#ISRAELHAMASWAR. Uccisi tre giornalisti del Comitato egiziano a Gaza centrale. Nuovi insediamenti israeliani a sud del Libano

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Il Comando Centrale dell’Esercito degli Stati Uniti ha annunciato ufficialmente l’arrivo di aerei F-15 in una base in Medio Oriente, presumibilmente in Giordania, nell’ambito del rafforzamento militare statunitense in corso a causa delle tensioni con l’Iran. Anche se Israele continua a dire che non sono previsti attacchi. imminenti. 

La portaerei CVN 72 Abraham Lincoln ha disattivato il transponder, rendendo difficile per i non addetti ai lavori seguirne i progressi. Donald Trump attende risposte all’invito a partecipare al Consiglio per la Pace e ha fatto sapere che potrebbe guidare il Consiglio a vita, ha riportato Bloomberg.

Voli cargo C-17 dell’Aeronautica Militare statunitense in corso nelle ultime 48 ore per il trasporto di equipaggiamento militare in Asia occidentale. Secondo il WSJ, ulteriori difese aeree statunitensi sono state inviate in Asia occidentale, inclusi altri sistemi di difesa missilistica Patriot e THAAD.

“Il presidente potrebbe ancora guidare il suo proposto “Consiglio per la Pace” dopo aver lasciato la Casa Bianca. Resterà a capo fino alle sue dimissioni… Un futuro presidente degli Stati Uniti potrebbe nominare o proporre un rappresentante ufficiale degli Stati Uniti nel consiglio”, ha affermato Bloomberg citando un funzionario statunitense rimasto anonimo. Nel frattempo, il ministro delle Finanze canadese François-Philippe Champagne ha dichiarato che il Canada potrebbe aderire al Consiglio per la Pace di Trump, ma a una condizione importante: “Molti dettagli devono essere definiti, ma una cosa è chiara: il Canada non pagherà [la quota di 1 miliardo di dollari] se aderisce.”

Lukashenko ha firmato un documento sull’adesione della Bielorussia al Consiglio di Pace e sull’attuazione delle disposizioni della Carta del Consiglio di Pace. E ha definito una bugia le voci secondo cui sarebbe necessario donare 1 miliardo di dollari per entrare a far parte del “Consiglio per la Pace” riporta BelTA

Starmer ha intenzione di ritirarsi dal Consiglio per la Pace, riporta il Financial Times. Il primo Ministro britannico non vuole “pagare un miliardo di dollari di tasse per un posto nel consiglio con Putin”.

La Russia non ha ancora accettato di partecipare al “Consiglio per la Pace” che Trump sta cercando di creare. Sergey Lavrov ha riferito che la Russia ha ricevuto proposte per il Consiglio per la Pace con una bozza di statuto e che ne chiarirà i dettagli. Inoltre la Russia ha fatto sapere che: “Non c’è stabilità in Medio Oriente senza la creazione di uno Stato palestinese ed è necessario attuare le risoluzioni ONU relative a questa questione”.

Nel frattempo Trump continua a demolire il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, non solo con la proposta del Consiglio di Pace ma anche criticandone i membri: durante il mese in cui Mogadiscio ha presieduto il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, Trump ha dichiarato che la Somalia non è affatto un Paese. E questo fa intendere che presto riconoscerà il Somaliland. 

Diversi paesi europei stanno rivedendo la loro partecipazione al Centro di Coordinamento per Gaza guidato dagli Stati Uniti, affermando che non è riuscito ad aumentare gli aiuti umanitari o a definire la politica postbellica. Il Centro di Coordinamento Civile-Militare (CMCC), istituito nel sud di Israele a ottobre 2025 come parte del piano di cessate il fuoco di Trump per Gaza, avrebbe dovuto monitorare il cessate il fuoco, facilitare gli aiuti e pianificare il futuro di Gaza. Ma i diplomatici affermano che i progressi sono stati minimi, con alcuni funzionari europei che non sono tornati dopo le vacanze e che in privato hanno definito il centro “inutile”

Più dure le parole del Portavoce del Ministero degli Esteri francese, Pascal Confavreux: “La Francia è impegnata nel processo di pace in Medio Oriente. La proposta del Consiglio di Pace è più ampia del previsto e non è in linea con la risoluzione delle Nazioni Unite. La proposta di Statuto del Consiglio di Pace solleva seri interrogativi sul suo conflitto con i principi delle Nazioni Unite. Nessuna entità può sostituire le Nazioni Unite”.

In Israele chiarito il il rumore che ha preoccupato la cittadinanza: “Ufficialmente si tratta di un’esercitazione dell’Aeronautica Militare”. Il Ministro, Orit Strook: “Netanyahu non dovrebbe approvare l’inclusione di Qatar e Turchia nel ‘piano del giorno dopo’ a Gaza, poiché questi paesi hanno aiutato Hamas il 7 ottobre e questa decisione non passerà al governo”.

Ilham Aliyev, Presidente dell’Azerbaigian, e Isaac Herzog, Presidente di Israele, si sono incontrati a margine del vertice di Davos a Ginevra, in Svizzera. Durante questo incontro, le parti hanno discusso delle relazioni bilaterali e delle questioni regionali.

Hamas ha lamentato che a 100 giorni dall’accordo di cessate il fuoco nella Striscia di Gaza: “I fatti documentati mostrano chiaramente che Israele ha perseguito una politica sistematica e deliberata volta a minare l’accordo di cessate il fuoco e a svuotarlo del suo contenuto, e a riprodurre una situazione umanitaria catastrofica per i cittadini, in contrasto con il pieno impegno di Hamas e della resistenza a rispettare tutti i termini e le responsabilità dell’accordo”.

Dall’Iran, Yahya Rahim Safavi, consigliere militare della Guida Suprema iraniana, Ayatollah Ali Khamenei, ha dichiarato ai media iraniani: “Ci stiamo preparando per una battaglia decisiva con Israele. Non siamo in un cessate il fuoco; siamo in uno stato di guerra. Non sono stati firmati protocolli, regole o accordi tra noi e gli Stati Uniti o Israele. La prossima guerra determinerà la fine del conflitto.”

Ed ora uno sguardo agli scenari militari aggiornato alle ore 15:00 del 21 gennaio. In Iran, segnalazioni dell’uso di rari proiettili di fabbricazione sovietica da parte di rivoltosi armati che secondo le autorità iraniane sarebbero “sostenuti dall’estero”. “I test forensi iraniani hanno dimostrato che le vittime sono state colpite da proiettili Tokarev da 7,63 mm, un raro calibro di epoca sovietica che non viene mai utilizzato dalle forze armate iraniane. Quest’arma è insolitamente potente e provoca ferite più gravi di un proiettile standard da 9 mm. Un esperto afferma di non aver mai visto questo tipo di proiettile utilizzato, nemmeno nei casi penali in Iran, il che indica che i terroristi godono di un forte sostegno straniero”. Fonti iraniane riportano l’arresto di 10 sabotatori nel mercato di Khordad. E ancora “sequestrate armi da fuoco, coltelli e pugnali nuovi di zecca durante un raid contro rivoltosi armati sostenuti dall’estero, responsabili di attacchi contro le forze di sicurezza e i civili”.

Nelle proteste iraniane si registra la presenza di un gran numero di bandiere israeliane durante i raduni anti-Repubblica Islamica dell’Iran fuori dal Paese. Il Ministero della Sicurezza iraniano afferma che il leader di una cellula terroristica legata al gruppo “Ansar al-Furqan” è stato ucciso nella provincia del Sistan e del Baluchistan. Altri undici membri sono stati arrestati durante un raid e armi e munizioni sono state sequestrate. Le autorità affermano che la cellula stava pianificando attacchi nel sud-est dell’Iran.

Le autorità iraniane hanno pubblicato l’elenco di una parte dei danni materiali causati dai rivoltosi in diverse parti del Paese:

– 314 edifici governativi sono stati attaccati e distrutti. 155 edifici governativi sono stati incendiati.

– 399 banche sono state distrutte e 303 sono state incendiate.

– Si sono verificati 704 attacchi e distruzioni di proprietà private appartenenti a persone comuni. Inoltre, 384 proprietà private sono state incendiate.

– 419 filiali di catene di negozi in 8 province sono state saccheggiate, distrutte e incendiate

– 253 stazioni degli autobus sono state distrutte o incendiate.

– 24 stazioni di servizio appartenenti a persone comuni sono state distrutte o incendiate.

– 220 motociclette appartenenti a persone comuni sono state distrutte e incendiate.

– 305 veicoli pubblici, tra cui autobus e ambulanze, sono stati distrutti e 93 sono stati incendiati.

– 749 veicoli della polizia sono stati distrutti e 90 sono stati incendiati.

– 350 moschee sono state danneggiate e 134 sono state incendiate.

– Per quanto riguarda altri siti religiosi come Hosseiniehs e Imamzadehs, 36 luoghi sono stati distrutti e 48 sono stati incendiati.

  • 89 seminari in tutto il paese sono stati distrutti o incendiati.

Difficile stimare il numero dei morti il cui numero a seconda delle fonti varia da 5000 a 16.000 persone. 

In Yemen un cittadino è stato ferito dal fuoco saudita nel distretto di confine di Shada.

In concomitanza con gli eventi in Siria, le forze del Servizio Antiterrorismo Iracheno si schierano al confine tra Iraq e Siria. Un attacco con drone colpisce il quartier generale del gruppo di opposizione iraniano “Kurdistan Freedom” nella provincia irachena di Erbil. Un morto e diversi feriti – fonti irachene. Il Partito per la Libertà del Kurdistan (PAK) afferma che l’IRGC iraniano ha condotto un attacco congiunto con droni e missili balistici contro le posizioni curde a Duhok, nel nord dell’Iraq. L’attacco è avvenuto alle 5:45 di mercoledì.

Continuano gli attacchi israeliani in Libano. Secondo le IDF: “In risposta alle ripetute violazioni degli accordi di cessate il fuoco da parte di Hezbollah, le IDF hanno colpito un terrorista di Hezbollah nella zona di Sidone, nel Libano meridionale. E le IDF hanno colpito anche un elemento di Hezbollah nella zona di Bourj el-Chamali, nel Libano meridionale. Nella giornata del 21 colpite: Bednayel – Shamshtar – Tariya – Sar’in al-Tahta – Tamnin al-Fouqa – Tamnin al-Tahta – Falouyeh – Shleifa. Aattacco con droni da parte di Israele contro un veicolo nella città di Al-Zahrani, Barish – Beit Yahoun. Drone israeliano in volo su: Khirbet Selm, Jmeijmeh, Sarifa. Pattuglie militari libanesi a Beirut. 

Aerei da ricognizione su: Ma’rakah – Tayr Dibba – Arzi, Sahmar, nella Bekaa occidentale. Nabatieh – Kfar Tebnit – Shahour e aree circostanti.

Secondo fonti libanesi, Israele continua a costruire fortificazioni, terrapieni e nuove posizioni sulla collina di Hamams, nell’ambito della sua espansione in territorio libanese e del rafforzamento delle sue capacità militari nell’area. In un post si legge: “Questo mira a stabilire una nuova realtà sul terreno e a monitorare il perimetro di Khiam e il settore orientale. Tali misure giungono in un momento in cui ci si chiede se Israele si accontenterà di queste fortificazioni o se le espanderà e le rafforzerà nella fase successiva”.

Le IDF a Gaza: “Nella notte (mercoledì), le truppe dell’IDF hanno identificato un “terrorista” che ha attraversato la Linea Gialla e si è avvicinato alle truppe, rappresentando una minaccia imminente per la loro sicurezza. Dopo l’identificazione, al fine di rimuovere la minaccia, le truppe hanno eliminato il terrorista. Le truppe dell’IDF nel Comando Sud rimangono schierate in conformità con l’accordo di cessate il fuoco e continueranno a operare per rimuovere qualsiasi minaccia immediata”.

Tre corpi sono arrivati ​​all’Ospedale dei Martiri di Al-Aqsa a seguito di un bombardamento di artiglieria a est di Deir al-Balah. Un palestinese è stato ucciso dalle forze israeliane nei pressi della rotonda di Bani Suheila, a est di Khan Younis, nella Striscia di Gaza meridionale. Un bambino è stato ucciso fa forze israeliane all’interno delle loro aree di dispiegamento a est di Khan Younis.

Attacco a una jeep di fotografi del comitato egiziano mentre filmavano un accampamento vicino a Netzarim, nella Striscia di Gaza centrale, tre i morti ella città di Zahraa,

In un comunicato ufficiale si legge: “Durante una missione di riprese presso i campi del Comitato Egiziano il veicolo dei giornalisti è stato bombardato da Israele che ha causato la morte dei nostri colleghi giornalisti Muhammad Salah Qashta, Abdul Raouf Samir Shaat e Anas Ghneim, uccisi da Israele nella Striscia di Gaza centrale”. Almeno 11 palestinesi sono stati uccisi da Israele il 21 mattina.

Scontri tra giovani palestinesi e forze di Israele nella città di Shuqba, distretto di Ramallah. L’Esercito israeliano: “errore di fuoco amico durante un’operazione di arresto a Nablus, dove un’unità del Duvdevan ha aperto il fuoco per errore su un’altra unità della stessa unità. Non sono stati segnalati feriti”.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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