#ISRAELHAMASWAR. Netanyahu a Washington chiederà il permesso di nuovi attacchi in Libano e Iran. Arabia Saudita e Iran si incontrano per la questione yemenita

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L’aereo di Netanyahu ha sorvolato lo spazio aereo di Grecia, Italia e Francia è arrivato in Florida. Ha incontrato prima il Segretario di Stato Marco Rubio e successivamente il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. 

Secondo fonti israeliane il primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu tenterà di persuadere Washington a consentire un attacco contro i siti missilistici iraniani, Washington Post. Secondo il quotidiano, Netanyahu continua a considerare l’Iran una minaccia regionale per gli interessi israeliani e intende chiedere l’approvazione degli Stati Uniti per attacchi militari israeliani o un intervento diretto delle forze americane.

Sulla stessa lunghezza d’onda KAN News secondo cui Netanyahu presenterà al Presidente Donald Trump le prove che l’Iran sta ricostruendo le sue capacità missilistiche balistiche e cercherà il “via libera” per effettuare nuovi attacchi contro l’Iran.

Secondo altre fonti, Channel 14, il Primo Ministro Netanyahu dovrebbe chiedere e ottenere l’approvazione del Presidente Trump per una grande operazione militare israeliana in Libano nel “prossimo futuro”

Nel frattempo Ma’ariv informa: “Dopo aver riconosciuto il Somaliland: Israele sta valutando di riconoscere l’entità sostenuta dagli Emirati Arabi Uniti nello Yemen meridionale”.

I negoziati tra Damasco e Tel Aviv per un accordo sulla sicurezza hanno fatto notevoli progressi nelle ultime settimane, con l’aspettativa di una firma imminente. Alcune fonti israeliane suggeriscono che l’accordo potrebbe includere un annesso diplomatico, eventualmente finalizzato in un incontro ad alto livello in Europa, e persino suggerire una firma diretta tra il presidente siriano Mohammed al Sharaa e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.

Il quadro si basa sull’accordo di cessate il fuoco del 1974 con nuovi emendamenti, ma senza nuove zone cuscinetto. I funzionari israeliani, tuttavia, sottolineano che il ritiro dal territorio siriano occupato seguirebbe solo un accordo di pace globale, non solo la firma di un accordo sulla sicurezza.

Il 29 dicembre Hamas in un comunicato stampa ha confermato la morte di: portavoce Abu Obaida, il leader e comandante Mohammed al-Sinwar; Il comandante della Brigata di Rafah Mohammed Shabana; Il comandante anziano Ra’ad Sa’ad; Il membro anziano Abu Omar al-Suri

Le Brigate Al-Qassam di Hamas hanno annunciato che il loro nuovo portavoce si chiamerà Abu Obaida per onorare l’eredità del defunto Obaida. Nella sua prima dichiarazione, il nuovo portavoce delle Brigate Al-Qassam afferma: “Il dovere della Ummah in questo momento è di schierarsi in prima linea contro il suo principale nemico, che cerca di trasformare la regione in una porta d’accesso a quella che lui chiama “la Grande Israele”. La prova più evidente è la sua continua aggressione contro Libano e Siria. Saluti al nostro popolo in Siria, che ha affrontato l’aggressione sionista con i propri corpi dopo essere stato lasciato solo”.

Il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi ha incontrato il suo omologo saudita, il Principe Faisal bin Farhan. I due hanno tenuto consultazioni urgenti in merito all’evoluzione della situazione della sicurezza in Yemen. Iran e Arabia Saudita mirano a sviluppare una strategia congiunta per contrastare l’avanzata guidata dagli Emirati Arabi Uniti nello Yemen meridionale e centrale.

Ed ora uno sguardo agli scenari militari aggiornato alle 15:00 del 29 dicembre. Il leader degli Houthi Abdul-Malik al-Houthi: Considereremo qualsiasi presenza israeliana in Somalia un obiettivo militare. Non accetteremo la violazione della sovranità della Somalia, che rappresenta una minaccia alla sicurezza per noi e per l’intera regione del Corno d’Africa.

Attacchi aerei sauditi contro le Forze d’élite Hadhrami sostenute dagli Emirati Arabi Uniti hanno preso il controllo di Ghayl Bin Yemen, nella regione centrale dell’Hadhramaut, secondo quanto riportato dall’emittente yemenita Rai al-Yemen. I jet sauditi hanno rotto la barriera del suono su Seiyun, la regione di Hadhramaut controllata dalle Forze d’élite Hadhrami sostenute dagli Emirati Arabi Uniti, nello Yemen orientale. Gli attacchi aerei sauditi hanno colpito aree aperte e “sono serviti da avvertimento” alle forze sostenute dagli Emirati Arabi Uniti, riporta al-Moharer.

Secondo fonti di stampa vicine al governo turco, Ankara ha recentemente schierato il sistema di guerra elettronica KORAL in Siria. Questo sistema mobile, sviluppato dall’azienda di difesa Aselsan nel 2016, è progettato per cercare, intercettare, analizzare, classificare e bloccare i segnali radar. Grazie ad antenne rotanti che ne aumentano l’altitudine, può operare a una distanza di circa 200 km. La Turchia ha già utilizzato questo sistema in Libia.

In Libano registrata attività molto intensa dell’Aeronautica Militare israeliana dello Squadrone 122, oltre 6 sortite con velivoli AWACS per spionaggio e intercettazione delle comunicazioni: Nahshon Shavit 684..679; per il comando delle operazioni dell’Aeronautica Militare: Nahshon Eitam 537

Aerei per comunicazioni e intercettazione radar, che forniscono supporto ai caccia con sistemi di allerta precoce e rilevamento a lungo raggio: Nahshon Oron 452. Registrate operazioni di intelligence, sorveglianza elettronica e ricognizione. Gli attacchi aerei erano concentrati sulla costa libanese e siriana, in particolare la capitale Beirut; sulle aree rurali di Damasco, Homs, Latakia, Tartus e i Monti Qalamoun/Valle della Bekaa libanese; i settori orientale e centrale del Libano meridionale e le catene montuose orientali e occidentali. Secondo fonti siriane e libanesi Israele si sta preparando per un’operazione sul fronte settentrionale

Una pattuglia UNIFIL ha condotto operazioni di ricerca e ispezione nell’area di Jisr Lahad, situata sul fiume Litani tra Khardali e Mahmoudiya, nel distretto di Marjeyoun, nel Libano meridionale. Esplosioni controllate per distruzione di esplosivi a Al-Mahmoudiyeh da parte dall’esercito libanese e dalle forze spagnole dell’UNIFIL. 

Un membro dell’esercito libanese a sud del fiume Litani ha dichiarato: “I pericoli più evidenti sono la continua occupazione israeliana di alcune aree, i raid quotidiani e gli attacchi in corso”.

Per il terzo giorno le IDF prendono d’assalto il villaggio di “Tarabin Al-Sana”, nel Negev e vi impongono un cordone di sicurezza.

On line, foto e video del nord di Gaza e del campo profughi di Jabalia mostrano vaste aree che un tempo ospitavano centinaia di migliaia di palestinesi, ridotte in macerie e rovine. A seguito di estesi attacchi militari israeliani e ripetuti bombardamenti, innumerevoli case, edifici e infrastrutture sono stati rasi al suolo, resi inabitabili e i residenti costretti ad abbandonare le loro abitazioni.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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