#ISRAELHAMASWAR. Piano arabo per Gaza al vaglio di Israele, pronti a passare alla fase due dell’accordo. Libano: 4 maggio nuove elezioni. Scontri in Cisgiordania

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Summit al Cairo per cercare una soluzione alla crisi di Gaza. Il Presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, e il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, così come il Abdullah II di Giordania, il presidente siriano Ahmad al-Sharaa erano in Egitto, solo per citare alcuni dei partecipanti, erano presenti vertice arabo di emergenza su Gaza.

Guterres ha detto tra le altre cose: “Gaza deve far parte dello Stato palestinese senza tagliarne nessuna parte”. “Dobbiamo riconoscere il ruolo importante dell’UNRWA, che opera in circostanze difficili, e chiedo il suo pieno sostegno, compreso il sostegno finanziario”. E ancora: “La situazione in Cisgiordania è preoccupante e ha recentemente assistito al più grande sfollamento di questo tipo da decenni, e l’espansione degli insediamenti deve essere fermata”.

Il Presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa: “Chiediamo un aumento degli aiuti umanitari alla Striscia di Gaza e il sostegno all’UNRWA”. “I Paesi dell’Unione Europea impegnati nella ricostruzione di Gaza”. Re giordano Abdullah II: “Rifiutiamo qualsiasi progetto di sfollamento dei palestinesi e sosteniamo il piano di ricostruzione della Striscia di Gaza”. “Sosteniamo gli sforzi dell’Autorità Palestinese nella riforma e nella preparazione di una visione attuabile per la gestione di Gaza e il collegamento con la Cisgiordania”. “La “soluzione dei due Stati” è l’unica soluzione che garantisce la creazione di uno Stato palestinese con Gerusalemme Est come capitale”. “Respingiamo la decisione di Israele di impedire l’ingresso di aiuti umanitari a Gaza, che viola il diritto internazionale”.

Il presidente palestinese Mahmoud Abbas: “Lodiamo il piano arabo per ricostruire la Striscia di Gaza e invitiamo Trump a parteciparvi. Ringraziamo l’Egitto e il Qatar per il loro ruolo nel cessate il fuoco a Gaza. Ci troviamo di fronte a sfide che minacciano la causa palestinese alla luce degli appelli a sfollare la nostra gente a Gaza”. “La nostra visione si basa sull’adozione del piano egiziano e sul successo della conferenza internazionale per la ricostruzione, che l’Egitto ospiterà il mese prossimo”.

Il piano egiziano presentato alla Lega araba riguardo a Gaza consiste in diversi punti: il comitato di gestione della Striscia di Gaza sarà composto da figure indipendenti e lavorerà sotto l’egida del governo palestinese; il Consiglio di Sicurezza dell’ONU potrebbe prendere in considerazione lo schieramento di forze internazionali di mantenimento della pace a Gaza; verrà formato un comitato per gestire la Striscia di Gaza per 6 mesi in preparazione al ritorno dell’Autorità Palestinese; il comitato di gestione della Striscia di Gaza sarà composto da figure indipendenti e lavorerà sotto l’egida del governo palestinese.

In Libano ci si prepara invece a nuova tornata elettorale, le amministrative, il vero termometro del gradimento di Amal e Hezbollah in Libano. A quanto si apprende dalle autorità la prima fase delle elezioni comunali si svolgerà il 4 maggio e le elezioni si svolgeranno in 4 fasi. Il presidente libanese Joseph Aoun è atterra in Arabia Saudita insieme al ministro degli Affari Esteri libanese nel suo primo viaggio ufficiale all’estero. Nell’incontro tra il principe dell’Arabia Saudita e il presidente libanese, in merito alla questione Libano – Israele, i due hanno rilasciato una dichiarazione secondo cui le armi dovrebbero essere esclusivamente gestite dallo stato e dall’esercito libanesi.

Il Segretario di Stato Usa Marco Rubio: “Annunciamo la designazione del gruppo yemenita “Ansar Allah” come organizzazione terroristica straniera in adempimento di una delle promesse del presidente Trump”. Gli Houthi erano stati designati gruppo terroristico anche dalla precedente amministrazione. 

In Israele il 4 marzo il primo ministro Benjamin Netanyahu si è presentato per la 15a volta alla sua udienza presso il tribunale distrettuale di Tel Aviv. Solo un’udienza è durata per intero, mentre le altre 13 sono state rinviate o annullate a metà per vari motivi. Il ministro degli Esteri israeliano cambia di 180° la sua posizione riguardo alla seconda fase: “Siamo pronti a passare alla seconda fase dell’accordo di cessate il fuoco con Hamas”. Richiede il rilascio di tutti gli ostaggi e la completa smilitarizzazione della Striscia di Gaza.

Il presidente della commissione per gli affari esteri e la difesa della Knesset, Paul Edelstein ha confermato: “Sono in corso sforzi per recuperare i restanti prigionieri. Ho confermato l’informazione che potremmo passare alla seconda fase”. 

Sembra inoltre che Israele si sia rivolta agli Stati Uniti per fare pressione sulla Turchia affinché non istituisca tre nuove basi militari in Siria”, fonte Israel Hayom.

Ed ora uno sguardo agli scenari militari aggiornati alle ore 15:30 del 4 marzo

Nella notte del 3 marzo: attacchi aerei israeliani contro un sistema di difesa aerea Hayat Tahrir al-Sham in una base navale a Tartus, Siria. Israele ha inviato in questo modo un forte messaggio di opposizione alla crescente presenza militare e di intelligence della Turchia in Siria. Attacchi aerei israeliani registrati anche al confine tra Siria e Libano, secondo le fonti locali, pesanti movimenti israeliani sul terreno nella Siria meridionale. Avvistati i veicoli militari israeliani entrare a Masharah, nella campagna di al-Qunaitra, nella Siria meridionale. Le truppe israeliane si sono posizionate anche sulla strada Masharah-al-Tayha, tagliandola fuori. Le forze israeliane sono entrate poi nella regione di Daraa, entrando a Eltiha.

Tutto questo mentre gli elicotteri israeliani scaricano le IDF a el-Mal, nella regione di Daraa, nella Siria meridionale. Secondo le fonti locali, questa è la più profonda penetrazione delle forze israeliane in Siria, a 18 km dal confine della regione del Golan. I drusi locali issano la bandiera di Israele sull’isola spartitraffico di Anqud ad As Suwaida, nella Siria meridionale. La bandiera israeliana poi è stata ammainata e il druso responsabile di averla issata è stato arrestato.

Nella notte ancora attacchi aerei israeliani contro Tartus, Siria. L’ultima attacco registrato è stato alla periferia di Shaara a est di Janta, al confine tra Libano e Siria, nella catena montuosa del Libano orientale.

In Libano un attentato israeliano uccide una persona a Reshkanieh, nella regione di Tiro, nel Libano meridionale. I droni israeliani con altoparlanti stanno sorvolando le città di Al-Manaouri e Majdal Zoun trasmettendo propaganda pro-israeliana anti-Hezbollah e incitando la popolazione a lasciare Hezbollah. 

Un bulldozer militare israeliano accompagnato da due carri armati Merkava ha eseguito operazioni di livellamento nell’area di Ghasuna, alla periferia della città di Blida. L’esercito libanese non ha reagito, né rilasciato dichiarazioni, consentendo alle IDF di costruire la loro nuova zona cuscinetto al di fuori delle 5 basi che Israele intende mantenere in Libano nel lungo periodo. 

Secondo Al-Manar le IDF hanno stabilito una zona cuscinetto di dimensioni molto maggiori rispetto alle 5 basi dell’esercito israeliano. In modo sa Isolare l’intero confine libanese dal confine israeliano. Lo stato libanese non ha preso alcuna azione, consentendo alle IDF di stabilire questa zona come ha consentito alle IDF di demolire le città durante il cessate il fuoco.

Pattuglie meccanizzate di personale delle Forze di sicurezza interna libanese sono arrivate a Mays al-Jabal, Kfar Kela, Shaqra e altre aree per emettere mandati di arresto contro coloro che hanno iniziato a ricostruire le loro case. È stato segnalato il quattro marzo, ma è in corso in tutto il Libano meridionale da settimane. La polizia arriva e ferma la ricostruzione e non consente nemmeno alle persone di montare tende o capannoni di fortuna senza ottenere una nuova licenza.

L’ufficio stampa di Netanyahu annuncia una riunione del gabinetto di sicurezza per domenica alle 16:00 (ora di Tel Aviv). La riunione determinerà i prossimi passi di Israele verso la Striscia di Gaza secondo fonti non ufficiale entro 10 giorni i militari dovrebbero rientrare a Gaza. 

Secondo i media israeliani: un uomo armato ha sparato all’ingresso dell’insediamento “Homesh” in Cisgiordania. Un palestinese è stato ucciso dai proiettili IDF a un posto di blocco vicino alla città di Burqa, nel distretto di Nablus. Continuano gli scontri a Tulkarem e Jenin.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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