#ISRAELHAMASWAR. Trump toglie il saluto a Netanyahu perché non fa quello che chiede. Dissidi dentro Hezbollah.  Scontri a Gaza sud, droni su Tiro

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Secondo NBC News: ”La guerra contro gli Houthi è costata agli Stati Uniti oltre 1 miliardo di dollari da marzo scorso”. Per cui l’accordo ha messo al riparo se non altro le finanze americane, accordo che però ha messo in forte imbarazzo Israele. Per non parlare della pressione che Trump sta facendo su Israele per firmare un accordo.

Donald Trump, presidente degli Stati Uniti ha interrotto tutti i contatti con Netanyahu. Notizia confermata anche da Galei Tzahal, organo di stampa ufficiale delle IDF. “Stretti collaboratori di Trump hanno detto al Ministro degli Affari Strategici israeliano, Ron Dermer, che il Presidente si sente mancato di rispetto e manipolato da Netanyahu, e che non c’è niente che odi di più che apparire così facilmente manipolabile in pubblico”. “Netanyahu ci sta manipolando, non rispetta i nostri accordi e si rifiuta di procedere con qualsiasi accordo. Diciamo: il rapporto tra Trump e Netanyahu è al punto più basso di sempre.”  Riferisce Israel Hayom, citando fonti vicine al Presidente Trump. “Trump sta marginalizzando Netanyahu finché non tornerà sulla strada giusta”.

“L’inviato di Trump, Witkoff, ha incontrato le famiglie degli ostaggi e ha criticato la leadership israeliana. Witkoff avrebbe chiesto che le sue critiche a Netanyahu venissero divulgate alla stampa”, riferisce Haaretz, testata giornalistica israeliana di sinistra. Infine, “Il Segretario alla Difesa statunitense Hegseth ha annullato una visita programmata in Israele la prossima settimana”, fonte i24.

Il quotidiano libanese Al-Nahar riferisce che ci sono disaccordi interni a Hezbollah sull’opportunità di adottare misure disciplinari nei confronti di esponenti di spicco dell’organizzazione. Nel rapporto si afferma che il gruppo stava discutendo se intraprendere azioni contro i membri più anziani del massimo organo di governo dell’organizzazione, il Consiglio della Shura, in risposta alle perdite e alle difficoltà politiche interne derivanti dal conflitto con Israele, conclusosi con un cessate il fuoco alla fine dell’anno scorso. Il cessate il fuoco è in corso, nonostante periodici episodi di violenza, considerati violazioni da entrambe le parti. Secondo l’articolo, il leader di Hezbollah Naim Qassem sta cercando di destreggiarsi tra due fazioni: una sostiene misure punitive contro i leader più anziani, mentre l’altra si oppone a tali azioni. Nella nota si afferma anche che Qasem intende preservare l’attuale struttura istituzionale del partito.

Ed ora uno sguardo agli scenari militari aggiornati alle ore 15:00 del 9 maggio. Continua l’accumulo di truppe statunitensi sull’isola di Diego Garcia, nell’Oceano Indiano, che ha visto sei bombardieri B-2A, arrivati ​​lì circa un mese fa, a cui si sono aggiunti negli ultimi giorni quattro bombardieri B-52H. Che a questo punto non possono servire in funzione anti Houthi visto l’accordo siglato. Nel frattempo si riscalda la situazione in Iran. Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica pubblica un video di un drone che traccia navi e aerei statunitensi nel Golfo Persico. In una dichiarazione la Repubblica islamica dell’Iran ha detto: “il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica (IRGC) mostra una nuova base sotterranea per droni nel Golfo Persico”.

In Libano i droni israeliani volano nei cieli del sud a Nabatieh, Tiro e Bint Jbeil a bassa quota. Una fossa comune è stata trovata nella zona di Aqbat al-Mubaida, alla periferia di Arsal, nel Libano orientale.

Da fonti IDF si apprende che negli attentati dell’8 maggio, sette soldati israeliani sono stati attaccati con ordigni esplosivi piazzati in precedenza mentre entravano in un edificio nella città di Rafah, nella Striscia di Gaza. Secondo i media israeliani: Cinque soldati IDF sono stati uccisi questa settimana in agguati della resistenza islamica a Rafah, a sud della Striscia di Gaza.

Nella giornata del 9 maggio fonti palestinesi: “Veicoli nemici stanno sparando a ovest di Beit Lahia, a nord della Striscia di Gaza”. Bombardamenti di artiglieria israeliana prendono di mira la città di Gaza zona orientale. L’esercito israeliano ha fatto saltare in aria edifici residenziali nel centro della città di Rafah, a sud della Striscia di Gaza.

Registrato un grande incendio tra la città di Nazareth e la città di Yafa an-Naseriyye nell’entroterra di Israele .

Nella notte dell’8/9 maggio sono scoppiati scontri tra le forze israeliane e i militanti palestinesi nella città di Tamoun, in Cisgiordania.

Le forze israeliane della 442a Brigata Territoriale “Samaria” hanno fatto irruzione a Tamoun con diversi veicoli blindati. La fanteria è smontata e ha rapidamente circondato un edificio residenziale dove si era barricato un militante palestinese. Gli scontri tra i militanti e le forze israeliane sono continuati per diverse ore.

L’operazione si è complicata quando una cellula militante della compagnia Tamoun è arrivata sul posto e ha aperto il fuoco contro le forze israeliane. Le forze israeliane hanno risposto al fuoco, colpendo i civili che si erano trovati nel fuoco incrociato e hanno chiamato rinforzi per coprirli mentre l’operazione per assaltare l’edificio continuava. Quella che si dice essere stata la stessa cellula, o un’altra cellula, ha poi aperto il fuoco sui rinforzi che erano arrivati ​​dal vicino checkpoint e si erano spostati in un’altra posizione per attaccare le squadre di supporto e soccorso.

A seguito degli scontri, diversi civili sono rimasti feriti e trasportati da cinque ambulanze all'”Ospedale Turco”, e almeno due soldati israeliani sarebbero rimasti feriti. Anche il militante che si era barricato all’interno dell’edificio è rimasto ferito, ma alla fine è stato arrestato dalle IDF e portato fuori dalla città.

I militanti palestinesi della compagnia Tamoun hanno opposto resistenza quasi ogni volta che le IDF hanno fatto irruzione nella loro città. Il Battaglione Tubas (a cui è subordinata la compagnia Tamoun) sta diventando il nuovo centro di resistenza in Cisgiordania, in seguito all’occupazione di Jenin e Tulkarm, che erano le basi delle Brigate Jenin, del Battaglione Campo Jenin, del Battaglione Tulkarm, della Compagnia Campo Nour Shams, della Compagnia Campo Tulkarm e della Brigata di Risposta Rapida Tulkarm.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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