
Il 25 settembre in conferenza stampa il presidente Donald Trump ha detto: “Non permetterò a Israele di annettere la Cisgiordania. Ne abbiamo già avute abbastanza. È ora di fermarci”, ha detto ai giornalisti.
Brutta pagina per l’inviato speciale degli Stati Uniti per la Siria, Tom Barrack, che respinge l’idea di una “federazione” in Siria, affermando di aspettarsi l’istituzione di un governo unificato a Damasco, inclusivo di tutti i gruppi e le minoranze, compresi drusi e curdi, entro la fine del 2025. E allo stesso tempo di fronte alle testate mediorientali ha detto che “il Medio Oriente non è altro che un’illusione”. Lo ha detto ad al Al Jazeera, negando l’esistenza di paesi dell’Asia occidentale e ha affermato: “Il Medio Oriente? Non esiste un Medio Oriente. Lo sappiamo. Ci sono solo tribù e villaggi”.
Trump ha presentato un nuovo piano per risolvere il conflitto a Gaza a margine della sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, riporta il Financial Times. Secondo il quotidiano, l’elemento principale del piano è l’idea di inviare un contingente militare di truppe arabe e musulmane a Gaza per stabilizzare la situazione nell’enclave dopo la fine del conflitto. Inoltre, la proposta americana include una clausola che chiede il rilascio immediato di tutti gli ostaggi tenuti da Hamas.
Trump ha inoltre dichiarato di aver revocato le sanzioni alla Siria su richiesta di Turchia, Arabia Saudita e Qatar, per “dare al Paese la possibilità di respirare”.
Scandalo in seno a Microsoft costretta a disconnettere parte dell’agenzia di intelligence militare israeliana AMAN (unità di intelligence elettronica 8200) da un server cloud nei Paesi Bassi dopo che è stato scoperto che aveva raccolto intercettazioni telefoniche sui cittadini palestinesi senza averne l’autorizzazione. Fonte The Guardian. Questa notizia merita una riflessione profonda su chi sia in questo momento a governare il mondo: se i governi e le grandi major che controllano la comunicazione. L’attività della Unità 8200 non si ferma e si sta preparando a inviare il discorso di Netanyahu tradotto in arabo ai telefoni dei residenti della Striscia di Gaza per convincerli a emigrare volontariamente. Le IDF hanno già installano altoparlanti a Gaza per trasmettere il discorso Netanyahu alle Nazioni Unite.
Dal Belgio inoltre si apprende che, Jahjah e la sua famiglia, accusano attori legati alle reti di sicurezza israeliane ad Anversa di aver orchestrato il pericolo. In una dichiarazione ufficiale, la fondazione ha affermato che “individui legati alle reti di sicurezza israeliane attive ad Anversa, e con possibili legami con organizzazioni estremiste come la Lega di Difesa Ebraica, sono coinvolti” nel complotto. Ha inoltre avvertito che alcune di queste strutture potrebbero essere collegate a organi ufficiali dello Stato israeliano, suggerendo che la minaccia non sia solo marginale, ma istituzionale. Pur affermando che la minaccia riguarda innanzitutto la sicurezza personale di Abou Jahjah, la fondazione l’ha descritta come un attacco diretto al suo lavoro volto a garantire l’accertamento delle responsabilità per i crimini di guerra e i crimini contro l’umanità commessi a Gaza. La polizia e i servizi di sicurezza belgi sarebbero intervenuti, rafforzando le misure di protezione intorno ad Abou Jahjah e in stretto coordinamento con la Fondazione Hind Rajab.
La Hind Rajab ha lanciato oggi l’allarme per quella che definisce una “grave e imminente minaccia alla sicurezza” contro il suo presidente, Dyab Abou Jahjah, libanese, attivista che sta seguendo da vicino il viaggio della Flottiglia.
Kushner e Witkoff avvistati all’uscita da un incontro a tarda notte nell’hotel di Netanyahu a New York secondo The Economist che riporta: l’ex Primo Ministro britannico Tony Blair, uno degli artefici della guerra in Iraq, si sta offrendo di guidare un governo ad interim a Gaza, sostenuto da Jared Kushner e da fonti interne a Trump. Questo farebbe di Tony Blair un governatore temporaneo in vista di un passaggio di consegne in seno all’Autorità Nazionale Palestinese.
La notizia sarebbe confermata anche da altre fonti vicine al Primo Ministro israeliano che ammettono: “Non possiamo ignorare la necessità di consentire all’Autorità Nazionale Palestinese di governare parti della Striscia”. Il nuovo programma promosso dall’amministrazione Trump include il controllo dell’Autorità Nazionale Palestinese sulla Striscia di Gaza. Le persone vicine al Primo Ministro ritengono che consentire inizialmente all’Autorità Nazionale Palestinese di governare Gaza in alcune aree sia inevitabile. Il programma è guidato dall’ex Primo Ministro britannico Tony Blair e dal genero di Trump, Jared Kushner. Ha ricevuto l’approvazione da paesi come Francia e Regno Unito. Anche la cerchia ristretta del Primo Ministro Netanyahu afferma che l’amministrazione Trump è pienamente d’accordo con Netanyahu e non si aspetta che Trump imponga a Israele misure che Netanyahu non è disposto a prendere.
A proposito della Flottiglia i senatori statunitensi Ed Markey, Jeff Merkley, Chris Van Hollen ed Elizabeth Warren hanno scritto una lettera al Segretario di Stato Marco Rubio e lo hanno esortato a fare pressione su Israele affinché non attacchi la flottiglia Global Sumud diretta a Gaza. A bordo delle navi ci sarebbero anche attivisti di nazionalità statunitense, di tre diversi stati.
Netanyahu e il serbo Alexander Vucic si sono incontrati a New York, hanno parlato di sicurezza e commercio, e dell’ostaggio serbo Alon Ohel di cui Hamas ha pubblicato un video questa settimana, in cui implora Netanyahu di raggiungere un accordo.
Le Forze di Difesa Israeliane hanno annunciato di aver individuato un problema che ha impedito al sistema Iron Dome di intercettare il drone Houthi che ha colpito Eilat due giorni fa. Più di 20 persone sono rimaste ferite nell’attacco. Secondo l’indagine dell’Aeronautica Militare Israeliana, il drone è stato rilevato relativamente tardi, sebbene il Comando del Fronte Interno abbia comunque fatto suonare le sirene per avvertire i civili dell’attacco “in conformità con il protocollo”, ha dichiarato l’esercito. I tentativi di intercettare il drone con il sistema Iron Dome “non hanno avuto successo”, ha dichiarato l’IDF, aggiungendo che “la causa è stata individuata e sono state adottate misure correttive”. Nel frattempo, il comandante dell’IAF, il Maggiore Generale Tomer Bar, ha ordinato “diverse misure aggiuntive per migliorare la prontezza al combattimento, le capacità di rilevamento e intercettazione” nell’area di Eilat, che, secondo l’esercito, “garantiranno una difesa rafforzata”.
La Palestina ha presentato domanda di adesione a pieno titolo ai BRICS, ma non ha ancora ricevuto risposta. Prevede di continuare a partecipare come ospite, ha dichiarato a RIA Novosti l’ambasciatore palestinese in Russia Abdelhafiz Nofal.
Il bilancio delle vittime a Gaza potrebbe arrivare a 650.000 ha detto Sergej Lavrov all’assemblea ONU. Un articolo pubblicato all’inizio di quest’anno da Hil e Polya concludeva che “il bilancio effettivo delle vittime a causa di violenza e privazioni imposte entro il 25 aprile 2025 è di 680.000 morti (il 28% della popolazione di Gaza prebellica di 2,4 milioni)”, di cui 136.000 morti per violenza e 544.000 per privazioni.
Iran e Russia hanno firmato un accordo da 25 miliardi di dollari per costruire una centrale nucleare nella provincia iraniana di Hormozgan, secondo quanto riportato dall’IRNA. Un israeliano-americano di 49 anni di nome Jacob Perl, che aveva trascorso gli ultimi anni in Marocco, è stato arrestato con l’accusa di spionaggio per l’Iran. Inizialmente, ha cercato di reclutare altre persone all’interno e all’esterno dei territori occupati per raccogliere informazioni a favore dell’Iran, ma senza successo. Poi ha accettato di recarsi personalmente in Israele e svolgere direttamente missioni di intelligence. Per farlo, ha rinnovato il suo passaporto israeliano ed è entrato in Israele nel luglio 2025. Su ordine dei servizi segreti iraniani, ha iniziato a svolgere missioni di sicurezza: Inviando informazioni su funzionari israeliani, tra cui Herzi Halevi (ex capo dell’esercito) e Itamar Ben-Giver (ministro della sicurezza interna). Lo Shin Bet e la polizia hanno sottolineato che lavorava consapevolmente per l’intelligence iraniana e che intendeva compromettere la sicurezza del Paese. Le sue motivazioni sono state descritte come più ideologiche e derivanti dall’ostilità al sionismo. I funzionari della sicurezza hanno considerato il caso “molto grave” e hanno affermato che si trattava di un altro esempio degli ingenti sforzi dell’Iran per reclutare israeliani dentro e fuori dal Paese.
Si alza la tensione in Libano tra primo Ministro Nawaf Salam e il Comandante dell’Esercito, Generale Rodolphe Heikal, e il Direttore Generale delle Forze di Sicurezza Interna, Generale Raed Abdullah. L’episodio che ha portato ai ferri corti è la cerimonia di Hezbollah, pacifica, fatta di luci e riproduzione di immagini di Nasrallah alla Roccia di Raouche. Il primo Ministro libanese ha chiesto l’arresto di tutti coloro che hanno partecipato alla cerimonia di illuminazione della roccia con immagini dei leader di Hezbollah uccisi. Ha ordinato al Ministero degli Interni, della Giustizia e al Ministero della Difesa libanesi di indagare e arrestare tutti i soggetti coinvolti. Beirut Review ha appreso che Nawaf Salam e il suo staff stanno valutando la possibilità di punire il comandante dell’esercito, il generale Rudolf Heikal, e il direttore generale delle Forze di sicurezza interna, il generale Raed Abdullah per aver permesso la manifestazioni.
D’altra parte, il Ministro della Difesa Michel Mansi ha rilasciato una dichiarazione in cui ha difeso l’esercito e il suo comandante. Ha sottolineato con insistenza che “l’esercito libanese ha una patria che lo protegge, un presidente che se ne prende cura, un leader che lo veglia e un popolo che lo ama e vede in esso la speranza che rimane dopo Dio e il Libano”, senza menzionare il governo e il suo presidente, il che dimostra la profondità della crisi che Salam ha creato con l’esercito. E coloro che sono vicini a Salam credono che “qualcuno debba pagare per quello che è successo” e se non è possibile punire il comandante dell’esercito, il Primo Ministro Nawaf Salam può punire il Direttore Generale della Sicurezza Interna.
Il politico iraniano Ali Larijani nonostante il diniego da parte libanese di far atterrare gli aerei iraniani a Beirut ha detto che visiterà il Libano per partecipare alla commemorazione del Segretario Generale di Hezbollah, Sayyed Hassan Nasrallah.
Ed ora uno sguardo agli scenari militari aggiornato del ore 15:00 del 26 settembre. Anche nella notte del 24/25 settembre le difese aeree, questa volta, saudite hanno intercettato missili balistici yemeniti diretti in Israele. Fonti filo palestinesi hanno inoltre postato una notizia secondo cui la base di intelligence emiratino-israeliana sull’isola di Zuqar ha installato sistemi radar e di allerta precoce che guardano sulla costa occidentale di Hodeidah, nel Mar Rosso, con il supporto degli Emirati Arabi Uniti e delle forze dell’ex governo yemenita.
Le strutture costruite su quest’isola includono un campo per le forze emiratine, un centro di addestramento per le truppe di Tareq Saleh e i combattenti del Consiglio di Transizione Meridionale, un molo di 185 metri, un radar marittimo avanzato, un sistema di difesa aerea e un eliporto.
Queste installazioni hanno recentemente funzionato come base di sorveglianza avanzata contro le forze armate yemenite, emettendo allerte precoci per monitorare i lanci di missili e droni verso Israele e i lanci contro le navi affiliate a Israele. L’isola dispone anche di una pista di 2,1 km, che si prevede possa presto accogliere carichi militari e grandi aerei da trasporto, forse anche israeliani.
Aerei da combattimento israeliani hanno attaccato Sana’a nel pomeriggio del 25 settembre, la capitale dello Yemen In risposta, le forze armate yemenite hanno attivato i loro sistemi di difesa aerea, lanciando numerosi missili contro gli aerei attaccanti. Secondo Channel 13, tra gli obiettivi dei raid aerei israeliani c’erano alti comandanti militari, centri di comando e depositi di armi appartenenti ad Ansar Allah.
In Libano l’Aeronautica Militare, guidata dall’intelligence militare, ha colpito un presunto sito di produzione di missili di precisione di Hezbollah nella regione libanese della Bekaa. Le IDF hanno affermato che l’esistenza del sito viola gli accordi tra Israele e Libano e hanno promesso di continuare a intervenire contro le minacce a Israele. Una serie di attacchi aerei israeliani ha preso di mira l’area di Al-Sha’ra nella valle della Beqaa. Gli attacchi aerei hanno preso di mira Janta. Per l’ottava volta in un giorno.
L’esercito libanese continua la sua offensiva contro i leader fuorilegge nella Beqaa e ha ucciso Hassan Jafaar. L’esercito libanese sta usando droni ed elicotteri per colpire gli obiettivi.
Il Ministero della Salute a Gaza ha riferito di 47 morti e 142 nuovi feriti nelle ultime 24 ore. Il bilancio delle vittime dell’aggressione israeliana è salito a 65.549 morti e 167.518 feriti dal 7 ottobre 2023. Il bilancio delle vittime e dei feriti dal 18 marzo 2025 a oggi: 12.956 martiri e 55.477 feriti. La censura militare israeliana impone il divieto di pubblicazione di un evento accaduto il 26 settembre nella Striscia di Gaza.
A questo bollettino di guerra si aggiungono 7 morti nel bombardamento di una tenda da parte di Israele mentre veniva allestita nel campo di Nusseirat, nella Striscia di Gaza centrale
In Cisgiordania la Brigata Paracadutisti dell’esercito israeliano ha organizzato una cena al club del campo di Jenin dopo la sua distruzione e lo sfollamento dei suoi residenti. Registrati scontri con le forze di occupazione israeliane durante un raid nella città di Yamoun, a ovest di Jenin. Le Brigate Al-Quds – Battaglione Tulkarem hanno rivendicato; ”Un ordigno esplosivo improvvisato Shujaa-1 distrugge un bulldozer militare israeliano in un campo occupato”.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
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