#ISRAELHAMASWAR. Qatar: tregua a Gaza più vicina. Sud del Libano: colpite basi Hezbollah, colpite caserme e pattuglie israeliane

70

L’esercito israeliano ha riconosciuto la morte di 2 nuovi soldati a Gaza, portando il bilancio a 65. Nel 2014, 66 soldati israeliani morirono nell’ultimo attacco di terra israeliano. A questo bilancio, oggi però, vanno aggiunti i soldati uccisi il 7 ottobre. E arriviamo a 388.

Il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir, dopo l’uccisione dei soldati a Gaza, ha dichiarato: «Voglio tagliare le teste dei combattenti dell’élite della resistenza palestinese, uno per uno». Al momento comunque la Knesset ha bloccato la legge proposta dal suo partito che chiede la pena di morte anche chi compie attività contro Israele. Il timore, soprattutto da parte dei familiari dei prigionieri, è che il processo di liberazione possa essere bloccato. 

Il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha dichiarato che gli Stati Uniti d’America continueranno a lavorare a stretto contatto con il Libano e con i partner nella regione del Medio Oriente per mantenere la pace e prevenire l’espansione del conflitto. A quanto si apprende dai media di Israele, il Consiglio di Guerra era pronto dare il via per l’attacco di terra nel sud del Libano contro gli insediamenti di Hezbollah, a sud del Litani, prima che arrivasse Amos JHochstein, e chiedesse di non rischiare a causa del pericolo di una guerra regionale su tutti fronti contro Israele, quindi il Consiglio ha modificato l’idea e si è accontentato di dirigere attacchi contro il partito e l’Iran in Siria e Libano.

Il 20 novembre il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha dichiarato: «Credo che presto arriverà un accordo sulla liberazione degli ostaggi». La Tv di Israele il 20 sera ha dichiarato che: «Israele ha dato il via libera all’accordo e attende la risposta di Hamas». In materia di ostaggi Hamas ha riferito che le fazioni della resistenza sono tutte unite sul campo e nelle decisioni politiche, e l’accordo di tregua comprende tutti. Mentre Ben Gvir ha detto: «Mi tengono lontano dai dettagli dell’accordo sullo scambio di prigionieri e temo che stiamo andando verso una grande catastrofe. Si dice che Israele si stia avviando a commettere un errore molto grave, simile a quello che abbiamo commesso nel caso di Shalit». Il 21 novembre il Portavoce del Ministero degli Esteri del Qatar ha riferito: «La mediazione del Qatar è arrivata al punto più vicino al raggiungimento di una tregua a Gaza, e speriamo che sia coronata da successo».

Ed ora uno sguardo al fronte tra Israele e Hamas aggiornato alle 15:00 del 21 novembre

Le truppe israeliane continuano a colpire la Striscia di Gaza e si preparano per una nuova fase dell’operazione di terra. Nella parte settentrionale, gli israeliani controllano la periferia di Beit Hanoun e tentano di avanzare nello sviluppo urbano.

A sud-ovest un gruppo corazzato israeliano ha raggiunto le vicinanze dell’ospedale indonesiano. Una serie di attacchi all’istituzione ha provocato almeno dieci vittime e il generatore che alimenta il complesso medico è stato disattivato.

A ovest, le unità dell’IDF stanno consolidando la loro posizione nella zona costiera e cercando di espandere il proprio controllo. Sono attivi anche i militanti di Hamas, che tendono imboscate e intrappolano gli israeliani nelle strade delle città.

Uno degli obiettivi degli attacchi del gruppo Izz ad-Din al-Qassam era l’ospedale Al-Ranthisi, che è stato sequestrato dai soldati israeliani. I militanti sono riusciti a entrare nell’edificio, ma a causa della mancanza di registrazioni è difficile valutare l’esito dell’operazione.

A sud di Gaza, unità israeliane hanno preso il controllo dell’edificio della Corte Suprema. È possibile che l’edificio stesso venga demolito dopo il servizio fotografico, in modo simile all’assemblea legislativa precedentemente distrutta.

Nel frattempo, unità palestinesi continuano a lanciare razzi contro gli insediamenti israeliani. Anche Be’eri, Mivtahim e la base aerea di Hatzerim sono finite sotto il fuoco. Per quanto riguarda il confine settentrionale di Israele, la situazione rimane relativamente invariata. I combattenti di Hezbollah hanno attaccato roccaforti e strutture dell’IDF, spingendo gli israeliani a rispondere con un pesante fuoco sui siti di lancio.

Secondo gli analisti della social sfera, i radar dell’esercito israeliano non hanno rilevato i droni lanciati da Hezbollah il 20 novembre che hanno colpito con successo i loro obiettivi. Inoltre sempre via social si apprende che l’esercito israeliano abbia schierato 100.000 soldati al confine con il Libano. La giornata del 20 novembre in definitiva è stata definita una giornata di combattimenti molto forte nel nord, forse la più importante dall’inizio della guerra. 

Gli Houthi dal 20 sera hanno condiviso on line video dell’attacco e sequestro della nave Galaxi Leader. 

Ecco poi una sintesi delle operazioni rivendicate da Hezbollah il 21 novembre: attacco alla base militare di Zibdin alle 6.40; attacco al quartier generale militare di Branit alle 8.00 con razzi Burkan; attacco al quartier generale militare Branit alle 8.20 con razzi Burkan; attacco con l’artiglieria a un gruppo di soldati israeliani vicino ad Al-Duhayra alle 10:15; attacco a un gruppo di soldati israeliani vicino alla collina di Al-Karantina alle 10:30; attacco a un gruppo di soldati israeliani in piazza Al-Tayhat alle 11.30; attacco a una base dell’esercito israeliano a Qiryat Shmona alle 13:10 con droni suicidi; attacco con l’artiglieria a una base dell’esercito israeliano a Qiryat Shmona alle 13:15. Totale dei morti di Hezbollah 77. 

Il Capo del Consiglio per l’insediamento di Metulla ha chiesto la creazione di una cintura di sicurezza nel nord, lunga dai 4 ai 5 chilometri. Mentre secondo la testata Maariv si ravvisa “l’avvicinarsi ad una vera guerra; uno scontro diretto con gli Hezbollah libanesi sembra inevitabile”.

Nella mattina del 21 novembre un bombardamento israeliano ha danneggiato un centro dell’esercito libanese a Wazzani. L’esercito israeliano è pronto a qualsiasi sviluppo nel nord. L’aeronautica militare è in massima allerta e sta utilizzando solo il 10% delle sue forze nella Striscia di Gaza.

Gli aerei dell’IDF hanno individuato e colpito tre cellule terroristiche armate nella zona del confine con il Libano. Inoltre, gli aerei da combattimento dell’IDF hanno colpito una serie di obiettivi di Hezbollah, comprese infrastrutture militari e strutture utilizzate per dirigere l’attività terroristica. Nell’attacco israeliano muoiono la giornalista e il fotografo di al Mayadeen: Farah Omar, Rabie Al-Maamari. Negli attacchi della Gionata del 21 novembre Israele ha ucciso il vice comandante delle Brigate Al-Qassam in Libano, Khalil Kharaz, conosciuto in Israele anche come “Abu Khaled”. Si tratta di un membro di spicco dell’ala militare di Hamas che presta servizio da anni in posizioni di leadership e attività presso il quartier generale di Hamas nel Libano meridionale, dove è stato assassinato oggi in un raid insieme ai suoi compagni nel Libano meridionale. Si aspetta conferma dalle al Qassam. 

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

Per la versione inglese dell’articolo, cliccare qui – To read the english version, click here
Segui i nostri aggiornamenti su Spigolature geopolitiche: https://t.me/agc_NW e sul nostro blog Le Spigolature di AGCNEWS: https://spigolatureagcnews.blogspot.com/