
Si intensifica la presenza statunitense in Medio Oriente, gli Stati Uniti hanno schierato un gruppo di aerei d’attacco A-10 Thunderbolt fonte il 124esimo stormo della Guardia Nazionale americana.
Il trasferimento è stato effettuato nel contesto di un’operazione su larga scala contro gli Houthi yemeniti, osserva la rivista Air & Space Forces. Il numero di aerei in partenza dall’Idaho durante il fine settimana non è stato riportato. Viene solo indicato che è coinvolto uno squadrone del reggimento aereo, che rimane nella regione per sei mesi.
E ancora la portaerei CVN70 Carl Vinson e diverse altre navi del Carrier Strike Group 1 (CSG-1) sono state viste nelle immagini satellitari mentre transitavano a ovest attraverso il Mare di Sulu nelle Filippine in rotta verso il Medio Oriente. Il CSG-1 è composto dall’incrociatore lanciamissili CG59 Princeton e dai cacciatorpediniere DDG104 Sterett e DDG110 William P. Lawrence.
La notizia è confermata dal Pentagono che in una nota ha detto: “Stiamo spostando ulteriori squadroni e unità aeree in Medio Oriente, estendendo lo schieramento del gruppo d’attacco della portaerei CVN 75 Harry S. Truman e dispiegando il gruppo d’attacco della portaerei CVN 70 Carl Vinson nella regione”.
Secondo rumors da oltre oceano sembra che gli americani abbiano preso sul serio le minacce iraniane, ci sono video che mostrano i movimenti degli aerei dell’aeronautica americana, principalmente trasporti militari, tra l’Europa e il Golfo Persico nell’ultima settimana. Gli aerei utilizzati principalmente sono C-17, C-130 e C-5M, utilizzati per il trasporto di merci e personale.
A confermare il massiccio dispiegamento statunitense la testata Haaretz: “Sull’analisi dei dati di navigazione aerea: I rinforzi americani nella regione sono i più grandi dall’ottobre 2023. L’esercito americano ha trasportato attrezzature nei paesi del Golfo con 140 aerei cargo pesanti. L’esercito americano ha schierato uno squadrone di caccia A10 in Giordania, uno squadrone di caccia F35 in Arabia Saudita e sei bombardieri B2 nell’Oceano Indiano. Gli Stati Uniti hanno piazzato tra un quarto e un terzo dei loro bombardieri in aree vicine all’Iran e allo Yemen”.
Il Sottosegretario generale delle Nazioni Unite per la sicurezza e la protezione: “Dall’inizio del conflitto a Gaza, 288 membri del nostro personale sono stati uccisi, di cui 11 da quando è crollato il cessate il fuoco”.
Il ministero degli Esteri giordano ha condannato l’ascesa del ministro della Sicurezza israeliano Itamar Ben Gvir al Monte del Tempio: “Ciò rappresenta una pericolosa escalation, una provocazione inaccettabile e un attacco alla sacralità della moschea di Al-Aqsa e allo status quo storico e giuridico del luogo. Si tratta di una flagrante violazione del diritto internazionale e degli obblighi di Israele”.
A questa voce si unisce quella dell’ Ufficio Stampa dei Comitati di Resistenza in Palestina: “L’assalto alla Moschea di Al-Aqsa da parte di Ben Gvir è un’estensione dell’aggressione sionista e della guerra di sterminio commessa dal governo israeliano contro il popolo palestinese per più di 18 mesi per completare la cospirazione della divisione spaziale e temporale, della giudaizzazione, dell’espulsione delle dotazioni giordane e della loro sostituzione con i presunti criminali del Tempio”.
I militari israeliani hanno espulso i fedeli dai cortili della moschea di Al-Aqsa in concomitanza con l’arrivo alla moschea da parte di Ben Gvir.
Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha detto esplicitamente ciò che prima era implicito: “Espandere l’operazione aumenterà la pressione su Hamas e sui residenti di Gaza per raggiungere il nostro obiettivo”. Pressioni su Hamas con l’obiettivo dei “prigionieri”. Nel dettaglio, l’obiettivo è lo “spostamento”. Stiamo facendo pressione sulla popolazione per raggiungere l’obiettivo (lo sfollamento)”. “Israele”, con la guida e il sostegno americano, sta attuando il progetto di sfollamento, e l’attacco all’Egitto nel recente periodo mira a fargli accettare le condizioni americane a questo riguardo.
Israele lamenta l’invio dell’esercito turco e sistemi di difesa aerea in Siria ma i militari IDF restano i territorio siriano. Funzionari dell’esercito israeliano fanno sapere che le IDF intendono espandere le proprie operazioni di terra nel prossimo futuro; occupare il 25% di Gaza per settimane per esercitare la “massima pressione” su Hamas e garantire il rilascio dei rimanenti ostaggi. Anche se tutti sanno che in questo modo i prigionieri verranno tutti giustiziati.
Ed ora uno sguardo agli scenari militari. Missili Tomahawk vengono lanciati contro obiettivi militari e infrastrutturali degli Houthi nello Yemen occidentale dal cacciatorpediniere DDG 68 The Sullivans, situato nel Mar Rosso. Al momento i morti da bombardamenti americani sono circa 250. In risposta gli Houthi affermano di aver sparato contro la portaerei Truman nel Mar Rosso. Nella giornata del 2 aprileil Maritime Trade Centre del Regno Unito ha ricevuto segnalazioni di navi che hanno subito interferenze GPS nel Mar Rosso.
L’esercito turco ha avviato misure per prendere il controllo della base T4 nell’area di Palmira in Siria. Secondo la fonti siriane, questo passo turco mirerebbe a rafforzare la lotta contro l’Isis e a scoraggiare gli attacchi israeliani alla Siria. Le batterie dei sistemi di difesa aerea S-400 e Hisar-O+ saranno schierate nelle basi insieme ai droni d’attacco a lungo raggio Akinci e Aksungur, hanno detto alti funzionari militari turchi, mentre la Turchia intende intensificare i suoi attacchi contro l’Isis e scoraggiare ulteriori attacchi israeliani alla Siria. A livello politico israeliano cancella l’idea di portare i lavoratori drusi dalla Siria al Golan. L’esercito israeliano sta conducendo un’indagine per verificare se il rabbino Shlomo Aviner e il suo assistente siano entrati effettivamente lunedì in territorio siriano senza ottenere il permesso necessario. Aerei israeliani in volo sullo spazio aereo del Governatorato meridionale di Daraa.
L’Esercito libanese ha fatto sapere che: “Le forze ostili hanno sparato in aria vicino al nostro personale per costringerlo a ritirarsi. Il nostro personale ha continuato il suo lavoro, ha rafforzato il suo dispiegamento e ha riaperto la strada per una delle colline di Odaisseh, nel Libano meridionale.
Nella sera del 1 aprile gli attacchi israeliani hanno preso di mira diverse aree di confine: Raffiche di mitragliatrice hanno preso di mira la periferia meridionale della città di Aitaroun; Raffiche di mitragliatrice dalle vicinanze di Birkat al-Naqqar verso la periferia della città di Sheba; Due proiettili di artiglieria hanno preso di mira l’area “Jneam” a est della città di Shebaa. Operazioni di rastrellamento con mitragliatrice, con i suoni dei carri armati israeliani in movimento, uditi a Jabal al-Bat alla periferia della città di Aitaroun.
Durante la notte del due aprile, i veicoli israeliani di stanza nell’area di “Labouneh” sono avanzati all’interno del territorio libanese verso Ras al-Naqoura e hanno lavorato per costruire una berma di terra, tagliando fuori la strada che collega i due lati opposti alla posizione di “Jal al-Alam”.
Gli aerei da guerra israeliani hanno sorvolato i villaggi della Bekaa, mentre un drone da ricognizione Hermes ha sorvolato i villaggi a ovest di Baalbek. L’Esercito libanese ha riferito nel pomeriggio del 2 aprile che un’unità dell’esercito hanno chiuso due attraversamenti illegali nelle aree dei progetti Dora-Hermel e Al-Qaa. Infine un’operazione di vasta portata con mitragliatrici medie della guarnigione israeliana è partita della posizione Assi verso Mays al-Jabal.
Arriva a 60 il numero dei morti e decine di feriti a causa degli attacchi di Israele nella Striscia di Gaza. Secondo le autorità non è prevista un’azione di terra di Israele al momento. Colpita la clinica dell’agenzia UNRWA nel campo di Jabalia, a nord della Striscia di Gaza. Il raid, che ha provocato 10 morti e feriti tra gli sfollati che in precedenza si erano rifugiati lì.
Aerei israeliani hanno bombardato agenti di polizia palestinesi a Deir al-Balah, nel centro della Striscia di Gaza. Tre morti e feriti in un attacco israeliano nel campo di Bureij, nel centro della Striscia di Gaza.
Gaza riporta intensi attacchi israeliani a Rafah, Almeno 41 palestinesi sono stati uccisi nelle ultime 24 ore, portando il totale a 1.042 dal 18 marzo e oltre 50.000 dal 7 ottobre. La maggior parte delle vittime sono sfollate, tra cui oltre 100 bambini al giorno (UNICEF). Israele ha ordinato ai residenti di evacuare le aree di Al-Nasr e Al-Shouka di Rafah. Avvertimenti simili sono stati emessi a Beit Hanoun e Beit Lahia.
La Società di radiodiffusione ebraica ha riferito che l’esercito israeliano impone l’assedio a Tel al-Sultan a Rafah. Un gran numero di feriti a seguito dell’attacco nel quartiere di Abu Nusair in Abu Hamid Street a Bani Suhaila, a est della città di Khan Yunis.
Secondo Channel 12 l’obiettivo israeliano dell’operazione di terra a Rafah è esercitare la massima pressione su Hamas affinché rimpatri i detenuti.
Un veicolo blindato dell’esercito israeliano, “Eitan”, è stato preso di mira con un ordigno esplosivo, vicino all’ingresso della città di Silat al-Harithiya, a ovest di Jenin. Quattro feriti dai proiettili israeliani durante violenti scontri all’ingresso della città di Silat al-Harithiya, a ovest di Jenin
Le forze israeliane hanno bombe al gas nelle vicinanze dell’ospedale governativo di Jenin, nella Cisgiordania. Il Ministero degli Esteri palestinese ha condannato le incursioni dei ministri israeliani Katz e Smotrich in Cisgiordania, definendole una sfida alle norme internazionali. Le forze IDF prendono d’assalto la città di Kafr Qalil, a est di Nablus, e distribuiscono ordini di demolizione.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
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