#ISRAELIRANWAR. Ali Khamenei batte Donald Trump: in Asia i funerali oscurano le cerimonie americane dei 250 anni. Libano: attacchi costanti, 4.000 morti. I cristiani libanesi smentiscono Netanyahu

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“Abbasso Israele e abbasso all’America” sono stati gli slogan più esposti durante i funerali a Teheran per l’Ayatollah Seyyed Ali Khamenei. Secondo il Municipio di Teheran: dalle 5:30 alle 15:00 del 4 luglio, oltre 2,2 milioni di persone hanno utilizzato la metropolitana di Teheran per raggiungere il luogo dell’esposizione della bara di Khamenei. 

L’inno nazionale della Repubblica Islamica dell’Iran è stato cantato all’unisono dai presenti riuniti presso la Grande Moschea Imam Khomeini di Teheran durante il corteo funebre del leader della Rivoluzione Islamica, l’Ayatollah Seyyed Ali Khamenei. Oggi la salma sarà a Qom per poi lasciare l’Iran e andare nelle città sante irachene di Najaf e Karbala l’8 luglio e rientrare in Iran a Mashhad per la sepoltura definitiva presso il Santuario dell’Imam Reza. A Najaf sono stati registrati 351 convogli per il percorso funebre, e sono attivi anche i convogli familiari e le Hussainiyah (sala per cerimonie e luogo di culto centrale per l’Islam Sciita). A Karbala sono stati predisposti oltre 400 convogli.

Il Ministero delle Comunicazioni iraniano ha iniziato a utilizzare palloni aerostatici per migliorare la copertura cellulare e dare modo a tutti i presenti di testimoniare a tutto il mondo con foto e riprese l’evento che in Medio Oriente, Asia occidentale e Asia orientale ha offuscato la commemorazione dei 250 anni dalla nascita degli Stati Uniti. 

Delegazioni da 100 paesi del mondo, il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha incontrato la delegazione di Hezbollah, Muhammad Ismail Darwish e altri funzionari di Hamas ancora i rappresentanti del movimento Amal libanese a Teheran. Nonché la delegazione Houthi. L’asse della Resistenza dunque ha avuto con buona pace di Israele un posto in prima fila alla commemorazione di Khamenei. 

Il primo Ministro Netanyahu e il Presidente Trump hanno concordato di incontrarsi presto negli Stati Uniti. Il presidente Trump ha dichiarato a Channel 12 che il primo ministro Netanyahu ha richiesto un incontro con lui alla Casa Bianca e che l’incontro potrebbe avere luogo già questa settimana, dopo il suo ritorno dal vertice NATO. “Stiamo andando alla grande. Sapete chi è al comando. E anche lui (Netanyahu) sa chi è al comando”, ha detto Trump, riferendosi a se stesso.

Trump ha dichiarato di “essere rimasto sorpreso nel vedere alcuni iraniani piangere ai funerali, dicendo di pensare che odiassero Khamenei. Forse sono lacrime finte”. Ha detto in una intervista. 

I negoziati Stati Uniti – Iran sono sospesi fino alla fine di funerali dell’Ayatollah. 

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha dichiarato che gli sforzi per raggiungere la pace in Medio Oriente non saranno sostenibili senza il supporto dei paesi della regione e che non si può permettere a Israele di far deragliare l’accordo tra gli Stati Uniti e la Repubblica Islamica dell’Iran. Ha inoltre aggiunto che, a suo parere, il governo israeliano sta cercando di minare e indebolire l’accordo tra Stati Uniti e Iran.

Sul quotidiano israeliano Yediot Aharonot, Ronen Bergman scrive: “L’ufficio del Primo Ministro Benjamin Netanyahu ha esercitato pressioni sull’esercito e sui servizi segreti israeliani affinché firmassero un documento che dichiarasse la distruzione delle capacità nucleari dell’Iran, nonostante le valutazioni iniziali in Israele, basate su informazioni di intelligence provenienti da satelliti, droni e altre fonti, avessero concluso che il danno fosse significativo ma non completo, e certamente non equivalesse alla distruzione”.

Netanyahu in diretta tv chiamato a commentare i funerali dell’Ayatollah rispondendo a una domanda sul Libano ha detto che: “i villaggi cristiani in Libano, […] alcuni di loro hanno addirittura chiesto di essere annessi a Israele perché li proteggiamo da Hezbollah”. 

Immediata la risposta dei villaggi cristiani in Libano che smentiscono le affermazioni di Netanyahu. Il sindaco del villaggio cristiano di Rmeish ha categoricamente smentito le dichiarazioni di Benjamin Netanyahu secondo cui alcuni villaggi cristiani nel Libano meridionale avrebbero chiesto di unirsi a Israele. Hanna Al-Amil, sindaco di Rmeish, ha sottolineato che l’affermazione di Netanyahu, secondo cui alcune comunità cristiane nel Libano meridionale vorrebbero unirsi a Israele per proteggersi dalle forze di Hezbollah, è completamente infondata. Ha definito tali dichiarazioni false e ha ribadito che non hanno alcun fondamento nella realtà del Libano meridionale.

Netanyahu nell’intervista ha anche detto: “L’Iran è una nazione di circa 90 milioni di abitanti. Circa l’80% di loro odia questo regime. Ma ci sono ancora diversi milioni di persone che possono scendere in piazza. E ovviamente gridano “Morte a Trump” e “Morte a me””. I numeri della piazza hanno smentito il primo Ministro di Israele. 

Marwan Barghouti si candida alla presidenza palestinese dalla prigione israeliana, mentre Hamas ha annunciato le dimissioni del governo di Gaza per lasciare spazio a una commissione tecnica. Tutti i dipendenti governativi manterranno le loro posizioni. Il Ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar sull’annuncio di Hamas relativo allo scioglimento del suo comitato governativo: “Il piano che Hamas sta seguendo è una semplice manovra. Si tratta della volontà di spianare la strada a un governo tecnocratico che si assuma la responsabilità di Gaza e di astenersi dal disarmarla. Il movimento Hamas cerca di implementare il modello di Hezbollah”.

Il quotidiano libanese Al-Akhbar, legato a Hezbollah, riporta che, dopo una serie di colloqui tecnici tra Teheran e Washington a Doha, permangono profonde divergenze su diverse questioni, dai dettagli per la ripresa della navigazione nello Stretto di Hormuz alle garanzie per lo sblocco di 6 miliardi di dollari, fino al cessate il fuoco in Libano

Le Forze di Difesa Israeliane stimano che circa 2.500 combattenti di Hezbollah siano attualmente schierati lungo il fronte davanti a Israele nel Libano meridionale. L’esercito stima che circa 1.200 combattenti rimangano a sud del fiume Litani, la maggior parte concentrata nella parte settentrionale dell’area, con altri 1.300 lungo il fiume Litani.

Secondo Human Rights Watch sarebbe stato avviato un progetto di insediamento israeliano in Siria. L’organizzazione ha annunciato l’avvio di un progetto di insediamento israeliano in territorio siriano, affermando che il progetto mira a consolidare la presenza permanente di coloni ebrei israeliani e i relativi interessi economici al fine di gestire il sistema di sicurezza e controllare le aree siriane.

In seguito all’avvio del progetto di insediamento israeliano in Siria, decine di coloni ebrei israeliani sono entrati in territorio siriano nel silenzio del governo siriano di al Sharaa. L’emittente israeliana Kan ha riportato che circa 70 coloni ebrei del movimento sionista “Bashan” hanno tentato di infiltrarsi in territorio siriano nella zona del Monte Hermon, causando il caos nella regione.

La rete yemenita Al-Masirah riporta l’atterraggio di un aereo iraniano all’aeroporto di Sana’a e la sua partenza verso Teheran è il primo aereo iraniano ad atterrare all’aeroporto di Sana’a in 15 anni. Lo Yemen è sottoposto a sanzioni da quasi 11 anni. Zayf Allah al-Shami, membro dell’ufficio politico di Ansar Allah in Yemen: “Siamo arrivati ​​a Teheran con un volo speciale, nell’ambito di un’operazione umanitaria. Oltre alla delegazione politica e sociale, abbiamo anche riportato a casa pazienti e feriti che erano in cura all’estero. La forte presenza di personalità religiose, politiche e sociali yemenite a questo evento dimostra il fallimento dei tentativi del nemico (Arabia Saudita e Stati Uniti) di imporre un assedio e una situazione di stallo allo Yemen. Questo viaggio segna l’inizio di un percorso per continuare i voli e rompere l’assedio. Se i nostri diritti non verranno ripristinati attraverso la diplomazia e il negoziato, il linguaggio della forza e delle armi sarà la nostra ultima risorsa”. I media yemeniti hanno rilasciato una dichiarazione: “Siamo preparati a tutti gli scenari”.

L’ Ambasciatore iraniano in Cina: “Tratteremo i paesi amici con particolare riguardo nello Stretto di Hormuz”. Rahmani Fazli ha dichiarato: “Avremo sicuramente una considerazione speciale per la Cina, poiché la Cina è un paese amico.”

I media iraniani riportano la nomina dell’ammiraglio Ali Azmayee a nuovo comandante della marina del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche. Un alto consigliere della guida iraniana, il generale Yahya Rahim Safavi, ha affermato che Iran e Israele sono in una “guerra per la sopravvivenza”, aggiungendo che, a suo parere, sarà l’Iran a sopravvivere, mentre Israele “scomparirà”.

L’aeroporto internazionale di Bandar Abbas ha ripreso le operazioni il 5 luglio dopo una pausa di quattro mesi, ricevendo il suo primo volo passeggeri da Mashhad. I voli per Teheran, Shiraz, Yazd e Mashhad saranno gradualmente aggiunti all’orario dell’aeroporto.

La Procura di Teheran ha annunciato che è stata emessa un’incriminazione contro Reza Pahlavi per molteplici reati legati alla sicurezza nazionale e al terrorismo, e che il caso è stato deferito al tribunale. Riferendosi alla portata del caso, il Procuratore di Teheran ha dichiarato che l’indagine riguarda una serie di presunti atti criminali attribuiti all’imputato negli ultimi anni, in particolare dal gennaio 2024.

Ed ora uno sguardo agli scenari militari aperti in Medio Oriente e Asia occidentale aggiornato alle ore 15:30 del 6 luglio. Il due luglio undici caccia F-15E Strike Eagle dell’aeronautica statunitense del 492° Fighter Squadron sono rientrati alla base aerea di Lakenheath, nel Regno Unito, dalla base aerea di Muwaffaq Salti, in Giordania. Tutti e otto gli F-15E presentano diverse marcature di bombe a guida di precisione GBU-38 Joint Direct Attack Munition (JDAM), utilizzate durante i combattimenti contro l’Iran. Due F-15E presentano anche marcature di missili da crociera aviolanciati AGM-158 Joint Strike Missiles (JASSM).

Il 5 luglio, 8 caccia A-10 Warthog sono stati schierati presso la base aerea King Hussein in Giordania. Questi caccia vengono utilizzati per supportare le operazioni di terra. L’agenzia di stampa Fars cita una fonte militare che conferma la partenza di almeno 11 aerei americani per il rifornimento in volo dall’Asia occidentale.

Gli israeliani si sono rifiutati di aprire il cancello di Deir Ammar per permettere a un neonato in condizioni critiche di raggiungere l’ospedale con l’ambulanza che lo attendeva dall’altra parte del cancello. Il varco fa parte della “comunità recintate” di Gaza. Un soldato israeliano ha lanciato una granata stordente contro un veicolo fermo che trasporta palestinesi nel campo profughi di Qalandiya, Giordania controllato da Israele.

Le forze israeliane prendono d’assalto la città di Al-Bireh in Cisgiordania

Sono proseguiti senza sosta gli attacchi israeliani in Libano meridionale: attacco israeliano a Nabatieh al-Fawqa, tre i civili morti. Esplosioni segnalate anche a Bint Jbeil. Oltre 4.000 morti, 12.000 feriti, 90.000 case distrutte e un milione di senzatetto.

I media libanesi riferiscono che un elicottero Apache delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) ha lanciato cinque missili nell’ultima ora contro obiettivi nel villaggio di Majdal Zun, nel Libano meridionale (il settore occidentale è il villaggio dove le IDF hanno effettuato un’insolita esplosione di un’importante infrastruttura sotterranea di Hezbollah circa una settimana fa). Hezbollah ha seppellito il 4 luglio, 49 dei suoi membri in otto diversi villaggi nella regione di Jour, nel Libano meridionale.

Le forze speciali dell’IDF hanno individuato militanti di Hezbollah che operavano su motociclette nella zona di Al-Aqida, vicino alle forze dell’IDF. Dopo l’individuazione, l’IDF ha condotto un attacco mirato contro il gruppo.

Infiltrazione di forze israeliane registrate nella città di Hadatha. Secondo il corrispondente di Al Mayadeen: bombardamenti di artiglieria israeliani prendono di mira la città di Qabrikha nel distretto di Marjayoun, Deir Sirian, Braachit e Bint Jbeil nel Libano meridionale.

Il 4 luglio registrati scontri tra drusi e l’esercito siriano infuriano nel sud della Siria

Caccia F-16C dell’aeronautica irachena hanno effettuato raid aerei contro militanti vicino a Kirkuk, il 5 luglio

Sempre il 5 luglio, una nave è stata attaccata da uomini armati a nord-ovest del porto di Hudaydah.

Ancora il 5 luglio, imbarcazioni delle Guardie Rivoluzionarie deviano 6 navi dalla rotta omanita nello Stretto di Hormuz. Windward ha riferito che 2 navi hanno cambiato rotta, abbandonando il cosiddetto “corridoio omanita” per dirigersi verso l’Iran, e 4 navi sono tornate nel Golfo Persico. Bloomberg ha riportato che 8 navi, intenzionate a percorrere la rotta supportata dagli Stati Uniti, hanno improvvisamente cambiato rotta, alcune utilizzando la rotta iraniana; ciò è stato confermato anche da immagini satellitari. Windward afferma che questi cambi di rotta coincidono con la presenza di pattugliatori delle Guardie Rivoluzionarie e che la Marina delle Guardie Rivoluzionarie emette avvisi radio alle navi che utilizzano una rotta diversa da quella sicura iraniana.

Fars News Agency riporta che la rotta marittima da Deyr (Iran) ad Al Ruwais (Qatar) è ripresa dopo una sospensione di 5 mesi. 12 petroliere cariche di petrolio provenienti da Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar, rimaste bloccate nel Golfo Persico per circa cinque mesi, hanno ottenuto il permesso di attraversare le acque territoriali iraniane e sono dirette in Giappone.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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