
La chiamata alla preghiera, nota anche come adhan, si sente di nuovo nel Libano meridionale dopo una lunga assenza. Nella notte tra il 14 e il 15 la popolazione libanese ha esultato per gli accordi in vista Usa – Iran che comprendono anche il cessate il fuoco in Libano.
Il mondo dunque resterà con il fiato sospeso fino al 19 di giugno quando Stati Uniti e Iran dovrebbero siglare la bozza di accordo per avviare il processo di pace in Medio Oriente e Asia occidentale, lo faranno in Svizzera. Il Vice Ministro degli Esteri iraniano Gharibabadi ha dichiarato: “Il testo definitivo del memorandum d’intesa è stato concordato: la firma formale del MOU di Islamabad avverrà venerdì in Svizzera. Dopo la firma ufficiale, il testo dell’accordo sarà pubblicato. Prima della firma, illustreremo anche i vari aspetti del memorandum d’intesa attraverso i media pubblici e annunceremo i risultati raggiunti. Questo memorandum d’intesa non significa fiducia nel nemico ed è stato redatto nonostante la diffidenza. Monitoreremo l’attuazione degli impegni assunti dagli Stati Uniti”.
In base alle fonti iraniane l’accordo in 14 punti ha cambiato radicalmente strada dopo l’ultimo attacco di Israele a Beirut. Lì l’Iran si preparava a un nuovo attacco conto Israele e sembra che in quei momenti la delegazione in Qatar abbia ottenuto più concessioni per evitare l’attacco a Israele da parte dei Pasdaran. Stati Uniti e Israele non hanno confermato o smentito la notizia.
Nuovi dettagli sul testo dell’accordo Iran-USA dettati da Fars: “Nella versione precedente, erano incluse clausole per garantire l’esercizio della sovranità e gli accordi con l’Iran; ora, invece, si afferma che la “futura gestione dei servizi di navigazione marittima nello Stretto di Hormuz” sarà determinata da Iran e Oman. L’uso esplicito del termine “servizi marittimi” implica che gli Stati Uniti riconosceranno il diritto dell’Iran di riscuotere le tariffe. Questo principio viene ribadito altrove nel testo, in modo tale che l’Iran accetti solo 60 giorni di libero passaggio per le navi. Ciò significa che gli Stati Uniti hanno accettato il principio della riscossione delle tariffe e hanno ottenuto dall’Iran solo uno sconto di 60 giorni. Ma dopo questi 60 giorni, la Repubblica Islamica dell’Iran intende beneficiare dei ricavi finanziari derivanti dal passaggio di navi commerciali attraverso questo stretto per lo sviluppo economico del paese, fornendo servizi di sicurezza, navigazione, ambientali e assicurativi. A questo proposito, un principio fondamentale è stata la cooperazione dell’altra sponda dello Stretto di Hormuz, ovvero l’Oman, e sono stati condotti i negoziati necessari per coinvolgere la parte omanita”.
Tra gli ostacoli da gestire per il raggiungimento dell’accordo di pace la posizione israeliana sul Libano. Trump: “Bibi accetta l’accordo”. Ma Israel Katz, Ministro della Difesa israeliano il 15 giugno ha dichiarato: “Il Primo Ministro Benjamin Netanyahu ed io seguiamo una politica chiara secondo la quale l’esercito israeliano rimarrà a tempo indeterminato nelle zone di sicurezza in Libano, Siria e Gaza per proteggere i confini e gli insediamenti israeliani dai gruppi jihadisti. Queste aree saranno evacuate dai residenti locali e tutte le infrastrutture terroristiche, sia sotterranee che in superficie, comprese le case situate nei villaggi di confine utilizzate come postazioni terroristiche, saranno distrutte. Per questo motivo, ci opponiamo al ritiro dell’esercito israeliano dal Libano, nonostante tutte le pressioni esistenti e quelle che verranno esercitate in futuro. Il Primo Ministro Netanyahu lo ha chiarito al Presidente degli Stati Uniti Trump e ad altri alti funzionari americani, e io ho comunicato la stessa cosa anche al Segretario alla Difesa degli Stati Uniti Pete Hegseth ieri. Se l’Iran attacca Israele a causa degli sviluppi in Libano, risponderemo con tutta la nostra forza e dimostreremo chiaramente loro l’equilibrio di potere.”
In ogni caso il Segretario alla Difesa statunitense Hegseth afferma che gli Stati Uniti continueranno a mantenere ingenti forze militari nella regione e reintrodurranno il blocco contro l’Iran se quest’ultimo non adempirà ai propri obblighi.
Dal G7, il presidente francese Emmanuel Macron ha affermato che il G7 è pronto a schierare una missione navale per riaprire lo Stretto di Hormuz. Secondo quanto riferito, è già in funzione una task force congiunta anglo-francese, con il supporto di Paesi Bassi e Italia. La Francia afferma di poter schierare aerei da combattimento, squadre di sminamento e la Charles de Gaulle entro 48 ore. La mobilitazione rappresenta una sfida diretta alla sovranità postbellica dichiarata da Teheran sul vitale punto di strozzatura energetica. Macron ha respinto la possibilità di qualsiasi pedaggio marittimo, sostenendo che viola le interpretazioni occidentali di diritto internazionale e minacciando che il G7 aggirerà completamente il punto critico costruendo rotte commerciali globali alternative.
Secondo la CNN, Netanyahu insiste per un incontro urgente con Trump subito dopo il suo ritorno dal vertice del G7 in Francia, entro la fine della prossima settimana o poco dopo. Netanyahu ha detto a Trump che continuerà l’operazione in Libano. Israele non ritirerà le truppe dal Libano e non si considera vincolato dalla clausola libanese nell’accordo con l’Iran, secondo quanto riportato dai media israeliani
Trump a seguito della notizia dell’accettazione della bozza accordo da parte del Consiglio Sicurezza iraniano ha dichiarato: “L’accordo con la Repubblica Islamica dell’Iran è ora completo. Congratulazioni a tutti! Autorizzo con la presente la piena e incondizionata apertura dello Stretto di Hormuz e, contestualmente, l’immediata revoca del blocco navale degli Stati Uniti. Navi del mondo, accendete i motori. Che il petrolio scorra!”
Quando l’Iran ha minacciato di bombardare pesantemente Tel Aviv, Trump ha messo sul piatto delle trattative ulteriori benefici come il ritiro delle navi militari americane da Hormuz. A seguito di questo “il Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale (SNSC) iraniano ha deciso di continuare il dialogo con gli Stati Uniti sulla risoluzione del conflitto in seguito ai rinnovati attacchi israeliani contro il Libano”, ha annunciato il Presidente della Repubblica Islamica Masoud Pezeshkian.
Il vice ministro degli Esteri iraniano Gharibabadi: “La forza militare dell’Iran è stata decisiva per il raggiungimento dell’accordo, con le forze armate pronte a colpire il regime sionista in caso di fallimento dei negoziati. I colloqui sono proseguiti fino a un’ora fa, con l’Iran che si è rifiutato di firmare finché ogni singola richiesta non fosse stata incorporata nel testo”.
A chiarire i contenuti dell’accordo, il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei che il 15 giugno nel primo pomeriggio dichiarava: “Gli sviluppi delle ultime quattro ore indicano la finalizzazione di un memorandum d’intesa tra Iran e Stati Uniti per porre fine alla guerra imposta lanciata dagli Stati Uniti e dal regime israeliano contro l’Iran su tutti i fronti, Libano compreso.” “Mentre l’accordo stava per giungere nelle sue fasi finali, il regime israeliano ha compiuto un attacco terroristico contro una zona residenziale in Libano, uccidendo un alto comandante di Hezbollah insieme a diversi civili. Nonostante questo atto, la Repubblica Islamica dell’Iran, dando priorità ai propri interessi generali e a quelli del fronte della resistenza, non ha permesso che lo slancio diplomatico venisse compromesso, e il crimine si è infine trasformato in un’opportunità per rafforzare ulteriormente l’unità all’interno di questo fronte. Si sottolinea che l’instaurazione di un cessate il fuoco e la fine della guerra in Libano sono parte integrante dell’accordo globale per la cessazione del conflitto (approvato l’8 aprile). Il ripetuto riferimento al ‘Libano’ nel recente memorandum d’intesa riflette l’importanza strategica del Paese nel processo di riconciliazione. Il riferimento esplicito alla ‘fine della guerra su tutti i fronti, compreso il Libano’, insieme alla forte enfasi sul ‘rispetto della sovranità, dell’indipendenza nazionale e dell’integrità territoriale del Libano’, definisce chiaramente il quadro giuridico e strutturale di questo impegno internazionale. L’Iran, pur dimostrando la propria serietà, monitorerà attentamente gli sviluppi futuri e utilizzerà tutti i suoi strumenti strategici per garantire che le altre parti adempiano pienamente ai propri obblighi”. Agenzia di stampa Tasnim
“Lo sblocco dei beni iraniani congelati e il risarcimento per i danni di guerra sono due priorità economiche fondamentali di questo memorandum d’intesa, e gli Stati Uniti si impegnano a rispettarle.” “L’Iran considera l’accesso ai propri beni un diritto legale e continua a chiedere con fermezza un risarcimento per questa guerra illegale.” “In base a questo memorandum, gli Stati Uniti sono obbligati a revocare tutte le sanzioni primarie e secondarie, le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e quelle dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica.”
“I dettagli relativi alle questioni nucleari ed economiche saranno definiti entro 60 giorni dalla firma dell’accordo finale.” “Inoltre, con la firma di questo memorandum venerdì, tutte le restrizioni sulla vendita di petrolio, derivati del petrolio e prodotti petrolchimici iraniani saranno revocate immediatamente.” “La sicurezza, la dignità, la sovranità nazionale e l’integrità territoriale del Libano sono di fondamentale importanza per l’Iran, e il Paese ha dimostrato concretamente il proprio impegno in tal senso.”
E ancora ha detto: “La sicurezza dello Stretto di Hormuz è di grande importanza per l’Iran, e tutte le misure adottate negli ultimi mesi sono state pienamente conformi al diritto internazionale. In base al memorandum d’intesa, l’Iran, in quanto Stato costiero, in collaborazione con l’Oman e in consultazione con le parti interessate, garantirà la sicurezza e il passaggio sicuro delle navi attraverso questa via navigabile strategica.” “L’Iran non intende semplicemente riscuotere tariffe, ma definirà e riscuoterà i costi relativi ai servizi di navigazione, alla protezione ambientale e all’assicurazione navale forniti congiuntamente da Iran e Oman.” “Il memorandum non include disposizioni nucleari dettagliate; stabilisce invece che, entro 60 giorni dalla firma, si terranno colloqui bilaterali esclusivamente su questioni nucleari e sulla revoca reciproca delle sanzioni.” “Le posizioni dell’Iran in merito all’arricchimento e alle scorte di uranio altamente arricchito sono pienamente chiare e basate sugli obblighi previsti dal Trattato di non proliferazione nucleare (TNP). Resta tuttavia da vedere come si evolveranno gli sviluppi durante questi 60 giorni di negoziati.”
Ed ora uno sguardo agli scenari militari in Medio Oriente e Asia Occidentale aggiornato alle ore 16:00 del 15 giugno. Il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha annunciato che le forze statunitensi hanno dirottato 142 navi a supporto del blocco navale statunitense contro l’Iran. 42 navi sono state autorizzate a passare con aiuti umanitari.
Il Capo di Stato Maggiore israeliano: “Stiamo monitorando attentamente gli eventi, mantenendo i massimi livelli di vigilanza e prontezza in tutti gli ambiti. Il Libano è al centro della nostra attenzione”.
Il 14 giugno nel Libano meridionale: “Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno attaccato obiettivi di Hezbollah nella periferia di Beirut in risposta ai bombardamenti del territorio israeliano”, secondo quanto riportato dall’ufficio di Netanyahu. Alle 22:00 del 14 giugno si segnalava una vasta ondata di attacchi delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) nel Libano meridionale. Due soldati feriti da un razzo sparato da Hezbollah nel Libano meridionale.
Alle ore 02:50 del 15 giugno, ore italiane, il popolo libanese esulta per l’accordo raggiunto tra Iran e Stati Uniti, con l’Iran che conferma che l’intesa prevede la fine dei combattimenti su tutti i fronti, compreso il Libano. L’esercito israeliano lascia carri armati e mezzi militari su entrambi i lati delle strade prima di ritirarsi dal Libano meridionale. In seguito all’accordo del Memorandum d’intesa, gli abitanti della regione di Nabatieh, nel Libano meridionale, tornano alle loro case.
Canali legati all’alleanza sciita affermano che sono in corso preparativi per il lancio di missili dall’area della capitale yemenita Sana’a in caso di violazioni dell’accordo da parte di Israele.
Il 14 giugno Warlord afferma: “I movimenti delle navi visibili nello Stretto di Hormuz nelle ultime 24 ore, tracciabili tramite il sistema di identificazione automatica (AIS) su MarineTraffic.com mostrano che nessuna nave ha attraversato il sistema di separazione del traffico iraniano, ma diverse hanno transitato nelle acque dell’Oman attraverso la rotta sicura precedentemente stabilita dal “Progetto Libertà””.
La prima nave ad attraversare lo Stretto di Hormuz dopo l’annuncio di un accordo di cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran sarebbe una nave metaniera battente bandiera maltese chiamata “Disha”, che ha navigato utilizzando il sistema di separazione del traffico (TSS) iraniano. In ogni caso: “Lo Stretto di Hormuz è chiuso fino a nuovo avviso e da oltre 96 ore la Marina delle Guardie Rivoluzionarie non ha permesso il passaggio di alcuna imbarcazione”.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
Segui i nostri aggiornamenti su Spigolature geopolitiche: https://t.me/agc_NW e sul nostro blog Le Spigolature di AGCNEWS: https://spigolatureagcnews.blogspot.com/










