#ISRAELHAMASWAR. Netanyahu perde l’appoggio di Germania e Paesi Bassi mentre pensa a come prendere Gaza

84

Il ruolo di Israele nel Medio Oriente comincia a essere scomodo. Soprattutto dopo l’annuncio dell’operazione su Gaza, molti dei paesi che lo hanno appoggiato soprattutto dopo il 7 ottobre 2023 cominciano a ritirare l’appoggio a differenza degli Stati Uniti che lo appoggiano incondizionatamente. 

Un rapporto congiunto dei servizi segreti e di sicurezza olandesi, pubblicato il 27 luglio, identifica per la prima volta Israele come un paese che rappresenta una minaccia per la sicurezza nazionale olandese. Il rapporto evidenzia le azioni di Israele contro la Corte penale internazionale dell’Aia, che rappresentano una minaccia anche per i Paesi Bassi in quanto paese ospitante, nonché un documento del Ministero della Diaspora pubblicato nel novembre 2024 dopo l’attacco ai tifosi del Maccabi Tel Aviv ad Amsterdam, che è stato specificamente fatto trapelare a giornalisti e organizzazioni specifiche nei Paesi Bassi, anziché attraverso i canali governativi ufficiali. Il rapporto osserva che il documento e le modalità della sua diffusione potrebbero mettere in pericolo i cittadini olandesi.

A seguito del rapporto il 29 luglio, i Paesi Bassi hanno vietato ai ministri israeliani Ben Gvir e Bazel Smotrich di varcare il territorio del loro paese. 

Infine il 7 agosto, il Ministro degli Esteri olandese Caspar Veldkamp: “Abbiamo informato l’ambasciatore israeliano che sosterremo la sospensione dell’accordo commerciale tra l’UE e Israele”. Veldkamp ha aggiunto che, nonostante ciò, i Paesi Bassi continuano a rifiutarsi di riconoscere uno Stato palestinese.

L’8 agosto la Germania sospende le esportazioni di armi verso Israele, un importante fornitore israeliano blocca le esportazioni relative a Gaza.Tra il 2019 e il 2023, la Germania ha fornito circa il 30% delle importazioni di armi di Israele, diventando il secondo fornitore dopo gli Stati Uniti (69%). A seguito di recenti sviluppi, la Cancelliera tedesca ha annunciato la sospensione, fino a nuovo avviso, dell’autorizzazione alle esportazioni di equipaggiamenti militari verso Israele che potrebbero essere utilizzati a Gaza.

A peggiorare la pagella di Israele la questione dell’operazione Gideon’s Chariots. A maggio, Israele ha lanciato l’operazione “Gideon’s Chariots”, sperando di aumentare il controllo territoriale della Striscia di Gaza al 75%, cosa che non è avvenuta. L’offensiva è stata un completo disastro.

Israele controllava il 40% della Striscia di Gaza prima dell’operazione; ora controlla 179 km² di territorio, ovvero il 49% della Striscia. Il 75% della Striscia di Gaza è stato dichiarato zona interdetta ai palestinesi, limitandone l’accesso; tuttavia, come affermato, non tutte le zone interdette sono passate sotto il controllo dell’IDF.

Ed ora Israele si appresta a una nuova operazione. Il Capo di Stato Maggiore, durante un incontro con il consiglio ministeriale, ha affermato che il piano per l’occupazione di Gaza richiede circa 200.000 soldati di riserva

Il canale Yehud 12 cita un funzionario militare: “Il piano per un’invasione completa di Gaza potrebbe richiedere 3 mesi e richiederà 3 squadre a causa della presenza di ordigni esplosivi”. 

Secondo Yedioth Ahronoth, invece, che cita fonti militari: Il Capo di Stato Maggiore, il suo vice e la maggior parte dei comandanti militari si oppongono all’occupazione della Striscia di Gaza. “L’occupazione della Striscia di Gaza durerebbe 3 anni e richiederebbe l’instaurazione di un regime militare.”

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

Segui i nostri aggiornamenti su Spigolature geopolitiche: https://t.me/agc_NW e sul nostro blog Le Spigolature di AGCNEWS: https://spigolatureagcnews.blogspot.com/