#ISRAELHAMASWAR. Rafah resta obiettivo primario per Israele

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Mentre tutti stanno chiedendo a Israele, nemici e amici, di non attaccare Rafah, venerdì scorso il primo ministro Benjamin Netanyahu ha detto: ”Ho incontrato il Segretario di Stato Blinken. Gli ho detto che apprezzo molto il fatto che da più di cinque mesi combattiamo insieme contro Hamas. Gli ho anche detto che riconosciamo la necessità di evacuare la popolazione civile da le zone di combattimento e, ovviamente, anche a provvedere ai bisogni umanitari, e stiamo lavorando a tal fine”.

E ha aggiunto: “Ho anche detto che non c’è modo di sconfiggere Hamas senza entrare a Rafah ed eliminare i resti dei battaglioni presenti. Gli ho detto che spero che lo faremo con il sostegno degli Stati Uniti, ma se necessario, lo faremo da soli.”

Un altro massacro dunque è alle porte. Con il rischio che questo faccia partire altri attacchi su Israele da parte della Resistenza Islamica e alleati, Hezbollah e Houthi. Nemmeno in Israele sono tutti compatti con il primo Ministro anzi: sulla testata Haaretz il 21 marzo si leggeva che il Generale della riserva dell’esercito israeliano, Isaac Brik, rinnovava il suo appello a cambiare i leader israeliani responsabili del fallimento del 7 ottobre, esprimendo il suo timore per l’approfondimento dell’isolamento internazionale di Israele e mettendo in guardia contro l’attacco a Rafah o Hezbollah. E non corre bun sangue neanche con il ministro della Difesa Yoav Gallant. 

Hamas, per voce di Abu Zuhri ha detto che: “Qualsiasi attacco a Rafah è un vero e proprio spostamento di fronte, e la posizione araba deve cambiare e diventare più seria per affrontare i piani e i progetti di Israele”. 

Il leader di Hamas, Osama Hamdan: “Israele rivela le sue vere intenzioni nell’operazione a Rafah, che è quella di compiere un genocidio”.

Il Qatar tra i paesi più attivi nelle mediazioni tra Israele e Hamas ha detto tramite le parole del portavoce del ministro degli Esteri del Qatar, Majid Al-Ansari: “Qualsiasi attacco israeliano a Rafah porterebbe a una catastrofe umanitaria e influenzerebbe negativamente l’andamento dei colloqui, affermando: Stiamo cercando con i nostri partner regionali e internazionali di garantire l’ingresso di aiuti nella Striscia di Gaza”.

L’OMS in una nota stampa del direttore scrive: “Siamo profondamente preoccupati per le notizie secondo cui esiste un piano israeliano per procedere con un attacco di terra a Rafah. Un attacco di terra alla città densamente popolata di Rafah porterebbe a più morti e sofferenze, con strutture sanitarie sovraffollate. Stiamo facendo ogni sforzo e dialogando con tutte le parti per prevenire un attacco a Rafah”.

Tra le questioni che preoccupano il mondo intero su Rafah la questione dei profughi: Il centro Palestinese per gli Studi e Sondaggi a Ramallah nel suo sondaggio d’opinione n. 92 ha scritto: “Il 70% degli intervistati ritiene che se ci fosse un attacco a Rafah gli sfollati non andrebbero in Egitto e che l’Egitto non è un luogo sicuro, la stessa percentuale ha espresso la convinzione che l’esercito egiziano ucciderebbe gli sfollati”. Quindi cercherebbero di raggiungere via mare le coste europee. 

Il Commissario per i Diritti Umani ha detto che: “Lanciare un attacco israeliano a Rafah sarebbe “contrario” alla decisione della Corte Internazionale di Giustizia. L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani ha confermato oggi, giovedì, che l’attacco di terra preparato dalle forze nemiche sioniste contro la città di Rafah nella Striscia di Gaza “violerà” la decisione della più alta corte delle Nazioni Unite”.

Questione a parte che ha indignato gli stessi cittadini di Israele, è la promozione da parte dell’esercito di ufficiali profondamente coinvolti nel fallimento del 7 ottobre. Il corrispondente militare del sito israeliano Walla, Amir Bouhbut, parla della promozione di ufficiali dell'”Esercito” israeliano strettamente coinvolti nel fallimento del 7 ottobre e della sospensione di altre promozioni, mentre le indagini sull’attacco di Hamas sono ancora in corso.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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