
Fine settimana all’insegna di attacchi reciproci tra Stati Uniti – CENTCOM – e Iran. Colpite le regioni del Golfo Persico oltre all’Iran. Il ministro degli Esteri saudita, il principe Faisal bin Farhan, e i suoi omologhi arabi di Qatar, Oman, Bahrein e Giordania hanno condannato i ripetuti attacchi dell’Iran contro i paesi della regione e respinto qualsiasi azione che mini la sovranità statale o minacci la sicurezza e la stabilità regionale, secondo quanto riportato da SPA e Al Arabiya.
L’iniziativa diplomatica coordinata è giunta dopo che l’Iran ha dichiarato chiuso lo Stretto di Hormuz domenica e ha colpito diversi stati del Golfo, tra cui il Qatar, dove tre persone sono rimaste ferite, e ha lanciato missili che sono caduti in Giordania. I ministri hanno anche discusso degli sforzi per ripristinare la sicurezza, ridurre le tensioni e garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. L’esercito statunitense ha insistito sul fatto che lo stretto rimane aperto nonostante la dichiarazione di chiusura da parte dell’Iran.
I Ministri degli Esteri dell’Unione Europea il 13 luglio si sono riuniti per discutere la possibilità di introdurre un divieto di importazione di merci provenienti dagli insediamenti israeliani. Mentre Russia e Cina pongono il veto a una risoluzione per discutere la questione nucleare iraniana nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
Il 10 luglio, il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti impone nuove sanzioni relative all’Iran. Sanzioni imposte a 8 individui e 6 società collegate all’Iran.
Benjamin Netanyahu ha dichiarato a Fox News che i preparativi per la fusione del Pentagono e dell’esercito israeliano inizieranno presto. Secondo i media israeliani, Netanyahu dovrebbe recarsi negli Stati Uniti la prossima settimana per partecipare ai funerali del senatore Lindsey Graham, con un possibile incontro con Trump a margine della visita.
In materia di politica estera, Il ministero degli Esteri israeliano ha avuto un incontro con il Presidente degli Stati Uniti Trump. “Abbiamo comunicato direttamente al Presidente degli Stati Uniti Trump tutte le nostre preoccupazioni riguardo alla vendita di caccia F-35 alla Turchia. Le nostre preoccupazioni sono in aumento. È fondamentale garantire che Israele mantenga sempre una posizione dominante nella regione”, ha riferito il dipartimento.
Le Nazioni Unite, in una dichiarazione, hanno comunicato che lo scorso fine settimana il centro di distribuzione alimentare nella zona di Jabaliya, nel nord della Striscia di Gaza, è stato chiuso a causa della sua conquista da parte dei militanti di Hamas. Il Coordinatore delle Attività Governative nei Territori si è rivolto agli abitanti di Gaza: “I militanti di Hamas sono impegnati solo a consolidare il loro potere, seminare il terrore e privarvi dei diritti umani”. “…di assistenza tecnica a voi destinata.”
Ibrahim al-Mousawi, rappresentante di Hezbollah nel parlamento libanese, ha dichiarato alla stampa sui negoziati in corso, “che il movimento respinge completamente l’’accordo quadro’ perché lo considera invalido, illegale e contrario alla Costituzione”. Il Ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot ha confermato la partecipazione della Francia alla coalizione internazionale, insieme a Stati Uniti e Italia, volta a sostenere l’esercito libanese. L’obiettivo di questa iniziativa è garantire un monitoraggio continuo del cessate il fuoco e consentire all’esercito libanese di riprendere il pieno controllo di alcune aree strategiche, ponendo così fine al conflitto senza trasformare il Libano in un ostaggio regionale.
La Resistenza Islamica dell’Iraq ha annunciato: “Siamo saldi e impegnati nella via della resistenza. Che i nemici sappiano che le forze dell’Asse della Giustizia sono come un solo corpo, secondo il quadro jihadista delineato dal nostro leader Ayatollah Ali Khamenei. […] Non ci fermeremo a quanto abbiamo ottenuto, lavoreremo […] per aumentare la nostra prontezza in proporzione alle crescenti sfide e minacce poste dal nemico israeliano-americano.”
Le banche saudite stanno attivamente ritardando o respingendo i trasferimenti finanziari ai destinatari negli Emirati Arabi Uniti, interrompendo gli scambi commerciali tra i due paesi. Da metà maggio, le transazioni dai conti sauditi verso privati e aziende a Dubai sono state bloccate per giorni senza alcuna spiegazione e regolarmente annullate. Aumentano le tensioni politiche ed economiche, tra cui i disaccordi sui conflitti in Sudan e Yemen, le divergenti politiche petrolifere e la competizione per diventare il principale centro finanziario regionale. Nella giornata del 13 luglio temendo una reazione da parte di Ansar Allah, le rotte di due voli operati da una compagnia aerea affiliata all’Arabia Saudita, in partenza dal Cairo e da Gedda e diretti ad Aden, sono state dirottate su Gibuti.
Il Ministro degli Esteri Abbas Araghchi è arrivato l’11 luglio a Muscat. Il rappresentante iraniano e la sua controparte omanita hanno discusso di modalità e meccanismi per garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, citando il paragrafo 5 della dichiarazione congiunta. Durante i colloqui con l’Iran a Muscat, l’Oman ha proposto la creazione di due corridoi separati per la navigazione nello Stretto di Hormuz, secondo quanto riportato dalla CNN. L’Oman avrebbe proposto all’Iran una navigazione sulle due rotte a zero costi. Il 13 luglio il Ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato: “I colloqui con l’Oman di sabato si sono concentrati sulla gestione dello Stretto di Hormuz, ma gli Stati Uniti, facendo pressione sull’Oman, hanno impedito alle parti di raggiungere un accordo”.
Il 10 luglio in Iran era arrivata una delegazione del Qatar. Secondo l’agenzia di stampa Tasnim, la delegazione qatariota è giunta per ripristinare il proprio ruolo di mediatore dopo che il Qatar ha accusato l’Iran di coinvolgimento negli incidenti nello Stretto di Hormuz. Nel frattempo dall’Iran fanno sapere a Fars: “I negoziati con gli Stati Uniti non avranno luogo finché quel Paese non abbandonerà la sua posizione”.
In una dichiarazione Teheran afferma che non ha chiesto al presidente degli Stati Uniti Donald Trump di riprendere i negoziati, ma ha accettato di contattare il governo tramite intermediari, secondo quanto riportato dall’emittente televisiva e radiofonica IRIB. “Non abbiamo richiesto un nuovo ciclo di colloqui con gli Stati Uniti, ma abbiamo accettato di ricevere dei mediatori in Iran”, ha dichiarato un diplomatico iraniano all’emittente.
Ed ora uno sguardo agli scenari militari in Medio Oriente e Asia occidentale aggiornata alle ore 15:00 del 13 luglio. Immagini satellitari mostrano l’attività di ricostruzione nella centrale nucleare di Parchin. Altre immagini satellitari mostravano già il 10 luglio le portaerei USS Lincoln e USS Bush molto vicine alla costa iraniana distanza compresa tra 220 e 250 km dalla costa iraniana la più vicina dall’inizio degli attacchi USA Israele all’Iran.
Più della metà del personale militare americano addetto al rifornimento degli aerei presso la base aerea Prince Sultan in Arabia Saudita ha lasciato la base tra il 7 e il 10 luglio. Il 12 luglio CENTCOM fa sapere che “Gli Stati Uniti hanno colpito 140 obiettivi militari, tra cui sistemi missilistici e droni, infrastrutture navali, depositi di munizioni, centri di comunicazione e strutture di sorveglianza costiera”. “La terza serie di attacchi contro l’Iran in una settimana è stata completata; in tre giorni sono stati colpiti oltre 300 obiettivi”.
“Finora, gli attacchi del CENTCOM si sono concentrati sul territorio iraniano nello Stretto di Hormuz e nelle zone circostanti, non su attacchi più ampi all’intera costa meridionale dell’Iran”. La CNN, citando il portavoce del CENTCOM, il Capitano Tim Hawkins, riferisce che aerei militari statunitensi hanno abbattuto un missile da crociera antinave e un UAV lanciato contro navi in transito nello Stretto di Hormuz. Alle 04:37 ore italiane CENTCOM annuncia di aver concluso la recente ondata di attacchi contro l’Iran, che ha preso di mira decine di siti collegati a sistemi di difesa aerea, radar costieri, capacità missilistiche e di droni, e piccole imbarcazioni. L’operazione ha impiegato aerei da combattimento, navi militari, droni aerei ad attacco unidirezionale e, per la prima volta, droni navali ad attacco unidirezionale. Smentita la notizia della morte di tre militari nelle basi USA in Medio Oriente.
Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno annunciato di aver colpito un sito di produzione di armi appartenente ad Hamas a Gaza City. Le IDF affermano che diversi membri di Hamas si trovavano all’interno al momento dell’attacco. L’attacco aereo è avvenuto a Sabra, nella parte occidentale di Gaza City. Due raid aerei di Israele hanno colpito la zona di via “Roni” nel distretto di Mawasi, nella città di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza.
Attacco dei coloni israeliani al villaggio di Beitlo, Al-Zarqa, a ovest di Ramallah nella giornata dell’11 luglio. Tre cittadini palestinesi della famiglia Rezwan, sono rimasti feriti.Secondo laRadio dell’esercito israeliano: “Ieri sera, le forze dell’esercito israeliano hanno osservato un cittadino israeliano entrare a piedi in un sito militare a Hebron senza autorizzazione. Dopo essere uscito dal sito, è salito in macchina e ha tentato la fuga. Durante il tentativo di fuga, ha investito un ufficiale, vicecomandante della compagnia, provocandogli lievi ferite.”
Tra i danni arrecati dagli attacchi iraniani alle infrastrutture americane in Medio Oriente le immagini satellitari di bassa qualità mostrerebbero la distruzione di almeno due depositi nella base militare di Muwaqqar, in Giordania. Difesa aerea in funzione il 13 luglio in Giordania, le Guardie Rivoluzionarie Islamiche: “Nella prima fase della risposta a questi attacchi, […] combattenti islamici hanno incendiato diversi grandi depositi di missili e depositi di carburante presso la base aerea “Principe Hassan” in Giordania, utilizzando missili e droni. Il 13 mattina lancio di missili balistici da Khomein, Iran verso la Giordania. Sono stati lanciati almeno sei missili. L’esercito giordano annuncia di aver intercettato quattro missili balistici iraniani lanciati verso il Paese.
Attività di droni da ricognizione delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) sopra Dahieh, Libano. Bombardamento israeliano registrato il Libano a Bint Jbeil.
Il 12 luglio sono stati uditi spari nella Zona Verde di Baghdad. Sono stati avvistati anche dei carri armati, ma la causa non è stata ancora resa nota. Segnalate esplosioni anche in Iraq, presso una base militare statunitense al confine tra Kuwait e Iraq. Il Kuwait accusa le fazioni della resistenza irachena di aver preso di mira una piattaforma petrolifera offshore e diversi posti di frontiera.
Tre posti di frontiera nel nord del Kuwait e una piattaforma petrolifera offshore sono stati attaccati da droni durante un attacco iraniano. Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno annunciato di aver preso di mira depositi di carburante e un sistema di difesa aerea MIM-104 Patriot presso la base aerea di Ali Al-Salem, in Kuwait, e un sistema AN/FPS-117 presso la base aerea di Ahmed Al Jabar, sempre in Kuwait.
Alle 06:30 ore italiane l’IRGC annuncia di aver colpito una “base missilistica terra-terra” appartenente all’Esercito degli Stati Uniti in Kuwait, affermando di aver colpito depositi di munizioni contenenti missili balistici e due lanciatori HIMARS M142. La base in questione è probabilmente Camp Buehring; i missili HIMARS sono principalmente custoditi lì. Gli iraniani hanno definito questa la IV fase di risposta agli Stati Uniti.
Colpito a più riprese il Baharein. L’IRGC: “In seguito alla nostra risposta, abbiamo preso di mira il centro di comando e controllo dei droni dell’esercito statunitense in Bahrein, una struttura di manutenzione per elicotteri e l’hangar per i velivoli da guerra elettronica P-8 presso la base aerea di Sheikh Issa”. Segnalati tre impatti diretti in Bahrein. Almeno quattro missili balistici sono stati lanciati da Jam, nella provincia di Bushehr, verso il Bahrein. La base è stata colpita due volte in poche ore.
Secondo quanto riferito da alcuni residenti del Bahrain, è stata colpita anche la Naval Support Activity Bahrain. Alle 07:30 l’IRGC annuncia di aver preso di mira la Naval Support Activity Bahrain, un radar AN/FPS e un radar di sorveglianza marittima in Oman, con missili e droni.
Il Ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti: “Un incendio è scoppiato in uno dei magazzini della Zayed Military City”. Intercettazioni vicino ad Abu Dhabi, Emirati Arabi Uniti vicino alla base aerea di Al Dhafra.
Attacchi aerei sauditi contro l’aeroporto internazionale di Sana’a in Yemen per impedire l’atterraggio di un volo della compagnia iraniana Mahan Air. Questo avviene dopo che un aereo iraniano è entrato nello spazio aereo yemenita nonostante il blocco saudita. Yahya Saree, portavoce di Ansar Allah in Yemen: “[…] il criminale nemico saudita ha preso di mira l’aeroporto internazionale di Sana’a con una serie di raid aerei. Così facendo, hanno posto fine alla fase di de-escalation e si assumeranno la piena responsabilità delle conseguenze della loro aggressione. Affermiamo che questo attacco non resterà impunito e non passerà inosservato”. L’aereo iraniano è atterrato all’aeroporto di Al Hudaydah. Le milizie sostenute dall’Arabia Saudita che controllano aree dello Yemen hanno ordinato la chiusura immediata di tutti gli aeroporti fino a nuovo avviso.
Il Ministero degli Affari Esteri dello Yemen: “il cessate il fuoco con l’Arabia Saudita è terminato”. Nel pomeriggio del 13 luglio una petroliera sarebbe stata attaccata al largo delle coste dello Yemen.
Prima dell’ondata di attacchi del 12 luglio il presidente Trump aveva chiesto all’Iran di rilasciare una dichiarazione pubblica in cui affermi “che tutte le rotte verso lo Stretto di Hormuz sono aperte”. La risposta dell’Iran è stata la chiusura dello stretto di Hormuz. Nel pomeriggio de 12 luglio il traffico marittimo commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz è rimasto pressoché invariato nonostante il rapido deterioramento della situazione della sicurezza nella regione. Secondo Axios “Circa 20 navi commerciali hanno attraversato lo Stretto di Hormuz nelle ultime 24 ore in coordinamento con le forze armate statunitensi, mentre diverse altre lo hanno attraversato senza il coordinamento degli Stati Uniti”. Secondo MarineTraffic.com nessuna nave ha utilizzato il corridoio meridionale, sostenuto dagli Stati Uniti, ma ha usato il passaggio attraverso le acque omanite. Il 12 luglio, LlAutorità del Golfo Persico (l’organismo iraniano che controlla lo Stretto di Hormuz) risponde al CENTCOM: “Gentili parti interessate, A causa delle recenti attività illegali delle forze militari statunitensi nella regione, il transito attraverso lo Stretto di Hormuz è attualmente impossibile”. Il 13 luglio video amatoriale mostrano le navi ancora bloccate nello Stretto. Le navi mercantili hanno iniziato a transitare nello Stretto di Hormuz con i transponder spenti, riporta Bloomberg, citando dati della società di analisi Kpler.
A partire dalle 18 del 12 luglio l’esercito statunitense ha colpito diversi obiettivi nell’area dello Stretto di Hormuz. Secondo le fonti iraniane sono state colpite le località di: Khormogan; un missile sarebbe stato intercettato sopra Isfahan, nell’Iran centrale. Almeno 10 le esplosioni nel porto di Bandar Abbas colpita l’area portuale e l’aeroporto. L’Iran ha riportato un morto e quattro feriti nell’attacco statunitense a una stazione di pompaggio a Mashahar, tre le esplosioni. Colpita Minab. Colpite diverse località della regione del Khuzestan tra cui Behbahan e Dezful. “Quattro località tra Omidiyeh e Mahshahr colpite da nuovi attacchi statunitensi”, conferma il vice governatore del Khuzestan, Hayati. Segnalazioni di esplosioni ad Ahvaz, Khuzestan, il vicegovernatore smentisce che è stato colpito aeroporto. Secondo fonti locali l’aeroporto di Dezful/base aerea di Vahdati sarebbe stato colpito, colpita Andimeshk, Abadan e Shadega sempre in Khuzestan. L’IRIB segnala tre esplosioni a Jask fonti locali affermavano che non erano correlate ad attività militari marittime. Colpita Khondab, provincia di Markazi, ben all’interno dell’Iran continentale, notizie non confermate affermano che è stato colpito il centro nucleare di Khondab. Attività di difesa aerea a Kermanshah. Esplosioni a Behbahan, nell’Iran sudoccidentale. Una torre di comunicazione vicino al villaggio di Taherouyi a Sirik è stata colpita di nuovo, lo stesso sito preso di mira in precedenti attacchi, riporta l’IRIB.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
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