
A quanto pare, la Peace Council Foundation di Donald Trump è rimasta senza fondi quattro mesi dopo la sua creazione. A darne notizia il Financial Times, nessun fondo è stato depositato sui conti dell’organizzazione, nonostante le promesse di donazioni per un totale di 17 miliardi di dollari. Di questi, 7 miliardi sono stati promessi dagli stati membri del Consiglio e altri 10 miliardi sarebbero dovuti provenire dal bilancio statunitense.
Tra i paesi che vorrebbero collaborare la Turchia che ha duramente criticato Israele. Il presidente Erdoğan su Netanyahu: “Gli eventi che si verificano a Gaza rappresentano una posizione distinta per noi in questa festività. Credo che anche il tiranno chiamato Netanyahu riceverà la lezione che si merita di fronte ai musulmani di tutto il mondo”.
FT osserva che l’organizzazione si trova in un limbo politico e legale, il che sta ritardando l’attuazione dei progetti per la ricostruzione della Striscia di Gaza. In precedenza, 19 stati avevano firmato lo statuto del Peace Council e la Casa Bianca aveva invitato più di 50 paesi ad aderire all’iniziativa. Nel frattempo i rumors danno Elise Marie Stefanik che ha avuto ingenti somme per la campagna elettorale dalla lobby ebraica come sostituta di Tulsi Gabbard.
In Israele il primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu in una riunione del gabinetto politico-militare: “Su mie istruzioni e su quelle del Ministro della Difesa, insieme al Capo di Stato Maggiore, stiamo intensificando le nostre operazioni in Libano. Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) stanno operando con forze significative sul terreno e occupando aree controllate. Stiamo rafforzando la zona di sicurezza per proteggere gli insediamenti nel nord. Allo stesso tempo, stiamo conducendo un ampio sforzo nazionale per promuovere soluzioni creative e innovative contro i droni esplosivi. Sosteniamo e lodiamo i nostri eroici comandanti e soldati. Sono in profondità nel territorio. Contiamo su di voi!”. E ancora ha detto: “Conosco l’America, l’America è una cosa che può essere facilmente spostata, spostata nella giusta direzione”.
Ben Gvir ha aggiunto che Israele non “permetterà” a Trump di firmare un cattivo accordo con l’Iran
Internamente piovono critiche al governo: per il quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth, giornalistaNadav Eyal: “La teoria secondo cui la conquista di territori in Libano o l’avvio di operazioni in tutto il paese avrebbe esercitato pressioni interne su Hezbollah per indurlo al disarmo è fallita da tempo. Allo stesso modo, l’idea che la nuova zona di sicurezza garantisca la sicurezza degli abitanti del nord è recentemente smentita”. Si tratta per il giornalista di: “Una combinazione di slogan vuoti, uso eccessivo della forza militare e mancanza di visione strategica ha portato all’attuale situazione con Hezbollah. A causa degli errori di Israele, siamo diventati degli emarginati, completamente dipendenti dagli Stati Uniti. Ora dobbiamo renderci conto che disarmare Hezbollah non è uno scenario realistico e dobbiamo passare ad altri piani, anche se meno entusiasmanti”.
Il Ministro della Difesa israeliano Israel Katz è tornato a parlare dei piani di deportazione da Gaza: “Il piano per la deportazione da Gaza sarà attuato al momento opportuno e nel modo opportuno”. E ancora ha detto: “Se sparano contro i nostri insediamenti, in base alla situazione a cui li abbiamo abituati in passato, dovremmo evacuare gli abitanti di Dahieh, attaccare e radere al suolo l’insediamento. Se ci sono droni, non ci saranno persone. Attualmente ci troviamo in una situazione complessa con gli Stati Uniti a questo proposito. Allo stesso tempo, siamo determinati a difenderci in ogni modo; nessuno ce lo impedirà”.
Il capo di stato maggiore delle Forze di Difesa Israeliane (IDF), Eyal Zamir, ha presentato oggi al gabinetto di sicurezza israeliano nuovi dati che mostrano come, dall’ottobre 2023, le forze israeliane abbiano ucciso circa 8.000 presunti combattenti di Hezbollah, secondo quanto riportato da Ynet. Circa 2.500 sono stati uccisi durante l'”Operazione Leone Ruggente”, mentre altri 700 combattenti sono stati uccisi dopo l’entrata in vigore del cessate il fuoco.
Si apprende dai media giordani che vi sarebbe un piano americano-israeliano per revocare la tutela giordana su Al-Aqsa e sostituirla con un’amministrazione israeliana, che avrebbe un ruolo chiave nella nomina di imam e predicatori e nell’approvazione del contenuto dei sermoni della preghiera del venerdì. Nel frattempo si sono uditi cori di sostegno a Gaza e alla resistenza dopo la preghiera dell’Eid a Jabal al-Taj, nella capitale giordana Amman.
Le Brigate Al-Qassam annunciano nel giorno della festa dell’Eid al-Adha: “Gaza resiste, il nostro popolo e la nostra nazione, i nostri coraggiosi Mujahideen in ogni campo. Ogni anno siamo più vicini alla liberazione”. Le Qassam affermano che dopo l’uccisione di Mohammed Odeh, l’intera leadership delle Brigate Qassam all’alba del Diluvio di Al-Aqsa è stata uccisa.
È stata registrata una massiccia distorsione dei segnali del sistema di identificazione automatica a nord-ovest di Dubai, nel Golfo Persico, con centinaia di navi che apparivano una sopra l’altra.
Il Vice Segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale dell’Iran: “Teheran e Washington non hanno ancora raggiunto un accordo sull’apertura dello Stretto di Hormuz”. Le compagnie di telecomunicazioni iraniane hanno ripristinato completamente il servizio internet dopo 88 giorni di interruzione quasi totale, IRNA.
L’ambasciatore russo presso le Nazioni Unite, Vasily Nebenzya, agli Stati del Golfo sull’Iran: “Siete ostaggi della politica americana in Medio Oriente. Lo dicevamo già da tempo: se fosse successo qualcosa del genere, sareste inevitabilmente finiti in questa crisi, che lo aveste voluto o no”. Sempre dalla Russia: “La proposta di Mosca di trasportare uranio arricchito iraniano in Russia rimane sul tavolo”, ha affermato il viceministro degli Esteri russo Sergei Ryabkov. Mentre il presidente Masoud Pezeshkian ha esortato il parlamento iraniano ha pensare a soluzioni nel campo economico: “Il principale campo di battaglia è la guerra economica. Se gli attivisti economici falliscono, il Paese fallisce”.
Ed ora uno sguardo agli scenari militari aperti in Medio Oriente e Asia occidentale aggiornata alle ore 14:30 del 27 maggio. Secondo ilComando Centrale degli Stati Uniti”Abbiamo dirottato 108 navi commerciali fino ad oggi per garantire il rispetto del blocco dei porti iraniani”. Secondo Channel 12: “Gli Stati Uniti hanno avvertito Israele di non attaccare Beirut in alcun modo”.
Fonti ebraiche riportano che un’auto ha preso fuoco ed è esplosa ad Haifa. Un corpo è stato trovato all’interno dell’auto e la sua identità è ancora sconosciuta. Per Channel 12: “La minaccia degli attentatori suicidi è più pericolosa di quanto Israele immagini, e le soluzioni attuali non impediranno la prossima catastrofe”. Nella serata del 26 maggio due intercettazioni a Kiryat Shmona senza alcun allarme. Esplosioni udite nel Dito di Galilea
Nella notte dell’Eid, morti e feriti a seguito del bombardamento di un edificio residenziale nel quartiere di Al-Ramal, nella zona ovest di Gaza City, da parte delle IDF.Hamas: “Gaza, che non conosce la resa… I commercianti stanno ripulendo i danni causati dai bombardamenti israeliani nel quartiere di Al-Ramal, a ovest di Gaza City”.
Nella giornata del 26 maggio, oltre 30 libanesi, tra cui bambini, uccisi in più di 180 raid israeliani in tutto il Libano in poche ore , Ministero della Salute libanese. Nella giornata del 27 maggio, diversi soldati israeliani sarebbero rimasti feriti dopo che un veicolo Hummer è stato colpito da un ordigno esplosivo improvvisato nel Libano meridionale. Hezbollah ha utilizzato un drone FPV. I droni di Hezbollah grazie alle telecamere termiche hanno cominciato a dare la caccia ai militari israeliani. E ancora nell’attacco contro le IDF a Bint Jbeil, Hezbollah ha rivendicato l’azione in segno di vendetta per le bambine di Minab.
Il 27 maggio Israele ha attaccato: la periferia della città meridionale di Nabatieh al-Fawqa, la città meridionale di Dabin, Hubush e Nabatieh nord; città di Douair; città di Jibshit; scontri diretti con armi leggere registrati a Zawtar orientale, presso la fattoria di Zutam e vicino al complesso culturale e all’area di ritrovo. Smentita da Hezbollah l’avanzata delle IDF nella città di Mifdoun o verso i quartieri della città nella parte orientale di Zaoutara. Hezbollah inoltre ha affermato di aver mirato i punti e le posizioni delle IDF nella parte orientale di Zaoutara con droni e razzi.
In una nota di Hezbollah: “Alle 04:00 di mercoledì 27 maggio 2026 colpite le forze israeliane presso il valico fluviale di Zawtar al-Sharqiya con lanciarazzi, proiettili di artiglieria e missili pesanti, nell’ambito di un’azione di contrasto all’avanzata dell’esercito nemico verso la città. Alle 09:00 di mercoledì 27 maggio 2026, Hezbollah hanno ingaggiato le forze nemiche israeliane a distanza ravvicinata presso il complesso di ricognizione di Zawtar al-Sharqiya, utilizzando armi leggere e medie, costringendo le IDF alla ritirata prima che le forze israeliane effettuassero un intenso fuoco di sbarramento nella zona. Alle 11:10 di mercoledì 27 maggio 2026, Hezbollah ha preso di mira un carro armato Merkava nella zona di Bostan Zatim a Zawtar al-Sharqiya con un drone d’attacco Ababil. Alle 12:10 di mercoledì 27 maggio 2026, Hezbollah ha colpito con un lancio di razzi un assembramento di veicoli e soldati dell’esercito nemico israeliano sulla collina di Khazzan a Zawtar al-Sharqiya e ancora un assembramento di veicoli e soldati dell’esercito israeliano presso il Complesso Culturale di Zawtar al-Sharqiya”.
Alle 13:30 nuova ondata di attacchi con droni di Hezbollah e scontro diretto con le forze israeliane. In risposta Israele ha compiuto nuovi raid aerei nell’area tra Al-Luweizeh, Milikh, la città di Nabatieh, Al-Dweir e Shoukin
Avvertimenti su uno scenario sanguinoso che coinvolge i gruppi di Jjawalni /al Sharaa in Iraq: “Gli esperti di sicurezza iracheni hanno lanciato l’allarme sulla diffusione dell’instabilità dalla Siria all’Iraq, esortando le autorità di Baghdad a rafforzare la sicurezza delle frontiere”.
Il British Maritime Trade Center il 26 maggio ha segnalato un’esplosione su una petroliera a 60 miglia nautiche a est di Muscat, direttamente nello Stretto di Hormuz. Dopo le indiscrezioni del WSJ sulla ripresa delProgetto Freedom il Comando Centrale degli Stati Uniti ha rilasciato una dichiarazione: “Il Progetto Freedom non è ripreso e le forze statunitensi non stanno attualmente scortando navi mercantili attraverso lo Stretto di Hormuz”.
La Televisione iraniana sulla Marina delle Guardie Rivoluzionarie ha riferito che 23 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz finora e l’attraversamento di altre navi continuerà nelle prossime ore. L’agenzia ISNA citando la Marina del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane: “Il passaggio di navi di paesi ostili attraverso lo Stretto di Hormuz è ancora vietato”.
La televisione iraniana mostra i resti di un drone americano abbattuto ieri nello Stretto di Hormuz e ancora è andato on line sui canali dei Pasdaran il video dell’intercettazione, avvenuta il 26 maggio, di un caccia F-35 americano e di un drone MQ-9. L’abbattimento del drone per i Pasdaran è avvenuto in: “Violazione dello spazio aereo del Paese nella regione del Golfo Persico”. Il video mostrerebbe quello che gli iraniani dicono da tempo che “i moderni sistemi di difesa aerea delle Forze Aerospaziali del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche sono stati in grado di rilevare un caccia stealth F-35 americano”.
Non solo secondo i media iraniani: “tutte le principali basi missilistiche sotterranee in Iran sono ora completamente o parzialmente riattivate. Circa l’80% degli ingressi dei tunnel crollati durante la guerra sono stati ricostruiti finora . Sono ancora necessari alcuni piccoli interventi di bonifica in alcune zone danneggiate come Tabriz, Khorramabad e Kermanshah”
Mohammad Akbarzadeh, Vice Capo degli Affari Politici della Marina del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche aggiunge: “La probabilità di una guerra è bassa a causa della debolezza del nemico, ma le forze armate sono in stato di massima allerta e con scorte di munizioni complete. Non c’è dubbio che trasformeremo l’area che si estende da Chabahar a Mahshahr (Ma’shur) in un cimitero per gli aggressori”.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
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