
Secondo la Casa Bianca: i colloqui israelo-americani a Washington sull’operazione Rafah avranno probabilmente luogo all’inizio della prossima settimana. A confermare le trattative il sito israeliano Walla. “L’amministrazione Biden sta studiando piani alternativi per l’operazione militare a Rafah, che saranno proposti a una delegazione israeliana la prossima settimana. Uno dei piani è quello di rinviare l’operazione militare e concentrarsi sulla stabilizzazione della situazione umanitaria nel nord di Gaza. L’assalto israeliano a Rafah rappresenterà un punto di svolta nelle relazioni americano-israeliane”.
Washington intanto ha deciso di continuare il blocco statunitense sui finanziamenti all’UNRWA fino a marzo del prossimo anno, i dettagli degli sforzi alternativi per fornire aiuti alla Striscia di Gaza saranno discussi dopo la pubblicazione della legislazione che richiede la sospensione dei finanziamenti all’agenzia, secondo quanto riferito da Reuters.
Intervenendo all’Università di Harvard, l’architetto della politica statunitense in Medio Oriente sotto Trump, Jared Kushner, ha affermato che “la fascia costiera di Gaza potrebbe essere molto preziosa” e che Israele dovrebbe radere al suolo parte del deserto del Negev e reinsediarvi i palestinesi. Alla domanda se ai palestinesi sarà permesso di tornare a Gaza, Kushner risponde casualmente che non c’è molto spazio rimasto a Gaza in cui tornare.
A quanto si apprende dai media americani, più di 100 importanti donatori e attivisti avvertono in una lettera al presidente degli Stati Uniti Joe Biden che la rabbia progressista per la guerra israeliana a Gaza aumenta le possibilità che Donald Trump vinca la presidenza.
António Manuel de Oliveira Guterres Segretario delle Nazioni Unite ha dichiarato che: “Niente giustifica la punizione collettiva praticata da “Israele” contro i palestinesi di Gaza”.
Il Canada dal 20 di marzo ferma le esportazioni di armi verso Israele, fonte Ministero per gli Esteri del paese
Fonti israeliane riferiscono che le forze speciali israeliane sono entrate in territorio siriano nella zona di Quneitra e hanno rapito un ufficiale dell’intelligence siriana. Israele sta attaccando in tutta la Siria e contrastando, come segnalano le sue fonti di intelligence, il chiaro e immediato pericolo di una bomba ad orologeria. Negli ultimi giorni, secondo fonti siriane, l’aeronautica israeliana ha attaccato due volte in 48 ore il quartier generale di Hezbollah e i depositi di armi e munizioni lungo il confine tra Siria e Libano, distruggendo armi “straordinariamente pericolose”.
L’Ex capo del dipartimento per le operazioni ostili del Mossad israeliano, Oded Elam in merito a Hezbollah ha dichiarato: “Per quanto riguarda il Nord, c’è un problema strategico molto difficile per “Israele”… Sappiamo come entrare in guerra con Hezbollah, ma non sappiamo come uscirne”.
Nella giornata del 20 marzo la Resistenza Islamica in Iraq, con un drone, ha preso di mira l’aeroporto Ben Gurion in Israele, e in un comunicato minacciano altri attacchi definendoli: “completamento della seconda fase delle operazioni per resistere all’occupazione e per sostenere il nostro popolo a Gaza”.
Da Israele, secondo il sito web israeliano di Walla,: “Gli alti funzionari ritengono che il capo di stato maggiore israeliano annuncerà la fine del suo mandato quest’anno, e per allora riassumerà le indagini di guerra e formulerà raccomandazioni a livello politico per ricostruire l’esercito israeliano, il che porterà alla il pensionamento in massa dei responsabili del fallimento del 7 ottobre”.
Mercoledì 20 marzo, a Hussein, l’Imam Khomeini è stato accolto con entusiasmo dalla Guida Suprema della Rivoluzione Islamica, l’Ayatollah Ali Khamenei. L’Ayatollah Ali Khamenei alla folla ha detto: “Il problema di Gaza ha mostrato la portata dell’ingiustizia, poiché qui morirono più di 30.000 martiri in un breve periodo. Il mondo civilizzato non solo non ha fatto nulla nei confronti di Gaza, ma ha anche inviato armi a Israele”.
“Alcuni hanno detto qual è il vantaggio di formare un asse di resistenza, e oggi Gaza ha dimostrato l’importanza di questo asse e deve essere rafforzato sempre di più. La resistenza di Hamas e dei gruppi di resistenza in Iraq, Yemen e Libano ha rivelato le sue capacità e ha messo in imbarazzo l’America”.
Lunga dichiarazione del leader di Hamas Osama Hamdan comparso nella social sfera nella giornata del 20 di marzo di cui riportiamo uno stralcio: “Il movimento cerca di porre fine alla guerra aggressiva contro il nostro popolo e sta intensificando i suoi sforzi per portare aiuti. Il movimento ha presentato la sua visione riguardo allo scambio di prigionieri e ha mostrato positività ed elevata flessibilità. Stiamo seguendo il corso dei negoziati attraverso i fratelli mediatori in Egitto e Qatar e abbiamo presentato una visione globale che realizza le aspirazioni del nostro popolo. L’aggressione deve smettere di prendere di mira coloro che cercano di fornire aiuti al nostro popolo o tentano di invadere Rafah. La risposta dell’occupazione alla proposta di Hamas è stata negativa e non ha risposto alle richieste del nostro popolo. L’occupazione intensifica i suoi crimini contro il nostro popolo ad ogni round di negoziati”.
L’IDF ha ammesso che per la prima volta un missile Houthi è volato nella zona di Eilat senza essere intercettato dalle difese aeree. A darne notizia dopo gli Houthi canale 13 di Israele citando fonti militari. On line video del Ministero della Difesa francese che ha pubblicato un video della battaglia della sua fregata con gli Houthi nel Mar Rosso. Alcune fonti dicevano che gli Houthi hanno colpito un’altra nave ma al momento non ci sono conferme.
Ed ora uno sguardo all’aggravamento Israele-Hamas aggiornato alle ore 17:00 del 20 marzo.
Dopo una notte relativamente tranquilla al confine con il Libano sud nel pomeriggio si è tornato a sparare aerei israeliani hanno preso di mira una casa vicino alla piazza della città di Qantara, a sud del Libano. Per la prima volta dal sette ottobre, l’esercito israeliano ha effettuato un’aggressione in Libano, prendendo di mira il villaggio di Qantara.
La resistenza islamica ha risposto colpendo coloni a el-Marj con proiettili di artiglieria mentre una squadra logistica israeliana lo stava ricostruendo e fortificando dopo che la resistenza lo aveva distrutto in precedenza. Attacco anche nel Golan libanese da parte di Israele: colpito il villaggio di Ghajar; spari con mitragliatrici e “bombe” contro i pastori di bestiame a est della città di Wazzani località già nota per la guerra dell’acqua tra Israele e Libano.
Il canale israeliano 14 ha riferito che “nuove case si aggiungono alla lista delle maggiori perdite a causa delle attività di Hezbollah contro gli insediamenti del nord”. Tre esplosioni registrate nell’area di Haifa e Kiryat Shmona.
A Gaza nord. 3 morti e diversi feriti in un raid israeliano che ha preso di mira un gruppo di cittadini all’incrocio di Hamouda, nel nord della Striscia di Gaza. I raid israeliani hanno preso di mira diverse aree della città di Gaza e del nord, in concomitanza con bombardamenti di artiglieria e intensi spari. Fonti palestinesi parlano di 20 morti in seguito al bombardamento della torre residenziale “Ayyash Home” nella zona di Ard Al-Shanti, a nord-ovest di Gaza.
A Gaza centro. Un UAV israeliano ha attaccato l’auto del capo della polizia di Hamas a Nizirat. Secondo i resoconti locali, cinque passeggeri dell’auto sono rimasti uccisi. Un gran numero di morti e feriti sono stati recuperati quando le forze israeliane hanno bombardato una casa nel campo di Nuseirat, nel centro della Striscia di Gaza. Raid israeliano contro casa della famiglia “Al-Maqousi”, di fronte alla polizia di Abu Madin, nel centro della Striscia di Gaza.
Scontri registrati a Gaza sud. Le al Qassam rivendicano attacco contro una nave da trasporto truppe israeliane presa di mira nell’area di Al-Qarara, a nord della città di Khan Yunis. Ancora agguato contro l’esercito israeliano nei pressi dell’ospedale al-Shifa nella città di Gaza. Secondo le IDF sono stati arrestati circa 300 sospetti e decine di elementi di Hamas sono stati eliminati: attività della 162a divisione che guidava l’operazione speciale all’ospedale Shifa.
La squadra di combattimento della 401a Brigata, in collaborazione con le forze di Shayetet 13, l’Unità Duvdevan sotto il comando della 162a Divisione e l’Agenzia per la sicurezza israeliana (ISA), continuano le operazioni sull’ospedale Shifa.
Le forze dell’ordine israeliane hanno arrestato presso l’ospedale Shifa dozzine di importanti figure di Hamas e delle organizzazioni terroristiche del Jihad islamico, coinvolti nella direzione del terrore in Cisgiordania.
Cisgiordania. La tensione massima si registra in Cisgiordania dove oramai ci sono zone di guerriglia urbana. Le forze israeliane continuano la loro campagna di arresti nella Cisgiordania 30 arresti solo nella giornata del 19 marzo e altrettanti nella giornata del 20 marzo. Coloni ebrei aggrediscono un palestinese e bruciano la sua auto nella Cisgiordania e ancora, decine di coloni attaccano le case dei cittadini nella città di Madama, a sud di Nablus.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio










