suo approccio. Non si può parlare al popolo iraniano con minacce e scadenze. Il popolo iraniano è grande, indipendente e possiede una ricca civiltà e cultura. Bisogna rivolgersi a loro con rispetto; altrimenti, reagiranno sul campo”. “Non ci sono negoziati tra noi e gli Stati Uniti e non accettiamo un cessate il fuoco”.
Conduttore: L’Iran è pronto per sei mesi di guerra?
Araghchi: “Almeno 6 mesi”. “Gli americani subiranno una sconfitta in una guerra di terra con perdite molto elevate”
Conduttore: Qual è la sua opinione sulla minaccia di un attacco alle isole o di un attacco di terra?
Araghchi: “Ho già detto che stiamo aspettando. Non credo che osino fare una cosa del genere. Subiranno pesanti perdite. Ci siamo difesi strenuamente e abbiamo inflitto gravi perdite e danni alle loro attrezzature e infrastrutture; avete visto cosa è successo agli AWACS o alle autocisterne. Sappiamo molto bene come difenderci e siamo più esperti e meglio equipaggiati nella guerra di terra. Siamo pienamente preparati ad affrontare qualsiasi minaccia terrestre e abbiamo sufficiente esperienza. Dal nostro punto di vista, la fine della guerra in Iran dovrebbe riguardare l’intera regione, il che significa che quando parliamo di fine della guerra, intendiamo la fine della guerra in Iran, Libano, Iraq e Yemen. Cerchiamo la pace in tutta la regione. Per ora, non è previsto alcun piano di negoziati. Non ci poniamo alcuna scadenza per la nostra difesa e difenderemo il nostro Paese e il nostro popolo in ogni modo e per quanto necessario. Non ci interessa quali scadenze si siano imposti i nostri nemici; naturalmente, il nostro consiglio è che, prima di subire ulteriori danni, pongano fine a questa guerra in modo completo e definitivo”.
Ed ora uno sguardo agli scenari militari aggiornato alle ore 15:30 del 1° aprile. Le perdite dell’esercito statunitense in un mese di guerra con l’Iran: contano 348 persone. Quindici persone sono morte, dodici sono rimaste gravemente ferite e sei versano in condizioni critiche. Trentuno persone sono rientrate in servizio. Gli Stati Uniti stanno inviando la portaerei USS George H.W. Bush in Medio Oriente. Questo creerà un gruppo senza precedenti di tre portaerei americane presenti contemporaneamente nella zona, Wall Street Journal.
Dodici aerei d’attacco A-10C Thunderbolt II del 107° Fighter Squadron della Guardia Nazionale Aerea del Michigan sono stati avvistati oggi mentre lasciavano la base aerea di Pease a Portsmouth, nel New Hampshire, per un dispiegamento non programmato in Medio Oriente a supporto dell’Operazione Epic Wrath, la campagna di attacchi in corso e la possibile futura invasione dell’Iran. La Guardia Nazionale del Nevada annuncia di aver schierato un contingente di truppe del 152° Stormo di Trasporto Aereo, con base presso la base della Guardia Nazionale Aerea del Nevada a Reno, Nevada, nell’area di responsabilità del Comando Centrale degli Stati Uniti a supporto dell’Operazione Epic Wrath.
A Cipro permangono interrogativi sulla portata e la durata della presenza militare straniera. Navi da guerra di almeno sei paesi operano a sud-ovest dell’isola, insieme a caccia F-16 greci di stanza presso la base aerea di Paphos.
In Israele dalle 00:00 dal 1° aprile alle ore 15:30 si sono contati sette lanci tra Hezbollah e Iran. La Resistenza islamica ho postato un video dell’attacco coordinato di missili verso l’area di Krut, situata a nord della città occupata di Haifa. Il sito FIRMS (un sistema per la registrazione in tempo reale degli incendi basato su dati satellitari) ha registrato un incendio presso le industrie militari israeliane Rafael. Colpita Tel Aviv con munizioni a grappolo. Impatto a Bnei Brak. 14 i feriti di cui uno grave. Persone sono intrappolate nelle macerie di un palazzo a Tel Aviv. Un edificio a Kiryat Shmona è stato colpito da un razzo di Hezbollah.
Hezbollah prende di mira le forze di israeliane di stanza all’interno di una casa con missili nel Libano meridionale. Risposte di Hezbollah alle IDF nella città di Khiam. Colpito un veicolo tattico HMMWV di un peacekeeper indonesiano in Libano dopo i bombardamenti israeliani.
Hezbollah prende di mira due veicoli trasporto truppe e un veicolo blindato Hammer appartenenti alle forze israeliane nella città di Al-Bayada. Israele ha bombardato un edificio a Dahieh, Beirut.
48 soldati israeliani sono rimasti feriti nelle ultime 24 ore negli scontri con Hezbollah nel Libano meridionale. Uccisa una famiglia da bombardamenti aerei israeliani a Houmeen al-Tahta, attacco israeliano a Nagarieh a Sidone quattro i morti. Attacchi aerei israeliani hanno colpito oltre Beirut la Beqaa. Israele è riuscito a uccidere il comandante delle tre unità regionali del Libano meridionale, Yusuf Ismail Hashem sulla sulla strada di Khalde a sud di Beirut. Nel pomeriggio Hezbollah ha colpito un elicottero israelaino nello spazio aereo della città di Yaroun con due missili terra-aria e abbiamo centrato il bersaglio.
Nelle prime ore del mattino colpita ancora la base Victoria a Baghdad per due volte. Gli iraniani hanno attacco a Erbil un impianto della compagnia britannica Castrol a Erbil, nel Kurdistan iracheno. Annunciato il rapimento di una giornalista a Baghdad, Shelly Kittleson, collaboratrice di molti media europei, tra cui de Il Foglio e ANSA.
L’Autorità per l’aviazione civile del Kuwait: “L’aeroporto del Kuwait è stato attaccato da droni”. I depositi di carburante della Kuwaiti Aviation Fuel Supply Company (KAFCO) sono stati nuovamente colpiti dall’Iran.
NPR riporta che due aerei E-3 Sentry per l’allerta precoce e il controllo aereo sono stati danneggiati nell’attacco iraniano all’Arabia Saudita. Uno di essi, da immagini satellitari e social, è completamente distrutto.
Sirene suonano nelle basi americane in Bahrein. Più di 5 esplosioni hanno scosso la base americana in località Jufair. Un’esplosione in un’area industriale ha causato un vasto incendio. Colpita la base militare americana sull’isola di Sitra, sempre in Bahrein. Colonne di fumo si alzano dalla zona di Hamla, nel Bahrein occidentale.
Segnalate diverse esplosioni in Qatar.
Gli Emirati Arabi Uniti prevedono di unirsi allo sforzo militare statunitense per forzare l’apertura dello Stretto di Hormuz. Gli Emirati hanno subito una pesante ondata di attacchi iraniani il 1° aprile.
Insieme all’Iran e a Hezbollah: gli Houthi rivendicano la responsabilità del bombardamento mattutino del sud di Israele. Lancio di razzi dallo Yemen verso la regione del Negev.
Guida Suprema dell’Iran: “Bisogna continuare a sfruttare la leva del blocco dello Stretto di Hormuz.. Se la guerra dovesse intensificarsi, si apriranno nuovi fronti ‘dove il nemico è particolarmente vulnerabile”. La Kuwait Oil Corporation segnala un attacco iraniano contro la superpetroliera battente bandiera kuwaitiana Al Salmi mentre la nave era ancorata al largo della costa di Dubai nel Golfo Persico. Al momento dell’attacco, la petroliera era completamente piena di petrolio, il che ha causato danni significativi alla nave, ma non ci sono state vittime. A bordo della nave è attualmente in corso un incendio, che desta preoccupazione per una possibile fuoriuscita di petrolio nelle acque degli Emirati Arabi Uniti. UKMTO il 1° aprile ha segnalato che una petroliera è stata colpita da un proiettile a 17 miglia nautiche a nord della costa di Doha, in Qatar, subendo danni allo scafo sopra la linea di galleggiamento colpita la petroliera Aqua 1, noleggiata a Qatar Energy.
La Guardia Rivoluzionaria iraniana in risposta a Trump: “Lo Stretto di Hormuz è completamente e definitivamente sotto il controllo delle nostre forze navali. Lo Stretto di Hormuz non verrà aperto dalle ridicole e teatrali dimostrazioni del presidente degli Stati Uniti a favore dei nemici della nostra nazione.”
La Turchia sta negoziando con l’Iran per ottenere il permesso di transito di 11 navi turche attraverso lo Stretto di Hormuz; finora, solo una nave turca ha ottenuto il permesso di passare, e questo perché aveva precedentemente utilizzato un porto iraniano.
L’Iran afferma di aver lanciato missili su Eilat, Tel Aviv e Bnei Brak.
Dettagli degli attacchi USA/Israele su Teheran: Distretto 1, un punto nella zona di Nobonyad; Distretto 6, un punto nella zona di Mofatteh; Distretto 21, zona residenziale di Teheran
La base iraniana Hamza Sayyid al-Shuhada nelle aree operative nord-occidentali, Urmia è stata allerta ed è in prodezza al combattimento.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
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