
Continua la corsa agli aiuti per la Striscia di Gaza, questa volta a pronunciarsi, Emmanuel Macron che ha annunciato ulteriori aiuti umanitari per Gaza per un importo di 100 milioni di euro nel 2025. Dopo averle preannunciate sono arrivate le dimissioni di Ron Dermer, tra i participiali protagonisti della negoziazione dell’attuale cessate il fuoco tra Hamas e Israele nella Striscia di Gaza, insieme a rappresentanti di Stati Uniti, Egitto e Qatar e in stretta collaborazione con l’amministrazione Trump, non è più Ministro degli Affari Strategici di Israele.
La Turchia si sta preparando a inviare a Gaza una brigata di almeno 2.000 soldati esperti, provenienti da tutto il Paese, come forza di mantenimento della pace. Circa 1.000 soldati delle forze di terra si sono già offerti volontari per recarsi a Gaza. Si prevede che a loro si aggiungeranno ulteriori truppe provenienti da unità di genio, logistica e genieri. Non è ancora chiaro se le unità navali parteciperanno alla missione. Una decisione definitiva sulla portata e il mandato della Forza Internazionale di Stabilità è prevista dopo le consultazioni tra le Nazioni Unite e gli attori regionali nelle prossime settimane. Israele si già pronunciato negativamente.
Secondo gli esperti israeliani, contrariamente a quanto riportato dagli allarmisti, l’Iran attualmente non è in grado di lanciare “2.000 missili in un singolo attacco” contro Israele. Hanno altre capacità che rappresentano una vera minaccia per il Paese e i suoi cittadini e non possono essere prese alla leggera. Se tentassero di usarli o lo facessero davvero, anche loro verrebbero portati via. Tuttavia, e questo è davvero preoccupante, l’Iran ha rapidamente aumentato il suo armamento dall’Operazione Qalbiya, richiedendo alla sua leadership politica e al suo sistema di sicurezza di pensare nella giusta direzione.
L’Iran ha risposto attraverso la voce del Capo di Stato Maggiore iraniano, Generale Abd al-Rahim Musaavi: “L’Iran sa che la guerra non è finita e, se ci sarà un nuovo attacco, le forze armate lanceranno attacchi più potenti ed estesi, portando il nemico alla disperazione”.
Continua dopo due anni di blocchi il processo contro il Primo Ministro di Israele Benjamin Netanyahu che ha ammesso, davanti al tribunale che esamina i casi di corruzione, che l’imprenditore Arnon Milchan ha donato 16.000 dollari in lezioni di recitazione a suo figlio. Nel frattempo il presidente israeliano Herzog ha ammesso che ha ricevuto una richiesta ufficiale da Trump di considerare la grazia per Netanyahu.
Mentre era in corsola riunione del “meccanismo di Naqoura”a Beirut il leader di Hezbollah ha dichiarato che il movimento non deporrà le armi e non rinuncerà alla lotta. Al termine della riunione il Presidente Berri ha dichiarato che vi è: “La necessità che il “meccanismo” svolga il suo ruolo a fianco dei paesi sponsor dell’accordo di cessate il fuoco per spingere “Israele” a fermare la sua aggressione”.
Secondo il Caporedattore del quotidiano Al-Maden, Munir Al-Rabi’: “La pressione esterna sta spingendo i funzionari libanesi ad adottare un nuovo meccanismo per il disarmo. Esiste una visione condivisa tra l’Arabia Saudita e i Paesi per prevenire un’escalation nei confronti dell’Iran e trovare una soluzione al dossier palestinese, e i risultati di queste soluzioni potrebbero includere il Libano. Ahmed Al-Sharaa non rinuncerà al Golan e non permetterà che si consideri come se vi avesse rinunciato.
Un’altra fonte libanese che segue le riunioni del Meccanismo descrive la richiesta israeliana all’esercito libanese di perquisire le case nel sud come “estremamente maleducata”. Ignorando il ruolo del Comitato Internazionale di Monitoraggio del Cessate il Fuoco.
Lo scrittore e ricercatore politico Mohammad Shams ha detto: “Ortagus insulta gli ufficiali dell’esercito libanese che hanno partecipato alla recente riunione del Comitato del Meccanismo perché si sono rifiutati di accettare i diktat americani e israeliani di perquisire le case dei cittadini del sud. Gli ufficiali hanno quasi abbandonato la riunione”.
Nabih Berri a latere della riunione ha detto: “Il Libano non sarà il Libano senza questa formula unica di unità e coesistenza nella regione, che è in netto contrasto con il razzismo di “Israele”. Le minacce “israeliane” che hanno minacciato e continuano a minacciare il Sud sono minacce per tutti i libanesi, e sono tenuti ad affrontarle a livello nazionale. Il “meccanismo” deve svolgere il suo ruolo, così come i paesi che sponsorizzano l’accordo di cessate il fuoco, per impedire a “Israele” di aggredire e ritirarsi”.
Ed ora uno sguardo agli scenari aperti da Israele aggiornato alle ore 14:00 del 12 novembre . Le forze della coalizione saudita hanno bombardato villaggi di confine nel distretto di Shada, nella provincia occidentale di Saada. Gli Houthi, tramite il loro Ministero dell’Interno ha esortato tutti i cittadini a essere vigili e attenti e a segnalare qualsiasi “movimento sospetto che possa in qualche modo aiutare il nemico chiamando il numero verde di comando e controllo del Ministero dell’Interno, 199”.
Il premier siriano al – Jawlani:” Stiamo conducendo negoziati diretti con “Israele” e abbiamo fatto progressi verso un accordo finale che richiede il suo ritiro dai confini precedenti l’8 dicembre”. Nel frattempo l’area di al Quneitra sta diventando sempre più israeliana. L’agenzia distanza siriana SANA: “Uomini armati prendono di mira Tal Hadid e Tal Aqra nella campagna di Suwaida con colpi di mortaio e mitragliatrici pesanti armi”. Gli ultimi movimenti dell’esercito israeliano nella Siria meridionale – 10 novembre 2025 vedevano convogli di pattuglia dell’esercito israeliano hanno operato nelle aree di Rasm al-Halabi, al-Ruwayhina, al-Ajraf, al-Sa’ayda, Ain Farikha, al-Mushayrifa, al-Samadaniyah al-Sharqiyah e Jura al-Sheikh.
In alcune di queste località, i soldati israeliani hanno ispezionato i veicoli e controllato i documenti d’identità dei civili. In luoghi come Jura al-Sheikh e la strada tra al-Ajraf e al-Samadaniyah al-Sharqiyah, hanno bloccato le strade. Poco dopo, un altro convoglio israeliano composto da almeno quattro veicoli blindati è entrato nell’area di Jubata al-Khashab, mentre nove veicoli blindati si sono diretti ad al-Hurriya, Ufaniya e alla fattoria di Jura al-Sheikh. Lungo il percorso, le forze israeliane hanno istituito diversi posti di blocco, interrompendo il movimento tra i villaggi della regione. Dopo aver pattugliato l’area di al-Asha, le truppe israeliane sono avanzate verso al-Rafid. L’11 novembre le IDF hanno spianato i terreni agricoli nella campagna di Quneitra. Il 12 novembre le IDF sono avanzate nel villaggio di Rasem al-Qata, nella campagna meridionale di Quneitra, e stabiliscono un posto di blocco militare. Presenza registrata delle IDF a Manshiyet Swisa pronti per l’istituzione di blocco.
Registrati scontri nel campo di Ain al-Hilweh in Libano con segnalazioni di feriti. Continuano i sorvoli di droni israeliani in Libano, aereo israeliano ha sganciato una bomba sulla città di Shihine, provocando un incendio. Attività di droni osservata su gran parte della striscia di confine. Segnalata da account libanesi: “silenziosa e intensa”. Aerei da guerra israeliani sorvolano la valle settentrionale della Bekaa (Hermel) i droni sono stati avvistati a Markaba, Houla, Meiss El Jabal.
Continua la costruzione del muro di cemento lungo l’area di fronte alla pianura di Yaroun, estendendosi fino al sito militare di “Al-Hadab” all’interno dei territori libanesi. Secondo finti libanesi in due giorni la costruzione è avanzata di un chilometro. Vengono installati muri prefabbricati in cemento. Account libanesi affermano: “Questa azione viola i precedenti accordi sulla Linea Blu nell’area tra l’insediamento israeliano di Avivim e Jal al-Deir, di fronte alle città libanesi di Maroun al-Ras e Aitaroun”.
Bombardamento di artiglieria israeliana a est di Khan Yunis, a sud di Gaza. Striscia. Le IDF continuano le demolizioni di case a est di Khan Younis, nella Striscia di Gaza meridionale.
Le ruspe dei coloni iniziano i lavori di demolizione delle terre dei palestinesi a Khirbet Al-Hadidiya, nella Valle del Giordano settentrionale. L’esercito di israeliano lancia un razzo di segnalazione sulla città di Furik, a est di Nablus, nella Cisgiordania settentrionale, durante la sua incursione. Mamoun al-Junaidi, direttore della fabbrica al-Junaidi incendiata ieri dai coloni a ovest di Nablus: “Il minimo che ci aspettiamo dalla leadership politica palestinese è una posizione chiara: vietare i prodotti lattiero-caseari israeliani dal mercato palestinese. Proteggere i prodotti e le aziende nazionali non è un’opzione, ma un dovere e un ripristino della dignità”.
Le forze IDF hanno fanno irruzione nella città di Al-Ram, a nord di Gerusalemme, e hanno lanciato gas lacrimogeni contro i lavoratori palestinesi.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
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