
Il Segretario di Stato americano annuncia l’imposizione di sanzioni a due giudici aggiuntivi della Corte penale internazionale a causa del loro lavoro sui casi contro i crimini di Israele e perché hanno votato contro il ricorso presentato da Israele riguardo ai mandati di arresto contro Netanyahu e Galant. La Corte Penale Internazionale: “Respingiamo fermamente l’introduzione di nuove sanzioni da parte degli Stati Uniti contro due giudici della Corte. Le sanzioni americane rappresentano un palese attacco all’indipendenza di un’istituzione giudiziaria neutrale. Le misure contro giudici e pubblici ministeri eletti dagli Stati parte della Corte minano lo stato di diritto. La Corte continuerà a collaborare con tutti i partner per garantire l’esecuzione efficace e indipendente del suo mandato”.
Per il Ministro degli Esteri Marco Rubio, “l’accordo concluso il 17 di dicembre aprirà la strada alla trasformazione di Gaza in un luogo vivibile”. E ancora: “La Corte Penale Internazionale ha continuato a impegnarsi in attività politicizzate contro “Israele”, creando un pericoloso precedente per tutti i Paesi”. “Non tollereremo abusi criminali di autorità a livello internazionale e l’indebita sottomissione di americani e israeliani alla sua giurisdizione”.
L’ex ambasciatore israeliano Alan Baker, avvocato, ex consulente legale del Ministero degli Esteri e ora ricercatore presso il Jerusalem Center for Foreign Policy and Security sostiene che il rigetto del ricorso di Israele alla Corte Penale Internazionale dell’Aja non sia inaspettato. Sostiene che la Corte stia agendo su basi che non ha, basandosi sul riconoscimento internazionale dello “Stato di Palestina”, che Israele respinge. Baker, che ha contribuito alla stesura dello Statuto di Roma, sottolinea che lo statuto è stato “dirottato” e pone il veto agli elementi anti-israeliani, motivo per cui Israele non è membro della Corte e non ne riconosce la giurisdizione. Ha inoltre affermato che “le preoccupazioni circa le restrizioni al Primo Ministro e alla libertà di movimento di Yoav Galant sono esagerate. Credo che i paesi europei non oseranno arrestare il primo Ministro israeliano”.
Gli Stati Uniti hanno anche imposto nuove sanzioni alla “flotta ombra” iraniana, prendendo di mira decine di navi e compagnie accusate di eludere le sanzioni: un individuo, 20 aziende e 29 navi nella lista delle sanzioni anti-Iran.
Secondo Axios: Witteveen incontrerà oggi a Miami funzionari di Qatar, Egitto e Turchia per discutere la prossima fase dell’accordo di Gaza. Mentre l’ex ambasciatore statunitense in Israele Dan Shapiro in un’intervista ha dichiarato che: “I sauditi non vogliono concedere un premio a questo governo sotto forma di normalizzazione, questo non accadrà alle elezioni”.
Soddisfazione espressa dal Ministro degli Esteri francese: “Parigi, Washington e Riyadh hanno rinnovato oggi il loro sostegno al piano dell’esercito libanese per disarmare le fazioni non governative”.
Secondo Channel 12: “ Vi sarebbe una crisi di carenza di personale nell’esercito israeliano. Il Capo di Stato Maggiore Eyal Zamir ha inviato questa settimana un insolito messaggio di avvertimento al primo Ministro Benjamin Netanyahu e al ministro della Difesa Israel Katz. Zamir ha scritto nel messaggio: “La crisi di carenza di personale è grave, la legislazione necessaria deve essere risolta entro il 1° gennaio”. Si tratta di un messaggio eccezionale, non scritto di routine, che giunge in concomitanza con il pensionamento di centinaia di dipendenti a tempo indeterminato a seguito dell’emanazione di una legge relativa alle loro condizioni di servizio. Il Capo di Stato Maggiore Zamir ha scritto: “Nella situazione attuale, esiste un grave pericolo. Il personale a tempo indeterminato e la sua motivazione a prestare servizio subiscono gravi danni”. Il Capo di Stato Maggiore ha chiesto al primo Ministro e al ministro della Difesa di “intervenire nella questione e chiudere il fascicolo in modo da non perdere personale permanente altamente efficiente”.
Sempre da Israele giunge notizia che l’Iran avrebbe assassinato uno scienziato nucleare filo-israeliano del MIT a Boston. Questa informazione non è stata confermata e non è supportata da rapporti ufficiali delle agenzie investigative statunitensi. Ulteriori informazioni sul caso e sulle indagini non sono ancora disponibili. La comunità scientifica è consapevole delle implicazioni, dati i delicati rapporti tra Israele e Iran. Al momento, la situazione rimane speculativa. Ulteriori dettagli potrebbero emergere con l’avanzare delle indagini.
Sempre in materia direzioni Stati Uniti – Israele Iran, un messaggio dell’ex primo Ministro Naftali Bennett in merito all’hacking del suo telefono da parte di hacker iraniani: “La questione è sotto la giurisdizione dei servizi di sicurezza”. “I nemici di Israele faranno di tutto per impedirmi di tornare primo Ministro. Non li aiuterà”. “Nessuno mi impedirà di agire e combattere per lo Stato di Israele e il popolo di Israele”. “Dopo ulteriori indagini, è emerso che il mio telefono non era stato effettivamente hackerato, ma che il mio account Telegram era stato violato in vari modi e che il contenuto della mia rubrica, insieme a numerose foto e chat vere e false (tra cui una mia foto accanto a Ben-Gurion), era stato distribuito. Questi materiali sono stati ottenuti illegalmente e la loro distribuzione è un reato”.
Ed ora uno sguardo agli scenari militari aggiornato alle ore 15:00 del 18 dicembre. Il presidente degli Stati Uniti Donald J. Trump è arrivato alla base aerea di Dover, nel Delaware, per assistere all’arrivo e al degno trasferimento delle salme di tre americani – due membri della Guardia Nazionale dell’Iowa e un interprete – uccisi in un attacco terroristico legato all’ISIS nella Siria centrale sabato. Sempre dalla Siria si registrano sviluppi nei negoziati tra le SDF e Damasco: raggiunto un accordo preliminare. Il responsabile delle relazioni del Consiglio Democratico Siriano, Hassan Muhammad Ali, conferma un accordo preliminare con il governo di Damasco in merito all’integrazione delle forze delle SDF nella struttura dell’esercito siriano.
Un’auto è stata attaccata a Taybeh durante una serie di attacchi aerei diretti in tutto il Libano. Incendi a Zawtar dopo un attacco israeliano. Gli attacchi si sono concentrati sullo stessa Area di Qatrani e confine con il fiume Litani. L’attacco ha preso di mira un raduno di dipendenti della compagnia elettrica governativa libanese. Diversi feriti.
Il Delegato del Libano alle Nazioni Unite: “Affermiamo la necessità di mantenere una forza internazionale per garantire la protezione della Linea Blu e monitorare l’attuazione della Risoluzione 1701. Qualsiasi vuoto di sicurezza nel Libano meridionale o nelle sue acque territoriali, soprattutto in questa fase, deve essere evitato. Un vuoto di sicurezza, se si verificasse, non contribuirebbe alla pace e alla sicurezza regionale”.
Da Gaza si hanno notizie di attraversamenti parte di israeliani che hanno passato il confine e sono entrati nella Striscia di Gaza, per poi tornare indietro insieme a decine di altre persone che hanno tentato di entrare nel settore. Itai Bloomental-Kan: “I coloni che hanno tentato di attraversare il confine per entrare a Gaza lo hanno fatto nell’ambito di un’attività dell’organizzazione per gli insediamenti di Nahala, intitolata “Alziamo la bandiera a Gaza”, e non cercano nemmeno di nascondere questa intenzione”.
Le IDF continuano le operazioni di rastrellamento e distruzione a est del campo di Jabalia, a nord della Striscia di Gaza. Due feriti a causa del fuoco di Israele nelle zone di Batn Al-Samin e Qayzan Rushwan a Khan Yunis, nella Striscia di Gaza meridionale. Secondo testimoni oculari palestinesi: Diversi morti e feritii dopo essere stati presi di mira nei pressi della sede centrale della Palestine Bank nella città di Bani Suhaila, a est di Khan Yunis, mentre cercavano di raggiungere la signora Tamam Al-Qara, che era stata colpita in precedenza nello stesso luogo quel giorno. Uno dei feriti è stato trasferito al Nasser Medical Hospital per le cure mediche.
In Cisgiordania manovra dell’aeronautica militare israeliana in Galilea dalle 5:00 alle 8:00.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
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