#ISRAELHAMASWAR. Si tratta per la liberazione di 32 ostaggi tra vivi e morti. Houthi con un nuovo attacco lanciano la V fase dell’escalation

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Negoziati in corso al Cairo tra Hamas e Israele. “I negoziati per un accordo sullo scambio di ostaggi tra Hamas e Israele continuano al Cairo” ha detto il direttore della CIA Burns che ha incontrato il presidente egiziano Al-Sisi. 

Tel Aviv si sta dirigendo verso un cessate il fuoco anche se non tutti in Israele sono favorevoli. Il ministro Bezalel Smotrich, che ha prestato servizio per un breve periodo nell’IDF con un lavoro d’ufficio, ha chiesto che la guerra continui e la necessità di rifiutare questo accordo. Considera l’accordo un fallimento per Israele, una sconfitta in questa guerra e un’umiliazione per Israele.

Più o meno sulla stessa lunghezza d’onda Itamar Ben Gvir, che non ha mai prestato servizio nell’IDF e non è mai stato in guerra. Non solo ha espresso in una famosa expo israeliana la necessità di porre fine alla razza palestinese attraverso l’esodo, ma ha anche invocato una nuova guerra con il Libano. “La mia visione è conquistare Gaza… La mia visione è incoraggiare l’immigrazione, dire ai nemici di Gaza, ovviamente volentieri: “Via da qui”. La mia visione non è un accordo politico con Hezbollah, ma una guerra con Hezbollah”.

La cosa non va meglio nelle fila delle brigate di Hamas dove Jihad Islamica e Qassam si sono sempre dette contrarie agli accordi. Nel dettaglio: l’accordo è articolato in più fasi, la prima delle quali sarà quella umanitaria. In questa fase verranno rilasciati 32 ostaggi: tutte le giovani donne israeliane rimaste prigioniere, bambini, anziani e malati.

A differenza dell’accordo precedente, c’è la possibilità che Israele accetti anche i prigionieri già uccisi. In cambio Israele rilascerà i membri della resistenza per ogni israeliano vivo. E corpi per ogni israeliano prigioniero consegnato morto.

Questa fase sarà un cessate il fuoco di 42 giorni. Il 16° giorno del cessate il fuoco inizieranno i negoziati sulla fase successiva dell’accordo, che prevede la liberazione di soldati e giovani, ma anche un cessate il fuoco di più lunga durata. Se entro la fine dei 42 giorni non si riuscirà a raggiungere una conclusione, a quanto pare Israele potrà riaprire il fuoco, ma Hamas continua a insistere affinché ciò non accada e Israele si dichiara flessibile.

Un alto funzionario israeliano ha affermato nei giorni scorsi che, se vedono che è utile portare avanti i negoziati, li proseguiranno anche oltre i 42 giorni e non riprenderanno gli attacchi. Tutto sommato, Israele non dovrebbe riaprire il fuoco dopo 42 giorni, ma cercare di giungere a una conclusione per rilasciare anche i soldati, ma Israele insiste che questo non venga messo nero su bianco nell’accordo.

Il vice segretario generale del movimento Hezbollah libanese, Sheikh Naim Qassem, ha affermato che l’operazione Al-Aqsa Storm da parte dei palestinesi “è un preludio alla distruzione del regime sionista”. Mentre In un video pubblicato sui social media, il sindaco di Qiryat Shmona ha affermato che non torneranno in città se verrà firmato un accordo politico con Hezbollah. Non torneremo in città se non dopo la guerra.

Il British Maritime Trade Center, nella giornata del 9 luglio segnala un nuovo attacco Houthi nel Mar Arabico. Secondo l’Autorità britannica per le operazioni del commercio marittimo: la segnalazione d è arrivata da 180 miglia nautiche a est di Nishtun nello Yemen. La notizia è stata confermata dalla Maersk Shipping Company: “La nave Maersk Sentosa è stata presa di mira da un oggetto volante”. Da parte statunitense si apprende che forze partner distruggono 4 droni yemeniti: fonte CENTCOM. Gli Houthi hanno in programma la V fase di Escalation. 

Ed ora uno sguardo all’aggravamento della linea del Fronte tra Israele e Hamas Hezbollah

Registrati due attacchi aerei israeliani a Maroun al-Ras. Hezbollah ha lanciato alcuni razzi verso l’insediamento di Hagoshrin in risposta all’aggressione israeliana ai villaggi libanesi, in particolare a Kfarhouna. Il 9 di luglio, il capo del consiglio comunale di Nahariya, ha espresso preoccupazione per i continui attacchi di razzi e droni da parte degli Hezbollah libanesi sull’insediamenti, avvertendo che Israele è sulla buona strada per perdere Al-Jalil, una regione lungo il confine libanese.

Le IDF nella giornata del 9 luglio affermano di aver intercettato un obiettivo aereo sospetto che si è avvicinato al sud di Israele da est grazie all’intervento di un aereo da caccia dell’IDF.

Sirene in azione a Yiftach, Margaliot e Misgav Am, Kela nel nord di Israele. Sempre le IDF confermano lanci da Rab El Thalathine, nel sud del Libano, verso l’area di Misgav Am, nel nord di Israele. L’array di difesa aerea dell’IDF ha intercettato con successo la maggioranza dei lanci.

IDF ha risposto intercettando una area militarizzata di Hezbollah con miliziani al suo interno. 

L’attività dell’IDF continua in tutta la Striscia di Gaza. Le truppe dell’IDF stanno continuando l’operazione militare a Gaza City, in seguito all’intelligence che indica la presenza di infrastrutture di Hamas e del Jihad islamico nell’area. Finora le forze hanno eliminato decine di miliziani e localizzato numerose armi nella zona.

Inoltre, l’IDF continua l’attività operativa nell’area di Shejaiya, sopra e sotto terra. Le truppe hanno eliminato numerosi miliziani e localizzato armi tra cui equipaggiamento da cecchino, RPG, granate e fucili AK-47. Inoltre, sono state distrutte le infrastrutture terroristiche e un percorso sotterraneo.

Operazioni mirate IDF basata su dati dell’intelligence nell’area di Rafah, nel sud di Gaza. Nell’ultimo giorno, le truppe hanno eliminato dozzine di terroristi in combattimenti ravvicinati e attacchi aerei coordinati con l’IAF. Nell’ultimo giorno, l’IAF ha colpito ulteriori obiettivi di Hamas e altre milizie nella Striscia di Gaza, tra cui strutture militari, pozzi sotterranei e infrastrutture terroristiche. Sei tunnel lunghi circa sei chilometri sono stati individuati e distrutti a Shejaiya. l’IDF avrebbe ucciso 150 uomini di Hamas, smantellato le infrastrutture; trovato e distrutto edifici con trappole esplosive ed esplosivi. Inoltre, i soldati hanno rinvenuto dozzine di armi e documenti di intelligence lasciati dagli uomini di Hamas.

Da parte di Hamas si apprende che tutte le fazioni della resistenza palestinese a Gaza sono impegnate in scontri con i soldati israeliani nelle aree di incursione nella Striscia di Gaza. Gli uomini delle Qassam sono riusciti a prendere di mira una forza di fanteria israeliana con un dispositivo antiuomo nell’area di Chalihat, a ovest del quartiere Tal Al-Hawa a Gaza City, lasciando i membri della forza morti e feriti nella stessa area hanno colpito un mezzo trasporto truppe israeliano, bulldozer israeliano D9 in Al-Rashid Street, a ovest del quartiere Tal Al-Hawa a Gaza City. Ancora un Merkvah 4 con un dispositivo di terra nell’asse Al-Taqaddum nel quartiere Tal Al-Hawa. Negli scontri nell’asse Tadaqum sarebbero rimasti feriti in diverso modo anche 6 militari israeliani. 

Un gruppo di residenti è rimasto ferito dai colpi dell’artiglieria israeliani in via Al-Rashid Al-Sahili, a ovest del campo di Al-Nuseirat, nel centro della Striscia di Gaza. Secondo fonti palestinesi: “Un gruppo di persone è rimasto ferito dai bombardamenti Israeliani in via Al-Rashid Al-Sahili, a ovest del campo di Nuseirat, nel mezzo della Striscia di Gaza. Come risultato delle continue operazioni dei cecchini effettuate da Israele su Al-Thalatheni Street e Al-Mughrabi Junction ci sarebbero morti per strada”. 

L’esercito israelaino, secondo fonti palestinesi fa saltare in aria edifici residenziali a ovest della città di Rafah, a sud della Striscia di Gaza. 

Rinnovati scontri anche in Cisgiordania: on line video dell’esplosione di una delle bombe piazzate dai combattenti palestinesi sul percorso delle pattuglie dell’esercito isreliano a Tulkarem, nel nord della Cisgiordania. I resistenti sparano al punto dell’esercito israeliano stabilito sul monte Gerizim a Nablus. Mentre le Saraya Al-Quds, lamentano la distruzione di proprietà a Tulkarem. Nell’area opera anche il Jihad Islamico.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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