
Mentre i corpi degli operatori umanitari della ONG World Central Kitchen uccisi da un raid aereo israeliano stanno raggiungendo il valico di Rafah per il rientro verso i paesi di origine e le famiglie, non si placa la rabbia del mondo per quanto accaduto.
Secondo gli Stati Uniti d’America: non ci sono prove che “Israele” abbia intenzionalmente preso di mira gli operatori umanitari stranieri a Gaza. Di diverso parere la testata Politico, riportando le parole un funzionario americano: “L’attacco contro gli operatori umanitari a Gaza sembrava intenzionale perché è stato effettuato con 3 bombe. Dubitiamo di ogni responsabilità e siamo frustrati dalle precedenti indagini israeliane, come è accaduto con l’uccisione di Sherine Abu Aqla. Israele farà e dirà tutto ciò che è necessario per mantenere lo status quo. Non penso che l’indagine israeliana sul raid contro gli operatori umanitari sarà trasparente o equa”.
Un altro funzionario americano ha affermato alla testata giornalistica che l’attacco agli operatori umanitari sembrava intenzionale, perché comprendeva “3 attacchi su 3 auto di fila, e non è stato un incidente”, aggiungendo: “Non siamo stupidi”. Secondo il giornale, gli operai stavano viaggiando su auto chiaramente segnalate su una strada destinata ai camion degli aiuti quando sono stati attaccati.
Il ministro degli Affari Esteri canadese: “Chiediamo un’indagine approfondita sull’uccisione di operatori umanitari, tra cui un cittadino canadese, nell’incidente dell’organizzazione World Central Kitchen a Gaza. Israele deve rispettare il diritto internazionale e noi faremo in modo che lo faccia”
Anche l’Unione Europea ha detto: “L’uccisione dei membri del team World Central Kitchen a Gaza da parte dell’esercito israeliano è orribile”.
Secondo il primo Ministro polacco Donald Tusk: “L’attacco terroristico che ha ucciso gli operatori umanitari nella Striscia di Gaza e la risposta del primo ministro Netanyahu stanno comprensibilmente suscitando rabbia”.
Il primo Ministro australiano, Anthony Albanese, ha dichiarato: “Il governo israeliano ha riconosciuto la responsabilità dell’uccisione degli operatori umanitari a Gaza”.
Benjamin Netanyahu ha ammesso che si è trattato di un “attacco involontario” da parte di Israele quello che ha portato alla morte degli operatori umanitari nella Striscia di Gaza. Ha promesso che i funzionari israeliani avrebbero indagato. In precedenza, l’organizzazione umanitaria World Central Kitchen (WCK) aveva riferito della morte di 7 dipendenti in un attacco delle forze di difesa israeliane nella Striscia di Gaza che aveva colpito il loro convoglio.
I morti erano cittadini di Australia, Polonia, Gran Bretagna, Palestina, nonché un dipendente con doppia cittadinanza di Stati Uniti e Canada. L’organizzazione stessa ha sede a Washington ed è stata coinvolta, tra le altre cose, nell’organizzazione dell’approvvigionamento alimentare del settore dove il convoglio delle tre auto è stato attaccato.
Il ministro degli Esteri spagnolo è ritornato sui due stati: Riconosciamo la Palestina come Stato sovrano affinché ottenga un seggio all’ONU. Il Ministro degli Esteri belga,Hadja Lahbib, ha invece sottolineato che il riconoscimento della Palestina è qualcosa che prenderemo in considerazione quando sarà il momento e ha aggiunto. Lo stesso Ministro ha aggiunto: “La risoluzione delle Nazioni Unite su Gaza non ha conseguenze sul terreno e costituisce un vero punto interrogativo sulla nostra influenza nel conflitto”.
Anche l’attacco al Consolato iraniano a Damasco da parte di Israele avrà conseguenze. La TV ufficiale iraniana riferisce che il bilancio delle vittime dell’attacco su Damasco è stato di 13 morti: sette iraniani e sei siriani. Nella mattina del tre aprile ci sono state segnalazioni di evacuazione del personale delle ambasciate israeliane in Medio Oriente.
Il rappresentante della Siria presso le Nazioni Unite, Qusay al-Dahhak, conferma che gli attacchi israeliani contro il suo Paese non lo dissuaderanno dalle sue ferme posizioni a sostegno dei diritti del popolo palestinese, durante la sessione urgente del Consiglio di Sicurezza per discutere dell’aggressione contro il consolato iraniano a Damasco.
Ramzan Sharif, portavoce dell’IRGC: “Presto assisteremo ad altri attacchi mortali contro Israele, e il fronte della resistenza farà il suo dovere”. Come a dire che Teheran non colpirà direttamente. Non solo visto che Israele ha fatto sapere di aver ucciso tutti i leader di primo piano che sostengono Hamas tranne Nasrallah , numero uno di Hezbollah c’è da aspettarsi che ora Israele punti alla prima linea di Hezbollah Libano e che quindi proprio questi si preparino ad un altro scontro.
Secondo fonti iraniane, le forze missilistiche statali sono in piena prontezza al combattimento. Nelle prossime 24 ore, Teheran sta preparando un massiccio attacco missilistico contro obiettivi militari israeliani.
In Israele si registrano nuovi scontri tra coloni e polizia israeliana. I coloni stanno cercando di assaltare la residenza di Netanyahu. Altri scontri con la polizia si registrano davanti al palazzo della “Knesset” israeliana, a Gerusalemme, per chiedere le dimissioni del governo di Netanyahu e la conclusione di un accordo di scambio di prigionieri. Il leader dell’opposizione israeliana Yair Lapid, rivolgendosi alle autorità: “I manifestanti sono le famiglie delle persone rapite che avete abbandonato e che sono finite nei tunnel di Hamas durante il vostro governo”.
Ed ora uno sguardo al fronte tra Israele e Hamas aggiornato alle 16:00 del 3 aprile.
Secondo le Brigate dei Martiri di Al-Aqsa: “Abbiamo effettuato 36 operazioni sui fronti di combattimento nella Striscia di Gaza nelle ultime 72 ore, che hanno causato morti e feriti tra le fila del nemico (Israele ndr)”.
Violenti bombardamenti israeliani di artiglieria contro la città di Aita al-Shaab, oltre ai bombardamenti al fosforo contro i quartieri residenziali della città di Ramia, nel sud del Libano si sono registrati nella giornata del 3 aprile.
In risposta Hezbollah ha lanciato missili contro la Galilea. Le sirene hanno suonato in numerosi insediamenti nel nord di Israele. Sei missili sono stati registrati dalla difesa israeliana verso i siti nell’Alta Galilea, di fronte alla città di Aita al-Shaab nel sud del Libano. La resistenza islamica in Libano ha preso di mira il sito di Al-Rahib (Safad) e un raduno di soldati israeliane nelle sue vicinanze con armi missilistiche. In un comunicato Hezbollah scrive che il lancio è avvenuto: “A sostegno del nostro risoluto popolo palestinese nella Striscia di Gaza e a sostegno della sua coraggiosa e onorevole resistenza, i Mujaheddin della Resistenza Islamica hanno preso di mira con armi missilistiche una nuova posizione di comando segreta dietro la caserma Baranit”. In risposta Israele ha alzato gli aerei e ha compiuto raid aeri su Al-Habbariyeh e Kafr Hamam nel nord di Israele.
La Resistenza Islamica in Iraq, invece, annuncia l’attacco da parte di droni all’aeroporto di Haifa: “i mujaheddin della Resistenza hanno preso di mira, all’alba di mercoledì, con un drone, l’aeroporto di Haifa sottolineando la nostra continua distruzione delle roccaforti nemiche a sostegno di Gaza”. Le sirene hanno suonato peer ben tre volte anche a “Hurfish, Natova, Alkosh, Fasuta e Matat” nella Galilea occidentale.
Le sirene suonano a Kissufim, nella Striscia di Gaza, dopo che un missile è stato rilevato nella zona. Le Brigate Al-Qassam rivendicano l’uccisone di un militare israeliano a est del quartiere di Al-Tuffah a Gaza City con colpi di mortaio.
Le navi dei militari israeliani sparano verso le spiagge di Nuseirat e Deir al-Balah nel Governatorato Centrale della Striscia di Gaza. Ci sono stati dei morti.
Anche a Gaza centro si registrano nuovi scontri tra la resistenza e l’esercito israeliano a nord del campo di Nuseirat. Numerose vittime sono state causate dai bombardamenti dell’artiglieria dell’occupazione a est di Deir al-Balah, nel centro della Striscia di Gaza.
Rinnovati bombardamenti di artiglieria israeliani su varie zone di Khan Yunis, a sud della Striscia di Gaza. Hanno preso di mira il centro e l’ovest di Khan Yunis. Le esplosioni sono state udite fino a Rafah: l’esercito fa saltare in aria le case dei cittadini nella città di Khan Yunis.
Sempre il tre aprile secondo giro di raid aerei israeliani a Khan Yunis, nelle vicinanze dell’ospedale Nasser in contemporanea c’è stata un’incursione israeliana nel quartiere di Al-Amal, Al-Satar Al-Gharbi, Al-Qarara e nel centro della città.
Scontri armati tra resistenza e militari israeliani si registrano nei pressi del campo di Al-Faraa, a sud di Tubas. Fonti locali riportano he le forze israeliane sono state prese di mira con ordigni esplosivi artigianali. Gli scontri sono durati per tutta la mattina.
Sono scoppiati scontri anche tra giovani uomini e le forze di Israele che hanno preso d’assalto la città di Zabuba, a ovest di Jenin. Presa d’assalto anche la Route 16 a Nablus.
Le forze israeliane hanno arrestato la giornalista Asmaa Harish, figlia del detenuto Noah Harish e sorella del detenuto Ahmed Harish, dopo aver fatto irruzione nella sua casa a Beitunia, a ovest di Ramallah. In totale a Ramallah sono stati arrestati 15 palestinesi (della Striscia di Gaza). La Commissione per gli Affari degli Ex-Detenuti e il Club dei Prigionieri Palestinesi sostiene che: “Da ieri sera a mercoledì mattina, le forze di occupazione israeliane hanno arrestato almeno 30 cittadini della Cisgiordania, tra cui la giornalista Asmaa Harish, madre del martire Ahmed Hilal Ghaidan, oltre ad ex prigionieri”.
Attentato contro le forze di polizia israeliane: 4 agenti di polizia sono rimasti feriti, due dei quali in gravi condizioni, in seguito a un investimento a Kochav Yair, a sud-est di Netanya. A rivendicare l’attacco il Movimento Mujahideen Palestinese: “Ci congratuliamo con l’eroica operazione di speronamento e accoltellamento nel nord della città di Qalqilya, che ha portato al ferimento di molti israeliani, e piangiamo il suo autore, l’eroico martire/Wahb Shabita, figlio del villaggio di Tira nell’interno occupato. Questa operazione è stata lanciata da un eroico Mujahid del nostro popolo all’interno del paese per esprimere l’unità della situazione e del destino palestinese e riflettere la vera volontà del nostro popolo che desidera la libertà e la rottura dell’ingiustizia”.
Il comunicato prosegue: “Questa operazione eroica arriva in risposta ai crimini di genocidio commessi da Israele contro il popolo di Gaza, in concomitanza con la crescente resistenza in Cisgiordania, e come estensione dell’eroismo dei combattenti della resistenza a Gaza che stanno affrontando la brutale aggressione sionista. L’operazione di oggi ha dimostrato l’importanza dell’azione di resistenza dall’interno dei territori occupati e la portata dell’abilità e del successo della nostra gioventù rivoluzionaria nonostante e attaccando l’esercito nemico sionista pesantemente armato. Questa specifica operazione costituisce un nuovo e potente attacco di sicurezza contro il nemico in crisi, e aumenterà la sua confusione e confusione interna, soprattutto perché è arrivata dal profondo, dove ha cercato di smantellare i fronti e alienare il nostro popolo interno dalla sua causa e identità. Chiediamo al nostro popolo in Cisgiordania e a Gerusalemme di intensificare ulteriormente il confronto e la rivolta di fronte al nemico criminale e di impegnarsi nella battaglia per difendere il popolo, la terra e i luoghi santi”.
E mentre i militari si preparano d entrare a Rafah, il giornale Haaretz dubita della capacità dell’”esercito” israeliano di raggiungere una soluzione reale, riflettendo una realistica “vittoria” sul terreno entrando nella città di Rafah, a sud della Striscia di Gaza. Si chiede: quale prezzo pagheremo per questa operazione?
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio










