#ISRAELHAMASWAR. Tregua finita: Tel Aviv: solo il 40% dell’operazione su Gaza è completata. Si spara a Gaza, a Rafah, in Cisgiordania e a Gerusalemme

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La tregua è saltata. Hamas ha incolpato Israele, Tel Aviv ha incolpato la Palestina. Nelle prime otto ore di ripresa degli attacchi si contavano 109 vittime più i feriti tra i palestinesi e almeno 9 militari israeliani sono stati feriti. Alcune fonti a Gaza riferivano di almeno tre soldati uccisi. Secondo l’IDF colpiti oltre 200 obiettivi di Hamas. “L’IDF ha colpito aree piene di esplosivi, tunnel terroristici, postazioni di lancio e centri di comando operativo designati da Hamas per l’uso nei rinnovati combattimenti”, si legge nel comunicato.

Il presidente turco Recep Erdogan ha dichiarato: «Ora è diventata chiara l’importanza di creare uno Stato palestinese entro i confini del 1967 con Gerusalemme Est come capitale. L’uccisione di 16.000 palestinesi, la maggior parte dei quali bambini e donne, a Gaza non può essere giustificata, e Israele deve essere processato davanti ai tribunali internazionali». Nella sua arringa si è dimenticato di citare i morti causati dal suo esercito nel nord del Kurdistan iracheno e siriano.

Il Ministero degli Affari Esteri giordano ha dichiarato: «Condanniamo la ripresa dell’assurda guerra aggressiva israeliana contro Gaza. Chiediamo alla comunità internazionale di assumersi le proprie responsabilità e di dissuadere Israele dal commettere ulteriori crimini contro i civili. Rifiutiamo e condanniamo fermamente la ripresa dell’aggressione israeliana contro Gaza e chiediamo alla comunità internazionale di scoraggiare “Israele”».

Tutto questo mentre ad Amman era in corso una marcia dopo la preghiera del venerdì a sostegno di Gaza e della resistenza. Marce viste anche nella capitale dello Yemen, Sanaa. 

La tregua sembra essere finita, ma le dichiarazioni sono discordanti perché Israele non ha voluto liberare i giornalisti che sono attualmente in carcere e secondo Israele perché Hamas non ha voluto accettare il rilascio delle donne soldato. Khalil Al-Hayya, Hamas ad Al Jazeera ha detto: «Abbiamo rilasciato 85 donne e bambini durante la tregua temporanea. L’occupazione ha maliziosamente consegnato ai mediatori una lista di nomi, tutti donne soldato. L’occupazione ha rifiutato di occuparsi del rilascio di anziani prigionieri palestinesi in cambio di anziani detenuti. Eravamo pronti a trattare 3 proposte riguardanti lo scambio, ma l’occupazione si è rifiutata di trattarle. Abbiamo detto ai mediatori che siamo aperti allo scambio di detenuti civili fino al raggiungimento del cessate il fuoco». «L’occupazione ha respinto la nostra richiesta di rilasciare i redattori dell’accordo Shalit in cambio del rilascio dei corpi della famiglia Bibas». E ancora Khalil Al-Hayya ad Al Jazeera: «Siamo stati in contatto con i mediatori fino a stamattina, ma le trattative per una tregua sono finite quando sono iniziati i bombardamenti». «Abbiamo detto ai mediatori che siamo pronti a negoziare il rilascio dei nostri detenuti civili per raggiungere un cessate il fuoco completo.»

Da qui si è scatenato a partire dalle 06:45 del mattino l’inferno. Nella sola Gaza il fronte prevedeva sei diverse direzioni. Poi ci sono stati gli attacchi a Rafah sud di Gaza e nella Cisgiordania. E se a Rafah e Cisgiordania sono state prese di mira abitazioni e luoghi di uomini e donne di Hamas a Gaza sono stati presi di mira i campi. Israele ha lanciato dei volantini dove ha invitato la popolazione di Gaza sud a spostarsi verso l’Egitto. 

Secondo il comunicato dell’IDF: “In preparazione alla prossima fase della guerra, l’IDF sta pubblicando la mappa delle zone di evacuazione nella Striscia di Gaza. Questo divide il territorio della Striscia di Gaza in aree riconoscibili per consentire ai residenti di Gaza di orientarsi e comprendere le istruzioni e, se necessario, di evacuare da luoghi specifici per la loro sicurezza. Una mappa interattiva pubblicata mostra i numeri delle aree nel nord e nel sud della Striscia, invitando i residenti a individuare l’area di loro interesse e ad agire se viene chiesto loro di evacuare da essa. La mappa è stata pubblicata su una pagina speciale sul sito web dell’IDF in arabo e in un video speciale diffuso dal portavoce dell’IDF in arabo sui social network. Inoltre, la mappa è stata pubblicata negli annunci distribuiti dall’IDF nella Striscia di Gaza”.

Il re giordano durante un discorso prima del vertice sul clima ha detto: «I palestinesi sono di fronte a una minaccia diretta per le loro vite e più di 1,7 milioni di palestinesi sono stati sfollati dalle loro case durante l’attuale guerra. Non possiamo restare a guardare mentre la massiccia distruzione derivante da un crudele guerra a Gaza minaccia altre vittime, a Gaza, dove la popolazione vive con scarse quantità di acqua pulita e cibo minimo». 

Attualmente secondo Marwan Al-Hams, direttore dell’ospedale Abu Youssef Al-Najjar: «Il settore sanitario a Gaza è fuori servizio. Anche nei primi mezzi arrivati a Gaza con gli aiuti c’erano sudari e test per il coronavirus. Non primari per un paese sotto le bombe». 

L’impressione che si ha in questa fase di ripresa del conflitto è che ogni parte stia facendo pressione sull’altra per alzare la posta per il rilascio dei prigionieri. La Radio dell’Esercito Israeliano ha dichiarato: «Le forze di terra non sono ancora avanzate verso le posizioni di combattimento». Mentre i media generalisti di Israele hanno dichiarato che: “Dopo alcuni giorni di scontri… i negoziati potrebbero riprendere”. 

Il Financial Times riportando le parole di un alto ufficiale militare israeliano ha scritto: «L’esercito considera ancora incomplete le operazioni nel nord di Gaza, è stata completata solo il 40% dell’operazione. I combattimenti proseguiranno per diversi giorni e le trattative per la restituzione delle persone sequestrate saranno sotto pressione». Lo stesso avrebbe chiosato affermando: «Se Hamas esprimesse la volontà di liberare 10 prigionieri, studieremo una tregua in cambio». 

Di diverso parere Jihad Islamico che in un comunicato scrive: «Questa guerra non nasconde le vere intenzioni e gli obiettivi dell’occupazione che cerca di raggiungere, che sono principalmente rappresentati dall’uccisione del maggior numero di palestinesi e dallo sfollamento del resto. Ciò rivela la portata dell’inganno e dell’inganno praticato dal nemico nel mondo, alcuni dei cui paesi, governi e mezzi di informazione sono ancora governati da circoli decisionali. Americano: La resistenza palestinese ha risposto a tutti gli sforzi compiuti negli ultimi giorni e ha dimostrato il suo impegno in ciò che è d’accordo e si impegna, ma il nemico non ha smesso di violare la tregua».

Ed ora uno sguardo sul fronte Israele – Hamas aggiornato alle 16:00 del 01 dicembre

Striscia di Gaza sei gli assi di ingaggio e scontro a fuoco nella striscia di Gaza. Violenti scontri tra forze alleate di Hamas e Israele sono stati registrati nelle aree di Salah al-Din, Juhr al-Dik e al-Mughraqa. Israele ha lanciato una serie di raid su Al-Qarara, a sud della Striscia di Gaza. Cinque i raid nella zona di Al-Qaizan, a sud di Khan Yunis. Volantini dell’esercito invitano gli abitanti di Khan Yunis, a sud di Gaza, a fuggire, considerandola una zona pericolosa di combattimento, e a rifugiarsi a Rafah. Bombardati i centri di accoglienza in via Abu Zeitoun, nel nord di Gaza.

Raid mirati a Gerusalemme contro la casa del prigioniero Mahmoud Shalodi nel quartiere di Al-Thawri. Altri raid sono stati compiuti nelle case dei prigionieri rilasciati prima del loro rilascio. 

In Cisgiordania ancora attacchi Beit Fajjar, a sud di Betlemme; città di Tuqu, a sud-est di Betlemme; Jalud, a sud di Nablus; villaggio di Qasra, a sud-est di Nablus; attacco alla cittadina di Arraba, a sud di Jenin.

Settore Rafah: Israele ha lanciato 3 raid nella zona di Al-Muharrat, a nord-ovest di Rafah. Bombardamenti di artiglieria a est di Rafah. Obiettivi a Rafah colpiti: casa della famiglia Adwan nel campo di Al-Shaboura; casa appartenente alla famiglia Hussein a Tal al-Sultan; casa della famiglia Abu Al-Enein dietro Magdy Younis Street; colpiti i terreni agricoli di fronte al quartiere saudita dietro lo stadio Al-Istiklal a Tal Al-Sultan.

Hamas e alleati hanno risposto al fuoco con lancio di missili verso Sderot e Netiviot dopo l’attivazione delle sirene e il lancio di razzi da parte della resistenza. Tre quelle registrate dalla difesa israeliana. 

Lanci di sbarramenti missilistici verso gli insediamenti che circondano la Striscia di Gaza e il Negev occidentale della Resistenza Islamica. 

Secondo le Brigate Qassam: “Una nave da trasporto truppe dell’esercito di occupazione con un certo numero di soldati a bordo è stata presa di mira con un proiettile “Tandum” e mitragliatrici a nord di Gaza City”. Secondo i media israeliani Media israeliani 45 razzi dalla Striscia di Gaza.

Diversi lanci di missili si sono registrati dal sud del Libano contro Israele intercettati dalla difesa.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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