
L’Irlanda ha respinto la richiesta di Israele di ritirare le sue truppe in servizio nella Forza di mantenimento della pace ad interim delle Nazioni Unite in Libano (UNIFIL) riferisce Irish Times. Gli Stati Uniti si sono rivolti all’Italia con la richiesta di garantire una tregua. La richiesta è arrivata direttamente dal segretario di Stato americano Antony Blinken: inviare un contingente di Carabinieri nella Striscia di Gaza per garantire una possibile tregua nella Striscia di Gaza. Gli italiani siano già in Libano come parte del contingente di mantenimento della pace delle Nazioni Unite – UNIFIL.
Il candidato presidenziale, Kamala Harris, in un’intervista a 60 Minutes: “Nell’ultimo anno, Israele ha cambiato molte cose in conformità con le richieste e le azioni americane”. Le è stato chiesto se Netanyahu è un alleato e lei ha risposto: “La domanda è se esiste un’alleanza tra Israele e gli Stati Uniti – e la risposta è sì”. Harris afferma che gli Stati Uniti non smetteranno di “fare pressioni” su Israele per il cessate il fuoco.
Il presidente francese Emanuel Macron chiede di fermare l’invio a Israele di armi che potrebbero essere utilizzate nei combattimenti nella Striscia di Gaza. In risposta il primo ministro Netanyahu in un messaggio al presidente francese Macron: “Israele vincerà con o senza di te, ma la tua vergogna risuonerà a lungo dopo la vittoria di Israele.” Apprezzamenti per la scelta di Macron arrivano dal Qatar. Il Ministero degli Affari Esteri del Qatar riferisce: “Accogliamo con favore la richiesta del Presidente francese di interrompere la fornitura di armi a Israele per i combattimenti nella Striscia di Gaza”.
Il Ministero degli Esteri del Regno Unito esorta i suoi cittadini a evitare viaggi nell’intero Stato di Israele e nei Territori palestinesi
Dal Libano, la portavoce del parlamento libanese Nabia Berri ha detto che non negozierà sotto il fuoco nemico e ha chiarito a tutti gli ambasciatori del paese che i canali negoziali rimarranno chiusi finché Israele non avrà cessato il fuoco.
L’esercito israeliano ha ammesso che 11 soldati sono stati uccisi e altri 100 feriti dall’inizio della limitata incursione di terra al confine con il Libano. Il ministro della Difesa Israel Yoav Gallant alla base aerea di Nabatim: “Gli iraniani non hanno ridotto le capacità dell’aeronautica militare: nessun aereo è stato danneggiato e nessuno squadrone è stato messo fuori combattimento. Chiunque pensi che tentare di farci del male ci dissuaderà dall’agire dovrebbe guardare Gaza e Beirut”. Gallant volerà a Washington e incontrerà il suo omologo, il segretario alla Difesa Lloyd Austin.
In merito all’attacco israeliano contro l’Iran, secondo l’Israel Broadcasting Corporation: “L’attacco di ritorsione di Israele contro l’Iran è stato ritardato a causa dell’incertezza sulle conseguenze dell’attacco”. Amit Halevy, della Knesse: “Finché non avremo il controllo dell’intera Striscia di Gaza, ciò significa che non avremo vinto”. Mentre il Ministro degli Esteri israeliano, Israel Katz insiste nel dire: “I leader di Hamas all’estero verranno uccisi”.
Il sette ottobre il capo del comando centrale degli Stati Uniti, generale Michael Kurilla, ha avuto un colloquio con il Capo di Stato Maggiore delle forze di difesa israeliane, generale Herzi Halevi, hanno riferito le forze armate israeliane. “La visita del generale si è concentrata sulle attuali questioni di sicurezza con un’enfasi sull’Iran e sul fronte settentrionale”, ha affermato l’IDF. La visita ha avuto luogo mentre le forze di difesa israeliane si preparavano a rispondere a un attacco missilistico balistico iraniano.
Ismail Bakaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano: “Netanyahu è un Hitler moderno”, mentre il coordinatore della Guardia rivoluzionaria iraniana, Iraj Masjadi: “il generale Esmail Qaani è in buona salute e continua il suo lavoro”. Qaani in una dichiarazione del sette ottobre ha riferito: “Affronteremo con tutta la forza, fermezza e risolutezza qualsiasi mossa malvagia del nemico israeliano . Rassicuriamo il popolo iraniano che siamo pienamente preparati a rispondere ai nemici e a difendere il Paese Siamo impegnati nella strategia della Guida Suprema di non essere compiacenti e di non affrettarsi a rispondere ai movimenti del nemico. Continueremo a fornire sostegno e assistenza al fronte della resistenza, soprattutto in Libano e Palestina”.
In Iran sono ripresi i voli a partire dalle ore 22:00 del 6 ottobre. Il Vicepresidente iraniano Mohammad Reza Arif ha invece precisato che: “Le minacce non ci costringeranno a ritirarci dalle nostre posizioni, anzi continueremo i nostri programmi con forza e rigore”. “La morte di Sayyed Hassan Nasrallah ha rafforzato l’unità e la coesione dei Mujahideen”.
Dal Libano si stanno preparando i trasferimenti dei civili, obbligati ad evacuare dalle richieste di Israele, attrezzati autobus dai valichi Jusiyah e Al-Dabousiyah a Homs e Al-Arida a Tartous fino a Homs, Hama, Aleppo e Raqqa. Dal valico di Jdeideh Yabous nella campagna di Damasco, a Damasco, Aleppo e Raqqa, come parte della risposta umanitaria della Mezzaluna Rossa Araba Siriana ai loro bisogni e alleviando le loro sofferenze. Nonostante gli sforzi della Mezza Luna Rossa, in Siria, lungo il triangolo formato dai confini giordano, siriano e palestinese, si sono udite potenti esplosioni da attacchi israelaini.
A un anno dal brutale attacco di Hamas contro Israele è stata postata unadichiarazione rilasciata da Hezbollah: “Oggi ricorre un anno dalla operazione Alluvione di Al-Aqsa, […] Questa operazione avrà effetti storici e risultati strategici sulla situazione generale della regione […] In questa occasione storica, desideriamo sottolineare quanto segue: Il pieno diritto del popolo palestinese di resistere all’occupazione con tutti i mezzi per ripristinare i propri diritti legittimi e rimuovere l’occupazione; Nonostante la brutalità e l’aggressione dell’occupazione, […] Israele ha dimostrato di essere un’entità fragile che non ha la capacità di sopravvivere e continuare senza il sostegno americano; Non c’è posto per Israele nella nostra regione e nel nostro tessuto sociale, culturale e umanitario. Era e rimarrà una ghiandola cancerosa aggressiva e mortale che deve essere rimossa, anche se ci vorrà molto tempo. Gli Stati Uniti d’America e i suoi alleati e strumenti nel mondo e nella regione sono partner di questa occupazione nella sua aggressione […] hanno la piena responsabilità dell’omicidio , criminalità, ingiustizia e tragiche tragedie umane. […] Rendiamo omaggio alla forza e al coraggio dei nostri fratelli Mujaheddin sui fronti di sostegno nel caro Yemen e nel grande Iraq, così come alla storica decisione presa dalla Repubblica Islamica dell’Iran di distruggere Israele con missili in appoggio dei popoli palestinese e libanese […] La decisione di Hezbollah di aprire il fronte di sostegno l’8 ottobre per sostenere il popolo palestinese […] è una decisione di difendere il Libano e i suoi paesi popolo, per il quale la nostra resistenza e il nostro popolo hanno pagato prezzi pesanti e costosi.
L’Asse della Resistenza ha fatto sapere: “Se il conflitto si intensificherà e si espanderà, verrà spento dai missili contro i paesi del Golfo, principali finanziatori del sionismo in questa guerra. Ricordiamo che noi dell’Asse stiamo disegnando il futuro del nuovo Medio Oriente con libertà e dignità”.
I giornali israeliani hanno titolato: “L’incursione di terra fallisce”. Al momento le divisioni militari israeliane presenti ai confini con il Libano sono tre, Brigata Etzioni, 36a Divisione e dal 7 ottobre è arrivata la Divisione della Lega di Galilea (91).
Dal Lato di Hezbollah sono arrivati in aiuto gli uomini delle Fatemiyoun (afgani iraniani) che hanno effettuato un grave attacco informatico su dozzine di siti web israeliani. Non si sa se sono entrati in azione anche gli Houthi arrivati sulle alture del Golan qualche giorno fa. Nella notte del sei ottobre, nuova ondata di attacchi aerei è iniziata sulla periferia di Beirut. Raid israeliano ha preso di mira la zona di Hadath, nella periferia meridionale di Beirut, secondo fonti libanesi, 7 raid israeliani hanno preso di mira edifici residenziali e una stazione di servizio nella zona di “Santa Teresa” a Hadath. L’Ospedale Saint Therese e l’Ospedale del Grande Profeta sono fuori servizio a causa dei recenti attacchi israeliani. Per tutta la notte del 6/7 ottobre l’aeronautica israeliana ha continuato ad attaccare con grande forza il quartiere Daahiya a Beirut.
Raid in periferia area du Haret Hreik, contro la città di Maaroub, a Khiam City con 5 attacchi aerei e due attacchi di artiglieria. Alle 10 del mattino si registravano attaccherei israeliani nelle seguenti località libanesi: Beirut Sud; Khiyam; Qellaya; Kaouthariyet El Saiyad; Ghessanieh; Kafr Kila; Jarjouh; Zawtar el Charkiyeh; Sejoud; Zefta.
In una rivendicazione la Resistenza Islamica parla di attacco contri un raduno di forze israeliane nel Parco Maroun al-Ras.
Una forte esplosione è stata udita nella notte del 7 nella zona di Bat Yam
Nella notte del 7 di ottobre attacco massiccio contro Tel Aviv. Alcuni missili sono arrivati dall’Iraq e dallo Yemen. Stessa scena si è replicata nella mattina del 7 ottobre intorno alale 10:00 massiccio attacco a Tel Aviv. Le Brigate Al-Qassam hanno rivendicato attacco contro Tel Aviv, con un razzo Maqadmeh M90. Registrate vittime a Holon. A distanza di pochi minuti arrivati 6 missili dal sud della Striscia di Gaza hanno che hanno colpito Tel Aviv. Secondo il corrispondente di Canale 12 e il corrispondente di Reshet: “I missili verso Tel Aviv sono stati lanciati da Khan Yunis (roccaforte di Sinwar)”.
Il Portavoce dell’esercito israeliano ha dichairato: “Dopo che sono stati attivati gli avvertimenti di infiltrazione di aerei nemici a Rishon Lezion e Palmahim, l’Aeronautica Militare ha intercettato due bersagli aerei sospetti provenienti da est”. Secondo le fonti locali un missile è caduto su un edificio Rishon LeZion.
Altra area presa di mira da Hezbollah-Hamas e alleati è stata Haifa. Le forze di difesa israeliane hanno detto che stavano indagando dopo non essere riuscite a intercettare una salva di cinque razzi lanciati dal Libano su Haifa. “Sono stati fatti tentativi di intercettazione”, ha detto l’IDF, aggiungendo che nella zona sono stati registrati diversi colpi di razzi. “L’incidente è sotto indagine”, si legge nella nota. Attorno alle 10:00 del mattino nuovo lancio di missili da parte della Resistenza islamica contro Haifa. E ancora rivendicazione alle 12:40 lanci che hanno danneggiato la fermata dei bus a Haifa. Fonti ufficiali parlano di 6 feriti, fonti locali non ufficiali parlano di 27 morti, e sessanta feriti tra gli israeliani. Tra i danni si registra un bombardamento anche contro il centro sirene di Haifa. Bombardato un ristorante.
Separatamente, altri 15 razzi sono stati lanciati nell’area di Kiryat Shmona, alcuni dei quali sono stati intercettati dalle difese aeree e altri hanno colpito l’area, hanno aggiunto i militari. Canale 14: Notizie di vittime a Tiberiade in seguito all’esplosione di alcuni missili lanciati poco fa dal Libano. La Resistenza Islamica ha rivendicato attacco con lanciamissili contro la base di Nimra (una delle basi principali della regione settentrionale) a ovest di Tiberiade.
Razzi dal sud del Libano verso un obiettivo militare nella Galilea occidentale a Ma’alot-Tarshiha, Doviv, Kfar Verdim, le sirene suonano a Zarait, Arab Aramsha, Evan Menachem e Shumerah nella Galilea occidentale e ancora le sirene del risuonano a Karmiel nella Galilea centrale, attacco rivendicato dalla Resistenza islamica. Nella mattinata del sette ottobre esplosioni risuonarono in Galile, sirene suonano Miskvam e Margaliot nel Dito di Galilea. La Resistenza islamica rivendica attacco contro la città di Rmeish Basaliyah con missili.
Le sirene suonano a Katzrin, a sud del Golan
Il cinque ottobre l’IDF lancia l’offensiva nel nord della Striscia di Gaza. Le Brigate Al-Quds dichiarano: “Siamo impegnati in scontri armati con una forza di fanteria israelaina che ha tentato di infiltrarsi nell’area del “Blocco 2” del campo di Jabalia”.
Le sirene suonano negli insediamenti che circondano la Striscia di Gaza, diversi stacchi lungo la Striscia rivendicati il sette di ottobre. Violente esplosioni sono state udite nella zona di Nahal Oz nella Striscia di Gaza dopo l’attivazione delle sirene
La Brigate Al-Qassam hanno rivendicato: “In questo giorno e in questi minuti, i mujaheddin di Al-Qassam sono riusciti a penetrare la linea di confine e prendere il controllo dei siti militari e degli insediamenti che circondano la Striscia di Gaza. Hanno ucciso soldati nemici e branchi di usurpatori, uccidendo, ferendo e uccidendo prigioniero”. E ancora : “Abbiamo bombardato il sito militare “Sufa” e le concentrazioni militari israeliani al valico di terra di Rafah, vicino all’insediamento “Hawlit”, e il centro operativo del sito militare “Kerem Shalom” con una serie di razzi “Rajum” da 114 mm”. “Le Brigate Al-Qassam: abbiamo preso di mira un carro armato sionista “Merkva 4” con un proiettile “Al-Yassin 105” a nord-est del campo profughi di Bureij, nel centro della Striscia di Gaza”.
Le Brigate Al-Quds sostengono di essere: “impegnati in scontri armati con una forza di fanteria israeliana che ha tentato di infiltrarsi nell’area del “Blocco 2” del campo di Jabalia e ancora affermano “abbiamo preso di mira un carro armato sionista Merkavah con un proiettile “Tandum” nell’area di Al-Qasasib, nel mezzo del campo profughi di Jabalia, a nord della Striscia di Gaza”. “Abbiamo bombardato “Sderot”, “Nir Am” e gli insediamenti sionisti nella Striscia di Gaza con uno sbarramento missilistico”.
In Cisgiordania si registrano scontri: le Brigate Al-Quds – Battaglione Tulkarem hanno fatto esplodere un ordigno esplosivo in un bulldozer militare israelaino D9 nel campo di Nour Shams, asse della rotatoria del martire Saif Abu Lebda, cecchini di Hamas in funzione contro i cecchini israeliani nella zona del campo di Nour Shams.
Il Battaglione Jenin: “I nostri combattenti sono impegnati in battaglie con le forze Israeliane che assaltano l’asse Al-Hussan, facendo piovere pesanti piogge di proiettili e bombe sulle forze di fanteria, causando vittime dirette”.
Le IDF in un comunicato hanno fatto sapere che: “in seguito alle informazioni dell’IDF, l’IAF ha condotto un’operazione aerea e ha colpito oltre 120 obiettivi di Hezbollah nel Libano meridionale nel giro di un’ora. Questi obiettivi appartenevano a diverse unità dell’organizzazione di Hezbollah, tra cui unità regionali del Fronte meridionale di Hezbollah, le Forze Radwan, la Forza missilistica e missilistica e la Direzione dell’intelligence. Questa operazione segue una serie di attacchi mirati a degradare le capacità di comando, controllo e tiro di Hezbollah, nonché ad assistere le forze di terra nel raggiungimento dei loro obiettivi operativi. Hezbollah ha deliberatamente incorporato la sua infrastruttura e le sue armi all’interno di aree civili, comprese le case, in Libano. L’IDF continua a condurre operazioni precise per rimuovere le minacce ai civili israeliani”.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
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