
Secondo Israel Hayom: “Dermer sta cercando di raggiungere un accordo globale ed è improbabile che una delegazione negoziale se ne vada prima di aver fatto progressi sulle cinque condizioni per porre fine alla guerra”. Secondo Maariv: “Nel tentativo di far avanzare i negoziati, gli americani hanno recentemente contattato alti funzionari in Qatar e hanno chiesto loro di convincere Hamas a presentare un elenco delle sue condizioni per porre fine alla guerra a Gaza e restituire tutti gli ostaggi israeliani. Finora non è pervenuta alcuna risposta”. Allo stesso tempo una fonte israeliana di alto livello nell’ufficio di Netanyahu ha precisato: “Israele non risponderà alla proposta dei mediatori. Lo Stato di Israele è entrato in un punto di non ritorno con l’operazione militare estesa nella Striscia di Gaza”.
Un consigliere di Netanyahu in un messaggio ad Hamas: “Se non consegnate i prigionieri e non smantellate il movimento e le vostre armi entro metà settembre, inizieremo l’operazione a Gaza”.
Il Consiglio dei ministri di Israele dunque non ha risposto alla richieste dei negoziatori e ha rinviato tutto a domenica prossima. Alla riunione del Gabinetto del 26 agosto mancavano cinque ministri, circa la metà dei membri del gabinetto, riunione che ha discusso la revisione multi-arena, a cui hanno partecipato tutti i responsabili delle istituzioni di sicurezza. Assenti: Smotrich, Sa’ar, Ben Gvir, Dermer, e Miri Regev. Secondo Channel 13: Il Capo di Stato Maggiore chiede di procedere con l’attuale accordo parziale attualmente sul tavolo.
Dopo la riunione il primo Ministro Netanyahu ha riferito: “Sconfiggeremo i nostri nemici e riporteremo indietro i nostri prigionieri”. “Siamo sulla buona strada per la vittoria a Gaza. La guerra è iniziata a Gaza e finirà a Gaza. Non lasceremo lì i mostri di Hamas. Abbiamo un futuro luminoso davanti a noi. Sconfiggeremo i nostri nemici e riporteremo indietro i nostri prigionieri”. “Ho promesso 25 anni fa che avremmo radicato le nostre radici e impedito la creazione di uno stato palestinese, ed eccoci qui a farlo insieme. Ringrazio i leader degli insediamenti per l’ottimo lavoro che stanno svolgendo”. Netanyahu in un messaggio ai ministri ha detto che: “Non c’è alcun accordo sul tavolo”. I ministri hanno risposto al primo Ministro: “Bisogna dirlo: rovesciare Hamas prima di restituire i prigionieri”.
Netanyahu accenna alla possibilità di applicare la sovranità israeliana in Cisgiordania: “Sapremo come agire con saggezza. Ci attende un futuro luminoso”. La Radio dell’esercito di Israele ha detto che il governo intende autorizzare 17 nuovi insediamenti in Cisgiordania.
A Tel Aviv c’è chi pensa a una crisi di governo, come l’ex capo del Mossad, Yossi Cohen che ha espresso il suo desiderio di diventare Primo Ministro. L’ex Primo Ministro israeliano Ehud Olmert: “Il paese è governato da un gruppo di maniaci”. Yair Lapid: “La riunione del Consiglio dei Ministri, senza che i ministri abbiano nemmeno discusso l’accordo sui prigionieri, è un’altra vergogna morale per il governo del 7 ottobre. Dico con fermezza al pubblico israeliano: c’è un accordo sul tavolo, i prigionieri possono essere rimpatriati e la guerra può finire”.
Secondo l’analista militare israeliano Avi Issacharoff: “L’operazione di occupazione di Gaza non porterà al collasso di Hamas, come promosso dai leader del governo di Israele, ma spingerà il movimento a continuare a combattere inviando più combattenti e trincerandosi nella rete di tunnel scavata negli ultimi due anni. Hamas continuerà la sua strategia basata sull’esaurimento di Israele. Il governo di Netanyahu cerca, attraverso questa operazione, soprattutto di garantire la sopravvivenza della coalizione al potere”.
Il Ministero della Difesa israeliano ha annunciato l’intenzione di acquistare due aerei cisterna Boeing KC-46A Pegasus nell’ambito di un accordo da 500 milioni di dollari finanziato dagli Stati Uniti.
E mentre era in riunione il Gabinetto a Tel Aviv si sono svolte marce di solidarietà con le famiglie dei rapiti per chiedere la fine della guerra e un accordo globale sullo scambio di prigionieri.
Secondo Yedioth Ahronoth: “Il divario principale tra l’esercito e il livello politico riguardo alla questione dell’occupazione di Gaza non riguarda solo le tempistiche e la questione dell’evacuazione della popolazione, ma anche la questione del “giorno dopo”, ovvero chi governerà la Striscia. I vertici dell’esercito temono che il Governo stia praticamente portando a una situazione in cui L’esercito diventa il gestore di Gaza, ovvero un governo militare. L’esercito si oppone fermamente a questa scelta a causa delle implicazioni di vasta portata: allocazione di risorse umane con continua esposizione al pericolo, infiniti attriti con la popolazione e responsabilità legali e internazionali.
Oltre 200 ex ambasciatori e funzionari diplomatici dell’Unione Europea, inclusi ambasciatori degli Stati membri dell’UE, hanno firmato una lettera pubblica pubblicata martedì, chiedendo un’azione collettiva contro quello che hanno descritto come il genocidio commesso da “Israele” a Gaza e la sua continua occupazione della Cisgiordania: La lettera chiede all’Unione Europea di sospendere le esportazioni di armi, interrompere i progetti congiunti e interrompere le relazioni accademiche ed economiche con le istituzioni israeliane, oltre a imporre sanzioni e limitare il commercio con gli insediamenti. La lettera includeva anche altre proposte, in particolare il divieto di ingresso nei porti militari israeliani, il perseguimento penale degli accusati di crimini di guerra al loro ingresso nel territorio dell’Unione Europea e il divieto di trattamento dei dati relativi al governo israeliano in Europa. La lettera afferma: “Il diritto internazionale deve dare l’esempio con i fatti, non solo a parole”.
Il Presidente francese Macron scrive una lettera al Primo Ministro israeliano Netanyahu: “Vi scrivo con un appello appassionato affinché poniate fine alla corsa senza speranza di una guerra permanente, mortale e illegale a Gaza, che sta disonorando il vostro Stato e intrappolando il vostro popolo”.
Il Presidente ANP Mahmoud Abbas: “Il governo israeliano sta spingendo verso una “grande esplosione” con l’obiettivo di costringere il nostro popolo allo sfollamento, e mettiamo in guardia contro la pericolosa escalation israeliana in Cisgiordania, che coincide con la guerra di sterminio e fame a Gaza. Chiediamo all’America e alla comunità internazionale di assumersi le proprie responsabilità per fermare “Israele” da questa incoscienza e criminalità”.
Dal Libano Hezbollah annuncia: “Il mondo vedrà la nostra potenza”. In risposta il Ministro della Difesa Katz: “Non ci ritireremo dalla zona di sicurezza in Libano”.
Ed ora uno sguardo agli scenari militari aggiornato alle ore 15:45 del 27 agosto. Sia aerei emiratini che israeliani sono atterrati alla base aerea di Elefsina. La base aerea di Elefsina è stata trasferita alle forze americane ed è ufficialmente ed esclusivamente utilizzata come centro di supporto a Israele. Tre aerei cargo C-130 dell’Aeronautica Militare israeliana hanno effettuando voli tra la base aerea di Nevatim e Atene, probabilmente per caricare equipaggiamento militare. Inoltre, nella mattina del 27 agosto, un aereo cargo pesante C-17 dell’Aeronautica Militare degli Emirati Arabi Uniti ha effettuato voli tra la base aerea di Al Riyad e Atene.
Il 27 agosto, lancio di un missile balistico dallo Yemen verso Israele. Area Gerusalemme-Tel Aviv. Sirene in azione nel centro di Israele. Il missile balistico è stato intercettato. I voli in arrivo e in partenza dall’aeroporto internazionale Ben Gurion di Tel Aviv sono stati temporaneamente sospesi a causa del lancio del missile balistico.
Aerei da guerra israeliani hanno colpito un centro di addestramento carri armati dell’esercito siriano nella periferia di Damasco. Gli abitanti delle città di Bariqa e Bir Ajam bruciano gli aiuti alimentari distribuiti dalle forze israeliane nella campagna siriana di Quneitra. Secondo fonti di Al Jazeera Live: 7 morti e diversi feriti tra elementi dell’esercito siriano a causa di un attacco aereo israeliano vicino alla città di Al-Kiswah alla periferia di Damasco.
Veicoli speciali dell’esercito israeliano stanno avanzando verso il villaggio di Kudna e la fattoria Rasm Sanad nella campagna di Quneitra.
Dal Libano importanti rinforzi per l’esercito libanese al bivio di Sarain, diretti a Khariba, sul confine orientale, a seguito dei recenti sviluppi. Si sono uditi spari nei pressi del campo di Burj al-Barajneh, dove si segnala l’arresto del ricercato M.G. Fonti hanno anche segnalato nuovi scontri tra le famiglie Qaffas e Habet all’interno del campo. Le fazioni palestinesi stanno lavorando per prevenire le tensioni nel campo di Burj al-Barajneh e stanno conducendo intensi incontri che, secondo le comunicazioni, potrebbero portare a una de-escalation.
Si registra il rapimento di 5 siriani nella zona di Sarghaya, nella Bekaa. In seguito all’uccisone di un giovane libanese e al rapimento di suo fratello in Siria. Quattro piccoli quad israeliani si stanno muovendo all’interno del territorio libanese alla periferia della città di Aita al Shaab successivamente una forza dell'”esercito” israeliano si è infiltrata alla periferia della città di Aita al-Shaab, nel sud.
Anche se il governo ha detto di aspettare settembre per l’offensiva di fatto è in corso. Vittime causate dall’apertura del fuoco di droni “quadricotteri” israeliani nei pressi dell’ospedale battista Al-Ahli a Gaza City. Continuano i raid contro il quartiere di Al-Zeitoun. I palestinesi hanno descritto la notte di fuoco a Gaza nord come: “fasce di fuoco”. Artiglieria pesante israeliana sul quartiere di Zeitoun, nel sud-est di Gaza City. L’esercito israeliano ha demolito edifici residenziali a Jabalia al-Balad, nel nord di Gaza.
Nonostante le intimidazioni di Israele sacerdoti e suore cattolici e ortodossi si rifiutano di essere sfollati da Gaza City: ”Abbiamo deciso di rimanere a Gaza”. Nella giornata del 27 sono ripresi i bombardamenti sul quartiere di Shuja’iyya, a est di Gaza City. Bombardamento di artiglieria da est di al-Bureij verso Gaza City. L’esercito israeliano utilizza robot esplosivi per demolire case civili a Jabalia al-Balad, nel nord di Gaza. Nella notte diversi raid aerei su Gaza City. Droni “quadricotteri” israeliani aprono il fuoco contro le case in Tunnel Street a Gaza City. Bombardamento israeliano nel quartiere di Al-Daraj nel centro di Gaza City
Non è andata meglio nella parte centrale di Gaza: uccisione di Mustafa Baraka vicino a Kisufim, a est di Deir al-Balah, nella Striscia di Gaza centrale. Distrutta la sua abitazione. Vittime da colpi di artiglieria che hanno colpito una casa nei pressi della moschea di Al-Hajjani, nel quartiere di Al-Daraj, nel centro di Gaza City. Bombardamento di artiglieria a est della città di Al-Musaddar, nella Striscia di Gaza centrale
A Gaza sud le onde del mare si infrangono contro le tende degli sfollati nella zona di Al-Majayda, sulla costa di Khan Younis, mentre si intensificano i bombardamenti. Due attacchi aerei israeliani a nord della città di Khan Younis. Bombardamento da parte di un drone israeliano a ovest della città di Khan Younis, nella Striscia di Gaza meridionale.
In Cisgiordania diversi agricoltori palestinesi e attivisti stranieri solidali sono rimasti feriti in seguito a un attacco da parte di coloni nell’area di Qawawis a Masafer Yatta, a sud di Hebron. I coloni sradicano centinaia di ulivi da un terreno di proprietà di un gazawita nella città di Turmus Ayya, a nord di Ramallah.
Le IDF notificano la demolizione della casa di Abdul Raouf al-Masri nella città di Aqaba, distretto di Tubas. Annunciano l’arresto di 100 lavoratori della Cisgiordania a Giaffa, con il pretesto di essere sprovvisti di permessi. Il Segretario Generale della Federazione dei Sindacati dei Lavoratori Palestinesi, Shaher Saad, ha affermato che questi giovani non trovano alternative al lavoro, costringendoli ad affrontare condizioni difficili, tra cui scavalcare il muro o attraversare “buchi della morte”. Saad ha aggiunto che 38 lavoratori sono stati uccisi dal 7 ottobre e che più di 12.000 lavoratori sono stati arrestati, sottolineando che ci sono circa 510.000 disoccupati in Cisgiordania.
Le forze israeliane hanno preso d’assalto la città di Silwad a nord-est di Ramallah. Attività distruttive da parte delle fIDF nelle aree orientali e centrali della città di Nablus.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
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