
Questa volta a scendere in prima linea a chiedere spiegazione del perché ancora una volta siano stati uccisi cinque giornalisti a Gaza mentre erano nei pressi del complesso ospedaliero a Gaza Sud anche l’Associazione Stampa Estera dei giornalisti in Israele, che “chiede chiarimenti immediati a Israele in seguito all’uccisione di giornalisti a Gaza” e chiesto la fine dei bombardamenti sui giornalisti a Gaza. E come al solito la spiegazione è peggiore della verità: secondo un funzionario israeliano l’attacco doveva distruggere una telecamera che Hamas usava contro Israele mentre i due colpi di cannone sparati dalle IDF hanno ucciso 14 persone in diretta TV tra cui i cinque giornalisti.
Un video documenta l’attacco di Israele che ha preso di mira ambulanze e personale della protezione civile durante il recupero di corpi e feriti dopo il bombardamento del complesso medico Nasser a Khan Younis.
I giornalisti uccisi sono: Mohammed Salama (cameraman di Al Jazeera); Hossam Al-Masri (fotografo Reuters); Mariam Abu Daqqa (giornalista palestinese); Moaz Abu Taha (fotoreporter). Questo porta il bilancio a oltre 200 giornalisti uccisi a Gaza dall’ottobre 2023, il conflitto mediatico più mortale della storia moderna. Mariam Abu Daqqa come gli altri giornalisti palestinesi uccisi nei giorni scorsi temendo per la sua uccisione aveva scritto una lettera di addio al figlio.
Ieri a Gedda il Ministro degli Esteri Hakan Fidan ha presieduto una riunione straordinaria del Consiglio dei Ministri degli Esteri dell’Organizzazione per la Cooperazione Islamica (OCI). La riunione si concentrerà sul genocidio israeliano in corso contro il popolo palestinese e sulla decisione di Israele di espandere le operazioni a Gaza.
Il Ministro degli Esteri iraniano incontra la sua controparte egiziana a Gedda. Il Ministro degli Esteri saudita: “Condanniamo le dichiarazioni del Primo Ministro israeliano in merito alla cosiddetta visione della Grande Israele”. “La comunità internazionale deve respingere la dichiarazione israeliana sulla sua intenzione di imporre il controllo completo sulla Striscia di Gaza”
Il Segretario Generale dell’Organizzazione per la Cooperazione Islamica: “Condanniamo l’uso della fame da parte di “Israele” come arma di guerra a Gaza e le politiche di annessione, insediamento e assalto ai luoghi sacri”.
Fonti americane riferiscono che siano in corso i preparativi per un imminente attacco militare nella regione del Medio Oriente. Gli Stati Uniti hanno iniziato a trasferire i sistemi di difesa missilistica THAAD dalle basi nella regione a Israele. Avvertimento dell’Iran: Teheran minaccia che qualsiasi paese che aiuti o sostenga Israele in un attacco contro l’Iran “sarà severamente punito”.
Il Ministro della Difesa iraniano, Aziz Nasirzade: “La nostra guerra di 12 giorni non è stata una minaccia ordinaria. Gli Stati Uniti hanno sostenuto questa guerra con tutte le loro forze”. “Se la guerra con Israele fosse durata 15 giorni, Israele non sarebbe stato in grado di intercettare un solo missile da noi lanciato negli ultimi tre giorni”. Il comandante delle Guardie Rivoluzionarie iraniane: “Le nostre forze sono pienamente preparate alla guerra. Se il regime sionista ripete i suoi attacchi, riceverà una risposta più dura di prima”.
L’inviato statunitense Tom Burke e l’inviato speciale Morgan Ortegus sono in Israele e hanno incontrato il Primo Ministro Netanyahu e altri alti funzionari per discutere di Libano e Siria, secondo quanto riferito da una fonte a conoscenza dei dettagli. Il governo statunitense si aspetta che Israele: “Se il Libano prende provvedimenti contro Hezbollah, fate un passo indietro”. Il senatore Lindsey Graham si è unito ai dignitari statunitensi in Libano: “Disarmare Hezbollah significa aiuti economici” a sud senza disarmare Hezbollah. Gli stati del Golfo hanno chiarito al Libano che: “Non aiuteremo la ricostruzione”.
Alexander Stubb, Presidente della Finlandia: ”È un fallimento dell’umanità non aver preso il controllo della situazione a Gaza. Ciò che Israele sta facendo viola ogni diritto umanitario”.
I russi stanno ritirando la loro rappresentanza da Israele. Il 23 agosto lo speciale aereo Tu-214SR, matricola RA-64527, utilizzato da Vladimir Putin per raggiungere Sarov, è atterrato all’aeroporto Ben Gurion. Secondo Channel 13: “la Russia sta ritirando i suoi rappresentanti diplomatici da Israele. Finora sono stati effettuati diversi voli per Tel Aviv e i diplomatici sono già stati evacuati”.
In Libano Amal e Hezbollah hanno rimandato la manifestazione prevista per domani, mentre il governo e l’esercito avranno il loro piano di disarmo di Hezbollah pronto per il due settembre. L’esercito non ha richiesto una proroga della scadenza per il disarmo di Hezbollah. L’Ufficio del Primo Ministro: “Israele pronto a sostenere il Libano e i suoi sforzi per disarmare Hezbollah. In Israele, aggiungono: se le forze di sicurezza libanesi prenderanno provvedimenti per disarmare Hezbollah, Israele sarà pronto a ridurre gradualmente la sua presenza nel Libano meridionale (in cinque posizioni avanzate).
Un aereo cargo A400M della Royal Air Force proveniente dalla base aerea di Akrotiri a Cipro atterra all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv, probabilmente per consegnare equipaggiamento militare. E ancora si apprende che nonostante le parole della Turchia 62 navi da Ankara e il Cairo sono arrivate ai porti israeliani nella terza settimana di agosto.
Il sito web israeliano Walla riporta un sondaggio d’opinione condotto dall’Istituto Agam: “Il 73,79% degli israeliani è favorevole alla fine della guerra e alla conclusione di un accordo di scambio Due terzi degli israeliani ritengono che la guerra venga condotta per considerazioni politiche. Il 64% dei soldati ritiene che la guerra venga gestita secondo calcoli politici. Calo della motivazione al servizio tra il 40% dei soldati regolari e di riserva”.
Secondo la testata Maariv: “I funzionari politici stimano che entro due o tre giorni verrà individuata una nuova sede per lo svolgimento dei colloqui negoziali”. Secondo testate israeliane: “L’ostacolo al completamento dell’accordo non è la sede dei negoziati (Doha, Il Cairo, Roma, Parigi), ma piuttosto Netanyahu. Ciò che serve è che Netanyahu dica sì alla proposta a cui Hamas ha già detto sì”.
Fonti vicine alle forze di sicurezza di Hamas affermano che quattro persone sono state giustiziate questa mattina con l’accusa di collaborare con Israele e di aver trasmesso informazioni che hanno portato all’eliminazione di militanti di Hamas. I loro nomi sono stati pubblicati in un’iniziativa eccezionale e, cosa ancora più importante, una delle persone giustiziate è una donna: Raad Ouni, 55 anni, di Nusseirat, ex agente dei servizi segreti delle forze di sicurezza dell’Autorità Nazionale Palestinese; Munas Khaled, 45 anni, della zona di Sheikh Radwan a Gaza, camionista; Kamal Rabia, 40 anni, di Shujaiya; Rasha Tarek, 32 anni, di Beit Hanoun, che lavorava per un’organizzazione umanitaria.
E sempre Hamas chiede un intervento delle nazioni arabe e islamiche per fare pressione sull’amministrazione americana e sui paesi che sostengono Israele affinché cessino immediatamente la guerra a Gaza e utilizzino tutte le forme di pressione politica, diplomatica ed etica. Pressione economica per raggiungere questo obiettivo.
Il Rappresentante palestinese alle Nazioni Unite: “Israele cerca di controllare la Striscia di Gaza per impedire la creazione di uno Stato palestinese sovrano Condanniamo fermamente le dichiarazioni del Primo Ministro israeliano riguardo alla visione del “Grande Israele” Il nuovo progetto di insediamento di Israele porterebbe alla separazione di Gerusalemme e costituirebbe l’annessione della Cisgiordania. Dobbiamo impegnarci per porre fine alla barbara guerra contro il popolo palestinese e fermare lo spargimento di sangue a Gaza”. Il portavoce dell’Autorità di Protezione Civile nella Striscia di Gaza: “Chiediamo la fine degli attacchi alle strutture mediche e l’ingresso di forniture mediche”.
Ed ora uno sguardo agli scenari militari aggiornato alle ore 16:00 del 25 agosto. Il 22 agosto l’aeronautica militare israeliana ha intercettato con successo un drone lanciato dallo Yemen e un secondo si sarebbe disintegrato in volo. Il 24 agosto Le IDF hanno avviato una serie di nuovi attacchi su Sana’a.
Il primo Ministro Benjamin Netanyahu, il Ministro della Difesa israeliano Israel Katz e il Capo di Stato Maggiore delle IDF, Generale Eyal Zamir, hanno assistito all’attacco dell’Aeronautica Militare israeliana contro gli Houthi in Yemen dal centro di comando dell’IAF presso il quartier generale militare di Tel Aviv. L’ufficio di Katz ha pubblicato un’immagine dal centro di comando.Secondo quanto riferito, gli attacchi hanno colpito una struttura militare vicino al palazzo presidenziale, un deposito di carburante e due centrali elettriche.
Il Ministero della Difesa israeliano sta indagando per verificare se il missile balistico lanciato dagli Houthi a Tel Aviv la scorsa settimana fosse armato con una munizione a grappolo e/o un MIRV simili a quelli utilizzati dall’Iran durante la Guerra dei Dodici Giorni.
Le truppe dell’IDF hanno sequestrato armi durante diversi raid notturni nella Siria meridionale la scorsa settimana, ha dichiarato il Ministero della Difesa. I soldati della 474a Brigata Regionale del Golan hanno perquisito diversi siti in cui, secondo l’esercito, sono stati rinvenuti depositi di armi, tra cui missili anticarro russi, fucili d’assalto Kalashnikov, ordigni esplosivi e altre attrezzature. Inoltre, l’esercito ha affermato che gli investigatori sul campo della 504a Direzione di Intelligence hanno arrestato e interrogato diversi sospettati nella zona.
Il 25 agosto una forza militare israeliana composta da 11 veicoli e oltre 60 uomini si è infiltra ta nella città di Beit Jann, nella campagna di Damasco, hanno arrestato 6 persone della città.
Il 22 agosto l’esercito israeliano ha attaccato nella città di DayrKafya a Tiro. In Libano meridionale tra il 22 e il 25 agosto: un elicottero israeliano ha sganciato una bomba vicino a un cittadino mentre stava spostando i mobili dalla sua casa nella città di Kfar Kila, senza causare feriti. Un aereo israeliano ha sganciato una bomba su un veicolo nella città di Meis al-Jabal e un’altra sulla città di Kafarkila, nel Libano meridionale.
Una incursione israeliana ha avuto luogo sulla collina di Jabal al-Balat. Un gruppo di militari israeliani è entrato nella fabbrica di granito e pietra “Harb”, situata sulla strada Markaba-Adaisseh, dove l’ha perquisita a fondo e ha affisso un avviso sulla porta per il proprietario della fabbrica.
Un drone israeliano ha preso di mira un’auto a Sarbeen. Per fortuna non l’ha colpita. Un nuovo attacco con un drone israeliano a Tebneen, che ha preso di mira un veicolo in un negozio.
L’Egitto ha iniziato a spostare veicoli blindati al confine con Gaza.
Nella striscia di Gaza nella giornata del 25 agosto fino alle ore 16:00 si registravano 58 morti a causa dei bombardamenti israeliani tra cui 5 giornalisti. 308 i feriti.
Si dice che i carri armati israeliani siano avanzati verso la zona di Sabra a Gaza. Al Jazeera sta trasmettendo un filmato che, a suo dire, mostra i carri armati dell’IDF nella zona di Sabra, nel centro di Gaza City, vicino alla zona di Zeitoun, dove l’esercito opera da più di una settimana. Le IDF hanno dichiarato di essere operative alla periferia di Gaza City in vista di una grande offensiva che prevede la cattura dell’intera città. Decine di migliaia di riservisti dovrebbero presentarsi in servizio il 2 settembre per l’offensiva, che probabilmente inizierà nelle prossime settimane. Le IDF hanno lanciato un violento raid nei pressi della posizione di Shuja’iyya, a est di Gaza City.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
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