
A partire dal 10 novembre Hamas ha chiesto ufficialmente un cessate il fuoco a Gaza. In un post si legge: “Chiediamo ai leader dei paesi arabi e islamici che si incontreranno domani di formare un’alleanza che lavorerà per fermare la guerra genocida a Gaza e in Libano. Chiediamo la formazione di un’alleanza che lavorerà per rompere l’assedio su Gaza e conferire al popolo palestinese i propri diritti. Affrontiamo positivamente qualsiasi proposta e idea che garantisca la cessazione dell’aggressione, il ritiro dell’occupazione da Gaza e il ritorno degli sfollati. Tutti i paesi arabi e islamici devono boicottare l’occupazione e annullare gli accordi di normalizzazione firmati con essa”.
Alla fine Qatar e Egitto si son messi di nuovo all’opera dopo l’intervento di Trump e sembra che la bozza finale sia stata redatta. Questa volta a supportare il Qatar e a mediare l’Egitto.
La bozza di proposta di cessate il fuoco, avviata dall’Egitto e sostenuta da mediatori internazionali, mira a porre fine al conflitto in corso a Gaza. Il quadro, presumibilmente discusso con Hamas e funzionari israeliani, include misure per stabilire un percorso verso una tregua a lungo termine. Gli elementi chiave della proposta: per prima cosa, una tregua temporanea iniziale. Si è parlato di un cessate il fuoco di 50 giorni che fungerà da passo preliminare per stabilire la calma e creare le condizioni per un cessate il fuoco permanente.
Secondo punto: il rilascio di ostaggi e scambio di prigionieri. Secondo le fonti trapelate durante la tregua, Hamas rilascerà la maggior parte degli ostaggi viventi, mentre conserverà i resti degli individui deceduti per successivi negoziati. Israele, in cambio, rilascerà oltre 3.000 prigionieri palestinesi. Due prigioniere di cui una cristiana sono state rilasciate nel fine settimana dopo otto mesi di prigionia.
Nelle fasi conclusive, Hamas rilascerà tutti i corpi rimanenti, compresi quelli del conflitto del 2014.
Secondo l’agenzia di stampa Samaa, Bassem Naim, dell’ufficio politico di Hamas, ha detto di sperare che un accordo per porre fine alla guerra di 14 mesi fosse a portata di mano.
Le violazioni del cessate il fuoco persistono sia da parte di Israele che da parte di Hezbollah. I primi affermano che stanno solo portando a compimento i propri obiettivi e neutralizzando gli uomini di Hezbollah per evitare attacchi a Israele e i secondi affermano che Israele distrugge case e villaggi.
In un comunicato IDF si legge: “Le IDF continuano a rispondere con misure precise per neutralizzare le minacce. Hezbollah accusa Israele di violazioni e intensifica le sue minacce di ulteriori attacchi. Recenti operazioni nel sud del Libano: importanti infrastrutture terroristiche, tra cui una rete sotterranea, sono state distrutte. Sono state sequestrate armi e i terroristi che rappresentavano una minaccia per la sicurezza dei confini sono stati neutralizzati. Hezbollah rilancia le attività civili: il gruppo ha ripreso i suoi servizi civili nelle aree roccaforte, con l’obiettivo di ricostruire la sua legittimità e rafforzare il suo sostegno tra la popolazione sciita”.
Hezbollah ha denunciato Israele. “Ci sono violazioni israeliane dell’accordo di cessate il fuoco, in particolare il ritorno di droni nei cieli di Beirut”.
Il 5 dicembre Naim Qassem, numero uno di Hezbollah nel suo discorso ha detto: “Israele” ha commesso oltre 60 violazioni dell’accordo di cessate il fuoco ed è responsabilità del Libano affrontare queste violazioni. Lo stato libanese ha il compito di dare seguito a queste violazioni, mentre la resistenza consente il successo dell’accordo di cessate il fuoco”.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
Segui i nostri aggiornamenti su Spigolature geopolitiche: https://t.me/agc_NW e sul nostro blog Le Spigolature di AGCNEWS: https://spigolatureagcnews.blogspot.com/










