#ISRAELHEZBOLLAHWAR. Libano- Israele una questione irrisolta

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La questione libanese per Israele è tutt’altro che chiusa. Tra il 29 e il 30 gennaio si sono registrate le seguenti operazioni delle IDF contro Hezbollah, secondo Israele, contro i civili per le fonti libanesi vicino a Hezbollah. Un carro armato israeliano Merkava e due veicoli militari sono avanzati verso est, in direzione della città di Yaroun, posizionandosi nei pressi di un’abitazione e dopo lo sgombero l’hanno abbattuta. 

Un aereo da guerra israeliano ha sganciato una granata stordente vicino alla zona degli “Chalets” nel quartiere occidentale di Khiam. Le forze dIDF hanno lanciato razzi di segnalazione sul Monte Kahil, tra le città di Aitaroun e Maroun al-Ras, nel Libano meridionale. Un drone israeliano ha sorvolato Beirut e la sua periferia a bassa quota. Un drone israeliano si è schiantato nella città di Rabaa Thalathin. Attacco con mitragliatrici dalla zona di Al-Malikiyah verso la periferia delle città di Blida e Aitaroun. Attacco con mitragliatrici per mirare periferia della città di Naqoura. 

Questa attacchi sono ordinaria amministrazione in un Libano pieno di debiti non in grado di dare una normalità nella propria cittadinanza, in queste ore si stanno consumando manifestazioni degli insegnanti che chiedono un aumento degli stipendi ma si tratta solo degli ultimi segni di una società che non regge più la situazione che si è venuta a creare dopo le pressioni statunitensi e gli attacchi israeliani contro Hezbollah. 

A scendere in campo a favore della cittadinanza anche i veterani di guerra stanchi di vedere aggrediti i propri cittadini dalla polizia. 

E per tornare alla questione Israele – Libano. Il governo Netanyahu supportato dagli Stati Uniti sta chiedendo da tempo alle forze di UNIFIL di sloggiare dal sud del Libano per metterci unità di israeliani che hanno già preso posizione in cinque punti a sud del Litani per il controllo del territorio libanese. 

Nel frattempo a osteggiare i piani espansionistici di Israele a sud del Litani sembrano essersi imposti Tedeschi, francesi, italiani e spagnoli che hanno dichiarato che non se ne andranno con l’UNIFIL. La Germania sta costruendo un enorme centro sulla costa a Naqoura riportano fonti locali. 

Una fonte militare israeliana ha dichiarato ad Al-Hadath che: “Hezbollah sta lavorando per ricostruire vari sistemi all’interno dei villaggi nel Libano meridionale”. “Hezbollah si sta preparando per un futuro scontro militare”. “Ci sono attività segrete di Hezbollah in prima linea”. “Hezbollah sta cercando di mantenere le sue armi finché l’esercito non impone il suo controllo”. 

Di questo parere è l’Alma Institute for Israeli Research: “La nostra valutazione: l’attuale ritmo di ricostruzione militare di Hezbollah supera la portata delle contromisure israeliane. Si stima che Hezbollah possieda fino a 25.000 razzi e missili, con una significativa capacità di lancio giornaliera, una flotta di droni in crescita e una forza lavoro di decine di migliaia di combattenti. L’unità Radwan, nonostante i danni subiti, è in fase di riparazione e continua a fungere da principale braccio offensivo dell’organizzazione”.

E ancora: “Nel frattempo, Hezbollah sta affrontando un’erosione della leadership e sfide alla leadership, ma mantiene una posizione strategica a nord del fiume Litani e nella valle della Bekaa, comprese reti di tunnel e infrastrutture di lancio. Nella sua situazione attuale, Hezbollah è praticamente in grado di unirsi allo scontro regionale, in attesa di una decisione strategica da parte del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche a Teheran”.

Di fatto però Hezbollah che ha siglato un accordo di pace con Israele esausto da un punto di vista degli uomini e delle armi, non sembra mostrare queste unghie affilate. La strada “Beirut – Teheran” che un tempo faceva arrivare le armi direttamente a Hezbollah sembra essere stata interrotta in più punti come per esempio la Siria. 

Nel frattempo l’esercito libanese sta ottemperando al suo mandato di togliere le armi a Hezbollah e a quel che resta della resistenza islamica. Una fonte del movimento Fatah ha dichiarato ad Al-Jadeed: “L’esercito libanese entrerà nel campo di Beddawi nei prossimi giorni per prendere il controllo dei posti di blocco delle fazioni all’interno del campo, ponendoli sotto la sua supervisione. È probabile che ciò accada entro i prossimi due giorni”. Quello che sta succedendo a Beddawi è successo in tutti i campi di Fatah e nessuno ha opposto resistenza. 

Il dato nel dato è che le armi che vengono sequestrate dall’esercito libanese non vengono lasciate in mano ai militari ma vengono trattenute dagli stati Uniti e da Israele e questo non denota una particolare fiducia nell’esercito libanese che invece sta cercando di trovare una quadra nel complesso sistema tribale armato locale. 

Per altro non mancano i problemi di spionaggio. Il Libano si sente osservato; spesso vengono trovate telecamere per la rilevazione e osservazione nascoste nelle pietre del territorio libane di origine Israeliana. Il 27 gennaio per esempi, un sospettato è stato “arrestato per collaborazionismo con il nemico nella città di Ansar, nel Libano meridionale”. A darne notizia la Sezione Informazione delle Forze di Sicurezza Interna che “ha arrestato un cittadino libanese (A.M.) nella città di Ansar, nel Libano meridionale, con l’accusa di aver comunicato e collaborato con il nemico israeliano”.

Nel comunicato delle Forze di Sicurezza Interna si legge: “La forza d’attacco della Sezione Informazione ha fatto irruzione nella sua abitazione martedì 27 gennaio 2026 e lo ha arrestato. Ha inoltre fatto irruzione nell’abitazione della sua famiglia e ha confiscato dispositivi elettronici ed effetti personali prima di portarlo al Quartier Generale delle Forze di Sicurezza Interna. Secondo le informazioni della stazione, il detenuto lavora nel settore immobiliare e aveva studiato in Italia prima di tornare in Libano qualche tempo fa”. Le indagini sono in corso sul sospetto e la sicurezza determinerà il suo coinvolgimento o meno.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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