
L’amministrazione del presidente americano Joe Biden ha concordato con le autorità israeliane che le operazioni a Rafah, nel sud della Striscia di Gaza, non saranno ampliate in modo significativo fino alla visita del consigliere presidenziale per la sicurezza nazionale Jake Sullivan, riferisce Axios. Precedentemente il portale riportava, citando fonti, che Sullivan intende visitare l’Arabia Saudita e Israele questo fine settimana nel mezzo delle crescenti tensioni sull’operazione militare a Rafah, nel sud della Striscia di Gaza.
L’Unione europea chiede a Israele di porre fine immediatamente alla sua operazione militare a Rafah, ha detto mercoledì l’alto rappresentante dell’UE per gli affari esteri Josep Borrell. “Questa operazione mina ulteriormente la distribuzione degli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza e porta a maggiori sfollamenti interni, fame e sofferenze umane”, ha affermato il capo della diplomazia dell’UE in una dichiarazione rilasciata a Bruxelles.
In Israele botta e risposta tra Yoav Gallant e Benjamin Netanyahu. Il primo rimprovera il secondo: “Ho sollevato la questione nel governo per diversi mesi, senza ottenere una risposta. Il governo locale palestinese è soprattutto un interesse israeliano. […] Si sta sviluppando una tendenza pericolosa che promuove un governo militare israeliano nella Striscia di Gaza”.
“Un governo militare israeliano a Gaza diventerebbe il principale sforzo di sicurezza di Israele negli anni a venire, costerebbe molto sangue e molte vittime inutili e porterebbe anche un pesante prezzo economico. Non accetterò la creazione di un governo militare israeliano a Gaza, Israele non deve farlo.
“Chiedo a Netanyahu di prendere una decisione e di dichiarare che non ci sarà un governo militare israeliano e che un governo alternativo a Hamas venga promosso immediatamente, proprio ora”.
Netanyahu risponde a Gallant: “Non sono pronto a scambiare Hamasstan con Fatahstan. Dopo il terribile massacro del 7 ottobre, ho ordinato la distruzione di Hamas. […] Nessun altro partito interverrà per gestire la Gaza civile. Certamente non l’Autorità Palestinese. L’80% dei palestinesi [in Cisgiordania] sostiene il terribile massacro del 7 ottobre. L’Autorità Palestinese sostiene il terrorismo, educa al terrorismo, finanzia il terrorismo”.
Nella giornata del 15 maggio 5 ospedali ad Ashdod, Ashkelon, Gerusalemme e Tel Aviv si sono preparati peer ricevere i feriti e i morti dei recenti scontri a Gaza. Hamas e le altre fazioni si sono adattate con successo e hanno migliorato le loro tecniche di combattimento ai danni dell’esercito israeliano.
L’IDF in un comunicato afferma che: “Il molo galleggiante per portare gli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza è stato collegato con successo; Nei prossimi giorni cominceranno ad entrare i camion. Nelle ultime settimane, l’IDF e il Ministero della Difesa hanno compiuto approfonditi preparativi per accogliere il molo galleggiante insieme al Dipartimento di Ingegneria e Costruzioni del Ministero della Difesa, dall’IDF, dal Coordinatore delle attività governative nei territori e in collaborazione con le forze armate statunitensi.
Nel comunicato si legge ancora: “L’IDF, tramite COGAT, sta continuando gli sforzi umanitari in corso e sta lavorando in collaborazione con il Comando Centrale degli Stati Uniti per stabilire il molo galleggiante per gli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza”.
Come ogni giovedì il leader degli Houth , Abdul-Malik Badruldeen al-Houthi ha parlato in diretta tv. Tra i messaggi, l’invito agli studenti occidentali a continuare le proteste in America e in Occidente durante le vacanze estive finché continua l’aggressione a Gaza.
Elogio alle brigate Qassam e al Quds per l’attività entro Hamas. E poi ha aggiunto: “La ripresa dei combattimenti a Jabalia e nel quartiere di Zaytoun in questa fase cruciale e critica dimostra il fallimento del nemico israeliano. In alcuni campi i combattimenti sono ripresi per la quinta volta e ogni volta il nemico israeliano annuncia di aver vinto la battaglia”.
Poi ha parlato dell’attività di Ansar Allah: “sul fronte dello Yemen e nella battaglia della conquista promessa e della santa jihad, sono state effettuate 40 operazioni contro israele con 211 missili. Questa settimana sono state effettuate 7 operazioni con 13 missili balistici, da crociera e da crociera nel Mar Rosso, nel Golfo di Aden e nell’Oceano Indiano” E ancora ha detto: “Il lancio verso il Mar Mediterraneo è iniziato questa settimana con due operazioni”.
“La quarta fase dell’escalation è importante perché prende di mira le navi di tutte le compagnie che trasportano merci a Israele verso qualsiasi porto”. “È nell’interesse di tutte le aziende interrompere i trasporti a beneficio del nemico israeliano verso il Mar Mediterraneo o in qualsiasi direzione. Desideriamo far sentire la nostra voce a tutti i paesi e affinché tutti comprendano e si rendano conto che la nostra azione è umana ed etica. Tutti devono fare pressione su Israele affinché fermi i crimini di genocidio contro il popolo palestinese a Gaza”. “Cercheremo di rafforzare la quarta fase dell’escalation in termini di slancio e forza degli attacchi”. Infine un appello: “speriamo che i nostri fratelli iracheni si uniscano a noi per quanto riguarda la quarta fase”. In Yemen a detta del leader al Houthi ci si sta già preparando per la quinta fase.
Dal Libano si apprende che il 15 di maggio tramite i media ufficiali di Hezbollah che c’è stato un incontro tra Sayyed Hassan Nasrallah e la delegazione di Hamas, guidata da Khalil Al-Hayyah. I due avrebbero discusso della guerra in corso, delle trattative e degli sforzi compiuti.
Nella giornata del 16 di maggio Hezbollah invece ha diramato il bollettino della morte di due dei suoi uomini mentre viaggiavano in auto colpiti da un drone israeliano in Libano. Ali Fawzi Ayoun, nato nel 1999 ad Ain Qana, figlio del defunto comandante sul campo di Hezbollah, ucciso in Siria a Damasco. Suo padre era prigioniero in Israele, arrivato in Cisgiordania per addestrare la resistenza all’inizio degli anni 2000 e Mohammad Hassan Ali Fares, nato nel 1990 a Beirut, sulla via verso Gerusalemme e in difesa del sud del Libano.
Hezbollah ha rivendicato attacco con droni contro una base israeliana, a circa 50 km dal confine libanese: base aerea di Eilana dove è stato colpito un sistema di controllo dell’aeronautica. In risposta nella notte Israele ha compiuto una serie di attacchi aerei israeliani nel settore Baalbek-Beqaa. Dieci attacchi aerei hanno avuto luogo a Nabi Cheet e Brital, contro obiettivi strategici in Libano.
Grandi incendiai sono avvistati nelle notte sulle colline attaccate dall’esercito israeliano, che ha preso di mira un’importante località della Brital Valley. L’attacco alle sedi di Baalbek in Libano è stata una rappresaglia all’audace ed Hezbollah è riuscita a colpire il pallone spia dell’esercito israeliano, a circa 50 km dal confine libanese. Questi palloncini valgono decine di milioni e Israele ne ha solo due.
Dopo l’attacco israeliano a Beqaa 60 razzi sono volati contro Israele dalle alture del Golan. Sembra che Hezbollah sia riuscito ad organizzare un attacco contro quattro obiettivi, affermano basi ma Israele non ha confermato, prima di lanciare ennesimo attacco a Metulla. Si tratterebbe di un drone suicida equipaggiato con due razzi S-5 è lanciato appunto contro un gruppo di soldati e veicoli a Metulla.
Alle 16 del 16 maggio attivati gli allarmi in Galilea per possibili infiltrazioni di droni dal Libano. L’esercito israeliano ha effettuato un attacco al villaggio di Aita al-Shaab, a Hula un’auto sulla strada di Qana colpita da un drone; diversi attacchi aerei sul monte Al-Rayhan. E infine ad Al-Naqoura.
Nel tardo pomeriggio i jet israeliani sono stati attivi e pattugliano i cieli del nord di Israele, in attesa di ricevere l’ordine di attaccare.
Secondo un comunicato IDF “circa 40 lanci sono stati identificati mentre attraversavano il Libano verso le alture di Golan, in seguito alle sirene che hanno suonato poco fa nel nord di Israele. Molti dei lanci sono stati intercettati con successo dall’IDF Aerial Defense Array. Non sono stati segnalati feriti. L’IDF ha colpito le fonti del fuoco. In seguito alle sirene suonate poco fa nella zona di Zarit, sono stati individuati cinque lanci in transito dal territorio libanese. Non sono stati segnalati feriti”. “In risposta ai lanci e in seguito all’identificazione della loro provenienza, gli aerei da combattimento dell’IAF hanno colpito una delle postazioni militari da cui erano stati lanciati. Inoltre, stamattina, l’IDF ha colpito una struttura militare di Hezbollah in cui operavano terroristi nella zona di Ayta ash Shab, nonché un’ulteriore struttura militare nella zona di Halta”.
Attentato in Samaria. Le IDF in un comunicato hanno scritto: “ In seguito alla notizia di un attacco con accoltellamento nella zona di Samaria, un uomo è arrivato all’incrocio di Yitzhar, ha accoltellato un sottufficiale dell’IDF che era nel suo veicolo ed è fuggito. I soldati dell’IDF stanno cercando l’attaccante e hanno bloccato le strade nella zona. Il sottufficiale è rimasto moderatamente ferito ed è stato trasportato in ospedale per cure mediche. La sua famiglia è stata avvisata”.
Si registrano bombardamenti e scontri nell’area nord di Gaza a camp Jabalia.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio








