
Il 15 agosto si sono riaperti nella capitale del Qatar, Doha, i negoziati per un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e per la liberazione degli ostaggi. Il 18 sera i media israeliani riportavano: “Lo scontro tra il team negoziale israeliano per il rilascio dei rapiti e Netanyahu è di nuovo scoppiato. Il team israeliano ritiene di non avere abbastanza autorità e che ciò che Netanyahu chiede non porterà mai a un accordo. Il team negoziale ha esortato Netanyahu a essere più flessibile sui punti di contesa per procedere verso un accordo”.
“Non saremo in grado di dire per molto tempo che stiamo conducendo negoziati se non ci saranno progressi drammatici”. In risposta, Netanyahu replica che questa è una decisione politica e non di sicurezza, “questa è la mia decisione”.
A partire dal 14 di agosto inoltre si sono moltiplicati i post sulla social sfera di riferimento che davano in caduta libera il rapporto politico tra Netanyahu e Gallant mentre la guerra di Gaza si trascina. Netanyahu e Gallant, comunicano, a quanto si dice solo tramite il segretario militare, il che segnala un’escalation di tensioni tra i due.
Il 16 agosto, Maariv scriveva: “Netanyahu ha deciso di licenziare il ministro della Difesa Yoav Gallant dopo che le tensioni tra loro hanno raggiunto il punto di ebollizione”. Aggiungiamo noi che non è la prima volta che si fa un titolo del genere.
La testata Yedioth Ahronoth informa: “Il sistema politico in Israele è in uno stato di tensione sullo sfondo dei negoziati sullo scambio. Le stime del governo e dell’opposizione indicano che il successo o il fallimento dei negoziati porterà a grandi trasformazioni nel sistema politico. Le modifiche includono lo scioglimento della Knesset ed elezioni anticipate”.
L’ex ministro della Difesa israeliano, Avigdor Lieberman ha dichiarato che: “Gli iraniani sono riusciti a trascinarci verso arene secondarie di logoramento”. Channel 13 riporta il parere del colonnello riservista israeliano Alon Avitar secondo cui la Repubblica islamica e il movimento di resistenza libanese Hezbollah risponderanno sicuramente al regime israeliano in seguito all’assassinio del leader di Hamas a Teheran e di un alto comandante militare di Hezbollah a Beirut.
E in risposta alle continue minacce iraniane, Gallant il 17 agosto dichiarava: “L’arrivo di 6.000 marines americani nella regione e l’invio forzato di pacchi con armi inviteranno i nostri nemici a pensarci due volte prima di intraprendere qualsiasi azione”.
La Mezzaluna Rossa ha rinnovato l’appello per la liberazione di suoi dipendenti: “Chiediamo il rilascio immediato del collega volontario dottor Suleiman Abu Sharia, e dei suoi compagni volontari, che sono stati arrestati dall’occupazione (cioè da Israele, ndr) durante l’assalto al centro ambulanze della Mezzaluna Rossa palestinese a Jabalia 230 giorni fa e fino a questo momento il loro destino è ancora sconosciuto.”
Il giornalista libanese Khalil Nasrallah sottolinea che “esiste un accordo comune tra Stati Uniti e Israele secondo cui il “Fronte unitario” è una realtà ed è impossibile separarli. Ciò si riflette nella “prontezza operativa” congiunta di entrambi i paesi nel rispondere alle azioni dell’Asse di Resistenza. Ciò che è importante è che Washington stia lavorando per un cessate il fuoco a Gaza in un modo che non faccia sembrare Israele sconfitto, nella convinzione che una tregua sia la chiave per stabilizzare la regione. Questo è il successo dell’Asse della Resistenza su cui costruire il futuro. L’idea del Fronte Unitario è quella di non permettere che nessuna forza o popolo venga individuato, il che è una delle maggiori preoccupazioni per Washington poiché ostacola i suoi progetti nell’Asia occidentale”.
La società libanese Electricité du Liban ha annunciato un’interruzione di corrente nelle principali strutture del Paese, tra cui l’aeroporto e il porto; la mancanza di luce è dovuta al mancato pagamento delle forniture elettriche.
L’Iran mantiene la sua posizione, almeno a parole e l’ambasciatore iraniano in Russia Kazem Jalali ha affermato che il suo paese è pronto a qualsiasi aggressione sul suo territorio e che il governo israeliano riceverà una risposta alle sue azioni contro la Repubblica islamica. E ancora l’ambasciata iraniana a Beirut ha annunciato che le capacità missilistiche dell’Iran incutono timore nei cuori dei nemici dell’Iran. Il ministro degli esteri iraniano ad interim ha dichiarato che gli Stati Uniti sono complici dei crimini di Israele e non possono essere considerati mediatori neutrali in quanto forniscono armi da guerra al regime. Infine il 19 agosto il Channel 12 riporta una dichiarazione del Portavoce del Ministero degli Esteri iraniano: “I colloqui per il cessate il fuoco a Gaza non hanno alcun impatto sulla nostra punizione di “Israele”.
Hassan Nasrallah: “La più grande vendetta e risposta al nemico è costringerlo a fermare la guerra a Gaza in cambio della mancata risposta dell’Iran. Questa sarebbe una vittoria enorme.”
Hamas smentisce alcune dichiarazioni delle IDF: Osama Hamdan, un membro anziano di Hamas, ha detto che il comandante supremo delle Brigate Qassam Mohammad Deif è al sicuro e che le affermazioni secondo cui è stato assassinato non sono vere. Questo dopo che Sayyed Hassan Nasrallah ha sottolineato che Deif è vivo. Sarebbe ancora in vita, dichiarazione di Hezbollah, anche il suo capo di stato maggiore Foad Shokor. Mentre sarebbe morto il comandante dell’unità d’élite Radwan di Hezbollah ucciso il 17 di agosto in un attacco di droni nel sud del Libano, hanno detto le forze di difesa israeliane: “È stato colpito mentre guidava una motocicletta vicino alla città costiera di Tiro”.
Il 17 agosto Hezbollah in risposta all’uccisione del suo comandante ha lanciato più di cinquanta razzi e diversi UAV kamikaze verso Israele. Gli obiettivi del gruppo sciita erano tre installazioni militari israeliane al confine con il Libano. Alcuni missili e droni sono stati intercettati dal sistema di difesa missilistico Iron Dome, altri sono caduti in aree deserte e hanno provocato incendi. Un drone ha colpito un’unità militare israeliana. Due militari sono rimasti feriti nel bombardamento, uno di loro è in condizioni critiche.
Il leader del partito yemenita Ansarullah ha dichiarato il 15 agosto che: ”La risposta all’assassinio del martire Haniyeh e del martire Fouad è già stata determinata e sta arrivando”. Secondo i media yemeniti, aerei americani e britannici hanno lanciato un raid nel distretto di Al-Saleef, a nord della provincia costiera di Hodeidah il 15 agosto. Il 19 agosto il primo ministro di Sanaa Ahmed Ghaleb Al-Rahwi, insieme al primo vice primo Ministro Muhammad Muftah e al vice primo Ministro per gli affari di difesa e sicurezza, generale Jalal Al-Ruwaishan, e al ministro dell’Informazione Hashem Sharaf Al-Din, hanno visitato l’ufficio di Hamas a Sana’a, per confermare e rinnovare la solidarietà del governo alla causa palestinese e a Gaza.
Ed ora uno sguardo al confronto Israele – Hamas – Hezbollah aggiornato alle ore 14:30 del 19 agosto.
Secondo Channel 13, “La polizia israeliana ha dichiarato ufficialmente che l’esplosione del 18 agosto a Tel Aviv è stata un’operazione di commando e che il combattente della Resistenza sarebbe arrivato dalla zona di Nablus.” Il comunicato congiunto Polizia israeliana e dello Shin Bet recita: “L’attentato di Tel Aviv è stato un attacco in cui è stato utilizzato un ordigno ad alto potenziale esplosivo. Invitiamo i cittadini alla vigilanza e alla cautela e a segnalare qualsiasi persona o oggetto sospetto. Lo stato di allerta è stato alzato nell’area metropolitana di Tel Aviv e la polizia sta conducendo estese operazioni di rastrellamento”.
Le Brigate Al-Qassam, in collaborazione con le Brigate Al-Quds, hanno rivendicato l’attacco, e hanno detto in un loro scritto: “Le Brigate confermano che le operazioni di martirio nei territori occupati torneranno in primo piano finché continueranno i massacri di Israele, lo sfollamento di civili e la politica degli omicidi”.
In un comunicato stampa diffuso dall’ufficio stampa dei comitati di resistenza in Palestina si legge: “Ci congratuliamo con[…] operazione suicida compiuta ieri sera, domenica, delle Brigate Martire Izz al-Din al-Qassam e Saraya nella città di Tel Aviv. Affermiamo il ritorno di questo approccio alle operazioni [•••] all’interno di Israele”. […] “L’operazione di Tel Aviv è un nuovo colpo. Questo è un nuovo fallimento in termini di sicurezza e intelligence per Israele e una conferma che i leader israeliani non porteranno altro che distruzione e morte per gli israeliani per mantenere le loro posizioni e conquiste politiche che non andranno mai a loro vantaggio”.
Allerta alta anche ad Haifa, secondo l’Israel Hayom “questa mattina il comune di Haifa ha allestito tre rifugi mobili in preparazione alla risposta di Hezbollah”.
Nel fine settimana si sono registrati incendi a sud della valle di Hula in Israele dopo i bombardamenti dal Libano da parte di Hezbollah. Due morsi sono stati registrati in seguito a un bombardamento israeliano sulla città di Hula, nel sud del Libano.
Una bandiera di Hamas e una bandiera palestinese sono state esposte all’ingresso della città di Marda, distretto di Salfit. Le bandiere sono appese da giorni e l’ingresso è su una strada dell’insediamento attraverso la quale passano regolarmente coloni e mezzi dell’esercito. Nessuno di loro ha osato rimuoverle per paura che vi fossero trappole esplosive.
Il 19 di agosto Hezbollah rivendica attacco con sciami di droni d’assalto contro la caserma Ya’ara e la base Sant Jin, provocando numerosi morti e feriti. Gli aerei da guerra israeliani hanno preso di mira la città di Aita al-Shaab e un raid di droni ha preso di mira la città di Hanin. Le IDF in un comunicato scrivono che “in seguito alle sirene di infiltrazione di aerei ostili suonate poco fa nella Galilea occidentale, sono stati identificati diversi obiettivi aerei sospetti in arrivo dal Libano, l’Aerial Defense Array dell’IDF ha intercettato con successo alcuni degli obiettivi e altri sono caduti nell’area di Ya’ara”.
Un attacco aereo ha preso di mira un appartamento nella Khalil Home Tower sulla First Street nel quartiere Sheikh Radwan a Gaza City.
Le truppe dell’IDF continuano l’attività operativa nell’area centrale di Gaza. L’aeronautica israeliana ha colpito ed eliminato due uomini di Hamas in un nascondiglio nell’area, così come un centro di comando e controllo di Hamas e la residenza di un agente di Hamas. Nel giorno scorso, i jet israeliani hanno colpito oltre 45 obiettivi di Hamas, tra cui strutture militari e infrastrutture, in tutta la Striscia di Gaza.
Fonti stampa locali riportano che aerei israeliani hanno distrutto l’edificio della Zumurrud Company vicino al ponte Wadi Gaza in via Salah al-Din, nel mezzo della Striscia di Gaza. E ancora si apprende che l’artiglieria israeliana prende di mira a est della città di Deir al-Balah, nel centro della Striscia di Gaza. Quattro le vittime accertate.
Fin dalle prime ore del mattino, in concomitanza con l’atterraggio degli elicotteri per l’evacuazione dei feriti, nei pressi della città di Hamad, a ovest di Khan Yunis, sono continuati scontri e battaglie tra la resistenza e le forze israeliane. Rinnovati bombardamenti di artiglieria sulla città residenziale di Hamad e dintorni, a nord-ovest di Khan Yunis, a sud della Striscia di Gaza.
Un attentato ha preso di mira una struttura commerciale nelle vicinanze della scuola Al-Hurriya nel quartiere di Al-Zaytoun, a sud di Gaza City.
Le forze di Israele, accompagnate da veicoli da demolizione, hanno preso d’assalto le vicinanze della città di Al-Ram, a nord di Gerusalemme. Sarebbero invece quattordici le persone arrestate provenienti dalla Cisgiordania da ieri sera fino a lunedì mattina. Le forze israeliane prendono d’assalto Nablus e vengono segnalate forze speciali che si sono infiltrate in via Al-Marij nella città.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
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